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CORSO DI SPECIALIZZAZIONE PER RSPP E ASSP aspp/corso aspp 2011/Sirna_A4.pdf · PDF fileCORSO DI SPECIALIZZAZIONE PER RSPP E ASSP MACROSETTORE ATTIVITA’ 8 MODULO A5. Ing. Lara Sirna

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CORSO DI SPECIALIZZAZIONE PER RSPP E ASSP

MACROSETTORE ATTIVITA 8

MODULO A5

Ing. Lara Sirna 2

ARGOMENTI DELLA LEZIONE Rischio cancerogeni e mutageni; Rischio chimico; Rischio biologico; Rumore

Ing. Lara Sirna 3

RISCHIO CANCEROGENI E MUTAGENI

Ing. Lara Sirna 4

DEFINIZIONI

Ing. Lara Sirna 5

RISCHIO CANCEROGENO

RISCHIO ASSOCIATO ALLA PRESENZA DI SOSTANZE CANCEROGENE IN AMBIENTI DI LAVORO OVE SIANO PRESENTI LAVORATORI ESPOSTI.

Ing. Lara Sirna 6

LA LEGGE DICE Il D.Lgs. N52 del 3 febbraio 1997,

(concernente classificazione e imballaggio delle sostanze pericolose), definisce cancerogeno 1 e 2:

Sostanze e preparati che per inalazione, ingestione o assorbimento cutaneo, possono provocare il cancro o aumentarne la frequenza.

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IN PRATICA

Un agente cancerogeno un fattore in grado di causare un cancro o favorire la propagazione del rischio in soggetti esposti.

Tra gli agenti cancerogeni ci possono essere:

Sostanze chimiche;Radiazioni ionizzanti

Ing. Lara Sirna 8

A livello internazionale, lo IARC (International Agency for Research on Cancer), parte dellOMS (Organizzazione Mondiale della Sanit) classifica gli agenti cancerogeni noti in 4 gruppi:

Categoria 1: cancerogena per l'uomo. Categoria 2A: cancerogena probabile per l'uomo. Categoria 2B: cancerogena possibile per l'uomo. Categoria 3: classificazione impossibile riguardo

all'azione cancerogena per l'uomo. Categoria 4: probabilmente non cancerogena per

l'uomo.

Es. Benzene

Ing. Lara Sirna 9

RISCHIO MUTAGENO

RISCHIO ASSOCIATO ALLA PRESENZA DI SOSTANZE MUTAGENE IN AMBIENTI DI LAVORO OVE SIANO PRESENTI LAVORATORI ESPOSTI.

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LA LEGGE DICE Il D.Lgs. N52 del 3 febbraio 1997,

(concernente classificazione e imballaggio delle sostanze pericolose), definisce mutageno 1 e 2:

Sostanze e preparati che per inalazione, ingestione o assorbimento cutaneo, possono causare effetti genetici ereditari o aumentarne la frequenza.

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IN PRATICA Agente in grado di provocare una mutazione genetica ovvero

variare la sequenza nucleotidica del materiale genetico (sia DNA che RNA).

In generale le mutazioni genetiche sono gli elementi di base grazie ai quali possono svolgersi i processi evolutivi: esse determinano infatti la cosiddetta variabilit genetica, ovvero la condizione per cui gli organismi differiscono tra loro per uno o pi caratteri.

Essendo la maggior parte delle mutazioni non favorevoli, gli

organismi hanno sviluppato diversi meccanismi per la riparazione del DNA dai vari danni che pu subire, riducendo in questo modo il tasso di mutazione.

Es. Cloruro di vinile monomero

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PER COMPLETEZZA

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TERATOGENO

Un agente fisico o biologico che pu danneggiare direttamente il feto a dosi innocue per la madre.

Es. diossine, fumo di sigaretta.

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Il D.Lgs 81/2008 e s.m.i. al titolo IX, fa obbligo al ddl:

Art. 235 Sostituzione e riduzione

1. Evitare o ridurre l'utilizzazione;2. Sostituire lagente dove tecnicamente possibile;3. Se non tecnicamente possibile sostituire l'agente

cancerogeno o mutageno necessario fare in modo che il sistema di impiego/produzione sia un sistema chiuso se tecnicamente possibile;

4. Se il ricorso a un sistema chiuso non tecnicamente possibile il livello di esposizione dei lavoratori deve essere ridotto al pi basso valore tecnicamente possibile;

5. L'esposizione non deve comunque superare il valore limite dell'agente stabilito nell'allegato XLIII.

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Art. 236 Valutazione del rischio Per la valutazione del rischio bisogna tenere

conto di: Caratteristiche; Durata; Frequenza; Quantitativi prodotti ovvero utilizzati; Concentrazione; Capacit di penetrare nell'organismo per le diverse vie di

assorbimento; La valutazione deve tener conto di tutti i possibili modi di

esposizione, compreso quello in cui vi assorbimento cutaneo.

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Art. 237 Misure tecniche, organizzative, procedurali

Utilizzare quantitativi minimi strettamente necessari; Evitare laccumulo di queste sostanze nei luoghi di

lavoro qualora queste non debbano essere utilizzate; Limitare al minimo possibile il numero dei lavoratori

esposti; Dotare le aree di lavoro specifiche con appositi segnali

di avvertimento e di sicurezza; Rendere questi luoghi accessibili soltanto ai lavoratori

addetti e quindi autorizzati; Progettare, programmare e sorvegliare le lavorazioni in

modo che non vi emissione di agenti cancerogeni o mutageni nell'aria;

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Nel caso in cui ci sia emissione in aria, necessario eliminare gli agenti cancerogeni o mutageni il pi vicino possibile al punto di emissione mediante aspirazione localizzata;Dotare l'ambiente di lavoro di un adeguato sistema di ventilazione generale;Misurare i quantitativi presenti nellambiente di lavoro;Operare pulizia sistematica e accurata dei locali, delle attrezzature e degli impianti;Elaborare procedure per i casi di emergenza che possono comportare esposizioni elevate;Su parere del MC disporre misure protettive particolari dove il rischio sia particolarmente elevato.

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Sono sempre fondamentali

INFORMAZIONE E FORMAZIONE DEI LAVORATORI SOGGETTI AL RISCHIO

N.B.

Ing. Lara Sirna 19

REGISTRO DEGLI ESPOSTI E CARTELLE SANITARIE

Art. 243

I lavoratori di cui all'art. 242 sono iscritti in un registro nel quale riportata, per ciascuno di essi, l'attivit svolta, l'agente cancerogeno o mutageno utilizzato e, ove noto, il valore dell'esposizione a tale agente. Detto registro istituito ed aggiornato dal datore di lavoro che ne cura la tenuta per il tramite del medico competente. Il responsabile del servizio di prevenzione e il rappresentante per la sicurezza hanno accesso a detto registro.

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Il medico competente, per ciascuno dei lavoratori di cui all'articolo 242, provvede ad istituire ed aggiornare una cartella sanitaria e di rischio, custodita presso l'azienda o unit produttiva sotto la responsabilit del datore di lavoro.

I registri di esposizione, le annotazioni individuali e le cartelle sanitarie e di rischio sono custoditi e trasmessi con salvaguardia del segreto professionale e del trattamento dei dati personali.

Ing. Lara Sirna 21

Dove nella scuola?

Negli ambienti scolastici, data la destinazione duso, non previsto lutilizzo di agenti cancerogeni, mutageni o teratogeni.

I prodotti di laboratorio eventualmente presenti devono essere eliminati poich le esperienze di laboratorio possono essere fatte con prodotti sostitutivi

Ing. Lara Sirna 22

RISCHIO CHIMICO

Ing. Lara Sirna 23

AGENTE CHIMICO Tutti gli elementi o composti chimici, sia

da soli sia nei loro miscugli, allo stato naturale o ottenuti, utilizzati o smaltiti, compreso lo smaltimento come rifiuti, mediante qualsiasi attivit lavorativa, siano essi prodotti intenzionalmente o no e siano immessi o meno sul mercato.

Ing. Lara Sirna 24

RISCHIO CHIMICO

RISCHI PER LA SALUTE RISCHI PER LA SICUREZZA

Possono influire sullo stato di salute del lavoratore esposto (tossiche, nocive,

irritanti)

Possono provocare incidenti o infortuni,

danni o menomazioni (infiammabili,

comburenti, esplosive e corrosive)

Ing. Lara Sirna 25

RISCHI PER LA SALUTE

Ing. Lara Sirna 26

VIE DI ESPOSIZIONE

INALAZIONE

INGESTIONE

CONTATTO CUTANEO

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Rischio legato alla pericolosit di sostanze chimiche trasportate, manipolate, prodotte, stoccate.

I danni provocati possono avere effetti acuti o cronici sulla salute

Da cosa dipende???

Ing. Lara Sirna 28

TOSSICITA Caratteristica di un agente chimico che,

una volta in contatto con lorganismo, pu provocare unalterazione omeostatica non desiderata.

Omeostasi = capacit dellorganismo a mantenere una stabilit interna anche al variare delle condizioni esterne attraverso meccanismi autoregolanti

Ing. Lara Sirna 29

INTOSSICAZIONE Malattia acuta o cronica che si manifesta a

seguito dellinterazione tra sostanza tossica ed organismo.

ACUTA si manifesta al contatto con la sostanza;

Es. sostanza corrosiva -> pelle = ustioneCRONICA si manifesta dopo

tempo dallesposizione.Es. CO -> inalazione > insufficienza respiratoria.

Ing. Lara Sirna 30

Piccola parentesi..

Paracelso nel 1500 scriveva.. Tutto pu essere velenoso e nessuna

cosa priva di capacit venefica; la dose che fa in modo che una sostanza non sia venefica.

Ing. Lara Sirna 31

FATTORI DELLA TOSSICITA Relativi alla sostanza (caratteristiche chimico-

fisiche);

Relativi alla durata e frequenza di esposizione;

Relativi alla via di esposizione (sostanza tossica per ingestione, se inalata non crea problemi);

Relativi allindividuo (sesso, et, fattori genetici individuali dei soggetti esposti).

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CARATTERISTICHE DI CUI TENERE CONTO NELLA VALUTAZIONE DEL RISCHIO

Sostanza utilizzata e sue caratteristiche chimico - fisiche;

Modi di utilizzo; Tempi di utilizzo; Possibilit di e

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