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ABRUZZO FREE PRESS

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NUMERO DI MARZO 2013

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    la parola ai direttoriTempo di lettura: 80 secondi

    Habemus Papama cura del Direttore Responsabile

    Tempo di lettura: 15 secondi

    Uniti!a cura del Direttore EditorialeUniti! stato il commento del Cardinale Scala quando un cronista, avvicinandoglisi con passo felpato gli chiede: Non c voluto molto per eleggere questo Papa, secondo lei, come mai? - Perch i cardinali sono uniti! Questa risposta riecheggia tuttoggi nella mia testa ormai vuota per i continui aborti di un fare sociale e politico eccessivamente sterili.L unione con se stessi prima ancora dellunione con gli altri!In questo periodo di Quaresima, possiamo solo auspicarci di trovare nel

    nostro io la giusta forza per migliorarci nella semplici t e nel la grazia del cosmo, per essere con esso un tuttuno. Esattamente come il Cristo che ha saputo essere uomo per far essere luomo figlio di Dio.Proviamoci! Con laiuto di un pastore come Francesco I sar meno di ff ic i le r isal i re la cunetta per un pascolo migliore!Auguro a tutti una s e r e n a e s a n t a P a s q u a , r i c c a d i condivisione e amore. Gaetano Di Giovanni

    E' scesa la sera e comincia a far freddo mentre la pioggia cade lentamente. La piazza piena, ognuno con lo sguardo fisso verso il camino, in attesa della sospirata fumata. Un gabbiano civettuolo, sapendo forse di essere inquadrato dalle telecamere di tutto il mondo, si mette in bella posa lisciandosi le penne, ma forse sta solo cercando un dolce, gradevole tepore.Oh esce del fumo, nero, hum... che delusione! No, no sembra bianco, s, s bianco, abbiamo il nuovo Papa! E

    tutta Piazza San Pietro entra in agitazione. Ora lo sguardo sul balcone.L'immagine ferma, non si vede muovere nulla. Passa il tempo e non succede niente. Ma quando uscir il nuovo Papa? Perch tutto questo tempo e per un attimo mi torna in mente il film di Moretti. No, non possibile, che strani pensieri mi vengono in mente, si sa il cerimoniale, le tante cose da fare... Ma il tempo passa e la finestra una cartolina illustrata, un fermo immagine. I telecronisti non sapendo pi cosa dire si perdono in racconti ed aneddoti. Oooo... ecco... si aprono le tende ed un cardinale un po' andato per l'et si sforza per gridare ad alta voce: Gaudium Magnum, Habemus Papam. La folla applaude mentre tante bandierine si agitano nel cielo, poi silenzio e l'anziano cardinale riprende la scena ed annuncia il nome del nuovo Papa. Ed ora c' proprio silenzio, un silenzio imbarazzante. Chi costui? Da dove viene? Ha un nome italiano ma non italiano. Aspettiamo ancora un poco e lo vedremo. Ed ecco che appare sul balcone. E' una persona anziana, un bel viso, un sorriso semplice come quello di un nonno buono.E' vestito solo di bianco ed ha sul petto una spartana Croce di ferro ed un piccolo anello al dito della mano destra. Pronuncia poche semplici e forti parole e la gente applaude. Poi si accinge a dare la benedizione ma... si ferma un attimo ed invita le persone a restare in silenzio e pregare per lui affinch lo Spirito, scendendo, lo illumini in questo atto cos importante. S'inchina per ricevere lui la benedizione. Io chiudo gli occhi, mi centro e gli mando un diksha dal profondo del mio cuore. Poi d la benedizione, ringrazia e si accomiata augurando la buonasera a tutti.L'impressione che qualcosa veramente cambiata, non se ne poteva pi di cose che niente hanno a che fare con la figura e con il messaggio del Cristo. Si avverte una nuova speranza, ed anche il nome Francesco un buon viatico. Finalmente!Per un attimo mi torna in mente Papa Luciani. L'indomani mattina va a pregare in Basilica con un'auto normale, ritira le due valige nell'hotel dove ha dormito e paga il conto. Se il buongiorno si vede dal mattino... Ora tocca a noi, credenti e non credenti accettare la sfida e come lui ci ha esortato, confessare la nostra umanit, il nostro impegno, riconoscendo i nostri limiti ma riconoscendo anche la perfezione del divino che in ognuno di noi. Mario Di Francesco

    Massimo Arcieri

    Mario Nardicchia

    Inoltre collaborano alla realizzazione:Claudio M., Francesco Frattaroli, Angelo Di Giovanni, Marco M., Diana Di Benedetto, dott.ssa Rosanna Giosaffatte, Alessandro Mastroddi.

    - Tutte le collaborazioni sono da considerarsi gratuite e non retribuite- Gli autori si assumono la piena responsabilit morale e penale di quanto scrivono e nulla possono rivendicare.- Gli inserzionisti si assumono la piena responsabi- lit per i testi, le foto ed i marchi utilizzati.Abruzzothebest Mensile a distribuzione gratuita Autorizzazione tribunale di Sulmona nr. 134 del 17/11/2004Direttore Responsabile: MARIO DI FRANCESCODirettore Editoriale: GAETANO DI GIOVANNIRedazione di Sulmona - LAquila - Avezzano:Strada Statale Sannitica, 479 - 67030 Introdacqua (AQ)Tel. 085.8541034 - Fax 06.233219205

    Progetto grafico: Gaetano Di GiovanniImpaginazione Grafica: G. Di Giovanni - Anita C.Distribuzione: Abruzzothebest StaffStampa: Abruzzothebest Grafica

    Redazione di Pescara - Chieti:S.S 5 Tiburtina Valeria, 9 - 65020 Bolognano (PE)Tel. 085.8541034 - Fax [email protected]

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    Anita C.

    Augusta DAndrea

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    Rosanna Di Giosaffatte

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    4. Curiosando5. La Celiachia6. Il Mistero di Monte San Cosimo (II parte)8. Il Ricambio Cellulare9. Torricella Peligna - Colori e Sapori10. Pensiero Positivo - Il Sogno11. Filosofia - Platone (V parte)12-13. A Manoppello Sagra delle Sagre14-15-18. Lautenticit dellAbruzzo16. Il Palio Celanese17. Cucinando - Specialit estiva 19. 20. Allergie e Acidosi21. I Miracoli della Natura Pro Loco Castellana22. 23.

    Escursioni nel Parco Nazionale dAbruzzo

    Il Lustro della Val Vibrata - Mascia Cardellia13 Sagra della Pizza fritta e Arrosticini

    5. Qua la zampa - Sonia e Maya

    6. New Tecnology - Be App-y

    7. Natura e dintorni - Incontro con lOrso

    9. Donna come portatrice di pace

    10.

    11. Pizza e dintorni - Un p di Storia...

    12. Personaggi dAbruzzo - De Nino

    13. La Camelot di Art

    14. Star bene - Stanchezza? Come e perch

    15. LAutenticit dellAbruzzo

    Filosofia - SantAnselmo dAosta

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    Momenti di Natura Momenti di Natura

    Escursioni nel Parco Nazionale dAbruzzo

    E' meraviglioso che a due ore d'auto da grandi citt come Roma, Napoli e Pescara, in un luogo protetto da immense foreste e aspre montagne, possano avvenire incontri e m o z i o n a n t i e indimenticabili!Non siamo in Africa, ma in Italia, nel Parco Nazionale d'Abruzzo, e qui non raro incrociare cervi, camosci, lupi e orsi. Tutte

    le informazioni sui comportamenti e sulle abitudini di questi animali non potranno mai trasmettere l'emozione di un incontro dal vivo, di un incontro che qui pu ancora avvenire.Quando ero pi giovane di ora, non molto tempo fa, solo una quindicina di anni, lavoravo come guida per l'Ente Parco. Era met settembre, e mi telefonarono per dirmi che avrei dovuto accompagnare due turisti tedeschi che chiedevano di vedere i combattimenti dei cervi. Si trattava di una giovane coppia in viaggio di nozze.Il giorno dopo ci incontrammo e subito misi le mai avanti, dicendo che l'avvistamento degli animali non mai garantito e che avremmo anche potuto camminare senza vedere nulla. Dissero che avremmo lo stesso provato.Eravamo nel pieno del periodo degli amori dei cervi e i potenti bramiti dei maschi, che richiamavano le femmine per formarsi degli harem per l'accoppiamento, echeggiavano ovunque nella valle che stavamo percorrendo.

    Arrivammo nell'ampia radura, da me scelta per l'appostamento, dopo tre ore di marcia. Ci sedemmo al limite del bosco, pronti ad aspettare.Dopo pochissimo uscirono dal bosco due grossi maschi, con palchi magnifici; iniziarono ad avvicinarsi l'un l'altro, emettendo bramiti di sfida. Dopo alcune decine di secondi si affrontarono direttamente, ingaggiando un combattimento breve, ma intenso. Il suono secco dei palchi che si scontravano rimasto per sempre nella nostra memoria.I due ragazzi tedeschi erano affascinati ed emozionati, ma non meno di me. Aspettammo ancora un poco, e poi decidemmo di rientrare, soddisfatti dell'incontro. Ma il meglio doveva ancora arrivare.Lasciammo la radura e ci incamminammo nell'ampia faggeta, eravamo in silenzio. Si udiva solo il fruscio delicato delle foglie smosse dai nostri passi.Non molto distante da noi mi accorgo di un movimento. A gesti avverto i due ragazzi, appena in tempo per vedere due caprioli allontanarsi velocemente con agilit. Non facile vedere i caprioli, che sono animali timidi che amano la tranquillit e i boschi. Eravamo stati fortunati! Proseguiamo.Un po' pi avanti tre cinghiali! Beh! I cinghiali non sono rari...ma pur sempre sono animali liberi!Insomma, mai avrei creduto che in poche ore avremmo visto tanta fauna. Poi vedo un'altra macchia scura alla mia sinistra. Un altro cinghiale penso, e faccio un gesto con la mano per indicarlo ai miei compagni. Il tempo di girare la testa e tutti e tre vediamo che non si tratta di un cinghiale, ma di un orso! Un'orsa per l'esattezza; che stava mangiando insetti smuovendo i massi dal terreno, e che per il nostro procedere calmo e silenzioso non si era accorta di noi.Pochissimi secondi, e l'orsa sente il nostro odore e fugge via...ma dalla parte sbagliata!!!Gli orsi hanno un olfatto finissimo, ma non hanno una gran vista; l'agitazione e la paura fecero muovere l'orsa verso di me! Arriv a dieci centimetri dalla mia gamba sinistra e poi si blocc all'improvviso, soffi con violenza, e finalmente scapp via nella direzione giusta...lontano da noi.Ero pietrificata. E cos i ragazzi.Mai un'emozione cos forte! Mai dimenticher i piccoli occhi dell'orsa che fissarono terrorizzati i miei: i secondi pi lunghi della mia vita.Sono passati anni da allora, e ho rivisto l'orso molte volte; viene anche nel mio frutteto a mangiare le pere in ottobre, ma quell'incontro stato unico e veramente indimenticabile. Jessica DAndrea

    Incontro con lOrso7

  • Essere donna cos a f f a s c i n a n t e . un 'avventura che r i c h i e d e t a l e coraggio, una sfida che non annoia mai. Condivido molto e credo con me molte a l t r e d o n n e i l p e n s i e r o d e l l a c e l e b r e O r i a n a Fallaci. Da marzo a maggio, la primavera, si pu dire, celebra il genere femminile.Quest'anno, per quanto mi riguarda, in particolar modo, la festa dell'8 marzo lho sentita in modo particolare in quanto da poco scomparsa la mia nonna materna che era davvero una gran Donna. Beh che dire, cari lettori, non mi va di d i l u n g a r m i a r a c c o n t a r e , a p r o p o s i t o d e l l e donne, cose magari g i a b b o n d a n -temente sentite; bens voglio solo portarvi a conoscenza di una mostra, tutta al femminile, tenutasi lo scorso anno, a Roma, precisamente a l la Camera de i Deputati, (nella Sala d e l C e n a c o l o , inaugurata da Santo Versace). La mostra stata ideata da Antonella F e r r a r i , v i c e p res idente de l l a sezione Lazio del Club del Marketing e della C o m u n i c a z i o n e , esperta in marketing e comunicaz ione della moda, nonch ambasciatr ice ed operatrice di Pace nel Mondo, presidente di EPICS Eventi di P a r t i c o l a r e Importanza Culturale e S o c i a l e , responsabile stage

    Tempo di lettura: 95 secondi

    Donna come portatrice di pace

    donna e Dintorni

    della Facolt di Lettere ed ideatrice del corso di laurea in Scienze della Moda e del Costume all'Universit La Sapienza di Roma. La mostra dal titolo: Arte e moda italiana nel mondo Donna portatrice di pace stata la conferma di come la moda sia davvero un linguaggio universale, di come i popoli della Terra dialoghino attraverso essa.Ogni abito della collezione divenuto, in ordine crescente, emblema di una donna, di un popolo e dunque di un'intera nazione. La stessa Antonella Ferrari ha dichiarato di aver pensato a quest'iniziativa che di firme prestigiose 'made in Italy' ne ha coinvolte parecchie (basti citare Gattinoni, Renato Balestra, Alviero Martini ecc. ecc.) per promuovere una riconciliazione e operare per la pace universale. La Ferrari ha creato un connubio tra arte, musica, moda e fotografia per il suo progetto sociale. E' accattivante, comunque, l'idea della donna come 'portatrice di pace', quella agognata pace di cui tutti, al mondo d'oggi, sempre pi sfondo di crisi e di difficolt, abbiamo davvero bisogno.Occorre poco per capire come sia impellente la necessit di tornare ad essere pi puri e pi uniti con il nostro prossimo anche se da noi diverso. Se la gente usasse il cuore... Anchelaria prenderebbe colore...Cresca la speranza in noi...E in futuro vedr...Cieli di serenit.... Gi, in tutto il mondo la donna donna, come l'uomo uomo...sarebbe veramente un sogno se i pi capissero che pi importante quello che ci unisce da quello che ci divide.Tornando all'iniziativa della Ferrari, concludo con un'altra frase della canzone di Bocelli: Se la gente usasse il cuore...Siaprirebbe 'sul serio' un orizzonte migliore! Augusta DAndrea

    9

    ALANNO - C.da OratorioInfo e prenotazioni tel. 085.8573235

    RATORIORATORIOBAR - RISTORANTE - PIZZERIA

    Antipasto prosciutto e formaggioAgnello casc'e ove

    Timballo vegetarianoChitarrina alle 3 carni

    Arrosto mistoPatate profumate

    Insalatina

    Dolci della casa

    Vino sfuso (podere Castorani)Bevande varie

    Caff Digestivo

  • Tempo di lettura: 95 secondi

    I nomi delle pizze

    pizza e Dintorni11

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    Certamente, ci di cui non si pu pensare il maggiore non pu esistere solo nellintelletto. Infatti se esistesse solo nellintelletto si potrebbe pensare che esiste anche nella realt e, questo sarebbe pi grande. Se, dunque, ci di cui non si pu pensare il maggiore esiste solo nellintelletto, ci di cui pensare il maggiore ci di cui si pu pensare il maggiore. Il che contraddittorio. Esiste, dunque, senza dubbio qualche cosa di cui non si pu pensare il maggiore e nellintel-letto e nella realt. Guglielmo dAlvernia

    Anselmo dAosta (1033-1109), dapprima monaco benedettino in Normandia, poi arcivescovo di Canterbury in Inghilterra, passato alla storia per essere

    stato lautore di due opere in cui tratta delle prove dellesistenza di Dio. La prima dal titolo Monologion (cio soliloquio) pi tradizionale, mentre la seconda, il Proslogion (cio colloquio) radicalmente innovativa. In essa per la prima volta enunciato il celebre argomento ontologico, su cui per secoli, praticamente fino ai nostri giorni, filosofi e teologo non hanno smesso dinterrogarsi.

    Nel Monologion Anselmo simmagina un uomo che non conosca Dio, che dica nella sua mente: Dio non esiste (questuomo un insipiens, scrive Anselmo con linguaggio biblico, uno stolto, perch quando egli pensa di Dio non coerente con la stessa intelligenza).Si confronti questa posizione con quella di un credente, per il quale Dio esiste. Ebbene su che cosa questo due uomini hanno opinioni contrapposte? Non su che cosa dobbiamo intendere per Dio, ma solo sul fatto che allidea di Dio -di cui parliamo- corrisponda di fatto un essere reale. Infatti, quando parliamo di Dio, si creda o meno alla sua esistenza, ne abbiamo in mente unidea precisa: lidea di Dio quella di un essere del quale non possiamo pensare nulla di pi grande (id quo maius cogitari nequit).Su ci concordano sia il credente ce lateo.Anselmo ritiene che, accettata questa ovvia definizione di Dio, la sua esistenza reale al di fuori della mente, si debba necessariamente ammettere. Si ammetta, infatti, che un simile essere non esiste. In questo abbia le sue caratteristiche e che allo stesso tempo sia esistente. Attenzione: ci di cui stiamo parlando lessere di cui non possiamo pensare nulla di pi grande. Ma possiamo pensare qualcosa di pi grande di un essere che non esiste, e cio di un essere che esiste? Dunque, in quanto pensiamo Dio come lessere pi grande, non possiamo non pensarlo esistente. Possiamo dedurre che Dio deve esistere.Con questa argomentazione Anselmo convinto di aver conciliato fede e ragione, mostrando la rigorosa necessit logica dellesistenza di Dio, di fronte alla quale anche chi non crede, come linsipiens, viene costretto dalla propria stessa intelligenza ad ammettere che Dio esiste. Anita C.

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    11 Un p di storia...

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    La pizza un alimento completo e gustoso, simbolo internazionale della cucina italiana.Ma quando e dove nata?Migliaia di anni fa luomo raccoglieva i chicchi di grano, pestava questi chicchi e se ne nutriva. Scopr anche che poteva impastare quel grano macinato il pi finemente possibile con acqua e arrostire quellimpasto a forma di disco su pietre roventi.Questo impasto arrostito su pietre fu cotto, man mano anche in modo pi comodo. Il grande passo successivo fu quando venne scoperta la lievitazione e fu inventato il primo forno. Questo avvenne circa seimila anni fa in Egitto. In tutta la zona del vicino Oriente, chiamata anche Mezzaluna Fertile, dal

    Nilo allEufrate, la storia aveva camminato pi in fretta che nelle terre circostanti. Notarono che limpasto, per quello che genericamente avevano chiamato pane, veniva a volte invasato da forze misteriose le quali lo facevano gonfiare e poi guastare.Gli Egizi pensarono di sfruttare il fenomeno imparando ad utilizzare quella pasta, a cuocerla e conservarne qualche pezzo per trasmettere ad altra pasta la stessa forza di crescita. Poi, sempre gli Egizi inventarono il forno che era a forma di cono, il fuoco si metteva dentro, fuori si appiccicavano, nel senso pi letterale del termine, i panetti: quando cadevano voleva dire che erano cotti da una parte appiccicati dallaltra parte per completare la cottura.

    Solo in un secondo tempo venne lidea di dividere in due il forno e mettere sotto il fuoco e sopra i panetti a cuocere.I primi forni erano costruiti in mattoni, poi in pietra vulcanica, gli unici materiali che consentivano di raggiungere le temperature indispensabili per la buona riuscita della pizza.Tra il 700 e l800 la pizza viene preparata nel forno a legna e venduta per strada tramite bancarelle ambulanti.In seguito gli ambulanti aggiunsero qualche tavolino e delle sedie nei pressi delle bancarelle, per arrivare infine alle vere e proprie pizzerie al chiuso a cui siamo abituati oggi. I Lomgobardi calati in Italia meridionale dopo la caduta dellmpero Romano, avevano portato con s la bufala che, una volta ambientatasi tra il Lazio e la Campania, forniva il latte per la fabbricazione della mozzarella. In epoca moderna la scoperta del Nuovo Mondo port in Europa un elemento principe della pizza della quale della quale quasi impossibile immaginarla priva: il pomodoro. Gaetano Di Giovanni

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    - acqua tiepidaProcedimento:

    Versate le due farine, setacciate, in una ciotola grande e versate circa 180 ml di

    acqua tiepida.Impastate fino a quando non otterrete

    un impasto abbastanza elastico. In questa fase volendo potete aggiungere

    sale a vostro piacimento. Lasciate riposare limpasto per unora sotto un

    panno umido dopo averlo spennellato con olio.

    Formate 10 panini dalla forma lunga e stendeteli con le mani o con un

    mattarello allaltezza di 1-2 cm e spennellateli con poco olio.

    Ungete una teglia, sistemate i panini e infornate per 15 minuti a 220C facendo attenzione a girare una volta per lato i

    panini.

    Il pane degli Egizi(pane azzimo)

  • Impresari per professio e! nImpresari per professio e! n

    Antonio De Nino Grazie alla sua cultura enciclopedica ritenuto l'archetipo dell' intellettuale abruzzese dei secoli XIX e XX, guida indiscussa in ambito scientifico. Antonio De Nino nasce a Pratola Peligna (AQ) il 15 giugno 1833, muore a Sulmona (AQ) il 1 marzo 1907.Gran parte della sua notoriet, a livello sia nazionale sia internazionale, ancora oggi legata alle scoperte ed agli scritti di archeologia. Primo in Abruzzo a scavare gli antichi siti del nostro territorio, ne document i ritrovamenti con saggi ed articoli sulla stampa locale e nazionale e con schede identificative dei reperti, puntualmente trasmesse alla Direzione Generale delle Belle Arti, che ne provvedeva la

    sistematica pubblicazione su Notizie degli Scavi di Antichit.E' considerato ancora oggi il padre dell'Archeologia abruzzese.Da giovane viene etichettato come un bambino gracile, irrequieto ed insofferente della disciplina scolastica che, dopo aver scagliato contro il maestro curato i libri di testo, continu a studiare da autodidatta, affrontando anche letture pi impegnative che gli consentirono di imparare l'italiano ed il latino. Ma non abbandon mai lo studio del dialetto nella convinzione che non si fa la storia di una lingua, o si fa di convenzioni o di congetture, senza lo studio dei dialetti, o almeno dei principali, nei vari periodi del loro svolgimento.Subito dopo l'Unit d'Italia, dovendo far fronte ai problemi economici quotidiani, divenne maestro elementare, destinazione San Demetrio dei Vestini, quindi Leonessa. Tornato a Sulmona nel 1872, dopo gli incarichi scolastici di Rieti e Cingoli, fu professore alla Scuola Tecnica e al Ginnasio, occasione quest'ultima che gli permise di rafforzare l'amicizia con Leopoldo Dorrucci. Nel 1885 gli fu affidato l'incarico di direttore delle Scuole Regie Secondarie.Nel 1876 si prodig come Ispettore ai Monumenti, carica onoraria ricevuta anche grazie all'individuazione e quindi alla schedatura delle Opere d'Arte presenti in Abruzzo, nella massima parte inedite e da lui rese note in pi occasioni, quindi raccolte in un repertorio di oggetti d'arte, pubblicato nel 1904, il Sommario dei Monumenti e degli Oggetti d'Arte. In realt Il Sommario solo una sintesi della pubblicazione che aveva in mente, alla quale aveva dovuto rinunciare per mancanza di mezzi economici e che avrebbe dovuto comprendere tutte le schede complete inviate al Ministero.Tracciando una descrizione essenziale e collocando storicamente e cronologicamente ciascuna delle 452 opere esaminate, visionate personalmente in 107 localit abruzzesi, ha rivelato di essere anche uno Storico dell'Arte ante litteram utilizzando un rigoroso metodo scientifico, appreso forse direttamente da valenti critici e storici dell'Arte come Adolfo Venturi ed Emile Bertaux, con i quali documentato lo scambio epistolare.Nonostante gli scarsi mezzi a disposizione, non esclusi quelli economici, riusciva inoltre a monitorare, con continue ricognizioni sul campo, e a segnalare anche le urgenze legate a problemi di conservazione e di restauro dei monumenti, come documentano i contributi pubblicati nelle riviste culturali dell'epoca ed i carteggi con le Istituzioni competenti, conservati presso la Prefettura dell'Aquila e gli Archivi di Stato, la Biblioteca Comunale di Sulmona, ma anche presso archivi privati.Document con rigore storico-scientifico, canti, proverbi, filastrocche, consuetudini, tutto ci che apparteneva alla sfera pubblica e privata, della vita quotidiana. Raccolse la maggior parte

    personaggi d Abruzzo

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    di questo materiale nei sei volumi degli Usi e Costumi Abruzzesi.A latere di questi interessi, dedic sempre tempo ed attenzione anche alla letteratura ed alla filologia , alla pedagogia, alla politica ed alla storia, discipline amate da sempre e per lui molto importanti e sulle quali ha pubblicato molteplici saggi e contributi.Al riguardo ebbe contatti epistolari con importanti personaggi dell'epoca, tra cui Antonio Labriola e Pasquale Villari.Conobbe, di persona o per corrispondenza, poeti e scrittori italiani e stranieri, tra i quali Aleardo Aleardi, Giosu Carducci, Edmondo De Amicis, Primo Levi, Luigi Pirandello, Salvatore Di Giacomo, Edoardo Scarfoglio, Giacinto Pannella, Nunzio F. Faraglia, Gennaro Finamore, Gabriele d'Annunzio, Michetti, Patini, Barbella, Cascella, Della Monica, Laccetti, Celommi sono soltanto alcuni, forse i pi noti ed importanti personaggi abruzzesi, studiosi ed artisti, che ebbe come amici cari.Di tutte queste amicizie e frequentazioni resta testimonianza nei carteggi e nella corrispondenza conservata in archivi pubblici e privati.Un cenno a parte merita la grande amicizia che lo leg a Gabriele d'Annunzio, conosciuto nel 1881, in occasione di una visita di alcuni giorni a Sulmona, in compagnia di Michetti e Barbella, gi compagni di De Nino nelle estati francavillesi. Guid la comitiva anche tra i resti di Corfinio e poi, dopo una estenuante cavalcata di circa otto ore, anche a Scanno. D'Annunzio ricorreva spesso all'amico quando aveva necessit di documentare, supportare, creare personaggi leggendari per le sue opere e chiedeva notizie circa la storia, le leggende e gli usi locali. Anita C.

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  • La primavera alle porte, sicuramente ancora qualche colpo di coda di freddo invernale e poi con le temperature pi confortevoli e le belle giornate di sole riaffiorir la voglia di uscire, di passeggiare, magari in campagna o in montagna, ma subito veniamo sopraffatti dall'apatia, ci sentiamo privi di energia, stanchi ed in fondo poco motivati. Che fare? Languire in questa situazione di stallo o con uno sforzo e tanta buona volont tirarci fuori? Ma come farlo e perch ci sentiamo cos?La stanchezza, la scarsa volitivit probabilmente il principale disturbo di un corpo eccessivamente acido ed in disbiosi (alterazione della normale flora batterica intestinale).L'alimentazione invernale pi ricca di zuccheri, grassi, proteine ed anche di bevande alcoliche, comunque pi povera di frutta e verdure fresche a cui si aggiunge un minore apporto di acqua, per il minor stimolo alla sete, comporta una maggiore produzione di metaboliti acidi ed una deficitaria eliminazione di essi. A ci si

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    aggiunge come aggravante la minore attivit fisica tipica della stagione fredda. Ne deriva un intasamento dei tessuti e dello spazio intercellulare con l'instaurarsi di un circolo vizioso di maggior accumulo- minore eliminazione, che comporta una riduzione dell'energia derivante dal cibo: carboidrati, grassi, proteine, sali minerali ed altri nutrienti, e della capacit dell'organismo di produrre enzimi, ormoni, ed altri composti chimici necessari per la vita e la funzionalit delle cellule e degli organi. Pancreas, fegato, ghiandole surrenali, deputati tra l'altro al controllo dell'energia, sono molto sensibili agli effetti negativi del le esotoss ine ma anche del le microtossine, prodotte da lieviti e funghi, che in situazione di squilibrio, possono prevalere rispetto alla normale flora batterica intestinale. Lieviti, funghi e muffe interferiscono esaurendo le riserve di vitamine del complesso B, di ferro ed altri minerali, sbilanciando il processo che regola il contenuto di acqua e di minerali (equilibrio

    elettrolitico) necessario per l'attivit cellulare e quindi la produzione di energia e determinando rapide diminuzioni del livello di zucchero nel sangue, tutti fattori che hanno come conseguenza stanchezza, scarsa resistenza, incapacit ad aumentare il tono muscolare, debolezza generale ed anche indesiderate variazioni del peso corporeo e malori.A lungo andare questi processi possono produrre danni alla trasmissione nervosa per compressione diretta e per alterazione dei neurotrasmettitori. Le esotossine e le micotossine acide possono danneggiare anche la guaina mielinica, che riveste i nervi e permette la trasmissione degli impulsi. Uno dei prodotti di scarto del principale nutriente della flora fungina lo zucchero l'acetaldeide ed un suo aumento determina perdita di forza e resistenza con stanchezza e confusione mentale. Ci accade perch inibisce l'assorbimento delle proteine e dei minerali alcalini indispensabili per il funzionamento ed il risanamento dei sistemi organici incluso quello endocrino, alterando la produzione dell 'energia cellulare. L'acetaldeide ha un effetto distruttivo diretto sui neurotrasmettitori e si lega, inoltre, alla parete dei globuli rossi rendendoli meno flessibili e riducendo la loro capacit di passare nei capillari pi sottili, con conseguente privazione di ossigeno per i tessuti. L'acetaldeide viene metabolizzata dal fegato convertendola in alcool, questa reazione consuma magnesio, zolfo, idrogeno e potassio, sottratti cos a funzioni fisiologiche fondamentali per l'energia cellulare. D'altra via l'alcool prodotto pu indurre effetti tipo sbornia e quindi di nuovo senso di stanchezza e senso di confusione. Allora cosa fare? Prendiamo la sacrosanta decisione di curarci della nostra salute e del nostro benessere incominciando una dieta disintossicante: molta frutta, molta verdura cruda e cotta fino a rappresentare almeno i 2/3 della totalit della nostra alimentazione, ridurre l'apporto degli zuccheri, dei grassi e delle proteine, eliminare gli alcolici e le bevande gassate e da ultimo e non ultimo bere molta acqua, almeno 2 litri al giorno, meglio se alcalina e ionizzata. Iniziamo con fare lunghe passeggiate, salire e scendere a piedi gli scalini delle nostre case ed ancora meglio affidiamoci ad un personal trainer, che possa seguirci con esercizi mirati per il ripristino di una massa muscolare adeguata alla nostra et e specifici per riattivare l'attivit metabolica. Cos potremo ritrovare finalmente benessere, vitalit e volitivit.

    Dott.ssa Rosanna Di Giosaffatte Medico Chirurgo Specialista in Odontostomatologia

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