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Copertine: 1972, Magritte

Ren Magritte, Il castello dei Pirenei, 1959. (Il volume appare nella collana I Supercoralli, finito di stampare: 3 novembre 1972)

Fortuna / Lettori

Lultimo libro di Italo Calvino uscito proprio in questi giorni () senza dubbio uno dei suoi libri pi affascinanti (Giorgio Manganelli, Intervento radiofonico, 1972)

Le citt invisibili il miglior testo di sociologia mai scritto. Ho imparato pi da questo libriccino che da tanti volumoni (Zygmunt Bauman, Corriere della sera, 2003)

Nel volume conclusivo della Letteratura italiana. Le Opere, a c. di Albero Asor Rosa (Einaudi) sono collocati in clausola due saggi dedicati alle Citt invisibili e alle Lezioni americane.

Esempio duso ben oltre le frontiere dei discorsi sulla letteratura: le epigrafi calviniane dello storico della scienza Enrico Bellone (p. es. in Spazio e tempo nella nuova scienza, La Nuova Italia Scientifica, Firenze 1994; ai capitoli: Causa e gravit, Dove scompare il divenire)

Genesi 1

Ho letto anche lo scritto sul romanzo inglese, molto esatto, e lapolemica cassoliana, che entrambi rientrano nelle riflessioni chevado facendo negli ultimi tempi sul romanzesco forse per undesiderio (per ora vago) di tornare ad affermare la necessit delromanzesco (Chichita durante l'estate non faceva che leggere ilsuo favorito Dickens, e anch'io sia pur a strappi e domandandomi seperdevo tempo, ma anche comprendendo di pi il modo dellacostruzione dickensiana, dopo che alla mostra che c' a Londra hovisto i giornalini che lui per tutta la vita pubblicava con le dispensedei suoi romanzi e le illustrazioni di cui curava la rega). Forse inquesto c' una mia reazione e insoddisfazione per quel che mi sonomesso a scrivere quest'estate, spingendomi come non mai verso ilpreziosismo l'alessandrinismo il poemetto in prosa: un rifacimentodel Milione di Marco Polo tutto di brevi descrizioni di cittimmaginarie. Finora non so se mi riesce. Mi piacerebbe fartileggere. (Lettera a Pietro Citati, 12.9.1970)

Il libro nato un pezzetto per volta, a intervalli anche lunghi, comepoesie che mettevo sulla carta, seguendo le pi varie ispirazioni.(Presentazione, 1983).

Genesi 2

Cos mi sono portato dietro questo libro delle cittnegli ultimi anni, scrivendo saltuariamente, un pezzettoper volta, passando attraverso fasi diverse. Per qualchetempo mi veniva da immaginare solo citt tristi e perqualche tempo solo citt contente; c' stato un periodoin cui paragonavo le citt al cielo stellato, e in un altroperiodo invece mi veniva sempre da parlare dellaspazzatura che dilaga fuori dalle citt ogni giorno. Eradiventato un po' come un diario che seguiva i mieiumori e le mie riflessioni; tutto finiva per trasformarsiin immagini di citt: i libri che leggevo, le esposizionid'arte che visitavo, le discussioni con gli amici.(Presentazione, 1983)

Genesi 3 Ma tutte queste pagine insieme non facevano ancora un libro: un libro (io credo)

qualcosa con un principio e una fine (anche se non un romanzo in senso stretto), uno spazio in cui il lettore deve entrare, girare, magari perdersi, ma a un certopunto trovare un'uscita, o magari parecchie uscite, la possibilit d'aprirsi unastrada per venirne fuori. Qualcuno di voi mi pu dire che questa definizione puvalere per un romanzo a intreccio, e non per un libro come questo, che si develeggere come si leggono i libri di poesie, o di saggi, o tutt'al pi di racconti. Ebbene,voglio appunto dire che anche un libro cos, per essere un libro, deve avere unacostruzione, cio vi si deve poter scoprire un intreccio, un itinerario, una soluzione.(Presentazione, 1983)

Libri di poesie non ne ho mai fatti, ma libri di racconti ne ho fatti diversi e mi sonotrovato di fronte al problema di dare un ordine ai singoli pezzi, che pu diventareun problema angoscioso. Questa volta fin da principio avevo messo in testa a ognipagina il titolo d'una serie: Le citt e la memoria, Le citt e il desiderio, Le citt e isegni; una quarta serie l'avevo chiamata Le citt e la forma, titolo che poi si riveltroppo generico e fin per essere spartito tra altre categorie. Per un certo tempo,andando avanti a scrivere citt, ero incerto tra il moltiplicare le serie, o restringerlea pochissime (le prime due erano fondamentali), o farle sparire tutte.(Presentazione 1972-1973).

Copertine: 1977, Ledoux

Confronto copertine 1972 e 1977 L'edizione tascabile, che segue a cinque anni di

distanza (Nuovi Coralli n. 182), proporr invececome illustrazione di copertina uno slancioimmaginativo razionalmente pi sorvegliato, ilProgetto di edificio di Claude-Nicolas Ledoux(1785). Comune alle due figure, pur cos diverse,la conciliazione di opposti principi nel segno diun'ideale integrazione tra uomo e natura: un'irta,ruvida massa minerale che si libra tra elementifluidi, l'impeccabile geometria d'una casa a formadi sfera placidamente sita tra campi, alberi ecavalli. (Mario Barenghi, Notizie sui testi, M2)

Il titolo

La citt Una realt / un simbolo collettivo. Luomo non pu essere pensato fuori dalle

relazioni con gli altri Un tema chiave nella narrativa calviniana

Il plurale La molteplicit come cifra del reale: del mondo non scritto e di quello scritto Stacco rispetto alla tradizione utopica

Laggettivo: in/visibili Che non si possono percepire, che arduo percepire (centralit della vista nellidea

di percezione qui suggerita) Il titolo le colloca in una dimensione di indeterminatezza (non inesistenti e non

semplicemente occultate) Non prive di legame con il reale (non inesistenti): nascoste, velate, defilate Non vere: inventate, fittizie / Sognate, immaginate, progettate Sfuggenti

Invita a una ricerca Contiene lallusione a un privilegio che il narratore ha avuto e del quale

vuol far parte il lettore

Non un libro atemporale 1. Una discussione sulla citt moderna

Credo che non sia solo un'idea atemporale di citt quello cheil libro evoca, ma che vi si svolga, ora implicita ora esplicita,una discussione sulla citt moderna. Da qualche amicourbanista sento che il libro tocca vari punti della loroproblematica, e non un caso perch il retroterra lo stesso.E non solo verso la fine che la metropoli dei big numberscompare nel mio libro; anche ci che sembra evocazioned'una citt arcaica ha senso solo in quanto pensato e scrittocon la citt di oggi sotto gli occhi.

Non un libro atemporale 2. Un ultimo poema damore per le citt difficili

Che cosa oggi la citt, per noi? Penso d'aver scrittoqualcosa come un ultimo poema d'amore alle citt,nel momento in cui diventa sempre pi difficileviverle come citt. Forse stiamo avvicinandoci a unmomento di crisi della vita urbana, e Le citt invisibilisono un sogno che nasce dal cuore delle citt invivibili.Oggi si parla con eguale insistenza della distruzionedell'ambiente naturale quanto della fragilit dei grandisistemi tecnologici che pu produrre guasti a catena,paralizzando metropoli intere. La crisi della citt troppogrande l'altra faccia della crisi della natura.L'immagine della megalopoli, la citt continua,uniforme, che va coprendo il mondo, domina anche ilmio libro.

Non un libro atemporale 3. Scoprire le ragioni segrete del vivere in citt

Ma libri che profetizzano catastrofi e apocalissi ce ne sonogi tanti; scriverne un altro sarebbe pleonastico, e nonrientra nel mio temperamento, oltretutto. Quello che sta acuore al mio Marco Polo scoprire le ragioni segrete chehanno portato gli uomini a vivere nelle citt, ragioni chepotranno valere al di l di tutte le crisi. Le citt sono uninsieme di tante cose: di memoria, di desideri, di segni d'unlinguaggio; le citt sono luoghi di scambio, come spieganotutti i libri di storia dell'economia, ma questi scambi nonsono soltanto scambi di merci, sono scambi di parole, didesideri, di ricordi. Il mio libro s'apre e si chiude suimmagini di citt felici che continuamente prendono formae svaniscono, nascoste nelle citt infelici.

Struttura. Uno sguardo dinsieme

CAPITOLI = 9

MICROCORNICI = 9 (9+9)

RUBRICHE = 11

CITTA DESCRITTE = 55

[55+9 = 64]

Un peculiare oggetto testuale

QUALCHE DEFINIZIONE

LAVAGETTO: Un libro imprendibile e misterioso, enigmatico esfuggente

PAMPALONI: Questo nuovo libro di IC somiglia in primo luogo a ungiuoco di magia; una favolosa cronistoria del caos tracciataallinsegna dellordine, del rigore

CELATI: Prima di tutto delle Citt invisibili di Calvino diremo chesono un intarsio, la scacchiera a cui pensa Kublai alla fine del libro:quindi il narrare qui superficie di gioco piuttosto che percorsoverso unagnizione 108

SPINAZZOLA: una sorta di libro sapienziale, aggiornato allepreoccupazioni delle scienze sociali contemporanee: una somma diriflessioni espresse in forma immaginosa sullurbanesimo comeelemento fondativo della civilt moderna

Un peculiare oggetto testuale 2

Nesso forte contenuto di pensiero e invenzione immaginativa

Nesso forte compiutezza formale // pluralit dinamica e

irregolare del mondo rappresentato

compiutezza formale // molteplicit dei possibili discorsi sul mondo

Lincipit delle cornici (cap. I)Non detto che Kublai Kan creda a tutto quel che dice Marco Polo quandogli descrive le citt visitate nelle sue ambascerie, ma certo l'imperatore deitartari continua ad ascoltare il giovane veneziano con pi curiosit eattenzione che ogni altro suo messo o esploratore. Nella vita degliimperatori c' un momento, che segue all'orgoglio per l'ampiezza sterminatadei territori che abbiamo conquistato, alla malinconia e al sollievo di sapereche presto rinunceremo a conoscerli e a comprenderli; un senso come divuoto che ci prende una sera con l'odore degli elefanti dopo la pioggia edella cenere di sandalo che si raffredda nei bra