COMUNE DI VILLACIDRO - .procedure di valutazione ambientale strategica di competenza regionale

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COMUNE DI VILLACIDRO PROVINCIA DEL MEDIO CAMPIDANO

CONSORZIO PER LA ZONA DI SVILUPPO INDUSTRIALE DI VILLACIDRO COMPARTO D4

IMPIANTO FOTOVOLTAICO VILLACIDRO 2

DA 5,4 MWp INSTALLATO NEL CONSORZIO PER LA ZONA DI SVILUPPO INDUSTRIALE DI VILLACIDRO IN LOCALITA SU TASURU

RELAZIONE SUGLI EFFETTI AMBIENTALI

1. PREMESSA

La presente relazione contiene la descrizione del progetto di un impianto fotovoltaico della

potenza nominale di 5,4 MWp, denominato VILLACIDRO 2 e i dati necessari per

lindividuazione e la valutazione dei principali effetti che tale progetto pu avere

sullambiente, ed redatta conformemente a quanto previsto nellAllegato D del D.P.R. del

12/04 1996 e allAllegato A2 della Delibera G.R. n. 5/11 del 12/02/2005.

Ai sensi della normativa sopra citata le caratteristiche del progetto che saranno prese in

considerazione per la redazione della presente relazione per la Procedura di

Verifica/Screening sono le seguenti:

dimensioni del progetto;

utilizzazione delle risorse naturali;

produzione di rifiuti;

inquinamento e disturbi ambientali;

rischio di incidenti;

impatto sul patrimonio naturale e storico, tenuto conto della destinazione delle zone che possono essere danneggiate.

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2. RELAZIONE SUI RAPPORTI DELLOPERA CON LA NORMATIVA AMBIENTALE VIGENTE

2.1. AMBIENTE: IL CONTESTO NORMATIVO

La tutela, la salvaguardia e la valorizzazione ambientale, introdotti per la prima volta in

USA con lemanazione nel 1970 di una legge diventata molto famosa, la NEPA (National

Enviromental Policy Act), sono obbiettivi dei quali non si pu fare pi a meno.

In Europa, la procedura di Valutazione di impatto Ambientale (V.I.A.), stata introdotta

con la Direttiva CEE 337/85 con lobbiettivo di valutare gli effetti di un progetto

sullambiente per proteggere la salute umana, contribuire alla qualit della vita, provvedere

al mantenimento della variet delle specie e conservare la capacit di riproduzione

dellecosistema.

Tale direttiva contiene un elenco delle tipologie di opere da sottoporre alla procedura,

strutturato in due allegati: lallegato I, relativo ai progetti che devono essere

obbligatoriamente soggetti a V.I.A. da parte di tutti gli stati membri e lallegato II, relativo ai

progetti che devono essere sottoposti a V.I.A. nel caso in cui gli stati membri lo ritengano

necessario.

Le successive Direttive Europee :

- la Direttiva 2001/42/Ce del Parlamento Europeo e del Consiglio del 27/06/2001 sulla

valutazione degli effetti di determinati piani e programmi dellambiente ;

- la Direttiva 85/337/CEE del Consiglio in data 27/06/1985 , modificata dalle direttive

97/11/CE 3 marzo 1997 e 2003/35/CE del Parlamento europeo e del Consiglio 26/05/2003

, concernente la valutazione di impatto ambientale di determinati progetti pubblici e privati ,

nonch di riordino e coordinamento delle procedure di valutazione di impatto ambientale

(VIA), per la valutazione ambientale strategica (VAS) e per la prevenzione e riduzione

integrata dellinquinamento (IPPC);

- la Direttiva 2004/35/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 21/04/2004 sulla

responsabilit ambientale in materia di prevenzione e riparazione del danno ambientale,

che istituisce un quadro per la responsabilit ambientale basato sul principio che chi

inquina paga, costituiscono il quadro normativo comunitario di riferimento da parte del

legislatore nazionale che sulla base della la L. 15/12/2004 n. 308 ( delega al Governo per

il riordino , coordinamento e integrazione della legislazione in materia ambientale e misure

di diretta applicazione ) ha emanato il D.Leg.vo 3/04/2006 n. 152 , modificato con

D.Leg.vo. n. 4/2008 del 16/01/2008 ed ha rivisitato la legislazione in materia ambientale

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provvedendo al riordino , al coordinamento, allintegrazione delle disposizioni legislative

nelle materie di:

procedure per la valutazione ambientale strategica (VAS) e autorizzazione

ambientale integrata (IPPC)

difesa del suolo , tutela delle acque e delle risorse idriche

gestione dei rifiuti e bonifica dei siti contaminati

tutela risarcitoria contro i danni dellambiente

in conformit ai principi e criteri direttivi della L. n. 308 15/12/2004 e nel rispetto

dellordinamento comunitario , delle attribuzioni delle regioni e degli enti locali.

La Regione Sardegna con L.R. 12/06/2006 n. 9 ( Conferimento di funzioni e compiti agli

enti locali) ha previsto lattribuzione alla province della competenza ad espletare le

procedure di impatto ambientale per alcune categorie di interventi.

Con deliberazione G.R. N. 24/23 del 23/4/2008, nelle more di un disegno organico che

coordini le norme regionali con quelle nazionali, delibera che le procedure di valutazione di

impatto ambientale devono essere svolte secondo quanto specificato negli allegati A e B

(che sostituiscono quelli approvati con deliberazione 5/11 del 15/2/2005) mentre le

procedure di valutazione ambientale strategica di competenza regionale devono essere

svolte secondo lallegato C.

Con Delibera della Giunta Regionale n. 30/2 del 23/05/2008 sono state approvate le Linee

guida per lindividuazione degli impatti potenziali degli impianti fotovoltaici e loro corretto

inserimento nel territorio.

Con delibera della Giunta Regionale n. 59/12 del 29/10/2008 vengono approvate le

modifiche alle Linee guida con la revisione della definizione del tetto massimo della

potenza installabile.

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3. RELAZIONE SUI POSSIBILI EFFETTI AMBIENTALI

3.1. CENNI SULLA RISORSA ENERGETICA FOTOVOLTAICA

Lenergia solare una fonte rinnovabile che consente di produrre elettricit in modo

sicuramente rispettoso dellambiente, evitando di immettere nellatmosfera emissioni

gassose (ad es. CO2) o di produrre scorie.

La disponibilit della fonte solare su tutto il pianeta rende possibile la generazione diffusa

di energia elettrica (anche in posti fortemente decentralizzati), consentendo anche una

riduzione dei costi di trasporto dellenergia.

Lenergia solare pu essere utilizzata per la produzione di energia elettrica attraverso la

trasformazione diretta della radiazione solare in energia elettrica tramite leffetto

fotovoltaico.

3.2. I MODULI DI SILICIO

Leffetto fotovoltaico si basa sulle propriet di alcuni materiali semiconduttori

opportunamente trattati (tra i quali il Silicio) di generare direttamente energia elettrica

quando vengono colpiti dalla radiazione solare.

Il componente fondamentale dei sistemi fotovoltaici la cella fotovoltaica. Questa

sostanzialmente un diodo di grande superficie, che esposto alla radiazione solare si

comporta come un generatore di corrente. Il funzionamento di questultimo dipende

fondamentalmente dallintensit della radiazione solare, dalla temperatura e dalla

superficie e pu essere descritto dalla caratteristica I-V riportata nella figura seguente.

Una cella fotovoltaica con superficie di 150x150 mm2 produce, in condizioni standard

(STC), una corrente di oltre 7 A con una tensione di 0.5 V, quindi una potenza di 3.5 Wp.

Pi celle, connesse in serie/parallelo e incapsulate tra un foglio di plastica e una lastra di

vetro, formano il modulo fotovoltaico. Un modulo formato da 60 celle da 150x150 mm2 ha

una superficie di 1,6 m2 ed eroga, in condizioni standard (STC), circa 220 Wp. Esistono in

commercio anche moduli da 300 Wp.

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Un insieme di moduli, connessi elettricamente tra loro, costituisce il campo fotovoltaico

che, insieme ad altri componenti strutturali, elettrici ed elettronici, consente di realizzare il

generatore fotovoltaico.

Si descrivono di seguito i componenti sopra elencati:

3.2.1 LE CELLE

Fino ad alcuni anni fa le celle avevano forma circolare, tipicamente del diametro di circa 8

cm, in conseguenza della forma cilindrica del lingotto. Attualmente, per ottenere un miglior

sfruttamento dellarea attiva, una volta assemblate nel modulo, le celle commerciali hanno

forma quadrata. Con lato di 8-10 cm se di silicio monocristallino o 12-15 cm se di silicio

policristallino.

La connessione elettrica delle celle ottenuta per mezzo di due contatti metallici, uno sulla

faccia esposta e laltro sulla opposta, normalmente ottenuti per evaporazione sottovuoto di

metalli a bassissima resistenza elettrica.

Il passo successivo della lavorazione della cella costituito dalla deposizione di uno strato

antiriflettente di spessore non superiore a 1 micron, per il quale si usa di solito ossido di

titanio evaporato sottovuoto.

3.2.2 I MODULI

Celle solari di qualunque tipo, connesse in serie/parallelo e incapsulate tra un foglio di

plastica e una lastra di vetro temperato costituiscono la maggioranza dei moduli

commerciali. Si tratta di sandwich di materiali molto robusti di forma rettangolare, spessore

compreso tra 2 e 3 cm e peso variabile tra 6 e 21 Kg. I moduli possono essere lasciati

senza cornice (framless) o contornati da un profilo di alluminio allo scopo di facilitarne il

montaggio. Le polarit positiva e negativa ven