Di Aristotele si dice in molti modi

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Lo Sguardo, N. V, 2011 (I) Aut. Tribunale di Roma n° 387/2011 ISSN: 2036-6558 Promosso da Edizioni di Storia e Letteratura www.losguardo.net

Text of Di Aristotele si dice in molti modi

  • LoSguardo - Rivista di Filosofiawww.losguardo.netIssn: 2036-6558

    Coordinamento:

    Simone GuidiAntonio Lucci

    Redazione:

    Federica BuongiornoMarzia CacioliniLorenzo CiavattaJacopo FalMarco GattoAndrea PinazziLibera Pisano

    Contatti:

    redazione@losguardo.net

    www.exnihilo.it

  • Numero VII, 2011 III

    DI ARISTOTELESI DICE

    IN MOLTI MODI

    febbraio 2011

  • Indice

    Editoriale (di Marzia Caciolini)

    p. 7

    Aristotele nel novecento. Conversazione con Enrico Berti(a cura di Lorenzo Ciavatta)

    13

    propos de lefficace de la cause sacramentelle. Positions compares de Thomas dAquin et Duns Scot. Intervista a Orne Rosier-Catach(a cura di Marzia Caciolini)

    21

    Francisco Surez e laristotelismo. Intervista a Costantino Esposito(a cura di Jacopo Francesco Fal)

    27

    Lo scritto aristotelico sulla filosofia del trattato di Archito(di Marcello Zanatta)

    33

    Sulle spalle di Aristotele. Sul non aristotelismo del primo corso aristotelico dei Gesuiti di Coimbra(di Mrio Santiago de Carvalho)

    51

    La logica di Thomas Hobbes e la tradizione aristotelica(di Marco Sgarbi)

    67

    Aristotelismo e immortalit dellanima. La proposta di Tommaso dAquino(di Antonio Petagine)

    83

    Le strutture elementari della materia. Presenze aristoteliche in Giordano Bruno(di Lucia Girelli)

    103

    Aristotele mediatore. Unimmagine ambigua tra Gemisto Pletone e Simone Porzio(di Eva Del Soldato)

    125

    Un aristotelismo problematico. Libert e necessit nel De Fato Pietro Pomponazzi(di Pasquale Vitale)

    133

    Adorno lettore della Metafisica di Aristotele(di Alessandro Alfieri)

    151

  • 7N. 5, 2011 (I)Di Aristotele si dice in molti modi

    Editoriale di Marzia Caciolini

    Il presente numero organizzato come una compagine di interventi incentrati su momenti specifici dell'aristotelismo, articolati dalla molteplicit di interpretazioni che il pensiero aristotelico ha subto lungo l'intera storia della filosofia. La frammentariet e l'eterogeneit con la quale essi si distribuiscono restituisce solo la cifra della forza dimpatto che la dottrina dello Stagirita ha impresso alla riflessione filosofica. A fronte di una simile quantit di passaggi di mano il pensiero di Aristotele si rivelato capace di progressive transformations nergtiques (espressione mutuata da Jean-Paul Sartre, che qui, per quanto decontestualizzata, risulta piuttosto efficace), di un adattamento del potenziale concettuale in sintonia con le variazioni di spazio, luogo e tempo. La sua filosofia un organismo che ha attraversato tutti i possibili stadi evolutivi previsti dalla biologia ortodossa, in linea orizzontale e verticale, adattando il proprio meccanismo di nutrizione su quanto aveva a disposizione, e assimilando gli attacchi esogeni per renderli inefficaci. Il materiale si distribuisce in tre momenti: un primo segmento che ha come oggetto il pensiero medievale, in particolare quello scolastico; un denso gruppo di interventi riguardanti la rilettura rinascimentale e barocca di Aristotele e un ultima sezione dedicata alla ricezione novecentesca dell'aristotelismo. A questi si aggiunge il prezioso contributo del Prof. Marcello Zanatta (Lo scritto aristotelico Sulla filosofia del trattato di Archita), che approfondisce la questione delle fonti pitagoriche di Aristotele e in particolare dei rapporti tra lo Stagirita e il filosofo e scienziato tarantino Archita. Gi Porfirio descriveva infatti il metodo di ricerca di Archita come una sintesi acuta tra la teorizzazione matematica e la determinazione concettuale dei singoli fenomeni empiricamente e disordinatamente acquisiti, sottolineandone la forte affinit con l'indagine naturalistica di Aristotele, in particolare con le teorie riguardanti l'acustica e la meccanica del suono. Inoltre, il riferimento alla teoria sull'infinitezza del mondo elaborata da Archita esplicito nel III libro della Fisica, e non mancano punti di contatto per quel che riguarda la determinazione delle

    Lo Sguardo RIVISTA DI FILOSOFIA ISSN: 2036-6558N. 5, 2011 (I) DI ARISTOTELE SI DICE IN MOLTI MODI

  • 8condizioni della generabilit negli enti finiti. Il Prof. Zanatta traccia del Tarantino un attento profilo, che ne ricostruisce la vita e l'opera per sezioni tematiche: la statura morale, l'impegno politico, i punti di distanza dal pitagorismo ai fini del rapporto tra matematica e geometria, le competenze astronomiche, fisiche, fisiologiche. Ringraziamo la Prof.ssa Irne Rosier-Catach per l'intervista ( propos de l'efficace de la cause sacramentelle. Positions compares deThomas d'Aquin et Duns Scot) con la quale ricostruisce il percorso generativo della concezione di virt sacramentale, con particolare attenzione ai due massimi esponenti della scolastica del XIII secolo, Tommaso d'Aquino e Duns Scoto. Gli studi della Rosier, come afferma Alain De Libera, si inseriscono in una prospettiva di archologie du signe. La questione spinosa, e fonda le sue radici nella pi dura metafisica aristotelica, coinvolgendo tematiche quali il rapporto tra le cause, l'adaequatio, il valore di un enunciato performativo, l'indagine sulla sostanza, il problema degli accidenti separati. In particolare, la soluzione tomista presentata nella teoria della causalit strumentale, si riveler particolarmente innovativa dal punto di vista non solo filosofico, ma anche linguistico, culturale e antropologico: La causalit instrumentale de Thomas est intressante parce quelle tablit une continuit entre la cause divine et lhomme, par la mdiation dune cause seconde humaine, le sacrement, et la parole. Il y a passage de la virtus du sacrement la fois par la parole humaine et par leau quutilise le prtre pour limmersion, comme la virtus de la scie passe de la main de lartisan pour aller couper le bois et fabriquer le lit. Affinch la virt sacramentale possa effettuare quod figurat, necessario che sia mediata dalla forma umana. L'intervento di Antonio Petagine (Aristotelismo e immortalit dellanima. La proposta di Tommaso dAquino) ci fornisce un ulteriore stralcio di aristotelismo tomista, stavolta in relazione al problema dell'anima e della sua immortalit. Nella sua dimostrazione dell'immortalit dell'anima Tommaso ha costantemente operato degli importanti distinguo: argomenti quali il desiderio naturale di essere sempre e l'incorruttibilit delle forme recepite dall'intelletto possibile vanno considerati degli indizi (signa). L'unica vera dimostrazione sar possibile solo a partire dalla teoria aristotelica dell'intelletto umano: l'intelletto, privo di organo, necessariamente incorporeo e immateriale; solo cos capace di conoscere le specie delle cose materiali, capace di diventare tutte le cose. L'intelletto, pur essendo solo una parte dell'anima dell'uomo, resta la sua unica forma sostanziale. Petagine per, per i l t ramite d i un 'espress ione d i Berto la , c i fa notare (provocatoriamente?) come la posizione di Tommaso d'Aquino circa l'immortalit dell'anima, dimostrata attraverso la dottrina aristotelica dell'intelletto, avrebbe avuto molta pi pregnanza se dimostrata per assurdo nella veste di una contraddizione dell'uomo a termine. L'intervento di Eva Del Soldato (Aristotele mediatore. Unimmagine ambigua tra Gemistio Pletone e Simone Porzio) ci porta dal basso Medioevo alla prima et moderna, tratteggiando i contorni di una doppia

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  • 9ma convergente immagine di Aristotele: quella fornita da Gemisto Pletone e quella proposta da Simone Porzio. Maestro greco di scuola cristiana neoplatonica, Gemisto Pletone traccia di Aristotele, nel suo libello polemico De differentiis, un profilo piuttosto ambiguo, tanto dal punto di vista personale che da quello dottrinale, lamentando la presenza, eccessivamente preponderante, del Filosofo nella religione cristiana. Non un caso, per Pletone, che lo Stagirita sia stato preso come punto di riferimento da Averro, le cui subdole parole avrebbero compromesso la moralit dei lettori latini: egli un pensatore tendente allateismo, che sfrutta principi comuni tradizionalmente accettati per mascherare, seppur in modi logicamente insostenibili, le proprie posizioni. Tuttavia Aristotele ha tentato, secondo Gemisto, di mediare tra due istanze completamente opposte; da una parte il cieco materialismo dei certi atei dallaltra lonnipervasivo provvidenzialismo degli antichi saggi. Analogamente Simone Porzio, medico e filosofo napoletano del '500, considera lambiguit della natura umana come cifra dellaristotelismo e in particolare della concezione ilemorfistica dell'uomo. Lo Stagirita stato capace, secondo Porzio, di mediare tra una visione aridamente meccanicistica e una astrattamente metafisica, dando conto di quell'intreccio di razionalit e passione che caratterizza realmente l'uomo. L'articolo di Pasquale Vitale (Un aristotelismo problematico. Libert e necessit nel De fato di Pietro Pomponazzi) si incentra sulla rielaborazione platonica di questioni teoriche e fisiche aristoteliche operate del Peretto, con l'intento, programmaticamente anti-aristotelico e anti-tomista, di distinguere formalmente l'essere dall'esistenza per lasciare alla libert quella ragion d'essere di cui il fatalismo ed il razionalismo assoluto l'avevano privata. Parlare di aristotelismo o aristotelismi genera il rischio di confondere posizioni al contrario ben distinte, se non distanti, in virt di un principio di autorit gi da qualche secolo non pi cos autorevole. Principio che la filosofia scolastica accusata di aver seguito nel tentativo di dar valore alle verit di fede. L'intervento del Prof. Mrio Santiago de Carvalho (Sulle spalle di Aristotele), ci apre le porte dei C