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ASPETTI GENERALI

Sommario:

1 IL COMPRENSORIO PAG. 01

1.1 Istituzione del comprensorio pag. 01

1.2 Delimitazione geografica del comprensorio pag. 01

1.3 Principali interventi nel comprensorio: cenni storici pag. 02

1.3.1 Ex Consorzio Atesino di bonifica di Trento pag. 02

1.3.2 Ex Consorzio Fersinale pag.05

1.3.3 Ex Consorzio Piana Rotaliana pag.07

2 PROFILO GEOGRAFICO E SOCIO ECONOMICO PAG.09

2.1 Profilo geografico pag.09

2.2 Profilo geologico pag. 13

2.3 Profilo socio economico pag. 14

2.3.1 Andamento demografico pag. 14

2.3.2 Loccupazione pag. 17

3 IL CLIMA PAG. 23

3.1 Le precipitazioni pag. 23

3.2 Le temperature pag. 29

4 LAMBIENTE PAG.31

4.1 Le riserve naturali pag. 32

4.1.1 I biotopi pag. 32

4.2 La biodiversit pag. 42

5 PERICOLOSIT E RISCHIO IDROGEOLOGICI: CRITERI DI INTERVENTO PAG. 44

5.1 Criteri di intervento pag. 47

5.1.1 Criteri generali pag. 47

5.1.2 Scelta del periodo di intervento pag. 47

5.1.3 Portata di progetto pag. 47

5.2 Criteri di manutenzione delle opere di difesa pag. 48

5.2.1 La manutenzione degli alvei pag. 49

5.2.2 Manutenzione delle opere di difesa pag. 50

6 SITUAZIONE ATTUALE DELLE OPERE IN GESTIONE AL CONSORZIO PAG. 51

6.1 Irrigazione pag. 51

6.2 Impianti idrovori pag. 52

6.3 Dipendenti pag. 53

6.4 Pricipali mezzi in dotazione pag.53

7 OPERE IN ESECUZIONE PAG. 54

8 PROGRAMMA TRIENNALE DI INTERVENTO PAG. 55

ALLEGATI: PAG. 58

A.1. Schede di progetto

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1. IL COMPRENSORIO

1.1 Istituzione del comprensorio

Il Consorzio Trentino di bonifica stato istituito con deliberazione della Giunta provinciale

di Trento n. 2700 del 10 ottobre 2008, mediante la fusione dei Consorzi Atesino, della Piana

Rotaliana e Fersinale in attuazione della L.P. 3 aprile 2007, n.9 Disposizioni in materia di

bonifica e miglioramento fondiario, di ricomposizione fondiaria e conservazione dell'integrit

dell'azienda agricola e modificazioni di leggi provinciali in materia di agricoltura.

La deliberazione di fusione prevede che la nascita della nuova persona giuridica,

denominata Consorzio Trentino di bonifica decorra dal primo gennaio 2009.

Il comprensorio del Consorzio individuato dallo Statuto consortile, adottato con

deliberazione commissariale n.2 dell11 gennaio 2011 ed approvato dalla Giunta Provinciale di

Trento con deliberazione n. 531 del 25 marzo 2011.

1.2 Delimitazione del comprensorio

Il comprensorio consortile si estende su Ha 10662, ricadenti interamente nella provincia di

Trento e cos composti:

- Ha 7274 derivanti dalla fusione dei tre Consorzi citati al punti 1.1. I comprensori di detti

Consorzi erano limitrofi, quindi dalla loro fusione risultato un unico comprensorio senza

soluzioni di continuit;

- Ha 3388 derivanti dallampliamento del Consorzio Trentino di bonifica, approvato dalla

Giunta provinciale di Trento con deliberazione n.2861 del 10 dicembre 2010 e riguardante i

Comuni catastali di Mori, Darzo e Lodrone.

La configurazione iniziale di almeno due dei Consorzi conglobati nel Consorzio Trentino, il

Consorzio Atesino e quello della Piana Rotaliana, comprendeva solo parzialmente alcune

particelle fondiarie perimetrali creando non pochi disagi per il calcolo delle superfici da

assoggettare a ruolo. Con lapplicazione del nuovo Piano di classifica, pubblicato nel gennaio

2011, queste situazioni sono state rettificate includendo od escludendo,in funzione di ogni singola

situazione, lintera particella, ad esclusione delle strade in quanto, essendo molto lunghe e

intersecando spesso ortogonalmente il perimetro, per ragioni logiche e grafiche rimangono incluse

solo parzialmente.

2

1.3 I principali interventi sul comprensorio-cenni storici.

Come gi illustrato al paragrafo 1.1, il Consorzio Trentino di bonifica deriva dalla fusione di

tre preesistenti strutture che hanno attuato e gestito la bonifica e le opere idrauliche sui rispettivi

territori di competenza. I riferimenti storici saranno quindi suddivisi in base al Consorzio

interessato.

1.3.1 Ex Consorzio Atesino di bonifica di Trento.

Fino all'inizio del secolo XVIII l'Adige scorreva nella valle nell'alveo naturale caratterizzato

da ampie anse, allagando e distruggendo campagne e raccolti ogni qualvolta vi erano situazioni

meteorologiche avverse; in molti luoghi venivano segnalate situazioni malariche, i paesi e le stesse

citt non erano sicure dalle minacce del fiume in piena e dei suoi affluenti.

Dal 1818 al 1826 furono eseguiti importanti lavori di rettifica dell' Adige nei comuni di

Romagnano, Besenello, Mattarello ed Aldeno e fu approvato un progetto di regimazione e

sistemazione dell'Avisio e del Fersina dal punto in cui uscivano dalle strette valli sino alla loro

confluenza con il fiume.

Fra il 1849 ed il 1853 venne eseguita la deviazione della confluenza del Noce da S.

Michele a Zambana. (loc. Pasqualine).

La legge provinciale (ex regime austro - ungarico) 23 aprile 1879 finanzi i lavori per

agevolare la coltivazione della pianura della Val d'Adige e risanare le condizioni igieniche e le

esposizioni malariche dei residenti: con essa venne istituito praticamente l'attuale Consorzio

Atesino, che si chiam Consorzio regolazione Adige. Alle ingenti spese concorreva lo Stato con il

50%, la Provincia con il 30% ed il Consorzio obbligatorio col restante 20%.

Con la legge provinciale del 30 dicembre 1896 n. 51, le opere idrauliche e di bonifica

vennero assegnate per la manutenzione al Consorzio.

Dal 1919 al 1921, vennero eseguiti molti lavori di riparazione dei danni di guerra alle opere

idrauliche e di bonifica, spese queste che furono tutte rifuse dallo Stato italiano.

Fino al 1926 il Consorzio aveva funzionato come Consorzio idraulico di bonifica in base

allo Statuto approvato dall'ex regime austriaco, il quale non faceva distinzione specifica fra opere

idrauliche e di bonifica.

Con R.D.L. del 6 novembre 1926 n. 1870 le opere idrauliche sull'Adige ed affluenti,

passarono alla gestione diretta dello Stato, mentre le opere di bonifica furono affidate in

concessione al Consorzio, che fu trasformato in Consorzio di bonifica con nuovo Statuto.

3

Con l'approvazione della legge n. 215/33 sulla bonifica integrale il Consorzio affront

gradatamente il problema della bonifica propriamente detta, costruendo in un primo tempo

adeguati canali a scolo naturale, per mezzo dei quali fu possibile bonificare e rendere coltivabile

gran parte del Comprensorio.

Dal 1931 al 1936 vennero approvati dal Ministero per l'Agricoltura e Foreste i progetti di

bonifica del Comprensorio che si estende in destra Adige dalla retta della statale di collegamento

di S. Michele con Mezzolombardo fino a Zambana, per una superficie di ha. 850.I principali lavori

sono:

Impianto idrovoro di Zambana;

Canali, sviluppo ml. 9.000 di lunghezza;

Strade, sviluppo ml. 7.000 di lunghezza;

Ponte in cemento armato sull'Adige a Nave s. Rocco lungo m. 105, largo m. 4 (ora passato alla

Provincia).

Dal 1935 al 1938 vennero approvati e finanziati i lavori di bonifica in sinistra Adige da S.

Michele sino all'argine destro del fiume Avisio su una superficie interessata di ha 650.

I principali lavori eseguiti sono:

Impianto idrovoro ai "Vodi";

Canali, sviluppo ml. 12.300;

Rifacimento di un ponte in legno sull'Adige, lungo m. 105 largo m. 4 (sostituito successivamente

con un ponte in cemento armato costruito da Genio Civile sulla strada di collegamento fra

Zambana e la SS. 12).

Nel 1953 si provvide ad installare una terza pompa idrovora a Zambana e per il bacino di

Lavis, in sinistra Adige, venne progettata la bonifica della zona a monte di Nave S. Felice I lavori

principali eseguiti furono:

Costruzione di impianto idrovoro;

Canali, sviluppo ml. 6.800.

Nel bacino generale il Consorzio affront il problema della bonifica per comprensori che,

per la loro limitata superficie, facilmente si prestavano ad essere bonificati: nel 1954 vennero

finanziati i lavori nell'alveo di Castelpietra su un comprensorio di ha 40.

4

Si eseguirono i seguenti lavori:

Impianto idrovoro con due elettropompe;

Canali, sviluppo ml. 2740.

Nel 1962 fu la volta del progetto di bonifica di Besenello, con la costruzione di un impianto

idrovoro che interessa Ha 75

Canali, sviluppo ml. 1046.

Ancora nel 1962 fu realizzato il progetto di bonifica dell'Ischia Podetti con la costruzione

dell' impianto idrovoro che serve Ha 35.

Canali, m. 418 di lunghezza.

Nel 1965 tocc al progetto di bonifica in c.c. di Zambana, che interessa il comprensorio di

Ha 70 delle "Pasqualine" con la costruzione dell' impianto idrovoro.

Canali, m. 2686 di lunghezza.

Le eccezionali piene dell'Adige del 1960, 1965, agosto 1966 e la catastrofica alluvione del

novembre 1966 arrecarono considerevoli danni alle opere di bonifica ed a vaste zone agricole dei

bacini di Zambana, La