dei malati oncologici 4. Cure palliative precoci in ... 4.pdf · cure palliative per la valutazione…

  • Published on
    14-Feb-2019

  • View
    212

  • Download
    0

Embed Size (px)

Transcript

<p>10 Rapporto sullacondizione assistenzialedei malati oncologici</p> <p>48</p> <p>4. Cure palliative precoci in oncologia: il modello ESMO e la realt italiana </p> <p> a cura di V. Zagonel, G. Lanzetta, R. Labianca AIOM</p> <p>Le recenti linee guida ASCO e una revisione Cochrane hanno confermato lutilit dellinserimento delle cure </p> <p>palliative precoci (CPP) nel percorso di cura attivo dei pazienti oncologici con malattia sintomatica o metastatica, </p> <p>con un vantaggio significativo sul controllo dei sintomi e sulla qualit della vita e del fine vita, tanto che oggi </p> <p>lintegrazione delle CPP considerata uno standard di qualit per le U.O./Dipartimenti di Oncologia (1,2). Altri </p> <p>studi hanno anche dimostrato come le CPP garantiscono un setting di cura pi appropriato (maggior accesso </p> <p>allhospice in fase avanzata), riducono i costi di assistenza e luso di chemioterapia negli ultimi 30 giorni di vita, </p> <p>migliorano la comunicazione oncologo-paziente e lansia e la depressione dei caregiver. Di recente un consenso </p> <p>internazionale ha definito gli indicatori di processo, esito, formazione ed outcomes necessari per identificare i </p> <p>centri e la qualit delle CPP erogate (3). Sebbene da oltre 10 anni si parli dellimportanza delle CPP per il malato </p> <p>oncologico, rimangono ancora da definire quali siano i pazienti da avviare alle CPP, con quali modalit e qual </p> <p> il modello organizzativo pi idoneo per intercettare precocemente i bisogni del singolo paziente. Infatti, il </p> <p>modello di cura centrato sui bisogni del paziente non pu essere standardizzato, sebbene pu essere inserito </p> <p>allinterno di una cornice che ne definisca i contenuti (4). Il paziente oncologico infatti pu manifestare diversi </p> <p>bisogni fisici, funzionali, psicologici, sociali e spirituali, lungo tutto il percorso della malattia, e questi spesso si </p> <p>modificano nel tempo. I principali modelli organizzativi presenti in letteratura si suddividono fondamentalmen-</p> <p>te in due. Il primo il cosiddetto physician-driven nel quale loncologo referente del paziente che stabilisce il </p> <p>momento nel quale coinvolgere il team di cure palliative; o il modello patientbased referral nel quale lavvio al </p> <p>medico palliativista avviene sulla base di un sintomo preciso che manifesta il paziente (5). Dal 2003 lESMO ha </p> <p>promosso un programma di accreditamento dei centri oncologici europei che garantiscono una presa in carico </p> <p>globale del malato oncologico, evitandone labbandono, attraverso lattivazione delle CPP (6). Attualmente </p> <p>sono 184 i centri accreditati dallESMO; lItalia con 42 centri accreditati il paese europeo maggiormente rap-</p> <p>presentato, grazie alle attivit formative e culturali di una task force messa in atto dallAIOM gi nel 2008. Nel </p> <p>2017 stata condotta da parte di ESMO una survey per verificare il livello competenze, servizi e ricerca in cure </p> <p>palliative presenti nei centri oncologici accreditati (7). Da questa survey si conferma che per garantire una vera </p> <p>integrazione e presa in carico, necessario che il team di cure palliative operi in stretta connessione con il team </p> <p>che ha in cura il malato, team di oncologia o di radioterapia. In particolare, necessaria la presenza del team di </p> <p>cure palliative per la valutazione dei pazienti ricoverati in oncologia, e la presenza di ambulatori di cure palliative </p> <p>allinterno delle U.O/Servizi di Oncologia condivisi tra oncologo e team di cure palliative. Sempre nel 2017 simile </p> <p>survey stata condotta tra i 42 centri oncologici Italiani accreditati dallESMO (8). Da questa survey emerge </p> <p>come i centri italiani ESMO accreditati hanno, rispetto al resto dellEuropa una minor disponibilit del team di </p> <p>cure palliative presente nelle UO di Oncologia per la condivisione della presa in carico dei malati ricoverati (78% </p> <p>contro il 90%), e dellambulatorio di cure palliative per i malati in dh/ambulatorio (75% verso 89%). Per contro, </p> <p>il rilievo routinario dei sintomi da parte delloncologo medico una prassi pi frequente in Italia rispetto alla </p> <p>media dei centri europei accreditati (85% vs 78%). Questi dati registrano esattamente la realt italiana dove </p> <p>lorganizzazione prevalentemente territoriale delle rete di cure palliative, non garantisce la necessaria integra-</p> <p>zione tra oncologo e medico palliativista e dove il primo livello delle cure palliative viene da sempre vicariato </p> <p>dalloncologo medico che ha in cura il paziente.</p> <p>In realt lintegrazione ottimale dovrebbe prevedere lattivazione di ambulatori condivisi tra loncologo medico </p> <p>e il team di cure palliative (modello cure simultanee-CS), con la presenza di almeno un medico palliativista, uno </p> <p>psicologo, un case manager e possibilmente anche un medico nutrizionista o dietista. Tanto pi infatti linte-</p> <p>Osservatorio sulla condizione assistenziale </p> <p>dei malati oncologici</p> <p>49</p> <p>grazione tra oncologo e team palliativista embricata, tanto maggiore risulta il vantaggio per il paziente (4). </p> <p>Lobiettivo delle CS infatti quello di rilevare e trattare i sintomi legati al tumore, esplorare la consapevolezza del </p> <p>malato riguardo la sua malattia e relativa prognosi e ci che desidera per il suo futuro, chiarire gli obiettivi della </p> <p>terapia oncologica proposta, valutare la sopravvivenza attesa e limpatto della terapia oncologica sulla sopravvi-</p> <p>venza, valutare le tossicit attese del trattamento, verificare i bisogni psicologici, socio assistenziali, familiari ed </p> <p>esistenziali, valutare la necessit di eventuali altri supporti (9). Per realizzare le CS pertanto necessaria una forte </p> <p>integrazione e condivisione di obiettivi tra oncologo (medico o radioterapista che ha in cura il malato oncologi-</p> <p>co), e team di cure palliative. La selezione dei pazienti da avviare alle CS avviene a carico delloncologo che ha </p> <p>in cura il paziente, mentre il medico palliativista ha anche il ruolo di garantire il percorso territoriale di supporto </p> <p>in cure palliative, sia concomitante al trattamento oncologico, che nella fase successiva. Loncologo ed il team </p> <p>di cure palliative devono condividere criteri di accesso agli ambulatori di CS, strumenti validati per il rilievo dei </p> <p>sintomi e per la valutazione della prognosi, garantire una flessibilit nella valutazione dei bisogni dei pazienti </p> <p>lungo la traiettoria di malattia, anche rispetto alle scelte di trattamento oncologico e alla relativa prognosi. Per i </p> <p>pazienti ricoverati, auspicabile la presenza del team di cure palliative ai briefing (almeno 1-2 volte a settimana). </p> <p>Risulta pertanto fondamentale che per ogni U.O. di oncologia sia disponibile un team di cure palliative per la </p> <p>valutazione dei pazienti, che il team partecipi agli incontri multidisciplinari di patologia, che il team di cure pal-</p> <p>liative venga coinvolto nella definizione dei PDTA di tutti i tipi di tumore. E inoltre auspicabile che in ogni U.O. </p> <p>di oncologia e radioterapia sia disponibile una procedura scritta che specifichi le modalit di accesso alle CS, </p> <p>con indicatori di processo e di esito (9). Le CS sono infatti la vera cerniera di connessione ed integrazione tra i </p> <p>servizi ospedalieri e quelli territoriali dedicati al malato oncologico in fase avanzata, con lo scopo di anticiparne </p> <p>i bisogni ed evitarne labbandono nella fase pi critica. Negli ultimi anni abbiamo assistito in Italia allo sviluppo </p> <p>di una rete di cure palliative quasi esclusivamente territoriale; ci rende di fatto impraticabile la realizzazione </p> <p>delle CS e della condivisione di percorsi di cura attraverso lattivazione delle CPP. AIOM mantiene costante </p> <p>limpegno per diffondere la cultura delle CPP e stimolare le U.U.O.O. di oncologia a richiedere laccreditamento </p> <p>ESMO, sebbene ogni anno aumenti la dicotomia tra lorganizzazione territoriale italiana delle cure palliative, e </p> <p>limplementazione dei criteri richiesti da ESMO per ottenerne laccreditamento (3,10). auspicabile che ogni </p> <p>oncologia possa giovarsi della presenza del team di cure palliative per garantire a tutti i pazienti oncologici lat-</p> <p>tivazione delle CPP, le CS e la precoce presa in carico definitiva da parte dei servizi territoriali di cure palliative, </p> <p>nel momento e quando indicato.</p> <p>Tabella 1: CenTri iTaliani di OnCOlOgia eSMO aCCrediTaTi per linTegraziOne preCOCe delle Cure palliaTive</p> <p>Ospedale Citt Anno</p> <p>ODO-AVAPO Venezia Venezia 2004</p> <p>Oncologia Ospedale S-G Calibita Fatebenefratelli Isola Tiberina Roma 2005</p> <p>Ospedale San Salvatore, LAquila LAquila 2005</p> <p>Oncologia Medica Ospedale/Universit Parma 2006</p> <p>Istituto Dermopatico dellImmacolata Roma 2006</p> <p>Azienda Ospedaliera Papa Giovanni XXIII Bergamo 2006</p> <p>Policlinico S.Orsola-Malpighi Bologna 2008</p> <p>Oncologia Medica Ospedale Piacenza 2008</p> <p>I.R.S.T Meldola 2009</p> <p>Oncologia Medica A.O. Fatebenefratelli e Oftalmico Milano 2009</p> <p>Istituto Neurotraumatologico Italiano (I.N.I.), Grottaferrata ( RM ) 2010</p> <p>Oncologia Medica Policlinico A Gemelli , Universit Sacro Cuore, Roma 2010</p> <p>Oncologia Medica Ospedale Sacro Cuore - Don Calabria Negrar (VR) 2010</p> <p>Oncologia Medica Ospedale SantAnna Ferrara 2010</p> <p>Campus Bio Medico Roma 2010</p> <p>Oncologia Medica 1, Azienda Ospedaliero Universitaria Cagliari 2010</p> <p>Oncologia Medica, Fondazione Poliambulanza Brescia 2011</p> <p>Oncologia Medica, AO S. Andrea, Universit la Sapienza Roma 2011</p> <p>Polo Oncologico Provinciale di Frosinone Sora 2011</p> <p>10 Rapporto sullacondizione assistenzialedei malati oncologici</p> <p>50</p> <p>Ospedale Citt Anno</p> <p>Dipartimento di Oncologia, Ospedale/Universit Udine 2011</p> <p>Dipartimento di Oncologia, Istituto Oncologico Veneto - I.R.C.C.S. Padova 2012</p> <p>Cancer Centre, Ospedale San Pietro Fatebenefratelli Roma 2012</p> <p>Oncologia Medica Policlinico Universitario Tor Vergata Roma 2012</p> <p>Oncologia Medica Policlinico San Matteo. I.R.C.C.S Pavia 2012</p> <p>Oncologia Medica Azienda Ospedaliera San Camillo-Forlanini Roma 2013</p> <p>Oncologia Media AV 2 Fabriano Asur Marche Fabriano 2013</p> <p>Dipartimento Medico Oncologico, Azienda Socio Sanitaria Territoriale Lodi 2013</p> <p>Dipartimento di Oncologia Medica, Ospedale S. Maria Terni 2013</p> <p>Azienda Ospedaliera Universitaria Policlinico Paolo Giaccone Palermo 2013</p> <p>Oncologia Medica Presidio Sanitario Gradenigo Torino 2013</p> <p>Oncology Department, Azienda USL Toscana Centro Firenze 2013</p> <p>Azienda Ospedaliera San Camillo-Forlanini Roma 2013</p> <p>Centro Tumori Humanitas, IRCCS Rozzano,(Mi) 2014</p> <p>Oncologia Medica RAO Ospedale Umberto Primo Siracusa 2014</p> <p>Oncologia Medica, AO Universitaria Verona 2014</p> <p>Oncologia Ospedale Murri Fermo &amp; Hospice Montegranaro ASUR Fermo 2014</p> <p>ICOT Latina 2015</p> <p>Oncologia Medica Ospedale di Circolo e Fondazione Macchi Varese 2015</p> <p>Dipartimento di Oncologia Ospedale S. Anna Como 2016</p> <p>Oncologia Ospedale Sacco - Polo Universitario Milano 2016</p> <p>Oncologia Medica AO Universitaria Maggiore della Carit Novara 2017</p> <p>Bibliografia</p> <p>Ferrell BR et al. integration of palliative care into standard oncology care: American Society of Clinical Oncology </p> <p>Clinical Practice guideline Update. J Clin Oncol 34, 2017.</p> <p>Haun MW et al. Early palliative care for adults with advanced cancer (Review) Cochrane Library 2017 </p> <p>DOI:10.1002/14651858. CD011129.pub2.</p> <p>Hui D. et al. indicators of integration of oncology and palliative care programs: an international consensus. Ann </p> <p>Oncol 26:1953-1959, 2015.</p> <p>Bakitas MA et al. The TEAM approach to improving oncology outcomes by incorporating palliative care in prac-</p> <p>tice. J Oncol Practice 13:557-566, 2018.</p> <p>Hui D and Bruera E. Integrating palliative care into the trajectory of cancer care Nat Rev Clin Oncol 13:159-171, </p> <p>2016.</p> <p>Cherny N. et al. European Society for Medical Oncology (ESMO), program for the integration of oncology and </p> <p>palliative care: a 5-year review of the designated centers incentive program. Ann Oncol 21:362-369, </p> <p>2010.</p> <p>Hui D, Cherny N, Latino N, Strasser F. The critical mass survey of palliative care programme at ESMO desig-</p> <p>nated centres of integrated oncology and palliative care. Ann Oncol 28:2057-2066, 2017.</p> <p> Lanzetta G., Franciosi V., Farina G., Sacco C. and Zagonel V. on behalf of italian ESMO-DCs. Indicators of Simul-</p> <p>taneous Care (Sc) in ESMO-DCs of Integrated Oncology and Palliative Care:Where Do We Stand In Italy? </p> <p>XIX Congresso Nazionale AIOM Roma 27-29 Ottobre 2017</p> <p>Documento tavolo di lavoro AIOM-SICP Cure palliative precoci e simultanee, 2016.: in www.aiom.it</p> <p>Jordan K et al. European Society for Medical Oncology (ESMO) position paper on supportive and palliative care. </p> <p>Ann Oncol 29:36:43, 2018.</p>

Recommended

View more >