Agudeza Di Baltasar Gracian

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Filosofia morale

Text of Agudeza Di Baltasar Gracian

  • UNIVERSITA DEGLI STUDI DI MACERATA ^. I-Pubblicazioni della O 5

    Fecor,t.. Dr LETERE E Frrosorre

    STUDI IN MEMORIADI GIOVANNI ALLEGRA

    a cura di

    GIULIA MASTRANGELO LATINIGABRIELLA ALMANZA CIOTTI

    SANDRO BALDONCINI

    TIPOLITOGRAFIA PORZIUNCOLA -

    SANTA MARIA DEGLI ANGELI -

    ASSISI

  • ANroNro ArrBcna

    L'AGUDEZA DI BALTASAR GRACIANTRA METAFORICA E PRAGMATICA

    Per Agudeza si intende qui sia l'opera di Baltasar Gracin cosintitolata 1, sia anche il concetto specifico di ivi deli-neato dal gesuita aragonese. Esso necessario per cogliere l'origi-nalit del suo pensiero, collocato in un caratteristico spazio di inter-sezione successivamente cancellato dall'evoluzione divergente dellariflessione etico-politica e di quella estetica. Ma l'intersezione duplice : da un lato I' stessa, perch in questo idealeestetico la bellezza viene pensata come affrne a\I'effettiait, a ciche agisce e riesce, e 1l proprium della letterariet viene concepitonell'espressione sagace, essenzialmente laconica e acuminata (mottodi spirito, o bon mot, etc.) 2 ; dall'altro sta nella posizione storica

    L Agudeza y Arte de Ingenio, col pseudonimo di Lorengo Gracin(Huesca 1648, por Juan Nogues, pp. 384, in 4o; c'era stata una versionemeno compiuta neI 164z). Vedila ora in una edizione delle Obras Completas(Madrid 1944, introduccin, recopilacin y notas de E. Correa Caldern ;ivi 196o, estudio prel iminar, edicin, bibl iograia y notas de A. del Hoyo;mentre nella edizione gracianesca della Bibli,oteca d,e Autores Espail,oles non uscito il volume che avrebbe dovuto contenerla, rrra solo il primo : Ma-drid 1969, edicin y estudio preliminar de M. Batllori y C. Peralta), onel l 'edizione singola a cura di E. Correa Caldern (Madrid, vol l . I I , 1969).

    2 A proposito dell'agudo e del suo campo semantico, pu essere utileriportare quanto recita il grande dizionario coevo. TI Tesoro de la lenguacastellana espafr,ola del Covennunres (Madrid 16rr ; vedilo nell'edizionea cura di Mart in de Riquer, Barcelona rg43) definisce cosl: < Agudo. Dceseprincipalmente del hierro con que cortamos o punzamos, y de cualquierotra cosa que corte en esta manera; transfirese al alma, y decimos agudo

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    di Gracin, quel sovrapporsi tipicamente seicentesco di tradizione(aristotelica) e di anticipazioni del moderno. Ad intendere il sensodi questa strumentazione di concetti ostano le categorie che han-no prevalso negli ultimi due secoli, frapposte tra la nostra atti-tudine critica e il testo gracianesco 3. It noto giudizio negativodel Croce a esemplifica l'ostilit, fino a tempi recenti, nei confrontidel < cattivo gusto > barocco, qui specificata dall'asserito insuffr-ciente superamento da parte di Gracin della prospettiva aristo-telica ; e se datano da circa un secolo i primi studi importanti chehanno modernamente fornito i paradigmi per la rivalutazione del

    aI que t iene ingenio suti l y penetrante. Tambin l lamamos agudo al inquietoque anda de qu para al l br i l lando. Agudeza. Suti leza r. Un secolo dopo i lcosiddetto Dicci,onari,o de awtoridades della Real Academia Espaflola (\[adrid17z6) dice:

  • L'( AGUDEZL T> Dr BALTASAR GRAcriN

    barocco 5, alcune teorizzazioni coinvolte del tutto nell', nella < sottigliezza r), etc., come quella del no-stro autore, hanno dovuto attendere la loro legittima rivisitazionefino quasi ad oggi t. Una delle ragioni di questo ritardo che, perusare le parole di Mario Perniola, (( nessuno dei termini fondamen-

    5 Ricordo le opere del Gurlitt, quelle celebri del Wollflin, le conferen-ze d Alois Riegl, e poi via via, con r i tmo accelerato, l 'opera essenziale delWeisbach (Der Baroh als Kunst der Gegenreforrnat'ion, Berlin tgzr), quel-le di Eugenio d'Ors (cui spetta, qualunque valutazione si dia del le suetesi, i l merito del la precoce e fondamentale individuazione del barocco nelsecolo classico francese), Sypher, Cioranescu, Hocke (per r icordare soloautori la cui fama dipende pi strettamente da questo settore d' indagini).

    6 Una monografia di sintesi sul nostro autore E. ConnBe Cer.ornN,B, Gracir in. Su uida y sw obra, Madrid rg7o2,con ampia bibl iograf ia; sonouti l i anche le introduzioni al le edizioni del le opere complete citate sopra(ta pi ampia quella di M. BerrloRr - C. PBnALTA, Baltasar Graci,an ensw a' ida y en sus obras, pp. 5-r77, pubbticata anche separatamente con lostesso t i tolo dal l ' Inst i tuto Fernando el Catl ico, Zaragoza ry6g). Impor-tante da un punto di vista sostanzialmente f i losofico e in modo simile aquello che tentato qui, la riabllitazione compiuta dal libro recente diE. Hroar-co-SBnNe, Das ' ingen' ise Denhen bei Boltasar Gyac' iaz, I \{nchenr985, che r iprende quanto dal l 'autore precedentemente esposto in var studi.M. Betr,r-onr, negl i studi raccolt i in Grac' icn y el Barroco, Roma rg58, hain part icolare, per quanto ci interessa, chiari to i l legame di Gracin con larat ' io studiorwm gesuit ica, nel senso di una continuit spiegata dal la capa-cit. di adattamento del la S. I . al le condizioni storico-cultural i (La barro-qwizac'in de la rat'io studiorum en la rnente y en las obras de Graci.dn, pp.ror-r06, spec. ro4-r05 ; Gracidn y la retr ' ica barroca en Espafra, pp. to7-rr4). Ma i l quadro pi completo (per quanto non simpatizzante conl 'Agu-deza) ancora queilo fornito dal lo studio di A. CostER, Baltasar Grac' ian,trad. sp., Zaragoza 19472 (ed. orig. r9r3). Restano apprezzabil i due raccoltepubblicate in occasione del centenario : AA.VV., Hotnenaie a Graci,an, ivi1958, con numerosi studi di valore, e Baltasar Grac' ian en su tercer centenayiot658-r958, in < Revista de la Universidad de Madrid r, VII (rgS8), clovespicca soprattutto l 'eccel lente J. L. AneNGunE,w, La moyal de Gyacian,pp. 33r-354 (e meno importante, invece, la pi recente Gyac' ian y suepoca, Zaragoza r986). Inf ine r icordo le pagine di sintesi di E. R. Cunrrus,in Ewroprii.sche Litevatur und Late'inisches Mi.ttelalter, Bern rg542, che sistagl iano storicamente tra le pi importanti scri t te su Gracin, acquisen-dosi in esse le nozioni fondamental i sul la col locazione f ino ad al lora incertao fraintesa del l 'Agudeza. Curt ius, nel quadro di una r icostruzione completadel manierismo, r iconosce l 'or iginal i t di Gracin nel determinare una nuovadiscipl ina, essenzialmente dist inta dal la retorica (p. 3or e ss.), suo i lmerito di aver colto per primo con vigore questo punto.

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    tali dell'opera di Gracin parla immediatamente all'esperienza del-I'uomo contemporaneo > 7. Anche di quegli elementi che ne confer-mano l 'attualit, va dunque tenuta presente l 'accezione variabil-mente eccentrica rispetto all'esperienza moderna. Certo non quipossibile un compiuto lavoro di storia dei concetti : tuttavia, at-traverso la discussione che segue, alcuni aspetti fondamentali do-vrebbero venirsi a delineare.

    D'altra parte, questa caratterizzazione della bellezza come esplica Io scarto del Gracin anche rispetto ai concettiestetici sui quali, pure, egli si innesta : come vedremo, non si trattaaffatto di riattualizzare la tradizione retorica, ma gli fu necessarioautocomprendersi come I' inventore di una teoria del tutto nuova.Ma la tradizione retorica andava basandosi, naturalmente, in granparte proprio sul valore pratico-effettuale della parola ben cali-brata dell'oratore. Sar" dunque necessario vedere per quali ragioniGracin non se ne contenta : a partire da questa insoddisfazione,egli anche un ruolo importante di precursore. Come gli altri trat-tatisti seicenteschi, I'aragonese discorre di o di < in-gegnositr r, concetti attinti da un noto passo aristotelico 8; ma gi

    7 M. PBnNroLA, c i t . , p. ro.8 Retor. , f f l , r4rob,6 e ss. Quanto agl i autor i coevi , t ra cui spicca,

    naturalmente, EunNuBr-E TESAURo, non qui i l caso di avviare un pa-ragone : basti qualche osservazione. I l Cannocchi,ale avistotel ' ico (t654, mal 'opera compiuta a part ire dal la < quinta impressione r del 167o ; io hoconsultato la sett ima, presso Paolo Baglioni, Venezia 16Z+) caratterizzatoda una maggiore e piir moderna ocalizzazione sulla metafora, sia per di-mensioni del la discussione pert inente (pp. r78-355), sia per contenuti , cheidenti f icandola in effett i con l '< ingegno D e con I ', la pongonoal fondamento del l 'operare estet ico. Ci conduce ad espressioni celebri divero entusiasmo per essa (cfr. p. r78) e ad inni al la sua radicale l lberal izza-ziorre (cfr. pp. r83-r84). Tuttavia resta avvert ibi le nettamente la forte di-pendenza di Tesauro da Aristotele (anzi proprio dal I I I l ibro del la Reto-r ica), che ne determina l 'autocomprensione in termini di ( retorica > ; restafondamentale, nel sistema del la metafora tesauresca, i l r iconoscimento dibase di un genere comune al le cose (p. t8Z ss.). Una lettura che mette ana-l i t icamente a fuoco gl i snodi e le variet del rapporto secentesco con Ari-stotele quel la di H. HetzrBln, Thvee National Deforrnations of Av' istot le:Tesawro, Gracid,n, Bo' i leau, in < Studi Secenteschi l , I I ( t96r) , pp. 3-2r, checoglie bene la radical i t di Tesauro, ma ha una immagine decisamentetroppo moderata di Gracin (che si ripercuote con efietti piuttosto sorpren-denti anche su quella di Gngora) ; vedi anche S. L. BEtunr-l , Gracid'n,

  • L'( AGUDEZA DT BALTASAR GRACIN

    Aristotele ha in mente, trattando delle < espressioni spiritose e disuccesso > (vale a dire le < acutezze>>), specialmente la metafor&, pele ragioni che si vedranno tra breve. Il concettismo esplica unsuo ruolo storico fondamentale proprio in relazione agli sviluppisuccessivi della problematica della metafora e dell'invenzionepoetica in genere. Dunque, se Gracin non certo uno dei primiad occuparsi di metafor