Catanzaro - Frosinone

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Domenica Giallorossa periodico settimanale - Anno XXV

Text of Catanzaro - Frosinone

  • 2 Leditoriale di ROMANA MONTEVERDE

  • 3 Leditoriale

    Sulla spinta della leggenda

    Con tutto lamore che posso, con tutto il dolor che ho addosso

    Ho incassato con eleganza la sconfitta di Viareggio, ho affrontato rabbioso la delusione dellincontro con la Nocerina, ma ho subto affranto e a capo chino la lezione di Pisa. Resto sempre fiducioso, innanzitutto per-ch credo fermamente nel valore dellal-lenatore e sono convinto che la signorilit e limpegno del presidente prima o poi debbano ricevere anche questanno un riconoscimento; inoltre perch penso che in questa fase del campionato si siano ad-densate sulle spalle della squadra cumuli di vapori neri carichi di sfortuna sormon-tati da gufi ghignanti; infine perch ogni volta che seguo una partita ho la netta sen-sazione che la compagine giallorossa sia quella migliore in campo, che esprime il gioco pi brillante ed capace di impor-si con autorevole aggressivit. I risultati

    raccontano, per, unaltra storia, che non corrisponde n alle mie percezioni n alle mie convinzioni. E perci mi volgo a pen-sare allattuale destino del Catanzaro con i sentimenti cantati da Claudio Baglioni: Con tutto lamore / lamore che posso / Con tutto il dolore / il dolore che ho ad-dosso / Con tutto il mio cuore. E avvolto da queste emozioni non posso fare a meno di constatare che non si possono subire dieci reti in tre partite e segnarne soltan-to quattro, oltretutto facendo da spettatori nelle ultime due trasferte toscane, dove gli avversari hanno giocato al tiro al bersa-glio, e poi inscenare un assurdo suicidio in casa con la Nocerina negli scampoli fi-nali della partita, dopo aver dominato per tutto il tempo, ripetendo lesperienza con il Benevento. Chiaramente qualcosa non funziona, per-ch la difesa appare un colabrodo, con

    sorprendenti cadute di ingenuit, il cen-trocampo continua a non costruire gioco, ma neppure in grado di svolgere almeno un proficuo lavoro di copertura, e il de-cantato attacco si mostrato fino ad ora spuntato e inoffensivo. Non si tratta di una questione di modulo di gioco, perch gli schemi sono stati modificati e adattati alle situazioni, al fine di trovare lassetto pi rispondente al collettivo; non si pu neanche iniziare a mettere in discussione il valore dei singoli giocatori, perch non posso credere che Fioretti abbia dimenti-cato come si segna, n che Quadri in que-sti mesi abbia disperso completamente il suo bagaglio tecnico. Evidentemente c qualcosa che in questa squadra manca e che necessario recuperare al pi presto: per gli eventuali innesti si deve attendere, per il resto bisogna fare fronte comune, diventare pi cinici e prudenti e continua-re a far percepire laffetto e la fiducia che fino a questo momento hanno contrasse-gnato il rapporto con la tifoseria: non dimentichiamoci mai da dove veniamo e dove non vogliamo pi tornare, ragion per cui si alle critiche, ma con il sorriso e la tranquillit della speranza. Dalla partita con il Frosinone mi aspetto il rilancio e lavvio di una nuova fase di recupero. Daltra parte questa squadra ha regalato alla storia giallorossa un sogno: Massi-mo Palanca, che continua ad alimenta-re i nostri ricordi ed aleggia sempre sul manto verde del Ceravolo con il suo in-cedere dinoccolato, il suo mitico sinistro e le invenzioni sui calci di punizione e i calci dangolo, al limite dello svenimento, che rendevano gli spettatori consapevoli di trovarsi dinanzi ad autentiche magie, uniche, irripetibili, da tenere strette negli angoli della memoria, per rammentarle nuovamente e per raccontarle a chi non ha avuto la fortuna di assistere alle meravi-glie di uno dei grandi del calcio. Ed allora: che il grido della curva Mas-sim, Massim, pari na molla, possa es-sere di buon auspicio per chi, sulla spinta della leggenda, voglia innalzarsi nello spazio dorato delle aquile giallorosse.

    A.S.

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  • 5 Leditoriale di ROMANA MONTEVERDE

    Periodico sportivo Indipendente - Anno XXV Aut. Trib. di CZ n. 60 del 02.09.1988 - Tiratura 9.000 copie

    Il numero e stato chiuso in redazionelunedi 29 ottobre 2012

    EditoreSalvatore Monteverde

    Direttore ResponsabileGianni Bruni

    Coordinamento giornalisticoMario Mirabello

    FotoIcaro Fotocronache - Tel. 0961.725028

    Grafica e impaginazione di De Girolamo Vincenzo

    Tel. 0961.754331 - info@devistudio.it

    Concessionario di pubblicitIcaro Fotocronache Largo Serravalle, 9 - 88100 Catanzaro Tel. 0961.725028

    StampaAbramo Printing & Logistics S.p.A.

    pag. 1 InCopertina Riaccendiamo la lucepag. 3 Editoriale Sulla spinta della leggendapag. 7 Il fondo del direttore Cure immediate e non palliativipag. 9 Pallone e dintorni La vergogna di alcune curve e non solopag. 11 Area di Rigore

    pag. 12 Contrattopoli Bonifici sotto sequestropag. 13 Il profilo Andrea Russottopag. 14 Il punto sul campionato Latina e Frosinone ancora a braccettopag. 15 Spidercam Una ragione per sorridere cpag. 17 Lavversario di turno Il Frosinone pag. 19 Curiosando Roventi panchine in Prima Divisione pag. 21 Cosi in campo pag. 22 Risultati e Classifica

    pag. 24 Tabellini

    pag. 27 Quelli che lo striscione Youll never walk alone pag. 29 Controcronaca Uscire dallincubo, agguantare la predapag. 31 La parola ai tifosi

    pag. 32 Meteore Belardi e le sue uscite spericolatepag. 34 UeSse domani...Settore Giovanile Penalizzati dalla carenza di impiantipag. 37 Highlights

    pag. 39 Stati Danimo Allarme (giallo) rossopag. 40 Quote rosa W. S. Catanzaro: Pippo Torneo allenatorepag. 41 Calcio a 5 A Mirto buon punto per il Catanzaropag. 42 I nostri inserzionisti

    La foto di copertina di Salvatore Monteverde

    pag. 27

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  • 7Il fondo del direttore

    Le cose vanno male, decisa-mente male.E se anche quando giochi bene ( vedi gara con la Nocerina ) o beni-no (come sembra sia accaduto a Pisa fino al crollo finale) te ne torni a casa con tre o quattro reti sul groppone, allora vuol dire che il male che attanaglia questo Catanza-ro serio, un male cui necessitano cure immediate e non palliativi.Andiamo con ordine. Accertato e non contestabile che grossi errori sono stati commessi al momento di costruire la squadra, bisogna ora cercare di trovare una via di uscita dal tunnel in cui siamo precipitati, un p per superfi-cialit nella valutazione dei ragazzi acqui-stati, tutti provenienti dalla Seconda Di-visione, un p per incompetenza, molto per presunzione, visti i proclami sbandie-rati in avvio di campionato. Tutto in buona fede, naturalmente, il che aggrava la responsabilit di quanti, a vario titolo, hanno gestito il passaggio dalla Seconda alla Prima Divisione.I sintomi che affliggono il malato Ca-

    tanzaro sono tanti: dimensione tecnica non eccelsa per alcuni elementi e con rife-rimento al campionato da disputare, con-dizione fisica non al massimo, fragilit temperamentale, altalena tattica, mancan-za di tranquillit.Ci sarebbe da strapparsi i capelli se non conoscessimo la passione ( e la testar-daggine) del presidente Cosentino che, necessariamente, dovr essere il medico curante della sua creatura sportiva am-malata.Ed allora, dopo Russotto, necessitano, come andiamo dicendo da tempo, altri tre o quattro elementi in grado non solo di elevare il livello tecnico della squadra, ma anche di offrire un contributo di espe-rienza.Quindi operare sul morale di una squadra che non riesce a mantenere il vantaggio, che trema e cade in dirittura di arrivo, che sembra priva di autostima e di capacit di reagire: a Pisa, come erra avvenuto in Coppa Italia a Carrara, sono stati incas-sati quattro gol in soli trentadue minuti, dal 56 (rigore di Favasuli) all88 (rete

    di Perez). E poi, sembra indispensabile che Cozza trovi un assetto tattico con una qualche continuit: si partiti con tre pun-te ed ora si gioca con una punta sola! Certo, landamento del campionato ha fatto comprendere che non si poteva az-zardare troppo, ma un certo equilibrio nelle scelte tattiche necessario per con-sentire lassimilazione della manovra ed il miglior adattamento dei giocatori alle scelte del tecnico. Sono medicine amare, anche costose, ma indispensabili, sia sotto il profilo econo-mico che del sacrificio di qualche ele-mento erroneamente ritenuto indispen-sabile.Intanto arriva la capolista Frosinone e basta pensare ai due bomber di cui di-spone ( Ganci e Santoruvo) ed alla squa-lifica di Sirignano, per avvertire brividi e temere il peggio. Ma, come scriveva qualcuno, non bravo chi non cade mai, ma bravo chi capace di rialzarsi. Ce la faranno a rialzarsi i giallorossi? Dobbia-mo crederci...

    Gianni Bruni

    Cure immediate e non palliativi

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  • 9Pallone e dintorni di FiLIPPO VELTRI

    Ormai materia di cronaca nera, giudiziaria e anche sindacale la domenica nel pallone degli italiani. Non bastassero, in-fatti, le scommesse e gli scandali vari di cui non si vede mai la fine, nelle settimane scorse sono riesplosi in varie citt i ver-gognosi fenomeni degli episodi razzisti in alcune curve di stadi italiani, con il con-torno di poco felici commenti giornalisti-ci che hanno finito con laizzare gli animi ancora di pi. Ci riferiamo, ovviamente, al ben noto commento di un giornalista della Rai di Torino in occasione di Juven-tus - Napoli. Ma lepisodio pi eclatante nella sua in-civilt massima stato quello accaduto a Livorno, protagonisti alcuni ultras del Verona Hellas che, nella citt toscana, hanno insultato la memoria del calciatore livornese Morosini, morto un anno fa per un arresto cardiaco a Pescara durante una partita.Episodi noti entrambi, ma forse non altret-tanto noto stato il vergognoso provvedi-

    mento adottato dai sempre solerti soloni del mondo del calcio, che hanno inflitto una ridicola e pilatesca multa, ancora che salata, al Verona Hellas e poi basta S, niente di niente, n penalizzazioni in clas-sifica