Bianca come il latte, rossa come il sangue .L’amore delle tre melagrane, in Italo Calvino, Fiabe

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Alessandro davenia

BIANCA COME IL LATTE,

ROSSA COME IL SANGUE

Romanzo

ISBN 978-88-04-59518-2 2010 Arnoldo Mondadori Editore

S.p.A., Milano

I edizione gennaio 2010

Bianca come il latte, rossacome il sangue

Ai miei genitori,che mi hanno insegnato a

guardareil cielo con i piedi per terra

Ai miei alunni,che minsegnano ogni giorno

a rinascere

Un figlio di Re mangiava a

tavola. Tagliando la ricotta, si ferun dito e una goccia di sangue andsulla ricotta. Disse a sua madre:Mamma, vorrei una donna biancacome il latte e rossa come ilsangue. Eh, figlio mio, chi bianca non rossa, e chi rossanon bianca. Ma cerca pure se latrovi.

Lamore delle tre melagrane, inItalo Calvino, Fiabe italiane

Ogni cosa un colore. Ogni

emozione un colore. Il silenzio bianco. Il bianco infatti un coloreche non sopporto: non ha confini.

Passare una notte in bianco, andarein bianco, alzare bandiera bianca,lasciare il foglio bianco, avere uncapello bianco Anzi, il bianco non neanche un colore. Non niente,come il silenzio. Un niente senzaparole e senza musica. In silenzio:in bianco. Non so rimanere insilenzio o da solo, che lo stesso.Mi viene un dolore poco sopra lapancia o dentro la pancia, non lhomai capito, da costringermi ainforcare il mio bat-cinquantino,ormai a pezzi e senza freni (quandomi decider a farlo riparare?), egirare a caso fissando negli occhi leragazze che incontro per sapere che

non sono solo. Se qualcuna miguarda io esisto.

Ma perch sono cos? Perdo ilcontrollo. Non so stare solo. Hobisogno di manco io so di cosa.Che rabbia! Ho un iPod incompenso. Eh s, perch quandoesci e sai che ti aspetta una giornataal sapore di asfalto polveroso ascuola e poi un tunnel di noia tracompiti, genitori e cane e poi dinuovo, fino a che morte non visepari, solo la colonna sonora giustapu salvarti. Ti sbatti due auricolarinelle orecchie ed entri in unaltradimensione. Entri nellemozionedal colore giusto. Se ho bisogno di

innamorarmi: rock melodico. Se hobisogno di caricarmi: metal duro epuro. Se ho bisogno di pomparmi:rap e crudezze varie, parolaccesoprattutto. Cos non resto solo:bianco. C qualcuno che miaccompagna e d colore alla miagiornata.

Non che io mi annoi. Perchavrei mille progetti, diecimiladesideri, un milione di sogni darealizzare, un miliardo di cose dainiziare. Ma poi non riesco ainiziarne una che sia una, perchnon interessa a nessuno. E allorami dico: Leo, ma chi cazzo te lo fafare? Lascia perdere, goditi quello

che hai.La vita una sola e quando

diventa bianca il mio computer ilmiglior modo per colorarla: trovosempre qualcuno con cui chattare(il mio nick il Pirata, come JohnnyDepp). Perch questo lo so fare:ascoltare gli altri. Mi fa stare bene.Oppure prendo il bat-cinquantinosenza freni e giro senza meta. Seuna meta ce lho vado a trovareNiko e suoniamo due canzoni, luicon il basso e io con la chitarraelettrica. Un giorno saremo famosi,avremo la nostra band, lachiameremo la Ciurma. Niko diceche io dovrei anche cantare perch

ho una bella voce, ma io mivergogno. Con la chitarra cantano ledita e le dita non arrossiscono mai.Nessuno fischia un chitarrista, uncantante invece

Se Niko non pu ci vediamo congli altri alla fermata. La fermata quella del bus davanti a scuola,quella alla quale ogni ragazzoinnamorato ha dichiarato al mondoil suo amore. Ci trovi semprequalcuno e a volte qualche ragazza.A volte anche Beatrice, e io, allafermata sotto scuola, ci vado per lei.

strano: di mattina a scuolanon ci vuoi stare e al pomeriggioinvece ci trovi tutti. Ma la differenza

che non ci sono i vampiri, cio iprof: succhiasangue che tornano acasa e si chiudono nei lorosarcofaghi, aspettando le prossimevittime. Anche se al contrario deivampiri, i prof agiscono di giorno.

Ma se davanti a scuola cBeatrice unaltra cosa. Occhi verdiche quando li spalanca prendonotutto il viso. Capelli rossi chequando li scioglie lalba ti vieneaddosso. Poche parole ma giuste. Sefosse cinema: genere ancora dainventare. Se fosse profumo: lasabbia al mattino presto, quando laspiaggia sola con il mare. Colore?Beatrice rosso. Come lamore

rosso. Tempesta. Uragano che tispazza via. Terremoto che facrollare il corpo a pezzi. Cos misento ogni volta che la vedo. Leiancora non lo sa, ma un giorno diquesti glielo dico.

S, un giorno di questi glielo dicoche lei la persona fatta appostaper me e io per lei. cos, non cscampo: quando se ne accorgersar tutto perfetto, come nei film.Devo solo trovare il momentoadatto e la pettinatura giusta.Perch credo che sia soprattutto unproblema di capelli. Solo se Beatriceme lo chiedesse li taglierei. Ma sepoi perdo le forze come quello l

della storia? No, il Pirata non putagliarsi i capelli. Un leone senzacriniera non un leone. Il mionome Leo mica per niente.

Una volta ho visto undocumentario sui leoni, dallaboscaglia usciva un maschio dallacriniera enorme e una voce caldadiceva: Il re della foresta ha la suacorona. Cos sono i miei capelli:liberi e maestosi.

Quanto comodo tenerli comefanno i leoni. Quanto comodo nondoverseli mai pettinare eimmaginarsi che vadano su liberi,come fossero tutti i pensieri che micrescono in testa: ogni tanto

esplodono e si disperdono. Io ipensieri li regalo agli altri, come lebolle della Coca appena aperta, chefa quel rumore cos esaltante! Iocon i capelli dico un sacco di cose.Quanto vero. Quanto veroquesto che ho detto.

Tutti mi capiscono solo daicapelli. Cio, almeno gli altri discuola, quelli della ciurma, gli altriPirati: Spugna, Stanga, Ciuffo. Papci ha rinunciato da un pezzo. Lamamma non fa altro che criticarli.La nonna quando mi vede per poconon muore di infarto (ma se hainovantanni il minimo).

Ma perch fanno cos fatica a

capire i miei capelli? Prima tidicono devi essere autentico, deviesprimerti, devi essere te stesso!Poi, quando cerchi di mostrarticome sei, non hai identit, ticomporti come tutti gli altri. Mache ragionamento ? Bah, chi locapisce: o sei te stesso o sei cometutti gli altri. Tanto a loro non vamai bene niente. E la verit chesono invidiosi, soprattutto i pelati.Se divento pelato io mi uccido.

Comunque se a Beatrice nonpiacciono dovr darci un taglio aquesti capelli, ma ci voglio pensare.Perch potrebbe essere anche unpunto di forza. Beatrice,

o mi ami cos come sono, conquesti capelli, o non se ne fa niente,perch se non siamo daccordo suqueste piccole cose come potremomai stare insieme? Ognuno deveessere se stesso e accettare laltrocos com

- lo dicono sempre in tiv altrimenti che amore ? Di,Beatrice, ma perch non lo capisci?E poi di te mi va tutto bene, quinditu parti avvantaggiata. Sempre intesta, le ragazze. Ma come fanno avincere sempre? Se sei bella hai ilmondo ai tuoi piedi, scegli quelloche vuoi, fai quello che vuoi, timetti quello che vuoi non

importa, tanto tutti ti ammirano lostesso. Che fortuna!

Io invece ci sono giorni che nonuscirei di casa. Mi sento cos bruttoche me ne starei barricato incamera, senza guardarmi allospecchio. Bianco. Con la facciabianca. Senza colore. Che tortura. Cisono giorni invece che sono rossoanche io. Ma dove lo trovi unragazzo cos? Mi incollo addosso lamaglietta giusta, mi spalmo i jeansche cadono bene e sono un dio: ZacEfron potrebbe solo farmi dasegretario. Me ne vado da solo perstrada. Alla prima che incontropotrei dire senti, bella, usciamo

stasera perch ti voglio dare questaincredibile opportunit! E ticonviene, perch se mi stai a fiancotutti ti guarderanno e diranno:come cazzo ha fatto a rimorchiareuno cos?! Le tue amicheinvecchieranno dallinvidia.

Che dio che sono! Che vita pienache ho. Non mi fermo un attimo. Senon fosse per la scuola sarei giqualcuno.

Probabilmente se non andassi ascuola sarei pi riposato, bello efamoso. La mia scuola porta ilnome di un personaggio diTopolino: Orazio. Ha i muriscrostati, le aule incrostate, lavagne

pi grigie che nere e cartinegeografiche sfilacciate concontinenti e nazioni ormai sbiaditi ealla deriva I muri hanno duecolori bianco e marrone -, come ilCucciolone, ma non c niente didolce a scuola: solo la campanella difine giornata che, quando sincanta,sembra voglia urlarti: hai buttatounaltra mattinata tra queste murabicolori. Scappa! In pochi casi lascuola utile: quando mi sorprende

Lo sconforto e annego neipensieri bianchi. Mi chiedo dove stoandando, che sto facendo, se infuturo combiner niente di buono,se Ma per fortuna la scuola

il parco giochi pi pieno di gentenelle mie stesse condizioni che ioconosca. Parliamo di tutto,dimenticandoci i pensieri che allafine non ti portano a niente. Ipensieri bianchi non portano aniente e i pensieri bianchi li devieliminare.

In un Mac che odora di Macdivoro le patatine calde, mentreNiko rumoreggia con la cannucciadentro al maxi bicchiere di Coca.

Non ci devi pensare al bianco.Niko me lo dice sempre. Niko hasempre ragione. Non un caso chesia il mio migliore amico. Lui come

Will Turner per Jack Sparrow. Cisalviamo la vita a vicenda almenouna volta al mese, perch a questoservono gli amici. Io i miei amicime li scelgo. Quello il bello degliamici. Che te li scegli e ci stai beneperch te li sei scelti proprio come livuoi tu. Invece i compagni non te liscegli. Ti capitano, e spesso unavera rottura di palle.

Niko della B (io della D) egiochiamo nella stessa squadra dicalcetto a scuola: i Pirati. Duefenomeni. Poi invece ti capita inclasse quella sempre nervosa:Elettra. Gi dal nome parte male.Certa gente condanna i figli con il

nome. Io mi chiamo Leo e mi stabene. Sono stato fortunato: fapensare a una persona bella, forte,che esce dalla boscaglia come un recon la sua criniera. Ruggisce. O,almeno nel mio caso, ci provaOgnuno nel nome ha il suo d