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Anno 18 n° 6 - EDIZIONE GRATUITA Martedì 7 luglio 2020 Atalanta, caccia al secondo posto SERIE A Limbattibile Dea del Gasp cerca contro la Sampdoria il nono successo consecutivo AL CENTRO DELLATTACCO NERAZZURRO - Duvan Zapata, 29 anni, nato a Calì, in Colombia. Bomber della meravigliosa Atalanta di mister Gasperini Foto Moro

Atalanta, caccia al secondo posto€¦ · Atalanta c3Ç gloria per tutti. Og-gi, quindi, Atalanta-Sampdoria. E 3il primo confronto con un3avversaria che lotta per la salvezza. Certo,

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  • Anno 18 n° 6 - EDIZIONE GRATUITA Martedì 7 luglio 2020

    Atalanta, caccia al secondo postoSERIE A L’imbattibile Dea del Gasp cerca contro la Sampdoria il nono successo consecutivo

    AL CENTRO DELL’ATTACCO NERAZZURRO - Duvan Zapata, 29 anni, nato a Calì, in Colombia. Bomber della meravigliosa Atalanta di mister Gasperini Foto Moro

  • Bergamo&Sport2 Martedì 7 Luglio 2020

    La folle corsa di una grande squadraL’ANALISI Record su record e partite indimenticabili. Il secondo posto non è un miraggioBERGAMO - Un pensierino alsecondo posto? Gasperini e inerazzurri non si tirano indietroe coltivano questa meravigliosasperanziella. Arriva a Bergamola Sampdoria (fischio d’inizio21,45), sabato si va a Torino peraffrontare la Juventus per un’al-tra settimana di passione. Maiestate così torrida, quasi alcoli-ca, per il mondo del calcio conquesto strano campionato che-sta portando nell’Olimpo l’Ata-lanta. Non c’è tempo per far fe-sta dei nuovi record che subitoarriva l’ennesima partita nellaquale bisogna mettere in mostrale idee di grandeur. E i neraz-zurri non falliscono. Dopo l’in-ciampo con la Spal (20 gennaio)e il pareggino col Genoa (2 feb-braio), l’Atalanta ha ripreso unafolle corsa sradicando ostacoli eabbattendo muri. Ne hanno pa-gato le conseguenze, nell’ordi-ne, Fiorentina, Roma, Valencia(due volte), Lecce e, dopo mesiterribili, Sassuolo, Lazio, Udi-nese, Napoli e Cagliari. Diecivittorie, otto in campionato chehanno portato un ricco bottinodi 24 punti. E questa marciatrionfale ha permesso alla Deadi guadagnare nove punti sullaLazio e sei sull’Inter, lasciandoindietro Roma e Napoli di sedi-ci punti (contano i confronti di-retti). E la lampante dimostra-zione della forza della squadrama soprattutto delle scelte e del-le intuizioni di Gasperini è laformazione schierata a Caglia-ri. Sette cambi con l’esordio dalprimo minuto di Tameze e Su-talo. E i due hanno offerto unaprova convincente. Così ai “so-liti” quindici titolari si sono ag-giunti anche loro due. In questa

    Atalanta c’è gloria per tutti. Og-gi, quindi, Atalanta-Sampdoria.E’ il primo confronto conun’avversaria che lotta per lasalvezza. Certo, i doriani si so-no portati avanti con i loro com-piti vincendo i due scontri diret-ti con Lecce e Spal, accumulan-do un significativo vantaggio,sette punti sui salentini. Di sicu-ro non vengono al Gewis Sta-dium per fare da sparring par-tner, anzi cercheranno con tuttele maniere lecite di rendere lavita dura ai nerazzurri. Cono-scendo Ranieri la Samp gioche-rà molto coperta con il solito4-4-1-1. All’andata, domenica10 novembre, è stata, probabil-mente, la peggior partita dellastagione. 0-0 con un solo verotiro in porta, Malinovsky su pu-nizione, e in inferiorità numeri-ca nell’ultimo quarto d’ora perl’espulsione dell’ucraino men-tre pochi minuti prima l’arbitroIrrati si era dimenticato di san-zionare Ferrari che, da ultimouomo, aveva steso Barrow lan-ciato a rete. Ma era un’Atalantastanca dopo aver giocato, tregiorni prima, a San Siro con ilCity. Sembra siano trascorsi se-coli. Intanto Gasperini ha sicu-ramente tante certezze in più eha solo l’imbarazzo della scelte(assente solo lo squalificato Pa-lomino) che riguardano l’undicida mandare in campo e nello sti-lare la formazione non si di-menticherà della partita di saba-to con la Juventus. Anche per-ché nel ricchissimo carnet ne-razzurro manca solo la Juven-tus. A tutte le altre grandi squa-dre, o presunte tali, l’Atalantaha già fatto la festa.

    Giacomo MayerASSOLUTO PROTAGONISTA - Ilicic, 32 anni, genio nerazzurro FOTO MORO

  • Bergamo&SportMartedì 7 Luglio 2020 3

  • Bergamo&Sport4 Martedì 7 Luglio 2020

    Atalanta, sarà ancora ChampionsLA CORSA Classifica, calendario e stato di forma: rincorsa impossibile per la Roma di FonsecaBERGAMO - Tra Atalanta e Ro-ma il duello per l'ultimo postoal sole nella prossima Cham-pions League esiste giusto perla matematica. La quinta forzadel campionato ha 15 lunghez-ze non da colmare bensì da su-perare, visti gli scontri diretticolorati di nerazzurro col 2-0 làe il 2-1 qui, il gap tecnico-tat-tico, i fardelli del rischio di san-zioni Uefa per il fair-play fi-nanziario (vedi Milan) e delcaos societario. Otto giornatemettono comunque in paliopunti a sufficienza per eventua-li crolli e risalite, per quantoimprobabili. Dai numeri dallaripresa, all'orizzonte di Berga-mo, i panorami lussureggiantidel secondo e del terzo posto,occupati da Lazio e Inter, nonassomigliano a tapponi dolo-mitici.

    Un'occhiata al calendario enon ce n'è proprio. Non è mes-so bene chi pasteggia moltofrugalmente a pane e movi-menti in uscita (vicini e lontaninel tempo) da Bergamo senzariempirsi il buzzo come potreb-be: Davide Zappacosta, Gia-nluca Mancini, Bryan Cristan-te, Leonardo Spinazzola e lacomparsa Roger Ibanez nonsono gli stessi visti sotto questicieli. Alla Lupa affamata dipunti e di coesione interna, do-po il ko per 2-1 domenica seracol Napoli (ora appaiato a 48 econ Genoa, Milan, Bologna,Udinese, Parma, Sassuolo, In-

    ter e Lazio per chiudere: non ilmassimo), restano impegninon proibitivi al netto dell'In-ter, il 19 luglio in notturna tra lemura amiche. Contano anchevoglia matta di spaccare ilmondo e motivazioni dell'av-versaria, un'incognita pure conAntonio Conte in panchina,uomo da fuoco perpetuo attiz-zato sotto il popò dei suoi chefanno cilecca lo stesso: per Lu-kaku e soci, dal margine risica-to sulla Dea, anche Verona,Torino (a San Siro) e Spal pri-ma, Fiorentina, Genoa, Napolie Gasp-boys al sipario. Allaquindicesima di ritorno, il ren-dez-vous tra Lupa e Biscione.All'ultima, per l'aspirante quar-ta, la Juventus all'Allianz Sta-dium presumibilmente già scu-dettata, una sfida per onor difirma nell'incipit d'agosto chechiuderà i giochi, ammesso sia-no mai stati aperti. Chances ri-sicate, dunque, per la forma-zione con gente fuori ruolo diPaulo Fonseca, che alla vocegrandi illusioni dal bel gioco asprazzi ricorda tanto il violinotzigano di Rudi Garcia, notevo-le soprattutto per le conquistefemminili oltre che per le la-mentele continue per giustifi-care i propri insuccessi, a dif-ferenza del colono del Mozam-bico noto per la sua esperienzaallo Shakhtar, ostacolo poi ab-battuto dalla Dea lungo la sca-lata all'Olimpo della reginadelle coppe. Nelle partite a ve-

    nire, leggi Parma in casa (oggi)e Brescia fuori, limitandoci allasettimana in corso, i giallorossisono divisi tra lo scontro conchi all'Europa League dedicasolo vaghe chimere e chi allasalvezza ormai non riesce nem-meno più a pensare. Dai 4 ai 6punti già in tasca. Prima dellaBeneamata, che chissà dove sa-rà in classifica a quel segno, ilprimo dei due impegni internidi fila vedrà invece ospite a me-tà mese l'Hellas Verona di IvanJuric, l'allievo prediletto diGian Piero Gasperini. Questasì, una compagine affamata ditutto e di gloria. E che gioca be-nissimo a pallone: la differen-za, tra tante alette, la fa EdinDzeko; se gli scaligeri avesseroun terminale per il loro Ga-sp-game-style, tanti saluti e ba-ci. Dopo i milanesi, l'alternan-za rigida trasferta-casa parreb-be da nona sinfonia: Spal, Fio-rentina e Torino, ovvero serieB prenotata fin da adesso pergli estensi e campionato privodi un perché per due fra le piùcocenti delusioni stagionali.

    Se per la Rometta che a 'stogiro non ha mai potuto sognare,insomma, ci sono almeno 16punticini teoricamente fattibilipre-Madama, col sovrappiùdell'EL da onorare dal 5 o 6agosto col Siviglia e chissà chi,per la ninfetta del calcio orobi-co fare calcoli o tabelle sarebbeirriguardoso. Si può puntare al-l'Aquila, sorpassabile anche a

    pari punti per la classifica avul-sa e attesa da Lecce (salvezza,fuori), Sassuolo, Udinese, CR7& Co. (due da ospite di fila),Cagliari, Verona, Brescia e Na-poli. Duretta da insidiare. Lamarcia atalantina, non fosseper gli inciampi qua e là, buonultimo quello casalingo del 20gennaio contro l'ex Andrea Pe-tagna e il bergamasco MattiaValoti, 2-1 in remuntada, sa-rebbe da scudetto. Lo scoglio,specie per gamba e fiato, per ilPapu Gomez e soci, è il pokercominciato stasera col Doria diallacciate di scarpe a distanzadi tre giorni e destinato a pro-seguire sabato con i Sarri-boys.In seguito, stesso numero dimatch, sotto formato di tris, alGewiss Stadium ed extra moe-nia. Preoccupano relativamen-te l'Hellas al “Bentegodi” a tirodel derby col Brescia e il Bo-logna di Miha (e di Musa Bar-row, un bravo al ragazzo, se lomerita) il 21 luglio, mentre sul-lo sprint finale peseranno spe-ranze e ambizioni residue. Oc-chio al duo Parma-Milan, bra-mose di rivincita per le cinqui-ne invernali sul gobbone, tra 26e 29. Titoli di coda con l'Interall'ombra della Maresana, e an-che lì i giochi saranno fatti. Adir poco 15 punti si racimola-no. Nossignori, in tema Cham-pions è lecito guardare soloavanti. Alle spalle, mai nellavita.

    Simone Fornoni

  • Bergamo&SportMartedì 7 Luglio 2020 5

  • Bergamo&Sport6 Martedì 7 Luglio 2020

    Tribuna Ubi, i lavori continuanoIL RESTYLING Previsti per 100 giorni. Sono partiti spediti e dovrebbero finire a fine settembreBERGAMO - Procedono spediti i lavori del secondo lotto del re-styling del Gewiss Stadium. Giovedì 23 giugno, poche ore dopo ilfischio finale di Atalanta-Lazio, si è aperto il nuovo cantiere del-l’impianto cittadino dal 2017 diventato di proprietà dell’Atalanta.Dopo la demolizione e la totale ricostruzione, la scorsa estate, del-la Curva Nord, stavolta tocca alla storica Tribuna Centrale UbiBanca affacciata su viale Giulio Cesare. Tempi previsti in circa100 giorni (dunque fine settembre) ma legati alla variante dell’e-ventuale riapertura a metà luglio del pubblico in tutti gli stadi ita-liani, che inevitabilmente complicherebbe tutto nelle rimanenti tregare casalinghe (dopo quella contro la Sampdoria a spalti vuoti)dell’Atalanta. Anche se l’ipotesi di riaprire gli stadi ai tifosi sem-bra in frenata dopo l’esplosione dei vari focolai in tutte le Regioniitaliane nell’ultima settimana. Il cantiere, per ovvie ragioni di si-curezza, inoltre sarà fermo nei giorni delle ultime quattro gare ca-salinghe dell’Atalanta. «L’obiettivo è quello di completare i lavoriin pochi mesi, ma si dovrà assolutamente prestare la massima at-tenzione e quindi attenersi a tutte le eventuali decisioni prese da-gli organi di competenza e legate all’evolversi del Covid-19. Allostato attuale le partite si giocano a porte chiuse, ma ovviamenteeventuali ulteriori disposizioni governative sullo svolgimento de-gli eventi sportivi potrebbero richiedere valutazioni sul cronopro-gramma del cantiere del Gewiss Stadium. Proprio per questi mo-tivi la programmazione dei lavori sarà a cadenza settimanale. Ilcantiere di riqualificazione della tribuna UBI Banca sarà inoltrefermo nel giorno gara al Gewiss Stadium della prima squadra»,ha spiegato il giorno della presentazione del cantiere RobertoSpagnolo, Direttore Operativo Atalanta B.C. e Responsabile Uni-co Progetto e Lavori per Stadio Atalanta. Il progetto prevede che ailavori di messa a nudo della Tribuna UBI Banca facciano seguitoquelli di demolizione (già avvenuti negli giorni) ad eccezione del-le facciate, che non saranno interessate da modifiche strutturali dirilievo. Il cantiere interessa anche l’area antistante l’impianto, conla sistemazione e riqualificazione dell’area a parcheggio lungoviale Giulio Cesare e Largo dello Sport. Da due settimane il vialeha una circolazione limitata a senso unico in direzione del centrocittadino, ma esattamente come avvenuto l’estate precedente perla ricostruzione della curva Nord il traffico non è stato bloccato e ilquartiere non risente particolarmente dei lavori. Come rilevanocon soddisfazione anche da Palazzo Frizzoni. «Grazie anche allavoro non indifferente di questi ultimi mesi degli uffici comunalioltre che al fondamentale impegno della società - ha sottolineato

    l’Assessore alla riqualificazione urbana del Comune di BergamoFrancesco Valesini – è partito anche il secondo lotto che coin-volgerà un tratto significativo, per il suo rapporto con il viale,dell’impianto sportivo, per una riqualificazione che gioverà sia aimolti tifosi che a tutta la città». L’obiettivo sarebbe di terminare ilavori entro la metà di settembre. Il prossimo campionato di serieA inizierà il 12 settembre, la Dea ovviamente chiederà la prima

    partita in trasferta ma quasi certamente otterrà anche uno slitta-mento (ovvero saltare la prima giornata e recuperarla più avanti)in quanto impegnata a metà agosto nelle finali di Champions aLisbona. Per cui ci sono i tempi per terminare i lavori senza doveremigrare in un altro impianto come accaduto nel 2019 con l’esilioal Tardini di Parma nelle prime due gare stagionali.

    Fabrizio Carcano

    Un anno fa Mario Pasalic esplose nel girone diritorno. Come era accaduto nelle stagioni prece-denti ai vari Palomino, Hateboer, Gosens e Ca-stagne. Adesso è il turno di Ruslan Malinov-skyi, il vero acquisto invernale dell’Atalanta.

    Con una precisazione. L’ucraino, giocatoregià di esperienza, arrivato a 26 anni dopo avervinto il campionato belga con il Genk ed esserestato nominato giocatore del torneo, non era unascommessa low cost. Acquistato per 13 milioniera un innesto di qualità su cui non c’erano dub-bi, se non tattici. In Belgio e in nazionale giocavapiù arretrato, in mediana, sfruttando la sua fisi-cità, la sua solidità. Gian Piero Gasperini fin dalprimo giorno lo ha visto più avanti. Trequartista,se non addirittura quinto attaccante, in un ruolodove balla anche Pasalic. Qualche mese di ap-prendistato, complice le normali difficoltà lin-guistiche, poi la rete a Manchester su rigore e leprime reti a novembre, quella decisiva nelle garacasalinga contro il Verona, quella che poteva ria-prire la partita di Bologna. Da fine gennaio l’ac-celerazione. Decisiva la sua rete a febbraio nellarimonta di Firenze, ancora più pesante la rete del2-2 due settimane fa contro la Lazio. A Cagliariha sbloccato da solo una gara che si annunciavainsidiosa, procurandosi un rigore con annessa

    espulsione del giovane difensore rossoblu Car-boni: vantaggio, dopo la realizzazione di Muriel,e avversari in dieci dopo 25 minuti e gara in di-

    scesa. Ma l’ucraino aveva fatto benissimo anchea Udine, pur non trovando la rete. Tatticamente èun jolly fondamentale, sia dal primo minuto che

    subentrando a gara in corso, perché nel calcio dioggi tutta corsa e verticalità Malinovskyi ha unadote rara: il tiro da fuori. In movimento o su cal-cio piazzato: è un autentico apriscatole difensi-ve. I suoi bolidi costringono i portieri avversari arespinte sporche, che spesso generano mischiein area che possono innescare i gol degli attac-canti. E i suoi gol, costruiti quasi da solo, sonoveri jolly in partite equilibrate e complicate.

    In qualche modo, prendendo la definizionedal basket, i suoi sono tiri da tre punti, per quantopesano nel risultato finale e nella classifica.

    Dopo un rodaggio nemmeno troppo difficileda gennaio l’ucraino ha confermato tutte le suedoti, dimostrando di essere un ottimo innesto nelpresente e per il futuro. A 27 anni ha ulteriorimargini di crescita, deve migliorare nel contri-buto in copertura difensiva, quello che per ora èil suo limite tattico. Probabilmente continuerà adessere in ballottaggio con Pasalic, più attento infase difensiva, in quel limbo di cerniera tra me-diana e reparto offensivo. Il croato è il mago de-gli inserimenti, nell’aprire gli spazi e infilarsi,Malinovskyi è il panzer che spara cannonate cheabbattono le difese avversarie. Davvero tanta ro-ba, sia alternandoli che abbinandoli…

    Fabrizio Carcano

    Malinovskyi, è lui l’arma tattica in piùEROI Classe da vendere e una lecca impressionante, l’ennesimo acquisto azzeccato dal club bergamasco

  • Bergamo&SportMartedì 7 Luglio 2020 7

  • Bergamo&Sport8 Martedì 7 Luglio 2020

    Dea, un gol in più degli avversariLA DIFESA I tre centrali e super Gollini sempre sul pezzo con la squadra sempre sbilanciata in avantiBERGAMO - Non si passa. La difesa nel quadriennioGasperiniano è sempre stata un punto di forza del-l’Atalanta, anche se un modulo tattico sbilanciato sul-la manovra offensiva chiaramente ha sempre esposto itre difensori ad un previsto e prevedibile maggioreisolamento. La filosofia atalantina è sempre stataquella di segnare un gol più degli avversari, non diprenderne uno in meno. Eppure la linea Maginot da-vanti alla porta difesa da Gollini (altro punto di forzanel momento straordinario dei nerazzurri) sta diven-tando invalicabile. Zero gol incassati nelle ultime duepartite con Napoli e Cagliari, cinque gol incassati incinque gare dalla ripartenza, andando indietro in tuttoil girone di ritorno appena otto gol incassati comples-sivamente, arretrando addirittura all’ultima gara pri-ma di fine anno siamo ad un totale di appena 13 golpresi in 14 giornate. E si potrebbe aggiungere che nel-le ultime cinque gare di Champions la difesa neraz-zurra è stata perforata appena cinque volte, di cui trenelle partita di Valencia in un secondo tempo (finito2-2) praticamente inutile dopo il 4-1 dell’andata. Cifree numeri che testimoniano la compattezza del muronerazzurro, modificato a gennaio con le partenze dellabandiera Masiello e della meteora Kjaer, oltre che diIbanez, per innestare Mattia Caldara. Che di fatto siè calato subito nei panni del titolare dopo un anno emezzo di assenza dai campi di gioco per i ben notiinfortuni subito in maglia Milan. Che lo ha scaricatosenza attenderlo, sbagliando clamorosamente nellavalutazione. «Perche' Caldara non giocava nel Mi-lan? Probabilmente perché ha avuto un infortunio enel momento in cui ha recuperato i rossoneri dove-vano vincere e non hanno avuto il tempo di aspettarlo.Noi lo abbiamo aspettato qualche settimana, poi c'e'stato il lockdown e Mattia ha potuto recuperare inpieno», ha spiegato Giovanni Sartori, responsabiledell'area tecnica dell'Atalanta, intervenuto a "Radioanch'io sport" su Rai Radio, raccontando la rinascitadel 26enne di Scanzorosciate. Che ha immediatamen-te ritrovato gli automatismi difensivi con Toloi e Pa-lomino con cui aveva già fatto reparto negli anni pre-cedenti e si è integrato con Djimsiti, quest’ultimo gio-catore cresciuto incredibilmente proprio dopo la par-tenza di Caldara nell’estate 2018: da disoccupato incerca di squadra dopo la retrocessione a Benevento atitolare in una squadra da primi otto posti ChampionsLeague. E adesso sta arrivando anche Bosko Sutalo,il ventenne talento croato ingaggiato a gennaio dal-l’Osjiek: Gasperini lo ha testato e plasmato per unpaio di mesi sui campi di Zingonia e il ragazzo allaprima da titolare a Cagliari ha risposto con una grandeprova. Un altro mattone da inserire nel muro neraz-zurro!

    Fabrizio Carcano

    BERGAMO - Lo scorso weekend calcistico haaperto gli ultimi due mesi di competizioni uf-ficiali che consentiranno di portare a termineuna delle annate calcistiche più tribolate dellastoria. Quel periodo dell’anno in cui i club simettono in moto in sede di mercato per prepa-rare la stagione successiva, quest’anno ha pro-posto uno scenario inedito e soprattutto moltodelicato per tutti. Da un lato c’è sì l’esigenza dicostruire in ottica 2020-2021, ma dall’altro c’è ildovere di ultimare un campionato che rischia se-riamente di influire anche sulla conseguentecampagna acquisti. Tra le anomalie c’è che lafinestra trasferimenti estiva partirà ufficialmen-te dal primo giorno di settembre e si chiuderà il 5ottobre alle ore 20. Quella di riparazione, inve-ce, si concentrerà tra il 4 gennaio e l’1 febbraiodel 2021. E se si parla di mercato, l’indiscrezio-ne lanciata proprio in questi giorni dal portale

    Calciomercato.com, ipotizza un presunto nuovogiro d’affari sull’asse Bergamo-Roma. Capitoloportiere: lo spagnolo Pau Lopez, dopo un annoin chiaroscuro, potrebbe già essere al passod’addio. Nel suo futuro si staglia un altro dei topcampionati europei, la Premier League. La so-cietà capitolina, i cui rapporti con l’Atalanta so-no a dir poco idilliaci, avrebbe individuato il po-tenziale sostituto in Pierluigi Gollini, protago-nista di una stagione strepitosa tra i pali orobici,probabilmente quella della consacrazione defi-nitiva che potrebbe addirittura accrescerne lequotazioni in ottica nazionale. La Roma dal can-to suo metterebbe sul piatto un’offerta impor-tante, inserendo eventualmente anche il cartel-lino di Alessandro Florenzi, in esilio tempora-neo in quel di Valencia. Quello del laterale ro-mano è un profilo che piace a Gasperini e che giàin passato aveva stuzzicato l’interesse atalanti-

    no. L’eventuale arrivo del classe 1991 tampo-nerebbe sulle fasce la possibile uscita di Gosens,per forza di cose corteggiatissimo. Tra i “pro” diquesta operazione ci sarebbe anche l’opportuni-tà per entrambi i club di mettere a bilancio dueimportanti plusvalenze. La realtà, però, spinge apensarla nel senso opposto. L’Atalanta, per il se-condo anno di fila, si qualificherà alla Cham-pions League ed è una realtà ormai consolidatanei quartieri alti del nostro pallone. Lo stessonon si può dire della formazione capitolina che,oltre all’ennesima stagione flop, non vive giornisereni nemmeno in seno alla società: la sospen-sione di Petrachi e la mancata cessione della so-cietà al magnate Friedkin hanno reso Trigoriauna polveriera. Pensare che la Dea e Gollini simollino a favore di un contesto simile, è utopiapura.

    Michael Di Chiaro SICUREZZA - Il bolognese Gollini, 25 anni

    OGGI SQUALIFICATO - Palomino, 30 anni, punto di forza della difesa del Gasp FOTO MORO

    E la Roma corteggia il Gollo...C A L C I O M E R C AT O Stagione strepitosa del portiere, ora cercato dai giallorossi

  • Bergamo&SportMartedì 7 Luglio 2020 9

  • Bergamo&Sport10 Martedì 7 Luglio 2020

    Il Gasp oltre quota quattrocentoIL MISTER Tra i grandi allenatori della storia della Serie A. Carattere e mille intuizioni genialiBERGAMO - Quattro anni fa, la prima svolta.Nell'autunno 2018 l'arretramento del capitano.Tante se ne potrebbero raccontare, delle 179panchine all'Atalanta di Gian Piero Gasperini,144 su 401 totali in A e 625 da pro. Al Genoa, unpaio di cicli da Europa League, in primis fraMimmo Criscito, Thiago Motta e Diego Milito.Qui, infilati nella cruna d'ago quarto, settimo,terzo posto e finora quarti di finale in Cham-pions, elevando al top di gamma da laterale l'exterzinaccio renano-olandese Robin Gosens, dabomber l'indolente di classe Josip Ilicic e da lea-der un Papu Gomez trasformista.

    Tre esempi delle variazioni al copione del re-gista di un cast così variegato. Le partitissimeche ne hanno caratterizzato il quadriennio coin-cidono tutte con le tappe dell'evoluzione tecni-co-tattica di un gruppo mai fermo su se stesso.Senza scomodare l'11 dicembre della qualifica-zione a Kharkiv nel tris Castagne-Pasalic-Go-sens allo Shakhtar o gli ottavi del 19 febbraio-10marzo nell'otto a quattro complessivo per tarpa-re le ali ai Pipistrelli valenciani con un San Giu-seppe da pokerissimo, un doppio Hans Hateboerdal marmo foderato di seta e un Remo Freuler diprecisione svizzera nel piazzarla a giro. Solo fer-mate obbligate del treno del progresso. Il per-corso verso la gloria ha il suo start nel pome-riggio del 2 ottobre 2016 al cospetto del Napoli.Di là il 4-3-3 di Maurizio Sarri, di qua le novitàdi Roberto Gagliardini incontrista dall'incipit alfianco di Remo Freuler e di Mattia Caldara per-no dal kick off salvato dalla muffa. Golletto difrodo di Andrea Petagna in avvio, furore ago-nistico, capacità difensive in seguito vagamentetrascurate per dedicarsi alla trazione anteriore eparatona di Etrit Berisha su Arkadiusz Milik.

    Terza vittoria alla settima giornata, a ruota diquella a Crotone, due dopo il ko casalingo colPalermo che aveva quasi significato l'esonero.

    Superfluo parlare della transizione nemmenobiennale della politica societaria, leggi plusva-lenze e investimenti a rincorrersi e a corrobo-rarsi a vicenda, dai giovani del vivaio di ritornoai foresti semisconosciuti su cui scommettereper farne dei campioni, al netto dei fugaci re-sidui dei vivai nazionali tipo Bryan Cristante. IlGaglia via a gennaio, Franck Kessie e AndreaConti in estate, e così via fino a Mattia Caldara,allo stesso Cristante e al prodotto viola (scovatonel Perugia) Gianluca Mancini. E siamo già al-l'evoluzione-rivoluzione number two, il 5-1 alChievo al “Bentegodi” del 21 ottobre 2018, lapartita del Gomez reinventato tuttocampista trale linee, dove una volta giostrava Jasmin Kurtic,dietro Ilicic e Duvan Zapata, il Grande Acquistodel Terzo Anno dopo aver rinunciato anche a Pe-tagnone, lo scoperchia-corridoi per Alejandro ilbomber improvvisato (16) nell'incipit dell'epo-pea gasperiniana. A segno, lì, Marten de Roon,triplo Josip e Gosens. Il 10, ex esterno alto o alada tridente fino a Stefano Colantuono ed EdyReja, a inventare, rientrare, dettare ritmi e mo-vimenti: “Il mister ne ha sempre una nuova -disse Percassi senior -, ma San Giuseppe più chedal ruolo inedito del Papu è stato aiutato daSant'Antonio”. E San Gian Piero? “A Gomez hoallungato la carriera, con lui in quella posizionesiamo più equilibrati”.

    La trovata che invertì la rotta di una storia ametà del libro e dei 7 punti nelle prime 8 partite,appesantita dalla delusione cocente dell'elimi-nazione ai playoff di Europa League il 30 agostoa Copenaghen nella lotteria dei rigori. La pre-

    ferita del Presidente resta il poker sporco all'In-ter nel futuro Gewiss Stadium l'11 novembre2018, una straordinaria dimostrazione di forza edi affinamento dei meccanismi nuovi con le exriserve: spaccata di Hateboer da Gosens, daquinto a quinto con furore (9'), pari di MauritoIcardi dal dischetto (47'), due testatone di filaservite da fermo da Ilicic a Mancini (62') e Djim-siti (88'), e l'apoteosi del bonaerense in solitarioal novantesimo. Penultima posizione in ordinerigorosamente cronologico, il 3-0 fragorosocontro il padrone del vapore bianconero nellanottata dei quarti di Coppa Italia del 30 gennaiodi un annetto fa, quando tutto e tutti arridevano esorridevano, tranne Max Acciughina Allegri, in-scatolato come un tonno da Timothy Castagne(37'), abile a bersi Joao Cancelo, nemico recenteal City, e da Duvan, 39' e 86, destro e sinistro, in

    asse con Mario Pasalic, uno dei non molti nomidi grido ghermiti da Zingonia insieme a LuisMuriel, punendo poi l'imambolato Mattia DeSciglio. E la quinta della top 5 bergamasca delGasp, chiederete voi? Una sintesi tra il 3-0 byMasiello-Cristante-Gomez all'Everton in Euro-pa League, a Reggio Emilia, al ritorno dove osa-no le aquile un quarto di secolo più tardi del-l'era-Malines-Coppa delle Coppe, e la sua anti-tesi del quartetto d'archi sullo spartito sbagliatoa Zagabria. Sempre settembre, il 14 del '17 e il18 del '19. La vera e autentica Atalanta di Ga-sperini è quella che non si culla sugli allori traen-do dalle scudisciate le lezioni per crescere: unacreatura plasmata atttaverso gli atti creativi delsuo demiurgo, per sognare meglio ogni volta dipiù.

    Simone Fornoni

    BERGAMO - Nessun comandante aveva mai sba-ragliato così il campo di battaglia. Manco un re-cordman di presenze amato come il Mondo. E sìche di guru ce ne sono stati, prima del santone diGrugliasco. Intanto, i suoi numeretti. 100 gol, 83nel torneo tricolore, record trai tanti che nem-meno si contano più. Decimo bottino pieno con-secutivo e ottavo in campionato. E chi se ne fre-ga se a Cagliari, con 7 riserve su 11 dal kick off,la fatica ha pesato in 11 contro 10. Quota 400superata, in A, da Gian Piero Gasperini. 179 pan-chine all'Atalanta, 144 nella massima serie, dicui 76 coi tre punti in saccoccia in regular season(36 pari, 32 perse) e globalmente 94 (44 nulli, 41ko).

    In 626 conduzioni da professionista l'ha spun-tata 275 volte, il 44 per cento, mentre qui siamo a94 su 179, un incredibile 52,51. Sì, è nel cicloatalantino inaugurato da lui che il Gasp ha tro-vato il senso di una carriera da antidiplomaticorischiatutto. Il miglior allenatore ammirato daqueste parti: oltre all'estetica, che qui sa di net-tare e d'ambrosia, anche i risultati. Pur con la ba-checa vuota, ovvero occupata dal mero Trofeodella Coccarda del 1963, quello di Pierluigi Piz-zaballa, di Angelo Domenghini e di Paolo Ta-banelli. In termini di magia resta emozionalmen-te insuperabile l'annata di B e della contempo-ranea cavalcata in Coppa delle Coppe by Emi-liano Mondonico, stagione 1987-1988, con la fi-nale di Coppa Italia di Nedo Sonetti contro il Na-poli scudettato in dote da sfruttare a mo' di ca-napo alla partenza del Palio dei Sogni. Se la zaz-zera grigia ormai mette in riga le miliardarie del-la Champions, il Baffo di Rivolta d'Adda a mo-menti portava la generazione Malines a sfidare

    l'Ajax. Quel ragazzo che amava i Beatles, i Rol-ling Stones e i Nomadi, emulo sfortunato da aladella Farfalla granata Gigi Meroni, indusse nonpochi tifosi al “dritto” tra il sabato cadetto a SanBenedetto del Tronto e la trasferta di Lisbonacon lo Sporting di mercoledì 16 marzo. Un cal-cio romantico in cui ci si arrangiava coi pullman.Il 20 aprile, coi fiamminghi, cresta abbassata,ma poi due qualificazioni alla Uefa al ritorno alpiano di sopra. Poco importa se Emiliano, unoche sapeva difendere a cinque con Icardi largo eSalvadori in mezzo, tanto a segnare c'erano Gar-lini e Cantarutti col sublime Nicolini dietro, 300partite meno 1 alla Dea, 104 vittorie e 97 sci-voloni, ha solo il 34,78% di successi. Era la so-cietà di Cesare Bortolotti, qualcosa al di là del-l'epica.

    Se il picco del Mondo, Evair e Caniggia a par-te, è il 46,67 in B nel 1994/95 del primigenio pri-mato da settebello di fila, nell'ultimo trentennioabbondante di narrativa a strisce nerazzurre lametafora della stabilità e dell'obiettivo minimos'è incarnato in Stefano Colantuono, comunquesei consecutive nel '13/'14, roba eguagliata dalprimo Gasp. Il Cola è un altro che lo oltrepassanegli appuntamenti con l'area tecnica, chiamatoal pari di Mondonico alla risalita in due diversetranches. 281, 115 conquistate, 71 con la posta inpalio divisa dal Re Salomone dell'attrezzo dicuoio, 40,93% di realizzo, più costante e assiduod'un agente di commercio, e nonostante le sal-vezze e basta bravo a ottenere tra quanti hannoassommato più panchine atalantine il top stagio-nale: 59,57 per cento di match iscritti alla vocepunteggio pieno, nell'annata in B 2005/6, l'iniziodel primo dei suoi due capitoli, con 28 vinte, 9

    pareggiate e 10 perse (24, 9 e 9 in campionato)nella promozione numero 1. L'altra sarebbe ar-rivata dopo il passaggio di consegne dai Ruggeriai Percassi, 2009-2010. Va considerato un big altimone anche una riconosciuta levatrice di gio-vani del territorio o zone circovincine, da Peliz-zoli a Bellini, passando per Natali, Donati, Pi-nardi, Regonesi e Previtali. Il Vava, non il can-tautore Daniele ma Giovanni Vavassori da Ar-cene, meccanico a Canonica d'Adda prima di fi-nire come stopper al Napoli di Vinicio (CoppaItalia da giocatore con Beppe Savoldi davanti):scudetto '98, Trofeo Dossena '99, promozionefin de siecle e qualificazione Uefa all'inizio delmillennio in prima squadra, per un totale di 58trionfi su 160 panchine (53 pari e 49 perse), il36,25%. Titoli di coda, ma dal punto di vista del-lo spettacolo in molti giurano che soltanto ades-so c'è di meglio, per Gigi Delneri da Aquileia.Maluccio in trasferta (rispettivamente, 4 impre-se corsare e 17 punti su 48, poi 3 e 14 su 47),anche per la pretesa di giocarsela sempre senzarisorse tecniche adeguate, due stagionette(2007-9) da nono e undicesimo, 32,91% di vinte(26-20-33) in 79 gare. Legato a doppio filo almiracolo Chievo, a braccetto con Giovanni Sar-tori che non a caso però è lo stratega di mercatodell'Atalanta bellissima e vincente di oggi: lapercentuale di vittorie nella parabola professio-nale è del 38,96 su 983 gare, 383 vinte e 258 aorecchie basse. Che emozioni, comunque, conCristiano Doni a suggerire, Ferreira Pinto a

    sfrecciare a destra, Antonio Langella trattore asinistra il primo anno, Thomas Manfredini a co-struire da dietro e Sergio Floccari a finalizzare.Ogni Dea ha le sue stagioni dell'amore. Col Gaspil matrimonio è il più felice di tutti.

    Si.Fo.

    SPLENDIDO SESSANTADUENNE - Gian Piero Gasperini Foto Moro

    Ecco gli altri grandiPRIMO PIANO Il Mondo, il Vava, il Cola e Delneri

  • Bergamo&SportMartedì 7 Luglio 2020 11

  • Bergamo&Sport12 Martedì 7 Luglio 2020

    L’Atalanta e le accuse di dopingIL CASO Zeman va all’attacco. La risposta giustamente seccata della società nerazzurra

    BERGAMO - Per un’Atalantache vola in campionato e chemacina record – cento gol sta-gionali e striscia di otto vittorieconsecutive in Serie A – ce n’èun’altra che, suo malgrado, ècostretta a difendersi da un’ina-spettata ondata di pesanti quan-to infondate insinuazioni. Adaccendere la miccia è chi sullapolemica preventiva ha imper-niato buona parte della propria

    carriera. A questo giro, ZdenekZeman ha messo nel mirino labanda Gasperini, rilasciandodichiarazioni eufemisticamen-te molto discutibili riguardo al-la straripante condizione atleti-ca dei nerazzurri: “Per ora stacorrendo ancora molto l’Ata-lanta, stranamente, visto cheviene da Bergamo dove ci sonostati più problemi che altrove.Perché “stranamente”? Per-

    ché con i problemi che ci sonostati a Bergamo pensavo chenon avessero avuto molto tem-po per lavorare e prepararsi al-la ripresa del campionato”.Nei giorni successivi è arrivataanche una sorta di rettifica daparte del boemo ma spesso, sisa, la toppa è anche peggio delbuco. Dal canto suo, l’Atalantanon ha fatto tardare la propriareplica, affidandosi alle parole

    del Direttore Operativo Rober-to Spagnolo che ha liquidato laquestione con un lapidario“Vergognati” affisso via sociale successivamente dal rincarofirmato Umberto Marino, Di-rettore Generale Orobico: “E’molto triste sentire parole delgenere e che ci siano personecapaci di speculare sul dram-ma che ha vissuto la città diBergamo per farsi della pubbli-

    cità. Credo che un allenatorecome Zeman abbia tutte le pos-sibilità per documentarsi e ve-dere, come la Lazio, oltre adaver giocato una buona partita,ha corso più chilometri dell’A-talanta. Voglio evitare qualsia-si altro commento, credo soloche debba chiedere scusa, nontanto all’Atalanta, quanto allacittà di Bergamo”. Una presa diposizione doverosa e corrobo-

    rata dai numeri che, messi a di-sposizione dalla Lega Serie Aal termine di ogni partita, atte-stano che quello dell’Atalantache corre di più è un falso mito.Dati e statistiche inconfutabilima, a quanto pare, non ancorasufficienti per sconfiggere unodei tradizionali costumi dellacultura calcistica nostrana,quello della dietrologia.

    Michael Di Chiaro

  • Bergamo&SportMartedì 7 Luglio 2020 13

  • Bergamo&Sport14 Martedì 7 Luglio 2020

    Il direttore d’orchestraIL CAPITANO La stagione magica del Papu, il nostro campione

    BERGAMO - “Ultima chiamata per la giostra Atalanta! Se aveteacquistato il vostro biglietto posizionatevi che si parte”. Da quellagiostra ogni tre giorni scendono con mancamenti e giramenti ditesta i giocatori avversari che si ritrovano ad affrontare la Dea. È ilsimbolo per eccellenza divenuto ormai un vero e proprio conter-raneo, un bergamasco vero, il Papu Gomez, a dirigere l’attrazio-ne, che tanto viene ammirata da tutti, anche se in pochi ne ca-piscono le funzionalità quando vengono travolti da essa. Lo sannobene i giocatori del Napoli che giovedì scorso si sono visti co-stretti a partecipare al giro giro tondo organizzato dal Papu nellapropria metà campo. Ne fanno le spese Mertens e Politano chegirano a vuoto per una buona parte di campo e così Gomez se nepuò andare a spasso con il pallone gridando: “Tutti giù per terra”.Se non fosse successo veramente sarebbe una bella favola da rac-contare alle future generazioni di tifosi atalantini. Invece no, pos-siamo dire di aver visto davvero l’Atalanta dei sogni, la squadrache faceva fare agli avversari persino il giro giro tondo. Una squa-dra capitanata da un piccolo grande eroe: il Papu. Un giocatore ingrado di crescere esponenzialmente all’ombra delle Mura venete(forse l’abbondanza di casoncelli e polenta lo ha aiutato) e di di-ventare ad oggi il miglior assistman di sempre della Serie A. Sì,avete capito bene: migliore di sempre. Lì in alto al primo postovedete scritto il nome del folletto nerazzurro alto 1,67 metri. Unrisultato ottenuto con il sudore, la dedizione e l’allegria. Sì, perchéil calcio giocato dal playmaker argentino è un calcio che esprimein tutta la sua bellezza allegria e gioia. Quando guardiamo giocareGomez con la palla tra i piedi ci divertiamo. Questo è ciò che uncalciatore è tenuto a fare per i propri tifosi: farli sorridere. E sic-come l’allegria vince sempre il Papu Gomez ne è la perfetta in-carnazione. Dal 2014 ad oggi l’Hobbit atalantino è riuscito a con-quistare le simpatie di tutti, un altro fattore che ci fa capire quantoil calcio da lui espresso sia motivo di gioia per tutti e riesca adaccumunare persone dalla fede calcistica diversa o persino com-pletamente opposta. Gomez è riuscito a costruire nello spoglia-toio della Dea un ambiente sano, influenzandolo positivamentecon la sua costanza negli allenamenti, la sua tenacia e la sua ir-refrenabile voglia di sorridere tipica del buon sudamericano. Tuttiricordiamo le risate e gli scherzi con Andrea Petagna, il suo com-pagno del cuore. Ora l’argentino ha fatto comunella in modo par-ticolare con Luis Muriel e i due nello spogliatoio trascinano i com-pagni in balli di gruppo scatenati. Se il Papu è riuscito a far di-vertire anche Ilicic allora capite che la sua influenza è propriogrande. Ad oggi in tutta la Serie A, ma anche negli altri cam-pionati europei, non scordiamoci che in Champions League tuttilo hanno scoperto rimanendo a bocca aperta, non esiste un gio-catore più completo di Gomez. Cresciuto con particolare predi-sposizione per giocare in fase offensiva leggermente defilato sullasinistra, il Papu si ritrova ad oggi senza un ruolo preciso in campo.Risulta infatti difficile stabilire l’esatta posizione del fantasistanerazzurro. Perché? È semplice perché il Papu Gomez è ovunquein campo. Eccolo lì che lo ritrovi a fare il mediano per imbastire letrame di gioco della squadra dalle retrovie, oppure in mezzo alcampo tra le linee a fraseggiare corto con i compagni o ancorasulla trequarti a dettare l’imbucata vincente per gli attaccanti. De-stra o sinistra? Ah non sono la stessa cosa? A guardare il capitanoatalantino sembrerebbe perché lo ritroviamo da una parte e dal-l’altra. A volte contemporaneamente o forse è l’impressione chedà l’abilità di un giocatore tanto duttile. A lui mister Gasperininon rinuncia mai, chiaro che in queste ultime partite giocandoogni tre giorni in qualche modo anche Gomez debba riposare, ma

    normalmente non esiste piccolo infortunio o scelta che possa te-nere il Papu lontano dal campo di gioco. Gomez nell’Atalanta èimprescindibile. Con lui in campo gli avversari hanno sempre datemere perché grazie alla sua leadership guida la squadra versogiocate fantascientifiche, dirigendone i movimenti alla perfezio-ne. Tutto questo viene anche dalla splendida integrazione con lacittà e i suoi abitanti. Bergamo sarà per sempre legata a questopiccolo grande eroe che in Italia, in Europa e nel mondo ha saputorendere grande l’Atalanta. Gomez ama Bergamo insieme a tutta lasua famiglia e gira tranquillamente per la città respirandone e as-

    similandone l’amore per la squadra. Grazie a lui l’Atalanta stariscrivendo la propria storia a suon di record e di vittorie che ri-marranno negli annali. Storie di leggende e di favole che un gior-no i bergamaschi potranno raccontare ai posteri, riferendo di co-me un piccolo grande argentino sia riuscito a cambiare per semprela storia di una squadra che prima della sua venuta veniva con-siderata una piccola “provinciale” e ora si ritrova a disputare iquarti di finale di Champions League. Salite sulla giostra gente:c’è ancora da divertirsi.

    Mattia Maraglio

    BERGAMO - Duván Zapata+Luis Muriel= 32. Unnumero impressionante di volte in cui quella pal-la sferica che tanto amiamo ha varcato la lineadella porta difesa dagli avversari. E non è ancorafinita perché restano da giocare ancora 8 partite.Una coppia straripante quella colombiana che hasaputo fare grandi cose per la Dea. Zapata è di-venuto ormai il bomber inamovibile dell’attacconerazzurro, quel giocatore che fa reparto da soloa suon di spallate e possesso palla avvolto dallegrinfie dei difensori avversari. Un giocatore ingrado di unire allo strapotere fisico buonissimatecnica e grande feeling con i compagni di squa-dra. Zapata, Gomez e Ilicic, al sentir pronunciarequesti tre nomi qualche difensore di Serie A po-trebbe essersi svegliato tutto sudato. Teniamoconto che Duván non ha potuto esprimersi suglistandard della stagione pretendente per quell’in-fortunio all’adduttore destro riscontrato pocodopo l’avvio di campionato che lo ha costretto astare fuori dal campo per mesi. Dopo diverse se-dute di cure in Andalusia il colombiano è tornatofinalmente a calcare il rettangolo verde di gioco,tornando a fare quello che gli riesce meglio: sba-ragliare le difese avversarie. C’è però un altrogiocatore che nel frattempo si è inserito allagrande negli schemi di Gasperini: “Luisito” Mu-riel. Arrivato a Bergamo la scorsa estate comerincalzo del connazionale Zapata, Muriel è riu-scito a rendersi determinante in molteplici oc-casioni. L’exploit più recente lo abbiamo ammi-rato durante Udinese-Atalanta con due gol ca-polavoro che hanno regalato la vittoria ai ber-gamaschi. Muriel ad oggi è il primo giocatore ingraduatoria per media gol in minuti giocati. La“riserva” d’oro che tutti vorrebbero perché nonsai mai cosa possa tirar fuori dal cappello a ci-lindro. Numeri di alta scuola e lo dimostrano i 16gol segnati in campionato finora. Un risultatopazzesco se consideriamo i soli 1.055 minutigiocati in tutto il campionato, come se il colom-biano avesse disputato poco più di 11 partite emezzo a dispetto delle 30 disputate fino ad oggi.Dati che fanno venire l’acquolina in bocca a tan-te squadre che vorrebbero tra i loro giocatori un

    bomber in grado di fare la differenza così lar-gamente, pur partendo dalla panchina e non datitolare. L’Atalanta è riuscita ad amalgamare alsuo interno giocatori e fattori che la rendono adoggi una squadra completa a tutti gli effetti. Lacosa ancora più incredibile e che potrebbe risul-tare impossibile ai più è la capacità di staff e al-lenatore di gestire i ruoli dei giocatori senzacreare scontento tra di essi. Sappiamo benissimoquanto possa indispettire un giocatore partire

    sempre dalla panchina, ma così non è alla cortedi Gasperini perché tutti capiscono il loro realepotenziale e quando scendono in campo lo fannocon la consapevolezza di essere lì per un precisomotivo e per valorizzare al massimo le propriecaratteristiche. Ecco perché l’Atalanta è unasquadra completa sotto tutti i punti di vista. Per-ché è in grado di rispondere a qualsiasi evenien-za grazie ai giocatori importanti che ha nel pro-prio scacchiere. La differenza la fa senza dubbio

    un attacco atomico capitanato dalla coppia co-lombiana con uno Zapata che prima sfianca i di-fensori avversari e poi lascia il posto a Muriel nelsecondo tempo che con la sua tecnica e il suojoga bonito affonda gli artigli e sfonda reti. Ilcampionato ha ancora molto da raccontare echissà dove si potrà arrivare con due giocatori diquesto calibro, capaci di tramutare in oro tuttoquello che toccano.

    Mat.Mar.

    SEMPLICEMENTE STRAORDINARI - Zapata e Muriel, attaccanti colombiani dell’Atalanta più forte di sempre

    IL GENIO DELLA LAMPADA NERAZZURRA - Gomez è nato il 15 febbraio del 1988 a Buenos Aires FOTO MORO

    Sipario sull’inafferrabile banda dei colombianiI DUE BOMBER Numeri impressionanti, giocate deliziose e sorrisi: Zapata e Muriel sono le armi in più

  • Bergamo&SportMartedì 7 Luglio 2020 15

    Bosko Sutalo, il millenial d’oroEROI NERAZZURRI Classe 2000, col Cagliari la prima convincente prova da titolareBERGAMO - Una manciata di minuti contro il Napoli a san-cire il battesimo tra i grandi, poi la “prima” da titolare nellacampagna vincente (e senza gol al passivo) di Cagliari. Me-glio di così proprio non poteva cominciare l’avventura diBosko Sutalo con la maglia dell’Atalanta. Il giovanissimodifensore croato, nato a Metkovic l’1 gennaio 2000, è sbar-cato a Bergamo durante la scorsa sessione invernale di cal-ciomercato. Gli scout orobici, capitanati dal Responsabiledell’Area Tecnica Giovanni Sartori, lo hanno prelevato dal-l’Osijek, versando circa cinque milioni di euro nelle cassedel club che rappresenta la quarta città croata per impor-tanza. L’ultima delle “sartorate” come si suole dire di questitempi. Gasperini, alla Sardegna Arena, lo ha schierato sulversante destro della difesa a tre, sistema di gioco che co-nosce a menadito e che fa del millennial il vice ideale delben più navigato Rafael Toloi. In Croazia, in realtà, se neparla bene già da parecchio tempo e molti degli addetti ailavori vedono in Sutalo il perno su cui costruire il futurodella difesa vicecampione del mondo in carica. Nel frattem-po, l’Atalanta e Gasperini se lo coccolano, allevandolo inquel magico laboratorio di talenti del Centro Bortolotti ecoinvolgendolo nelle rotazioni difensive, diventate ormaiprerogativa visto che la compressione del calendario postlockdown obbliga a scendere in campo ogni tre giorni. Cosane sarà del nuovo numero 4 da qui sino al termine di questaanomala annata 2019-2020? A otto giornate dal termine, laDea viaggia a più quindici sulle quinte della classe, con lamatematica certezza di un posto in Champions distante solonove punti. A patto che Roma e Napoli le vincano tutte, percui potrebbero bastarne anche molti di meno. La sensazioneforte è che il tecnico di Grugliasco punterà sui fedelissimi,quantomeno sino ad obiettivo raggiunto. Poi ci sarà spazioper altre valutazioni: iniziare un lungo percorso di avvici-namento alla Final Eight di Lisbona, fatto quindi di costantiavvicendamenti in ogni zona del campo, o provare a gio-carsi sino in fondo la seconda o la terza piazza del cam-pionato? E’ logico pensare che la direzione scelta peserà inmaniera non indifferente sul minutaggio che verrà riservatoall’ultimo arrivato in casa nerazzurra. Nel frattempo, buonala prima: a Cagliari, Sutalo ha inscenato una prova abbon-dantemente sufficiente. L’inferiorità numerica dei sardi peroltre un’ora di partita ha di fatto agevolato il compito ditutto il pacchetto arretrato e conseguentemente anche quel-lo del suo giovanissimo debuttante che, archiviato il primovero test, continuerà il proprio graduale processo d’inse-rimento. Le carte per emergere ci sono tutte, l’ambiente perfarlo pure.

    Michael Di Chiaro

    BERGAMO - La pandemia di coronavirus ha col-pito duramente Bergamo e i suoi abitanti. Stra-ziante il momento di raccoglimento che la Deaosserva prima di ogni partita disputata tra le mu-ra di casa al Gewiss Stadium. “Rinascerò rina-scerai” la canzone di Roby Facchinetti colpiscel’anima e commuove tutti. La reale tristezza tra-spare dalle espressioni dei giocatori atalantinidisposti a semicerchio a centrocampo, ma si sen-te ancora di più dentro al cuore vedendo gli spaltidello stadio completamente vuoti. Quegli spaltiche normalmente brulicano di vita e sono la realeforza della squadra orobica che vive in profondasimbiosi con i propri tifosi, il proprio popolo.Quanto sia difficile per questi tifosi stare lontanidalla propria squadra del cuore e dal proprio sta-dio è qualcosa di indescrivibile. Tanti guardandole partite di questo assurdo fine campionato in-dicano con un dito al televisore il proprio posto lìin curva o in tribuna. Tanti pensano a quando po-tranno finalmente tornare a popolare lo stadio,ad abbracciarsi con il vicino sconosciuto dopoun gol e a cantare a squarciagola per sostenere lapropria squadra. La pandemia lascerà per sem-pre un profondo solco dentro ognuno di questitifosi. Gente che, specialmente a Bergamo, vivesolo ed esclusivamente per la propria squadradel cuore. Una vittoria per loro può significare lafelicità durante tutta la settimana o al contrariouna sconfitta quel malumore serpeggiante diffi-cile da scacciare. Il sentimento è simile a quellodi essere costretti a stare lontani dalla propriaamata o amato, altra sensazione che durante imesi di quarantena abbiamo provato più volte.Uno struggimento interiore che però va ben oltreperché stare lontani dall’Atalanta a Bergamo èpiù che impossibile. A Bergamo tutto è Atalanta.I nerazzurri sono la trasposizione dell’anima deipropri tifosi. Qualcosa che va di gran lunga oltreal normale rapporto che possono avere altre real-tà calcistiche. A Bergamo si va all’Atalanta enon allo stadio. Tutto quello che stiamo vivendoha qualcosa di terribile soprattutto per le feriteche ci lascia dentro. Pensiamo ai bambini chenon possono gioire allo stadio guardando i pro-

    pri beniamini e a tutte quelle persone che vivonoper il calcio. L’eco delle voci dei giocatori du-rante le partite post pandemia di coronavirus èqualcosa di struggente. Gli spalti vuoti fannorimbalzare le voci di qua e di là a ricordarci an-

    cora una volta quanto abbiamo dovuto subire inquesti mesi e l’alto prezzo che abbiamo dovutopagare. Speriamo che presto tutto possa tornarealla normalità. Che i bergamaschi possano final-mente ripopolare gli spalti del Gewiss Stadium,

    gioendo tutti insieme per i successi della Dea,senza dimenticare le tante vittime che per sem-pre lasceranno un grande vuoto dentro ognuno dinoi.

    Mattia Maraglio

    Quanto mancano i tifosi nerazzurri allo stadioIL TEMA Gli spalti vuoti e “Rinascerò rinascerai” di Facchinetti: ogni volta un momento di grande commozione

  • Bergamo&Sport16 Martedì 7 Luglio 2020

    0707_BERSPO_01p1 Bergamo-Bergamo (Prima Gratuita) - 07/07/2020 Bergamo Sport Marted_ 7 luglio 2020

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    0707_BERSPO_16p16 Bergamo-Bergamo (Sinistra) - 07/07/2020 Bergamo Sport Marted_ 7 luglio 2020