Algie del marzialista jk sports

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    07-Apr-2016

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Nonostante il praticante darti marziali sia una persona che non conosca malattie parti-colarmente gravi dal punto di vista patologico, egli sa che vi un campanello dallarme cui deve prestare la massima attenzione. Questo segnale, comunemente conosciuto come dolore a volte lunico elemento che in-dichi una patologia nel soggetto che pratica unattivit sportiva. Il dolore acuto a carico di un organo inizia con la stimolazione di uno o pi recettori sensoriali, chiamati nocicettori, localizzati nella pelle o negli organi interni. Questi recettori ricevono informazioni su caldo intenso, forte pressione, punture, tagli e altri eventi che possono causare danni all'organismo.

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<ul><li><p>ELABORATO DI MEDICINA </p><p>AALLGGIIEE DDEELL MMAARRZZIIAALLIISSTTAA </p><p>A cura di </p><p>MMiicchheellee ZZaannnnoollffii </p><p> Maestro dellArte della Spada </p><p>ELABORATO DIDATTICO PER ASPIRANTI ISTRUTTORI </p><p> QQuueessttoo ddooccuummeennttoo ssttaattoo ggeennttiillmmeennttee ccoonncceessssoo ddaallllaa </p><p>FISMM ITALIA </p><p>aa ffaavvoorree ddeellllaa JK SPORTS MILANO </p><p>RReeddaattttoo iinn pprroopprriioo ppeerr ssoollii ffiinnii ddiiddaattttiiccii DDiissttrriibbuuiittoo ddaallllaa SSeeggrreetteerriiaa NNaazziioonnaallee </p><p>FFEEDDEERRAAZZIIOONNEE IITTAALLIIAANNAA SSCCUUOOLLEE MMAARRZZIIAALLII MMUULLTTIIDDIISSCCIIPPLLIINNAARRII </p></li><li><p> PPRREEMMEESSSSAA </p><p>d ogni buon fine, chiarisco che lelaborato didattico ALGIE DEL MARZIALISTA indirizzato prima-riamente agli Aspiranti Istruttori </p><p>iscritti alla Federazione Italiana Scuole Marziali Multidisciplinari, secondariamente ai Responsa-bili Regionali e Referenti delle Scuole Marziali affiliate per leventuale distribuzione ed infine ai marzialisti accreditati presso la nostra JK Sports. Questa precisazione finalizzata allomissione sia dargomenti, sia di concetti, visti e approfon-diti molte volte in precedenti elaborati didattici. </p><p>Nondimeno utile ribadire che il K.H.S. si basa sulla regola CHEIN ONE GO (tutto d'un fia-to), ci al solo scopo davvicinarci quanto pi possibile, sia mentalmente, sia fisicamente, agli obblighi imposti dal combattimento reale. Per questa ragione nella nostra disciplina non sono previste operazioni di: </p><p>a) PULLED MUSCLE PREVENTION (esercizi di riscaldamento finalizzati a prevenire strappi muscolari ); </p><p>b) STRETCHING (esercizi di distensione del-le membra); </p><p>c) CATCH ONE'S BREATH (interruzioni du-rante il combattimento, finalizzate a ri-prendere il fiato ). </p><p> () Il K.H.S. allena al movimento isometrico as-soluto. In questo modo, il corpo viene addestrato ad eseguire quegli scatti intensi e brevi, necessari per il combattimento senza compromettere n la muscolatura n i tendini. </p><p>() Il marzialista impara, senza interrompere il combattimento, ad assumere posture, o eseguire manovre, che gli permettono di normalizzare il respiro e controllarne laspetto bradicardico. </p><p>onostante il praticante darti marziali sia una persona che non conosca ma-lattie particolarmente gravi dal punto di vista patologico, egli sa che vi un </p><p>campanello dallarme cui deve prestare la massima attenzione. Questo segnale, comune-</p><p>mente conosciuto come dolore a volte lunico elemento che indichi una patologia nel soggetto che pratica unattivit sportiva. Il dolore acuto a carico di un organo inizia con la stimola-zione di uno o pi recettori sensoriali, chiamati nocicettori, localizzati nella pelle o negli organi interni. Questi recettori ricevono informazioni su caldo intenso, forte pressione, punture, tagli e al-tri eventi che possono causare danni all'organi-smo. Il trasporto di queste informazioni dai noci-cettori al midollo spinale affidato a due tipi di fibre nervose: </p><p>a) FIBRE A - DELTA, che trasmettono le in-formazioni velocemente e sono probabilmen-te responsabili della percezione acuta del do-lore; </p><p>b) FIBRE C, che trasmettono gli impulsi pi lentamente e causano, probabilmente, la percezione del dolore persistente. </p><p>Nel midollo spinale i messaggi dei nocicettori possono essere modulati da altri neuroni spinali che aumentano o, pi frequentemente, diminui-scono l'intensit dello stimolo dolorifico. L'im-pulso viaggia, quindi, verso diverse aree del cer-vello. Alcune zone cerebrali determinano dove si trova il dolore e cosa lo sta causando, mentre al-tre integrano l'informazione sensoriale con le condizioni generali dell'organismo e producono la sensazione emotiva chiamata dolore. Questi stessi centri cerebrali possono attivare lunghe fi-bre nervose che discendono fino al punto del mi-dollo spinale dove ha origine il segnale del dolore e lattenuano. </p><p>Figura A </p><p>[] L'impulso viaggia, quindi, verso diverse aree del cervello. Alcune zone cerebrali determinano dove si trova il dolore e cosa lo sta causando [] </p><p>AAAAAAAA </p><p>NNNNNNNN </p></li><li><p> Secondo alcuni studi sembra che alcune delle fi-bre che inibiscono i messaggi del dolore nel mi-dollo spinale rilascino un neurotrasmettitore chiamato encefalina; inoltre, in determinate aree del cervello che elaborano i messaggi, viene se-creta una sostanza chimica simile all'encefalina, chiamata endorfina. Nonostante il ruolo preciso di queste due sostanze nell'organismo non sia an-cora del tutto chiaro, la loro somiglianza struttu-rale con alcuni analgesici sintetici suggerisce che esse vengono prodotte per funzionare da inibitori naturali del dolore. </p><p>Empiricamente, nella nostra Sala dArmi, susa il motto: Quando il dolore morde, continua; quando punge, smetti. </p><p>Latleta marziale, comunemente, denuncia dolore muscolo-scheletrico, localizzabile nelle strutture: </p><p>1) articolari; 2) capsulari miofasciali; 3) legamentose tendinee; 4) osteoperiostee. </p><p>Prenderemo in analisi sia alcuni aspetti della po-stura , sia alcune di queste patologie al fine di renderci maggiormente coscienti ed eventual-mente prevenirle, riconoscerle e correggerle. </p><p>LLAA PPOOSSTTUURRAA </p><p>acquisizione della postura eretta e del movimento bipede (nella linea evolutiva dell'uomo risale al tempo dei primi austra-</p><p>lopiteci), stata possibile grazie ad una serie di adattamenti strutturali che tuttora si riscontrano nell'apparato scheletrico umano: </p><p>a) la colonna vertebrale presenta una ca-ratteristica forma a S, che sposta il cen-tro di gravit del corpo direttamente sull'area di appoggio dei piedi, confe-rendo stabilit ed equilibrio nella posi-zione eretta; </p><p>b) il bacino pi ampio che negli altri pri-mati antropomorfi, l'articolazione del gi-nocchio si blocca nella posizione di mas-sima estensione e il piede non prensile, ma specializzato nell'appoggio e nella deambulazione plantigrada. </p><p>Fu l'antropologo francese Marcel Mauss a parla-re per primo, nel 1934, di tecniche del corpo. In un articolo pubblicato nel 1936 sul "Journal de Psychologie". Secondo Mauss, alcune tecniche del corpo ci ap-partengono perch ci sono state trasmesse cultu-ralmente e riguardano i diversi momenti della vi-ta dogni individuo, dall'infanzia alla vita adulta. La postura e il movimento vengono percepiti spontaneamente come portatori di significato in base all'esperienza che ciascuno sviluppa nel proprio ambiente; questinsieme di movimenti, che permettono la naturale padronanza del corpo, corrisponde a ci che marzialmente sono definite Tecniche base o Fondamentali. Il marzialista deve possedere quella stessa natura-le padronanza del corpo. Per far s ch ci acca-da, occorre acquisire una serie di posture che Mauss chiama extraquotidiane. Esse sono utili per trovare un equilibrio psicofisico di base. Sar tale condizione che permetter al marzialista di comportarsi come se, questa, fosse la sua condi-zione naturale desistenza. Nel nostro caso, la Sa-la dArmi il teatro dellazione, in cui si simula-no metodiche e psicologia del combattimento reale. </p><p>Per evitare, sia durante i combattimenti, sia negli allenamenti, la comparsa di dolori muscolari e/od osteoarticolari, necessario mantenere sempre una corretta postura. Questa pu essere definita come "il mantenimento del corpo in equilibrio con il minimo dispendio energetico possibile". </p><p>La postura dipende da due fattori fondamentali: </p><p>1. anatomo - funzionale, rappresentato dalla "struttura portante" della colonna vertebrale, con muscoli, legamenti ed articolazioni; </p><p>2. ambientale, rappresentato dal modo di in-teragire con il mondo esterno; una sorta di "lin-guaggio del corpo", determinato da, ad esem-pio: emozioni e impulsi. </p><p>LLLLLLLL </p></li><li><p> Tali fattori possono a loro volta essere influenzati da varie condizioni. </p><p>Oggi, purtroppo, sempre pi difficile mantenere una postura corretta. Quando il corpo cerca di conservare l'equilibrio ricercando posizioni che non acuiscano il dolore, riduce la sua mobilit. Si deforma, pagando il proprio sollievo con una maggiore perdita denergia, quindi indebolendo-si. Il dolore, a causa della postura non pi cor-retta, compare cos senza difficolt (un emblema-tico modello ne la vecchiaia, con la relativa ti-pica assunzione di nuove posture). </p><p>Figura B </p><p>[] importante notare come la linea di gravit cada al centro della base d'appoggio; che il peso sia equa-mente distribuito suglarti inferiori [] </p><p>Purtroppo nella maggior parte dei casi le persone prendono coscienza del problema solamente nella fase della repressione, quando invece maggior-mente utile unadeguata prevenzione. Il corpo umano , normalmente, in buon equili-brio; raramente, invece, conserva una buona po-stura. Guardando limmagine (Figura B) importante notare come nella Postura del Cavaliere la linea di gravit cada al centro della base d'appoggio; che il peso sia equamente distribuito (cin-que/decimi) suglarti inferiori e che il piede (let-tera A) riproduca la movenza Asci, (Figura C) ovvero, un movimento rotatorio in sospensione </p><p>sulle punte, o sui talloni, al fine di migliorarne il carico dinamico espresso nel gesto tecnico e non arrecare cos danno ai muscoli lombari e/o pro-vocare cervicobrachialgie. </p><p>Figura C </p><p> [] e che il piede riproduca la movenza Asci, ovve-ro, un movimento rotatorio in sospensione sulle pun-te, o sui talloni, al fine di migliorarne il carico dinami-co espresso nel gesto tecnico e non arrecare danno ai muscoli lombari e/o provocare cervicobrachialgie [] </p><p>L'atleta mantiene la stazione eretta, ovvero l'equi-librio, grazie all'acquisizione istantanea di nume-rose informazioni esterne da parte del nostro or-ganismo; l'apparato oculo-motore (vista), l'appa-rato vestibolare (udito), l'apparato propriocettivo (muscoli e organi nervosi specifici) determina-no le "correzioni" infinitesimali necessarie a "compensare" le perturbazioni sull'equilibrio de-rivanti dall'ambiente esterno. Nel caso un Istrut-tore avesse dubbi sul corretto portamento, o sul-la postura di un atleta, per valutare bene, utile che consigli l'effettuazione di esami posturogra-fici e/o stabilometrici. La stabilometria fornisce altres un valido contri-buto alla vestibologia, alla odontoiatria ed alla fisiatria. L'esame posturografico, in definitiva, consente di valutare come stiamo in piedi, per-mettendo cos di correggere in maniera mirata un difetto posturale. Inoltre stato scoperto che v una stretta corre-lazione tra occlusione delle arcate dentarie (ma-</p></li><li><p> scellare superiore e mandibola), e postura del corpo. Questa ricerca rappresenta laspetto pi avanzato della ricerca odontoiatrica ed denomi-nata Gnatologia. Una chiusura scorretta, anche dalcuni millimetri, della mandibola, o un suo iniziale irrigidimento (evento non raro in un marzialista), determina una torsione delle prime vertebre della colonna. Fatto che pu provocare a sua volta, com facilmente comprensibile, forti dolori, capogiri e gravi difficolt di movimento. Questa connessione possibile che si manifesti con dolori, quali: mal di testa, nevralgie, torcicol-lo, dolori cervicali (definiti sbrigativamente come artrosi cervicale), vertigini, nausea, dolori al dor-so, sciatalgie o lombo-sciatalgie. </p><p>Nello schermidore, un carico scorretto, un movi-mento di rotazione senza essere sostenuto da un corretto passo Asci, oppure, traumi locali, sfor-zi bruschi, microtraumi ripetuti, eccetera, posso-no favorire una delle pi diffuse algie marziali: la sciatica (radicolalgia da irritazione della quinta radice sensitiva lombare e della prima sacrale). Il meccanismo pi frequentemente chiamato in causa si manifesta nella regione spinale inferiore. La sciatica caratterizzata essenzialmente da do-lori lombari irradiati alla natica, alla faccia poste-riore della coscia e anche a quella del polpaccio e al tallone, alla caviglia, all'alluce. Il dolore, lanci-nante, pu essere continuo oppure pu manife-starsi a tratti e raggiungere intensit tale da co-stringere il marzialista a riposo assoluto. </p><p>LAspirante Istruttore sappia che ogni manovra che determina l'allungamento del nervo provoca dolore (segno di Lasgue), quindi dovr favorire la posizione flessa. </p><p>EEEPPPIIICCCOOONNNDDDIIILLLIIITTTEEE </p><p>epicondilite comunemente detta "gomito del tennista o tennis el-bow", (se viene colpito l'epicon-dilo mediale, la sindrome viene </p><p>detta gomito del golfista) una tendinopatia in-serzionale che interessa l'inserzione sull'osso del gomito (in realt su una porzione di questo detta </p><p>epicondilo), dei muscoli epicondilei, che sono quelli che permettono l'estensione, (cio il pie-gamento all'indietro), delle dita e del polso. Come tutte le tendinopatie inserzionali, le cause sono rappresentate da movimenti eccessivamente ripe-tuti o attuati con troppa intensit, che sono re-sponsabili di una progressiva infiammazione del-la giunzione osteo-tendinea. Questo, nello sport, ad esempio, si pu verificare frequentemente nel tennista, ma ci non significa che non possa comparire in altre discipline. </p><p>Figura D </p><p>L'epicondilite non deve essere considerata come una patologia esclusivamente sportiva. L'elemen-to comune rappresentato da un eccessivo utiliz-zo dei muscoli estensori delle dita e del polso. evidente, quindi, che opportune precauzioni, come lo studio duna corretta tecnica nel gesto sportivo, possano rappresentare una valida pre-venzione. </p><p>Il sintomo principale il dolore spontaneo, che aumenta molto alla pressione sulla zona dell'epi-condilo. Talvolta il dolore tende ad irradiarsi sull'avambraccio, rendendo difficili anche le atti-vit quotidiane. I sintomi sono indolenzimento sul sito delle inserzioni muscolari e dolore quan-do i muscoli vengono contratti. Nel caso dello schermidore il dolore si manifesta in concomi-tanza con i movimenti destensione del braccio (occorre tenere presente che solitamente larto duno schermidore K.H.S. sostiene circa 900 </p><p>LLLLLLLL </p></li><li><p> grammi darma e che questa ne grava il movi-mento ). La lesione causata da uno strappo dei muscoli vicino al sito dinserzione nell'osso o da uno sti-ramento del periostio; tale lesione iniziale pro-voca uninfiammazione. Innanzitutto bisogna evi-tare di cominciare in ritardo la terapia. Ai primi accenni di dolore consigliabile rivolgersi allo specialista. Riposo e ghiaccio per prima cosa: la borsa del ghiaccio deve essere mantenuta per 15 -20 minuti pi volte al giorno. </p><p>Figura E </p><p>Talvolta pu essere utile utilizzare un tutore a fa-scia particolare, (si acquista nelle sanitarie richie-dendo un tutore antiepicondilite), che supporta lo sforzo compiuto durante l'estensione del braccio. La terapia ideale il riposo assoluto del gomito, sebbene non sempre sia facile sostenerla. </p><p>Tutte le indicazioni sanitarie indicate in questelaborato sono a puro titolo indicativo, (per prescrizioni o terapie sempre necessario rivol-gersi a personale medico qualificato). </p><p>CCCOOOLLLPPPOOO DDDIII FFFRRRUUUSSSTTTAAA </p><p>l Colpo di frusta un trauma molto forte. Provoca uno stiramento dei muscoli, tendini e legamenti della nuca. Comprime i dischi i...</p></li></ul>