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DIRIGENTE - Settembre 2014

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La rivista di Manageritalia

Text of DIRIGENTE - Settembre 2014

  • PICCOLI MANAGERCRESCONO

    PICCOLI MANAGERCRESCONO

    PROGETTI MANAGERITALIA PER I GIOVANI

    SOCIETLA GERONTOCRAZIA AFFOSSA LITALIA

    FUTUROARRIVA LA NUOVALEADERSHIP ARTIFICIALE

    N. 9 SETTEMBRE 2014

    MENSILE DI INFORMAZIONE E CULTURA DEI DIRIGENTI, QUADRI E PROFESSIONAL DEL TERZIARIOPoste Italiane Spa - Spedizione in abbonamento postale - Decreto Legge 353/03 (convertito in Legge 27/2/04, n.46) art.1, comma 1 - DCB/MI - 2,20 (abbonamento annuo 16,50)

    LA RIVISTA DI MANAGERITALIA

    PROGETTI MANAGERITALIA PER I GIOVANI

    COPERTINA 10 09 2014 12:15 Pagina 1

  • SOMMARIO_EDIT 10 09 2014 12:16 Pagina 2

  • Editoriale4 Cambiamo

    insieme il Paese

    Copertina6 Vivi da manager

    Societ14 La gerontocrazia

    affossa lItalia

    Interviste20 Emanuele Soldini

    Al centro del design

    27 Diego GilWorld business forum al via

    Futuro32 Arriva

    la leadership artificiale

    Eventi38 Mba, investimento sicuro

    Travel management40 Nellepoca

    della spending review

    Business44 Dare senso al lavoro

    Lavoro al femminile48 Italia, parit sulla carta

    Iniziative Manageritalia52 Tennis&Relax in Sardegna

    RUBRICHE

    12 Mondo del lavoro

    24 Non solo consumi

    30 Osservatorio legislativo

    54 Di buon grado

    55 Arte

    56 Lettere

    SETTEMBRE 2014 3

    Sommario

    FEDERAZIONE NAZIONALE DEI DIRIGENTI, QUADRI E PROFESSIONALDEL COMMERCIO, TRASPORTI, TURISMO, SERVIZI, TERZIARIO AVANZATO

    R

    Fondo di previdenza Mario Negri

    Associazione Antonio Pastore

    CFMTCentro di formazionemanagement del terziario

    Fondo assistenza sanitaria dirigentiaziende commerciali

    MENSILE DI INFORMAZIONE E CULTURA DI MANAGERITALIA Federazione nazionale dei dirigenti, quadri e professional del commercio, trasporti, turismo, servizi, terziario avanzato

    PICCOLI MANAGERCRESCONO

    PICCOLI MANAGERCRESCONO

    PROGETTI MANAGERITALIA PER I GIOVANI

    SOCIETLA GERONTOCRAZIA AFFOSSA LITALIA

    FUTUROARRIVA LA NUOVALEADERSHIP ARTIFICIALE

    N. 9 SETTEMBRE 2014

    MENSILE DI INFORMAZIONE E CULTURA DEI DIRIGENTI, QUADRI E PROFESSIONAL DEL TERZIARIOPoste Italiane Spa - Spedizione in abbonamento postale - Decreto Legge 353/03 (convertito in Legge 27/2/04, n.46) art.1, comma 1 - DCB/MI - 2,20 (abbonamento annuo 16,50)

    LA RIVISTA DI MANAGERITALIA

    PROGETTI MANAGERITALIA PER I GIOVANI

    InfoMANAGER

    Cfmt69 eLearning

    72 I corsi in programma

    Associazione Antonio Pastore

    70 La tutela legale: cosa cambia

    59

    SOMMARIO_EDIT 10 09 2014 12:16 Pagina 3

  • Un bel film collettivo presentato da Gabriele Salvato-res allultima Mostra del cinema di Venezia, Italy ina day, racconta in 24 ore una giornata italiana attraverso627 video amatoriali. Come molti osservatori hanno nota-to, sebbene ci si sarebbe potuti aspettare un Paese cupo erabbioso, dal film viene fuori unItalia dignitosa. Le per-sone, anche quando soffrono, non si piangono addosso enon hanno perso il senso della comunit. Lottimismo al-la fine prevale: la gente comune vive il presente e pen-sa al futuro, con serenit. Ed proprio al futuro che guarda la nostra Federazione,preparandosi ad affrontarlo. Al Manageritalia Camp inprogramma dal 21 al 23 settembre i vertici federali fa-ranno il punto sulle implicazioni e gli impatti che i trendidentificati da alcuni scenaristi potranno avere su di noi.Dalle riflessioni, dagli spunti e dalle idee condivise nel-loccasione emergeranno utili elementi di indirizzo perdefinire le politiche associative in vista degli appunta-menti dei prossimi mesi. Anche il governo Renzi dice di guardare al futuro: dopotanti annunci, finora inconcludenti, e vista limpasse sutanti fronti, si propone adesso lAgenda dei mille. Un pas-so avanti o solo uno strumento di marketing?Si vuole far passare limmagine di un Paese rinnovatonella politica ma immobile e conservatore nelle sue va-rie classi dirigenti. Nulla di pi falso! Le classi dirigen-ti, di certo nella loro componente meno salottiera e pisana, vogliono e chiedono il cambiamento, come peral-tro tanti italiani. Lo chiedono da tempo e si sforzano perattuarlo, scontrandosi con linerzia di un sistema politi-co davvero autoreferenziale. Leliminazione delle province rimasta bloccata dallamancanza di concretezza e di decreti attuativi; la spen-

    Editorialea cura del presidente Manageritalia

    CAMBIAMO INSIEME IL PAESE

    SOMMARIO_EDIT 10 09 2014 12:16 Pagina 4

  • 5SETTEMBRE 2014

    ding review resta unaraba fenice, cos come lo snelli-mento delle troppe aziende pubbliche locali. La speran-za di girare davvero pagina, che molti italiani hanno col-tivato negli ultimi mesi, rischia di sciogliersi come un ge-lato al sole. Abbiamo bisogno di meno chiacchiere e pi fatti, di ungoverno e di una politica che facciano poche cose, mabuone. Soprattutto, occorre creare le condizioni per favo-rire, anzich cercare solo di non contrastare, la cresci-ta. LItalia capace di prevalere non solo con il made inItaly ma anche con la ricerca scientifica e con linnovazio-ne. Per esempio quella farmaceutica, come dimostra ilvaccino per lEbola sviluppato e prodotto da unaziendaitaliana, acquistata poi da una multinazionale. Su questo,come su tanti altri settori ad alto valore aggiunto, dob-biamo puntare per ripartire.Il governo ha il dovere e lobbligo di garantire gli obiet-tivi di bilancio dello Stato a breve, ma altrettanto ne-cessaria lesigenza di avere una visione con obiettivi dimedio-lungo termine (cosa vogliamo essere tra 10 anni)per la ripresa e la crescita del Paese. Gli italiani devonoconoscere e condividere le scelte da compiere nelleco-nomia, nel sociale, nel lavoro, nel welfare e su quali as-si strategici di sistema lavorare per indirizzare risorse,competenze e scelte politiche. Siamo consapevoli che oc-corrono riforme rivoluzionarie, drastiche e coraggioseda compiere tutti insieme per rendere i sacrifici equi eaccettabili. Sacrifici che guardino al futuro e al migliora-mento delle condizioni di benessere delle prossime ge-nerazioni.Al contrario, continuiamo ad affermare che in uno scena-rio deflattivo, in mancanza di segnali di crescita, sonoinaccettabili politiche e interventi demagogici di redistri-

    buzione verso il basso, quando a pagare sono i soliti: ipensionati, quelli dalle retribuzioni medio-alte, il pubbli-co impiego.Le riforme sbandierate e mai fatte o mal fatte sono dav-vero troppe. Alcune sono state annunciate ma mai di-scusse e condivise: il caso di quella dellistruzione, sul-la quale avremmo volentieri avuto modo di collaborare. Il premier sembra un uomo troppo solo al comando, la suasquadra ristrettissima. Mancano alcune competenze chia-ve e il dialogo con componenti importanti della societ li-mitato. Lesigenza di fare le cose in fretta non pu prevale-re su quella di fare le cose per bene. La critica, quando co-struttiva come riteniamo sia la nostra non opposizio-ne al cambiamento. Se Renzi vuole davvero un cambiamen-to, chieda lappoggio degli italiani e lo avr, come hanno di-mostrato in modo chiaro i risultati delle elezioni europee.Limportante lavorare bene, con metodo e competenze, co-me noi manager siamo abituati a fare.Durante la pausa estiva abbiamo subto lennesimo attac-co alle pensioni. Anche questa volta i pensionati, che han-no rendite medio-alte, non sono potuti stare tranquilli vi-sta la minaccia di rimettere le mani sulle rendite di colo-ro che come ben sappiamo non hanno pensioni doroma pretendono di ricevere un trattamento equo e propor-zionato agli ingenti contributi versati.Siamo sicuri (!) che il governo Renzi non vuole nuova-mente reiterare i furti gi avvenuti con i blocchi della pe-requazione e i contributi di solidariet. A tutela del Pae-se, e dei nostri associati, continueremo a impegnarci af-finch, finalmente, si cambi la rotta e si guardi al futuro.

    Guido Carella([email protected])

    SOMMARIO_EDIT 10 09 2014 12:16 Pagina 5

  • Copertina

    SETTEMBRE 20146

    VIVI DA MANAGER

    Le iniziative delle Associazioniterritoriali che offrono esperienze sul campo a studenti e laureatiper vivere in primapersona lattivitmanageriale

    Eliana Sambrotta

    03.COPERTINA.ELIANA 10 09 2014 12:17 Pagina 6

  • SETTEMBRE 2014 7

    Uno dei ricordi pi fervidi impressi nella memoria di ognu-

    no di noi certamente il primo giorno di scuola... grem-

    biulini, un po di paura, molta emozione, il sentirsi final-

    mente grandi, lidea che finito il tempo di giocare. A par-

    te i grembiulini, nella maggior parte dei casi le altre sen-

    sazioni sono simili a quelle del primo giorno di lavoro, so-

    lo che, chiss perch, spesso non gli si preserva lo stesso luogo privilegiato

    nella memoria e il tutto tende un po a offuscarsi col passare degli anni.

    Ma pensateci bene ricordate le fasi della selezione, i colloqui, lattesa tre-

    pidante di quella risposta positiva che poi finalmente arrivata. E poi, il pri-

    mo giorno, i colleghi, la vostra postazione, chi vi ha accolto, chi vi ha istrui-

    to e seguito, quanto vi sentivate preparati e adeguati a ci che vi veniva ri-

    chiesto: ecco, proprio questo il punto. Riuscite a ricordare a distanza di an-

    ni se la realt ha corrisposto le vostre aspettative, nozioni, teorie? O forse gli

    insegnamenti vi avevano proiettato in un mondo molto diverso? O ancora,

    nessun insegnamento era effettivamente sceso cos nella pratica?

    Sono rimasta colpita da come un manager debba mettere in campo nel suo

    lavoro qualit in pi, poich non tratta merce ma persone: il trovare compro-

    messi col personale avente obiettivi umanitari una questione molto delica-

    ta. Questa opportunit in una casa di cura ha reso concreto il mio studio del-

    la laurea magistrale, rafforzando la mia convinzione di voler un giorno diven-

    tare un manager, ancor pi conscia della complessit di tale ruolo. Federica

    Curti una studentessa allultimo anno della laurea magistrale in Economia

    e management dellUniversit politecnica delle Marche che ha partecipato a

    Vivi 5 giorni da manager, uniniziativa di Manageritalia Ancona che offre

    ai giovani laureandi esperienze in azienda di alcuni giorni a strettissimo con-

    tatto con dei manager mentor selezionati.

    In seguito al successo della prima di queste iniziative, Vivi 3 giorni da ma-

    nager ideata e sviluppata nel 2011 nella sede associativa di Verona, pro-

    getti simili sono stati attivati anche a Roma, Genova, Bari, oltre alla gi ci-

    tata Ancona e alla diffusione in tutto il Veneto. Lobiettivo comune of-

    frire lopportunit a futuri talenti di aprire una finestra sulle realt mana-

    geriali del proprio territorio in diverse funzioni e contesti professionali, per-

    ch solo investendo su valide risorse oggi, le aziende possono sperare di

    avere un vantaggio competitivo domani.

    Per questo e per incrementare le opportunit di ottenere un lavoro stabi-

    le, qualificato e con prospettive di crescita, Manageritalia ha inserito tra le

    sue priorit, attraverso il Gruppo di lavoro Talenti manageriali (vedi box),

    la promozione della cultura manageriale presso i giovani e il trasferimen-

    to del know-how che si apprende solo sul campo. Vediamo nel dettaglio

    le interessanti iniziative fin qui attuate.

    03.COPERTINA.ELIANA 10 09 2014 12:17 Pagina 7

  • Copertina

    LE ESPERIENZE...

    ...del Veneto il 2011 quando Manageritalia Verona (ora conflui-ta in Manageritalia Veneto) mette a punto, insiemeallAssessorato alle politiche giovanili del Comune econ la collaborazione dellateneo cittadino, il proget-to Vivi 3 giorni da manager. Obiettivo: offrire a studen-ti alla fine del percorso di laurea magistrale o neolau-reati lopportunit stimolante e innovativa di affian-care per tre giorni un manager per acquisire compe-tenze non tanto tecniche (che gi hanno grazie aglistudi e per le quali pochi giorni sono insufficienti),bens relazionali e manageriali. Il successo ha portato alla realizzazione della secon-da edizione nel 2013 e allestensione delliniziativaad altre citt del Veneto e ad altre Associazioni terri-toriali. Proprio in questi mesi il progetto si sta svol-gendo per la prima volta a Venezia, Padova e Vicen-za, in collaborazione con le Universit Ca Foscari,degli studi di Padova e con la Fondazione studi uni-versitari di Vicenza e i corsi di laurea in Ingegneriagestionale dellUniversit di Padova e in EconomiadellUniversit di Verona che si svolgono a Vicenza. Ogni edizione coinvolge circa una dozzina di giova-ni e altrettanti manager nostri associati e le relativeaziende. Liniziativa viene diffusa dalle universit, igiovani candidati vengono selezionati in seguito acolloqui motivazionali, curriculum vitae e caratteri-stiche identificate dalle aziende. Segue un momento

    Il Gruppo di lavoro Talenti manageriali fa parte dei 14progetti del Piano operativo 2012-2016 di Manage-ritalia. inserito nella macro-area Sostenibilit e cre-scita e il suo project leader nazionale Dario Balle-rini di Manageritalia Genova. Gli obiettivi sono: offri-re ai giovani una serie di incontri con diverse realtaziendali attraverso le esperienze dei manager che ledirigono; promuovere la cultura manageriale pressoi giovani e il trasferimento del know-how che i ma-nager apprendono sul campo; facilitare il passaggiodei giovani dalluniversit al mondo del lavoro; sti-molare le scelte che dovranno affrontare dopo gli stu-di; coinvolgere gli associati e le loro aziende.Diverse e interessanti le iniziative promosse in tutto ilterritorio nazionale. Accanto ai progetti illustrati nel-larticolo, che prevedono esperienze di alcuni giorni inazienda, sono in corso a Milano una serie di appunta-menti informali dal titolo #chivuoidiventare, duran-te i quali manager in carriera incontrano studenti e uni-versitari. Manageritalia Firenze collabora alla terza edi-zione del Progetto Giotto - GIOvani Talenti TOsca-ni che seleziona laureati e laureandi da inserire nelmondo del lavoro, insieme allUniversit di Firenze e diPisa, a Federmanager Toscana e Prospera. Giunto allaterza edizione anche il corso di Orienteering e for-mazione organizzato da Manageritalia Torino e dedi-cato a figli, nipoti e affini degli associati che si svolgein tre incontri presso la sede associativa e una giorna-ta alla facolt di Economia di Torino. Molto attivo il Ve-neto con altre tre iniziative: il concorso Manager an-

    TALENTI MANAG

    Venezia, Universit Ca Foscari, aula Baratto

    03.COPERTINA.ELIANA 10 09 2014 12:17 Pagina 8

  • SETTEMBRE 2014 9

    di formazione, utile a prepararli allesperienza illu-strandogli le competenze manageriali indispensabi-li a gestire unazienda, a creare il gruppo, a verifica-re le loro aspettative e discutere del mercato del la-voro dei laureati. I manager e gli studenti concorda-no liberamente i giorni di affiancamento, anche nonconsecutivi, ma scegliendo piuttosto in base al-lagenda del manager, nei momenti pi utili a farcomprendere la tipologia del lavoro. Infine, il percor-so si conclude con un incontro di feedback tra tutti isuoi protagonisti.

    ...di RomaSi appena conclusa la seconda edizione di Vivi 3giorni da manager, promossa in collaborazione conFedermanager Roma. Il percorso iniziato a maggiocon una giornata preparatoria di formazione pressolUniversit Luiss o Porta Futuro; si concretizzatoin giugno, quando i giovani hanno trascorso tre gior-ni a fianco di un manager mentore e si finalizzatacon una sessione di feedback in luglio per i ragazzie in settembre per i manager. Hanno aderito 43 lau-reandi e studenti iscritti allultimo anno di un corsodi laurea magistrale in Economia, Ingegneria eScienze della comunicazione delle Universit Luiss,

    9

    chio premia tre idee-progetto sui temi della gestioneaziendale, presentate da studenti iscritti alle lauree ma-gistrali nelle universit della regione; le Borse di stu-dio a Bruxelles per i figli laureati degli associati e ilProgetto Plinio, nato da unidea del Gruppo volon-tariato professionale Manageritalia Veneto e dellIsti-tuto di Istruzione superiore Leonardo Da Vinci di Pa-dova, il cui obiettivo costituire entro il 2014 una startup di diplomati che possano inserirsi nel mondo del la-voro con una loro impresa di servizi rivolti ad anzianieconomicamente autosufficienti, che desiderano vive-re al meglio la loro vita personale, culturale, ricreativa.Infine, dedicata a tutti i vincitori delle borse di studioFondo Mario Negri, Imagine, la community di Face-book che promuove iniziative formative, professiona-li e culturali utili ai giovani. AllAssemblea nazionale dello scorso giugno, giuntiesattamente a met del percorso del Piano operativoe quindi anche del progetto Talenti manageriali, il team ha tirato le somme e si impegnato per i pros-simi due anni a replicare i progetti gi avviati imple-mentandoli; a stimolare e ampliare il coinvolgimentodei membri delle istituzioni, del mondo accademico eaziendale; a ottenere il riconoscimento di crediti for-mativi; individuare gli istituti di scuola superiore chepartecipano alle attivit di orientamento universitario;partecipare alle giornate di orientamento degli atenei;inserirsi allinterno delle consulte dei corsi di laurea.Per approfondire i singoli progetti: www.mana-geritalia.it >> Associazioni territoriali

    AGERIALI

    Il lavoro pi importante del manager la gestionedelle persone, ponendosi allinterno del suo grup-po come un anello di ununica catena.

    Alessandra Consiglio Economia e direzione delle imprese Luiss, Roma

    Alcuni di noi sono stati invitati ad affiancare lazien-da a una fiera di settore a Milano: poter parteciparea un evento del genere dal punto di vista dellespo-sitore stata una bella esperienza formativa.

    Ilaria Rebecchi Ingegneria della sicurezza: trasporti e sistemi

    territoriali Universit degli studi di Genova

    03.COPERTINA.ELIANA 10 09 2014 12:17 Pagina 9

  • Copertina

    Torvergata, Roma Tre e La Sapienza; una trentina diaziende con 45 manager mentori disponibili, di cui15 associati Manageritalia. Attualmente si sta lavo-rando a unevoluzione del progetto per il 2015.

    ...di AnconaIn collaborazione con Federmanager, lUniversitpolitecnica delle Marche e Istao (Istituto di studi su-periori Adriano Olivetti), lassociazione marchigianaha avviato questanno per la prima volta Vivi 5 giornida manager. Liniziativa si rivolta agli studenti pimeritevoli, iscritti ai corsi di laurea magistrale dellefacolt di Economia e Ingegneria. 19 quelli seleziona-ti che hanno avuto la possibilit di affiancare uno de-gli altrettanti manager operativi nelle 14 aziende ade-renti alliniziativa in una settimana concordata libe-ramente tra i due da maggio a settembre. Prima di intraprendere laffiancamento, i giovanihanno partecipato a una giornata di formazionepresso lIstao a tema Limpresa e la sua organizza-zione. stata creata anche una pagina Facebookdedicata alliniziativa dove gli studenti raccontano,socializzano e condividono la loro esperienza inazienda e a fine settembre si svolger un eventopubblico per diffondere il lavoro dei protagonisti,manager e ragazzi.

    Per cinque giorni ho potuto vivere in prima personalagenda tipo di un manager: riunioni, dibattiti, in-contri con lamministratore delegato, azioni da in-termediario, da organizzatore e da paciere, lunghetelefonate in inglese, ritmi frenetici. () Ho potutoavvicinare gli impianti con un tour guidato in tuta ecasco da petroliere: fantastico per un ingegnere co-me me! Soprattutto poter ammirare da vicino ungassificatore da 700 milioni di euro!

    Manuel CafarelliIngegneria termomeccanica

    Universit politecnica delle Marche

    ...di GenovaSi chiama Voglio fare il manager il progetto avviato que-stanno per la prima volta nella citt della Lanterna incollaborazione con lUniversit degli studi di Genovaper offrire ai giovani laureandi lopportunit di entra-re in contatto con diverse realt aziendali della Ligu-ria attraverso lesperienza dei manager che le dirigo-no. Anche in questo caso, stato previsto un incontrodi formazione sulle competenze manageriali a cura diManageritalia e dellUniversit di Genova per poter af-frontare al meglio lesperienza. 12 le aziende disponi-bili a collaborare e 13 i giovani iscritti alle facolt di Eco-nomia, Giurisprudenza, Ingegneria, Scienze della for-mazione e Scienze politiche selezionati dalluniversitche dal mese di marzo sono stati protagonisti dellegiornate di affiancamento. Grazie alla disponibilit deimanager coinvolti, ogni giovane ha potuto trascorrereun minimo di tre giornate in almeno due aziende di-verse per un numero di 8/10 giornate totali di affian-camento a testa. A conclusione delle esperienze, inmaggio si svolto presso lUniversit degli studi unevento pubblico con testimonianze dei partecipanti eun tavolo di confronto per la collaborazione tra i sog-getti coinvolti per individuare gli strumenti migliorida mettere in campo per favorire lingresso dei giova-

    03.COPERTINA.ELIANA 10 09 2014 12:17 Pagina 10

  • Sul canale Youtube di Manageritalia i video dedicati a:Vivi 3 giorni da manager (Manageritalia Roma)

    #chivuoidiventare? (Manageritalia Milano)Manager anchio (Manageritalia Veneto)

    ni nel mondo del lavoro. Lobiettivo per il prossimo an-no quello di collaborare con Federmanager per au-mentare il numero di aziende partecipanti.

    ...e di BariLeggermente diverso il progetto promosso nel 2012 e2013 dallassociazione del Sud che, collaborando conlUniversit degli studi di Bari e direttamente conPwC, multinazionale leader nei servizi professionaliper le imprese tra cui la revisione contabile, ha orga-nizzato Un giorno in PwC. Obiettivo: far vivere a ungruppo di studenti e laureati unesperienza diretta inazienda, in particolare nellambito della revisione eorganizzazione contabile, dei servizi di consulenza didirezione e di supporto alle operazioni di finanzastraordinaria e della consulenza fiscale e legale. 20 igiovani che hanno partecipato a ogni edizione, sud-divisi in due gruppi di dieci dedicati allapprofondi-mento delle tematiche delle professioni di revisorecontabile e di consulente fiscale. Ognuno dei duegruppi ha trascorso un giorno seguito dal personalequalificato di PwC che ha illustrato le caratteristicheprincipali delle due professioni, simulando casi pra-tici in cui i partecipanti hanno potuto cos collabora-re con professionisti esperti ed entrare in diretto con-tatto con il mondo del lavoro. Al termine del proget-to, PwC ha offerto ad almeno due partecipanti che sisono distinti nelle giornate di attivit la possibilit di

    essere inseriti per sei mesi nella sede di Bari nellam-bito della revisione contabile e in quella di Napoli nel-lambito della consulenza fiscale. Ledizione 2014 diUn giorno in PwC si svolger in ottobre in collabo-razione con lUniversit degli Studi di Foggia.

    SETTEMBRE 2014 11

    Una straordinaria occasione per apprendere comeuna spugna!

    Ilaria Salzarulo Economia e direzione delle imprese Luiss, Roma

    Il sales manager ha insistito per offrirci un caff. So-lo dopo abbiamo capito il motivo della sua insisten-za: ci ha infatti posto alcune domande sul tipo di ser-vizio che avevamo ricevuto, laccoglienza, il modo diservire il caff, i gesti che ha compiuto il barista. Vo-leva valutare il nostro livello di attenzione, farci ca-pire che la cura del dettaglio e ogni piccolo gesto in-fluenzano la scelta del cliente.

    Jessica SpezzaferroManagement Universit degli studi di Genova

    Al termine di una riunione il mentore ha voluto an-che il mio parere!

    Andrea Iannello Ingegneria edile La Sapienza, Roma

    Sul canale Youtube di Manageritalia i video dedicati a:Vivi 3 giorni da manager (Manageritalia Roma)

    #chivuoidiventare? (Manageritalia Milano)Manager anchio (Manageritalia Veneto)

    03.COPERTINA.ELIANA 10 09 2014 12:17 Pagina 11

  • SETTEMBRE 201412

    Come cambia la governance delleaziende dallemultinazionali alle pmi e, di conseguenza,il ruolo del manager

    Anna Zanardi Cappon

    MANAGER&GOVERNANCE

    Parlare di corporate gover-nance, o pi semplicemen-te di governo dimpresa,apre spesso discussioni profonde.Entrano in gioco, infatti, le convin-zioni che ognuno ha a proposito dicosa sia unimpresa e di cosa signi-fichi esprimere attraverso di essauna responsabilit sociale. Se lim-presa una multinazionale, si pen-sa sia sufficiente regolare gli orga-ni formali di governance per potergarantire un equo e sostenibile svi-

    luppo della stessa. Consigli di am-ministrazione, management e or-gani di controllo si armano di poli-cy atte a comunicare in manieratrasparente e competente nei con-tenuti a shareholder (soci) e stake-holder (ambiente esterno e sogget-ti interessati allazienda) gli eventi ei numeri ritenuti rilevanti nello svol-gimento della vita aziendale.Quando si va su dimensioni pi pic-cole, per esempio imprese familiaridi piccola o media dimensione, al-lora il governo dimpresa inizia adessere condizionato anche da colo-rite dinamiche relazionali che diffi-cilmente si regolano grazie a unasemplice policy.Ma cosa si nasconde dietro allacrescente tematica della gover-nance, che sempre pi riempie i ta-voli dei convegni e gli studi dei pro-fessionisti? Cosa cambiato negliultimi anni?Per quello che riguarda la mia espe-rienza, principalmente nellambitodella facilitazione di consigli di am-ministrazione (sia di multinazionali,sia di imprese familiari di media opiccola dimensione), si fa semprepi prepotente la necessit di co-struire un senso attraverso la pro-pria azione aziendale, un significa-to collettivo che vada oltre la preoc-cupazione economica e che coin-volga la consapevolezza crescenteche unazienda rappresenta ancheuna responsabilit sociale.C dunque una ricerca di profes-sionisti e manager che possano ap-portare valori di effettiva prosperite trasparenza allinterno dellazien-da, aumentando lefficienza del si-

    Mondo del lavoro

    04MONDO DEL LAVORO 10 09 2014 12:18 Pagina 12

  • SETTEMBRE 2014 13

    stema e correggendo, se non elimi-nando, sacche di spreco e inutilit.Questo processo si avvia per dopodecenni di immobilismo, in cui siatop manager che imprenditori disuccesso hanno pensato di poter vi-vere di rendita rispetto agli anni delboom economico e non hanno sa-puto inserire una vera marcia in pidi cambiamento dentro alle como-de riserve di molte imprese sul ter-ritorio italiano. A questo si aggiunga un contestosocio-economico in forte discesadal 2007, anno dellinizio della crisiancora attuale, e un apparato isti-tuzionale inefficiente e resistentead ogni tentativo di modificazioneesterna. Oggi si ravvisa lurgenza di unazio-ne anche dura e impattante sulcambiamento di rotta. Ne sonoconsapevoli le grandi aziende, chestanno implementando negli ultimianni, soprattutto allestero, i cosid-detti global advisory commitee.

    Nuovi paradigmi per un nuovo mondoLa crisi che stiamo attraversando haun carattere strutturale. Stannocambiando il sistema economico eil modo di produrre. Il tempo e lospazio in virt delle nuove tecno-logie si vanno ridefinendo, la ve-locit e lincertezza costituisconoun tratto fondamentale della vitadelle imprese e delle persone. Lin-terdipendenza dei fattori (econo-mici, sociali, ambientali, ) e lacomplessit dei fenomeni in giocorendono tutto pi difficilmente di-stinguibile e prevedibile.

    Rispetto anche a soli pochi decennifa, tutto ci rende molto difficile perchi si trova in posizione di decidere,come il manager, tenere sotto con-trollo tutte le dimensioni utili a pre-vedere correttamente gli esiti delleproprie scelte nello scenario futuro.Per affrontare adeguatamente lesfide della nuova competitivit, delcapitalismo globale, del rischio, cbisogno quindi di una molteplicitdi conoscenze e di risorse che soloun team integrato di professionistidi elevata qualit pu garantire. Inquesto senso, la ricerca di una go-vernance efficace aiuta oggi lo svi-luppo di nuove forme di controlloe decisione strategica e operativa.La multidimensionalit, linterdi-pendenza e la contaminazione del-le conoscenze sono infatti stru-menti necessari per affermare unaposizione di leadership in un con-testo di riferimento in continua erapida evoluzione.

    Come funziona il Global advisory committeeIl Global advisory committee, com-posto da professionisti altamentequalificati, ha come obiettivo prin-cipale proprio quello di sostenereceo, dirigenti, azionisti, consigli diamministrazione nellaffrontare inmaniera innovativa, veloce e coe-rente le imprevedibili sfide quoti-diane. Utilizzando diverse prospet-tive analitiche (di human resource,economiche e sociali, psicologi-che, relazionali, politico-istituzio-nali, finanziarie, legali, comunica-tive, di marketing) si in grado difornire agli interlocutori un sup-

    porto unico in termini di diversit,complementariet e qualit dellecompetenze offerte.Il Gac coniuga lo sviluppo di una vi-sione strategica sistemica, lo svi-luppo individuale e di team nellacomplessit decisionale, lacquisi-zione di abilit atte a capitalizzarelintelligenza collettiva dellorga-nizzazione, la riorganizzazione delsapere specialistico. Tutto ci con-sente di (ri)scoprire le competenzee le abilit necessarie a generareinnovazione.Il manager diventa dunque un atto-re di nuove forme di apprendimen-to dentro allorganizzazione, deveaprirsi a ci che non conosce e, piche cercare di riaffermare e aggior-nare le proprie competenze, chia-mato a muoversi su quelle che nonha, a entrare in uno spazio di igno-ranza costruttiva. Aperto con cu-riosit, e non con timore, al nuovo,evitando di riciclare esperienze pas-sate, ma innalzando a un livello su-periore le proprie esperienze pre-senti. Ci che porta lesterno ac-compagna una ricostruzione atten-ta al proprio interno, con un conti-nuo scambio fra ci che aziendae ci che non lo .Si dir che tutto questo comples-so e poco abbordabile dalle pmi.Ma in un mondo complesso e acce-lerato come il nostro, lunica via disopravvivenza proprio quella diaumentare la propria complessitdecisionale per poter governarequella che ci circonda, la complessi-t dellimpresa nella quale viviamoquotidianamente. E qui il ruolo delmanager inequivocabile.

    04MONDO DEL LAVORO 10 09 2014 12:18 Pagina 13

  • SETTEMBRE 201414

    Societ

    LE 400 PERSONE CHE OCCUPANO il vertice del potereeconomico italiano sono l da molti anni. Quando cam-biano, come nel caso delle grandi aziende pubbliche,la loro nomina dipende da scelte relazionali pi chedal merito dimostrato. Sono una vera e propria comu-nit: met di loro sono infatti nati prima del 1940 e fre-

    Da tempo i posti del potere nel nostroPaese sono occupati in prevalenza da uomini intorno ai settantanni. Senza uno svecchiamento della classe dirigentebasato sul merito impossibile rincorrere il futuro

    Sandro Catani Villani

    quentano gli stessi luoghi, come lassemblea della Confindustria, la rela-zione annuale del Governatore di Banca dItalia o levento Ambrosetti aCernobbio, mentre i pi raffinati si incontrano a Davos. Naturalmente si trovano anche ai matrimoni dei figli dei poten-ti e nelle feste mondane della Scala di Milano o al Festivaldel cinema di Venezia. In sostanza, la business com-munity italiana bloccata da tempo da un sistema dipoche persone che occupano le poltrone e non hannoalcuna intenzione di abbandonarle. Occorre ricordare che la gerontocrazia non si riscontrasolo da noi. Anche allestero ci sono state e ci sono tuttorasociet dove le lite sono comunit che tendono ad autoper-petuarsi e a sorreggersi. Quello che distingue la nostra clas-se dirigente da quella presente nella maggior parte delle al-tre nazioni occidentali tuttavia la sua caratteristica di es-sersi occupata prevalentemente della conservazione edellestrazione di rendite personali anzich dellinnova-zione e del bene collettivo. A noi manca, ormai da moltianni, ci che il grande sociologo Vilfredo Pareto chiama-va listinto delle combinazioni, cio linclinazione a inno-vare, a produrre fatti nuovi, contrapposto alla persisten-za degli aggregati, volta al mantenimento della stabilit.

    LAGERONTOCRAZIA

    AFFOSSALITALIA

    05.SOCIETA_CATANI 10 09 2014 12:20 Pagina 14

  • SETTEMBRE 2014 15

    La torta da spartire si restringeLItalia ha permesso il consolida-mento di un sistema che domina ilpaese pi o meno da quando era-vamo ancora in crescita e bene-stanti e che di fatto si sta sparten-do da anni una torta sempre pipiccola, senza saper fare nulla perallargarla. La spending reviewnello stato e nelle imprese diventata unossessione.Non abbiamo mai visto

    unimpresa o una famiglia fare for-tuna continuando solo a tagliarequello che viene chiamato costo.Infatti, i recenti dati della Confin-dustria digitale ci dicono che lIta-

    lia il fanalinodi coda

    degli investimenti in Ict tra i paesiOcse: spendiamo la met dellIn-ghilterra, che in testa. Daltra parte, se vendiamo leaziende migliori comprandonemeno in giro per il mondo, il ri-sultato conseguente che le atti-vit professionali ad alto valoreaggiunto, cos come il manage-ment, hanno meno mercato.

    Quanto colpa di questo si-stema bloccato se lIta-lia non cresce da 30 o

    40 anni? Il declino una responsabilitcondivisa dalla clas-se dirigente: politi-

    ca, amministrativa edeconomica.

    Abbiamo scoperto di essere alla ri-fondazione anche nel calcio! Doveoversettantenni per anni al verti-ce della Figc, Federazione gioco

    calcio, sono i candidati favoritiper il futuro. La comunit de-

    gli affari ha da sempre dislo-cato le colpe sulla classeeconomica e alla burocra-zia pubblica. Un gioco fa-

    cile. Adesso la politicasembra essersi rimessa

    Non abbiamo mai vistounimpresa o una famiglia

    fare fortuna continuandosolo a tagliare quello

    che viene chiamato costo

    05.SOCIETA_CATANI 10 09 2014 12:21 Pagina 15

  • SETTEMBRE 201416

    Societ

    in moto e i politici sono quaranten-ni come Matteo Renzi o Matteo Sal-vini. Continueranno a fare conve-gni e manifesti?

    E i manager?Di questo sistema fanno parte an-che dei manager, anche se oppor-tuno precisare che molti di questicon i manager veri centrano pocoo nulla e sono tali per conoscenzee non per competenze. Alcuni di quelli che vengono no-minati a capo delle imprese sonomanager dilettanti: professoriuniversitari, avvocati, ex politicio commis dello stato. Sono nomi-nati sulla base di una cooptazio-ne, cio relazioni.Questo accade nelle aziende mu-nicipalizzate, nei grandi entieconomici controllati dallo statoma anche nelle aziende private enelle quotate. Siamo fatti cos. In unintervista con il Financial Ti-mes, un grande banchiere, Gio-vanni Bazoli, ha difeso con orgo-glio il nostro capitalismo relazio-nale. evidente che sia un para-dosso, incomprensibile a Londra,ma anche in Italia. Adam Smith,il padre del capitalismo, ha scrit-to una frase famosa: Non dallabenevolenza del macellaio, delbirraio o del fornaio che dipendela nostra cena.Quando parliamo di manager necessario chiarire un equivocosul fronte della retribuzione: sichiacchiera molto su questo te-ma, ma a dire il vero le retribu-

    zioni totali dei nostri dirigenti so-no pi basse di quelle inglesi,francesi, americane. Il compensodei vertici aziendali materiacomplicata. Non esiste il cedolino dei comu-ni mortali per cui si pu produr-re facilmente un dato preciso. Lacomponente variabile ormaitalmente importante che il calco-lo va fatto anni dopo, quando ilmanager lascia la societ e pren-de una buonuscita e incassa, omeno, le sue stock option. Per mestiere faccio ladvisor deicda sullexecutive compensatione la sfida mi sempre apparsaduplice: in primo luogo occorrespostare lenfasi dal fisso al va-riabile, secondariamente occorrefavorire la trasparenza sui com-pensi a favore degli azionisti edegli altri stakeholder. Un datopratico per tutti: in Italia la mag-gior parte degli amministratoridelegati ha il duplice contratto diamministratore con un emolu-mento e di dirigente con uno sti-pendio. Basta passare la frontie-ra a Mentone e questo strano si-stema garantista non rintraccia-bile. Peggio, i dirigenti norma-li, in particolare nelle piccole emedie imprese, non hanno un ve-ro sistema di mbo (managementby objective). Una conferma chenon paghiamo il merito.

    Un cambiamento culturale Forse ci meriteremmo che anche danoi contasse di pi il merito e quin-

    Le retribuzioni totali dei nostri dirigenti sono pi basse di quelle inglesi,francesi, americane

    Il libro

    Sandro Catani (consulente e saggista) compie un viag-gio nel sistema immobile italiano, governato da unaclasse di persone che occupano tutte le posizioni checontano. Se nella politica si sta assistendo a un lento magraduale rinnovamento, in altri ambiti, a cominciare daquello economico, si fa ancora fatica a rinunciare ai pri-vilegi acquisiti. Senza il timore di fare nomi e cognomi,il saggio un invito a smantellare la casta che impedi-sce al nostro Paese di decollare dopo gli anni pi bui del-la crisi finanziaria, con alcune proposte per privilegiareil merito e lasciare spazio ai pi giovani.

    Gerontocrazia, Garzanti, pagg. 180, 14,90.

    05.SOCIETA_CATANI 10 09 2014 12:21 Pagina 16

  • SETTEMBRE 2014 17

    di ci fosse pi spazio per quelle di-versit genere, anagrafe ecc. chenoi non sfruttiamo. Le nostreaziende si dividono in due grandiaree: quelle che lavorano sui mer-cati internazionali e quelle che ope-rano sul mercato domestico. Le pri-me, che stanno reggendo alla crisi,hanno modelli di gestione capacidi reggere alla competizione: inve-stimenti in ricerca, obiettivi sfidan-ti e merito, attrazione di talenti e,appunto, politiche di diversit. A questo proposito, la nostra sen-sibilit in generale al tema dellediversit ancora modesta. Cvoluta una legge sulle quota rosaper aprire forzosamente i consiglidi amministrazione alla presenzafemminile. Ma il problema non si risolve cos: la business community dovrebbe impegnarsi in un mo-vimento culturale come accadein Inghilterra per la crescita equa delle persone allinternodelle imprese. Se non si farannocrescere le donne nelle posizioni

    di management, neiconsigli di am-

    ministrazione saranno paracadu-tate donne, sia pure eccellenti, inbase alle relazioni.

    Leader e aziende eccellentiI nostri leader sono dellopinioneche come loro non c nessuno.Inoltre, non vogliono uscire dal-la luce dei riflettori. Il compito diun leader dovrebbe essere anche

    quello di garan-tirsi una

    continuit, o almeno, questo ciche scritto sul manuale del buonmanager. Ma il problema non so-lo culturale e psicologico. Il basso sviluppo taglia le oppor-tunit di mobilit. Per cui i colla-boratori bravi sono dei pericolo-si concorrenti e vengono nascostio mangiati. Chi si ricorda lamitologia greca ha presente la fi-gura di Cronos che mangiava i fi-

    17

    Quello che un sentirecomune stato pi volteesplicitato in varie occasioni da Diego Della Valle,presidente di Tods, che ha detto che ci sono arzillivecchietti ancora padroni dei salotti buoni.

    C voluta una legge sullequota rosa per aprire

    forzosamente i consigli diamministrazione allapresenza femminile

    PARTECIPATE ALLA DISCUSSIONE SUL BLOG

    con Sandro Catani parleremo di gerontocrazia, di merito e delle sfide che il nostro Paese

    deve fronteggiare per voltare pagina nel segno della crescita.

    05.SOCIETA_CATANI 10 09 2014 12:21 Pagina 17

  • Societ

    Olivetti, Enrico Mattei o GiuseppeLuraghi. Di quelle figure del pas-sato era anche tipica la responsa-bilit sociale dellimpresa: accantoal profitto esisteva enfasi sul ri-spetto per il territorio, per i dipen-denti, per lestetica. In realt, in Italia abbiamo avutosin dal Settecento questa tradi-zione con i grandi economisti co-me Antonio Genovesi. Oggi cheMichael Porter parla di shared va-lue, una nuova concezione oltre ilprofitto, i dirigenti hanno questaopportunit. I nuovi, le donnee i giovani sono ovviamente av-vantaggiati perch non devonodisimparare.

    Dobbiamo rottamare tutto?C speranza che questo sistemacambi? Ma soprattutto, per cam-biare dobbiamo rottamarlo o pos-

    siamo pensare che esso stesso pos-sa essere utile per gestire un pas-saggio di consegne? Personalmente mi considero un ot-timista, come tutte le persone chelavorano nellimpresa o per lim-presa, e preferisco il cambiamentoprogressivo, riformista. Quindi so-no per un ricambio generazionaleguidato. Tuttavia, se non ci sar uncambio del nostro gioco saranno glialtri che ci cambieranno! La condi-zione che gli attuali attori escanodi scena. Let non tutto ma certo una componente. Il Paese dovrebbe costruire unostraordinario succession plan. Al-trimenti costruiremo alibi comeaccade oggi con la nuova leggesulla burocrazia pubblica ai ver-tici dei magistrati: dichiarano dinon poter uscire a 70 anni perchnon hanno sostituti.

    18

    gli, tranne Zeus che si nascosee si salv! Comunque, il casopeggiore si trova nelle aziendedove numeri due modesti, e ma-gari giovani, vengono nominatiper nepotismo. Per nostra fortuna, il Paese contasu aziende eccellenti che conti-nuano ad apparire e a crescere.Pensiamo alla Ferrero, unaziendadove come consulente ho impara-to molto o alle cantine Ferrari, aMoncler, a Impregilo Ma la lista lunga. Accanto al loro esempiopossiamo guardare al futuro sullespalle di grandi figure di impren-ditori e manager come Adriano

    SETTEMBRE 2014

    Possiamo guardare alfuturo sulle spalle di grandifigure di imprenditori emanager come AdrianoOlivetti, Enrico Mattei oGiuseppe Luraghi

    C speranza che questosistema cambi? Masoprattutto, per cambiaredobbiamo rottamarlo o possiamo pensare chepossa essere utile per gestire un passaggio di consegne?

    05.SOCIETA_CATANI 10 09 2014 12:21 Pagina 18

  • 05.SOCIETA_CATANI 10 09 2014 12:21 Pagina 19

  • SETTEMBRE 201420

    Intervista

    Presente e futuro in un settore chiave del madein Italy. Ne parliamo con Emanuele Soldini, di-rettore dellIstituto Europeo di Design di Milanodal 2012 e industrial designer di formazione.

    Design, creativit e formazione:

    quali sono gli obiettivi e i punti di

    forza dello Ied?

    LIstituto europeo di design na-sce nel 1966 con un modello deltutto nuovo rispetto alla forma-zione accademica. Lintuizionedel nostro fondatore e presidenteFrancesco Morelli stata quelladi aprire una scuola che potessepreparare al lavoro e alle profes-sioni della creativit, in stretta si-nergia con le imprese che di l apoco avrebbero avuto bisogno diprofessionisti del progetto. Figu-re nuove per lItalia di quegli an-ni, non artisti, non disegnatoritecnici o ingegneri, ma designer.Un modello che coniugava la tra-dizione di una certa scuola pro-fessionale davanguardia con lametodologia del progetto e lacreativit per linnovazione. Sia-mo rimasti fedeli alla nostra mis-sione e dopo quasi cinquantanni

    continuiamo a formare i progetti-sti per domani, insieme alle im-prese che collaborano con noi. Og-gi Ied un gruppo italiano com-pletamente privato che si occupadi formazione dei progettisti intutti i settori delle discipline crea-tive ed presente in Italia, Spagnae Brasile. Collabora con aziende ditutti i settori. Una grande storia disuccesso italiana che testimonia lacapacit imprenditoriale e la cul-tura del nostro Paese.

    Il design nel dna dellItalia e,

    nelle sue diverse forme e mo-

    menti storici, parte integrante

    della quotidianit di chi ci vive. Lo

    stiamo valorizzando e sfruttando

    bene?

    Forse pi nel dna degli italia-ni che dellItalia. Non vedo ungrande trasporto n una grandecapacit di valorizzare questopresidio come sistema Paese. Un

    Enrico Pedretti

    EMAN

    UELE

    SOL

    DINI

    ALCENTRODELDESIGN

    Dal 2002 direttore della sede Ied Milano, do-ve inizia a collaborare fin dal 1992. Ha svolto at-

    tivit di consulenza per diversi studi di progetta-

    zione. Socio fondatore insieme a Fabrice Do-

    mercq, Mauro Martinuz e Jean Michel Istre del-

    lo studio Tuttiquanti associati, allinterno del qua-

    le sviluppa progetti per diverse aziende tra cui

    Lotto France, Omron Corp, Japan e Cappellini.

    associato Manageritalia Milano.

    06.INTERVISTA_SOLDINI 11 09 2014 12:26 Pagina 20

  • presidio che ancora forte per lacapacit di una generazione diimprenditori e di designer di co-struire un vero posizionamentodel prodotto nellimmaginariodelle persone. Allestero lItalia, eMilano innanzitutto, conside-rata patria del design, dellamoda o addirittura del lusso, manello stesso tempo, proprio nelnostro Paese, non vedo traccia diuna politica di sostegno a favoredei giovani creativi che devonoiniziare una vita professionale. Ildesign produce valore, benesse-re, ricchezza, ma non semprequesto concetto viene compreso.

    Cos oggi il design?

    Prima di tutto design significaprogetto e progettare innanzi-tutto unattivit di pensiero. Il ter-mine deriva dal latino ed evocaimmediatamente limmagine delgettare avanti, immaginare,pensare al nuovo, innovare. Mol-ti pensano che il design sia legatosoltanto allidea di disegno indu-striale e di arredo ma in realt perdesign si intende piuttosto un ap-proccio progettuale, un percorsoche comprende le attivit necessa-rie alla concezione, costruzione esuccessivamente alla realizzazio-ne di prodotti, sia di tipo materia-le che di tipo immateriale o allarealizzazione di servizi. un pro-cesso la cui prima fase consistenella definizione degli aspetticoncettuali e termina con la deter-minazione finale di un prodot-

    to/servizio che abbia caratteristi-che innovative e, oggi pi chemai, sostenibili. Il design tra-sversale ai settori merceologici enon confinato al prodotto: si puparlare di design della comunica-zione, dei servizi, del sociale, del-la rete, dellinterazione, della mo-da e via dicendo, per tutti gli am-biti nei quali la creativit pu de-terminare innovazione.

    E a livello economico com e co-

    s oggi il design?

    un valore propulsivo per lanostra economia e poich lap-proccio progettuale proprio deldesign investe praticamente tuttii settori della contemporaneit,quello che posso sicuramente di-re che i prodotti e i servizi pro-gettati hanno una marcia in pi,sono pi efficaci e sviluppano ri-

    SETTEMBRE 2014 2121

    06.INTERVISTA_SOLDINI 10 09 2014 12:22 Pagina 21

  • SETTEMBRE 201422

    sorse economiche maggiori cre-ando valore. Chi copia per lomeno secondo.

    Il design ha bisogno di organizza-

    zione e managerialit per passa-

    re dallidea alla praticit. Cosa oc-

    corre per essere divulgato, anche

    ma non solo commercialmente, a

    pi persone, se non a tutte?

    Il design non lattivit solita-ria di un artista che crea loperaunica. piuttosto un processo

    che pu coinvolgere un grandenumero di professionisti checontribuiscono, grazie alle com-petenze specifiche, allo sviluppodi idee e prodotti che conquista-no il mercato per innovazione,qualit, bellezza. Si tratta di unsistema nel quale anche gli as-petti logistico-organizzativi pos-sono avere un ruolo fondamen-tale, basti pensare alla moda:nellarco di pochi mesi vengonomesse sul mercato collezioni di

    centinaia di pezzi, di qualit ele-vatissima, sviluppati grazie allavoro sinergico di creativi, arti-giani, tecnici e imprenditori mol-to spesso sconosciuti al pubblicoma non per questo meno impor-tanti. Un conto la firma, un al-tro il progetto. Il progettista ilregista di un processo che nonpu realizzarsi senza ricerca, or-ganizzazione, visione, manage-rialit e collaborazione con tecni-ci specializzati.

    LIstituto europeo di design agevola lincontro tra studenti

    e imprese, italiane ed estere, innanzitutto attraverso i do-

    centi, tutti professionisti del settore di appartenenza. Il suo

    compito primario sviluppare competenze e capacit dim-

    maginare il futuro negli studenti. Al termine degli studi un

    career service molto efficace aiuta i ragazzi a vivere una pri-

    ma esperienza di stage e spesso un vero e proprio impiego

    in una realt aziendale o in uno studio professionale.

    Parallelamente, vengono promosse iniziative di divulga-

    zione culturale: mostre, conferenze, dibattiti.

    Nellultima settimana di settembre si terr Ied Square, un

    ciclo di conferenze, eventi, performance, reading e incon-

    tri che coinvolger gli studenti del terzo anno dei corsi Ied

    Milano, e in alcuni momenti sar aperta alla citt e a gio-

    vani provenienti da altre realt. Liniziativa fornisce ai par-

    tecipanti un punto di vista privilegiato e stimoli di riflessio-

    ne sulla contemporaneit, sugli orizzonti e sulle tendenze

    pi attuali attraverso lesperienza e il racconto di profes-

    sionisti e figure di spicco di settori disciplinari diversi e tan-

    genti rispetto alle aree didattiche Ied.

    Una grande e concreta opportunit di produzione e con-

    divisione di sapere, di pensiero, di analisi e di progettua-

    lit lungo gli orizzonti del presente e del futuro e delle

    sfide che li caratterizzano, con uno sguardo privilegiato

    ai temi dellExpo 2015 e alluniverso giovanile.

    Intervista

    LO IED E I GIOVANI

    06.INTERVISTA_SOLDINI 10 09 2014 12:22 Pagina 22

  • Potremmo dire che, come suc-

    cesse con il movimento Arts &

    Crafts, designer e manager/im-

    prenditori devono sempre pi

    dialogare per dare alla creativit

    la capacit di creare ricchezza

    anche economica?

    La storia del design italiano, ose preferisce del made in Italy,potrebbe essere raccontata comela storia damore tra creativit eindustria, tra chi sogna e chi ha ilcoraggio di credere in quel so-

    gno, tra chi immagina e chi fa,non solo artigianato di qualitper un piccolo numero di consu-matori, ma prodotti ad alto con-tenuto creativo, pensati e indu-strializzati per un grande merca-to. I designer italiani e gli stra-nieri che in Italia sono cresciutiprofessionalmente hanno avutola possibilit di creare prodottidi successo proprio grazie allecapacit e alla visione di impren-ditori italiani un passo avanti

    Nel mese di ottobre, invece, in collaborazione con The Italian

    Project, societ inglese di diplomazia culturale, Ied presenta

    Postcards sponsorizzato da Banca Svizzera italiana e Snamcon il patrocinio di Manageritalia e Assolombarda una mostra

    darte le cui opere, realizzate su formato cartolina da grandi ar-

    tisti e creativi emergenti, verranno messe in vendita in manie-

    ra anonima, alla cifra simbolica di 50 euro.

    Oltre a offrire un palcoscenico privilegiato ai giovani talenti, il

    progetto vuole dare un supporto concreto alle nuove generazio-

    ni che desiderano intraprendere un percorso professionale nella

    creativit: il ricavato della vendita delle opere andr infatti a co-

    stituire un fondo dedicato alle borse di studio Ied.

    www.ied.it

    SETTEMBRE 2014 23

    agli altri. Basti pensare ai grandimarchi italiani del mobile, dellamoda, degli accessori, dei tra-sporti, dellilluminazione e ditutti i settori dove il nostro Pae-se ha dimostrato dessere eccel-lente. Per questo diventa fonda-mentale per lItalia far crescere,accanto a una generazione digiovani progettisti, una di giova-ni manager e imprenditori. Delresto si sa che per svilupparegrandi idee due teste sono me-glio di una, soprattutto quandosono diverse tra loro.

    Valorizzazione dei manager, dei

    punti di forza del made in Italy e

    dei giovani sono alcune delle li-

    nee guida di Manageritalia. per

    questo dunque che ci avete scel-

    to come partner?

    Fin dalla sua fondazione, Ied hamesso al centro del proprio pro-getto di formazione la collabora-zione con le imprese, ci sembra-to quindi naturale costruire unpercorso di collaborazione conManageritalia.

    06.INTERVISTA_SOLDINI 10 09 2014 12:22 Pagina 23

  • consum

    i

    SETTEMBRE 201424

    CCome altri istituti di ricerca, AstraRicer-che svolge molte indagini e analisi sullacomunicazione commerciale delle azien-de in Italia. Da molti anni, oltre a studia-

    re campagne pubblicitarie trasmesse in

    tv, in radio, pubblicate sulla carta stam-

    pata o realizzate come pubblicit ester-

    na, studiamo anche gli eventi e le attivi-

    t di comunicazione online. Negli ultimi

    anni abbiamo assistito a un fenomeno (i

    cui segnali erano gi evidenti pi di die-

    ci anni fa) di riduzione dellefficacia de-

    gli spot televisivi. Vediamo in sintesi i

    principali indicatori e i motivi.

    in calo il ricordo della visione degli

    spot: da una parte c una grande di-

    spersione dellaudience (accelerata dal

    proliferare di canali grazie al digitale ter-

    restre e alla programmazione via satel-

    lite), dallaltra una minore attenzione

    agli spot da parte dellaudience stessa.

    Questo ultimo aspetto confermato

    dalle ricerche anche di altri istituti

    che mostrano come la pausa pubblici-

    taria sia sempre pi utilizzata per svol-

    gere altre attivit, in questa fase storica

    in primis quelle legate ai dispositivi mo-

    bili (smartphone, tablet), tanto che si

    parla di un effetto second screen (e, in-

    fatti, alcuni operatori del settore della

    comunicazione commerciale stanno

    tentando di rendere questo rischio una

    opportunit, aumentando il legame tra

    la fruizione di uno spot televisivo e luti-

    lizzo di un device portatile).

    Ma anche quando lo spot ricordato,

    spesso lobiettivo non raggiunto: le

    nostre ultime indagini mostrano come

    spesso lassociazione dello spot a una

    marca sia molto debole (percentuali net-

    tamente inferiori al 50%, a volte sotto il

    30%). Per rilevarlo si pu mostrare il mi-

    ni-filmato blindizzato (senza elemen-

    ti visuali o di audio relativi al nome del

    brand) a un ampio gruppo di intervista-

    ti e chiedere a quelli che affermano di

    aver gi visto lo spot se sono in grado

    di indicare il brand che lo utilizza per

    promuoversi. Il tutto aggravato dal fat-

    to che non solo il ricordo esatto scar-

    so, ma che spesso non sono irrilevanti le

    percentuali di associazioni a marche

    competitor. Pensiamo a cosa questo si-

    gnifica: se un qualche tipo di concetto,

    di idea positiva, davvero comunicata

    dallo spot, il suo contributo a vantag-

    gio di un avversario nella competizione

    di mercato (un vero paradosso: investi-

    re e avvantaggiare altri, che magari non

    stanno investendo in adv). Come pu

    capitare quanto stiamo segnalando?

    Molte pubblicit sono ideate e realizza-

    te come ottimi filmati (davvero merite-

    voli di premi cinematografici) ma senza

    tenere nella giusta considerazione la ne-

    cessit del link spot-brand (a volte pare

    che ci si vergogni di associare un nome

    commerciale a uno spot con una forte,

    convincente, creativit, come se la visi-

    bilit chiara e prolungata del nome del-

    la marca lo sporcasse).

    E il messaggio?Da molti anni si dice che uno spot tele-

    visivo in grado di far passare concetti

    semplici e sicuramente in numero limi-

    tato (pi che di messaggi dovremmo

    parlare di messaggio, visto che ci si de-

    ve limitare a una sola idea con lauspi-

    cio che almeno questa si colleghi forte-

    mente al prodotto oggetto di pubblici-

    t). Ma queste idee, questi concetti po-

    sitivi, questi plus arrivano davvero al

    pubblico e restano impressi? In parte s,

    ma in molti casi i risultati (misurabili con

    ricerche qualitative e quantitative, pri-

    ma e dopo il lancio degli spot) sono dav-

    vero scadenti: vediamo, per esempio,

    che il profilo di immagine di una marca

    non evolve confrontando il periodo

    precedente alla programmazione e

    quello successivo proprio per quegli

    NON SOLO CONSUMI

    Quale comunicazione commerciale

    FUNZIONA?

    AstraRicerche stata fondata nel 1983 dal profes-sor Enrico Finzi. Si occupa di ricerche di marketinge sociali per clienti appartenenti a molti settori mer-ceologici, utilizzando molteplici metodologie din-dagine. Si caratterizza per una struttura snella eflessibile, improntata alla qualit e allinnovazione,e affianca al servizio di ricerca la consulenza di mar-keting e di comunicazione a clienti imprese na-zionali e multinazionali di tutte le dimensioni. Col-labora con Manageritalia con indagini e analisi didati che spesso mirano a sintetizzare fenomenicomplessi o a far emergere informazioni latenti.

    Cosimo Finzi

    **07NONSOLOCONSUMI 10-09-2014 12:23 Pagina 24

  • SETTEMBRE 2014 25

    items, quelle caratteristiche che sono al

    centro della comunicazione che analiz-

    ziamo. Come a dire che stiamo solo di-

    cendo ehi, esisto anchio senza van-

    tare davvero le nostre peculiarit, i no-

    stri plus, gli aspetti in cui siamo innova-

    tivi o comunque differenti.

    Insomma, troppe pubblicit che piac-

    ciono ma che diciamolo chiaramente

    non servono, o servono a poco.

    Eventi b2c: limiti e vantaggi Possono essere gli eventi b2c (che coin-

    volgono i cittadini, i consumatori) una

    delle soluzioni? Cercher di spiegare

    perch per molte aziende non certo

    per tutte e non per tutti i prodotti o sta-

    di di vita dei prodotti la risposta sia af-

    fermativa.

    Iniziamo dai limiti degli eventi: il pi evi-

    dente la dimensione dellaudience.

    Una pianificazione televisiva efficace

    colpisce milioni di soggetti, un evento

    ha tipicamente un target di centinaia o

    migliaia di soggetti. sempre cos? No:

    esistono eventi che ottengono la parte-

    cipazione di decine di migliaia di perso-

    ne o anche di centinaia di migliaia. In

    questi anni ho avuto il piacere di studia-

    re laudience (tramite vari mezzi: tv, ra-

    dio, carta stampata, web e di persona)

    del Giro dItalia, potendo cos capire al-

    cune dinamiche del pi grande evento

    itinerante del nostro Paese.

    Continuiamo con i limiti degli eventi. Ti-

    picamente un evento non ripetibile, al-

    meno non con quei partecipanti; la con-

    seguenza semplice ma rilevantissima:

    non ci si pu permettere di sbagliare, non

    ci sono rework istantanei possibili.

    Ma vediamo quello che pi ci interessa:

    gli eventi possono essere usati come

    mezzo di comunicazione rilevante per i

    brand? Non stiamo qui parlando di un

    utilizzo marginale, con budget residua-

    li rispetto agli altri mezzi. Parliamo, in-

    vece, di un utilizzo strategico, program-

    mato, integrato con il resto della comu-

    nicazione, e convinto. Se di questo par-

    liamo la risposta secondo le nostre ricer-

    che senza dubbio s.

    Ci che vivi pi forte di ci che vediUn evento un momento di contatto ca-

    ratterizzato da un aspetto relazionale

    (non il consueto tu sei il pubblico pas-

    sivo, io ti parlo bens un momento di

    incontro, in cui il brand pi alla pari

    del solito rispetto al consumatore) ed

    emozionale (a volte in modo debole, a

    volte particolarmente intenso). Questa

    caratterizzazione porta con s dei risulta-

    ti davvero rilevanti: il ricordo forte, di-

    stinto e aspetto troppo spesso dimen-

    ticato dai decisori aziendali duraturo. Se

    partecipo a un evento di lancio di un nuo-

    vo prodotto mi ricorder dellevento, del

    brand, sicuramente di una parte delle ca-

    ratteristiche distintive del prodotto (an-

    che se sono stato presente per poche de-

    cine di secondi, ancor di pi se il contat-

    to prolungato: semplicemente il livello

    di attenzione e di memorizzazione di ci

    che viviamo molte volte superiore ri-

    spetto a ci che vediamo passivamente).

    Due esempiQueste non sono impressioni generi-

    che: ad esempio, abbiamo studiato co-

    me cambia il profilo di immagine delle

    aziende (e dei loro prodotti) presenti ne-

    gli sponsor village del Giro dItalia, ov-

    vero nelle aree alla partenza e allarrivo

    delle tappe in cui il pubblico pu inte-

    ragire con i brand ottenendo informa-

    zioni, intrattenimento, assaggi di pro-

    dotto ecc. Mi concentro su un caso-sim-

    bolo: unazienda di prodotti alimentari

    ha ideato e realizzato uno stand e noi

    abbiamo rilevato limmagine della mar-

    ca presso i visitatori di tale spazio, met-

    tendola a confronto con quella rilevata

    presso i non visitatori. Ebbene, migliora

    la conoscenza della variet dei prodot-

    ti ma soprattutto migliora il profilo del-

    la marca in modo consistente: crescono

    la percezione di marca industriale con

    un positivo spirito artigianale (+27%),

    la simpatia (+19%), la percezione di

    successo dellazienda (+16%), lasso-

    ciazione a prodotti di qualit (+9%). E

    cresce, pur in un contesto in cui non

    cera vendita di prodotti n esplicitazio-

    ne dei prezzi di vendita, laffermazione

    del buon rapporto qualit/prezzo dei

    prodotti (+41%: pi che raddoppiata).

    Un secondo esempio: abbiamo studia-

    to un prodotto per il quale ben il 55%

    indica di non sapere se lo acquister o

    no in futuro; la presenza al Giro dItalia

    ha fatto crollare il non so al 10%, fa-

    cendo raddoppiare coloro che dichiara-

    no di voler certamente acquistare il pro-

    dotto in futuro, e anche coloro che lo

    pensano con minor grado di certezza

    (interessante notare come aumentino

    anche coloro che si convincono a non

    comprare in futuro: levento ha davve-

    ro fatto chiarezza, complessivamente

    con un netto vantaggio per il brand).

    ConclusioniChi si occupa di comunicazione sa che

    risultati di questo genere difficilmente si

    ottengono con una tradizionale pianifi-

    cazione di uno spot televisivo.

    Abbiamo trovato la soluzione ai mali

    della comunicazione commerciale? non

    proprio, ma se ragioniamo sugli eventi

    con un approccio strategico e integrato

    possiamo ottenere un di pi rispetto a

    quanto altri mezzi possono dare. Quan-

    te aziende, quanti brand non hanno bi-

    sogno di tenere alta la propria conoscen-

    za (lawareness) ma dovrebbero invece

    puntare sulla percezione di differenzia-

    zione, di plus da parte del consumatore?

    **07NONSOLOCONSUMI 10-09-2014 12:23 Pagina 25

  • 08.INTERVISTA_GIL 10 09 2014 12:25 Pagina 26

  • SETTEMBRE 2014 27

    Intervista

    Levento internazionale di riferimento per la bu-siness community si terr a Milano il 28 e il 29ottobre. Scopriamo i temi e le novit dellundice-sima edizione con Diego Gil, managing directorEurope di Wobi.

    Perch World Business Forum

    uno dei principali appuntamenti

    mondiali per management sin

    dal 2004?

    Il World Business Forum uncongresso di due giornate cheriunisce i maggiori pensatori dibusiness, esperti di manage-ment, leggendari ceo, innovatorie personaggi illustri che hannofatto cose straordinarie e posso-no ispirare e arricchire la platea.Il pubblico costituito da circa2.000 manager in cerca di idee,visioni, spunti per migliorare o

    ripensare il proprio business: ra-ramente capita di incontrare eascoltare dal vivo i personaggisui cui libri si studiato o che so-no universalmente riconosciutiper capacit e risultati raggiuntinel proprio ambito.

    Come cambiato nel tempo le-

    vento per sedi e filo conduttore?

    Come ogni realizzazione uma-na, anche il nostro evento lospecchio dei tempi e dieci anni diquesti tempi non sono pochi. In-nanzitutto tengo a precisare che,

    Roberta Roncelli

    DIEG

    O GI

    L

    WORLD BUSINESSFORUMAL VIA

    managing director Europe di Wobi, azienda diexecutive education che ha ideato il World Busi-

    ness Forum, uno dei pi importanti eventi di ma-

    nagement a livello mondiale. Entrato nel 2005

    come head of finance, Gil diventato poi chief

    operating officer e successivamente direttore ge-

    nerale della sede italiana.

    08.INTERVISTA_GIL 10 09 2014 12:25 Pagina 27

  • Intervista

    contrariamente a quanto verreb-be da pensare, il World BusinessForum non nato negli Stati Uni-ti ma in America Latina (la no-stra casa madre in Argentina),per poi diffondersi in Usa e Eu-ropa. Questanno levento sta-to organizzato per la prima vol-ta a Sydney e nel 2015 sbarchera Hong Kong.

    un evento itinerante?

    No, non itinerante, nel senso cheogni paese ha la propria program-mazione, tenendo conto ovviamen-te delle specifiche necessit delmercato di riferimento. Certamen-te ogni anno si individua un filoconduttore della campagna, unmessaggio che trova la propria de-clinazione nei contenuti di quel-

    ledizione. Nel corso del tempo ilmessaggio andato da Learningfrom the leaders a Parliamo dibusiness, parliamo di ispirazione,da Nuovo mondo, nuovo mana-gement a Leadership in action.

    Con quali contenuti?

    A livello di contenuti, la ricettaha sempre previsto un po di econo-

    SETTEMBRE 201428

    CHI SONOI PROVOCATORI?Jacques Attali; Felix Baumgartner; Marcus Buckingham; Sandy Carter; Oscar di Montigny; Oscar Farinetti; Chris Gardner; Eusebio Gualino; Steven B. Johnson; Mohanbir Sawhney; Simon Sinek; Oliver Stone; Jess Vega; Steve Wozniak.

    Grazie alla partnership con Manageritalia, gli associati potranno partecipare alleventocon unofferta riservata particolarmente vantaggiosa con prezzo bloccato

    fino al 17 ottobre 2014: 1.590 + iva per un partecipante* (anzich 1.990 + iva).

    ISCRIZIONI ENTRO IL 17 OTTOBRE 2014.* per partecipazioni superiori a una le quote sono indicate nel modulo di adesione disponibile su

    www.manageritalia.it nellarea riservata My Manageritalia >> servizi professionali

    Felix Baumgartner Marcus Buckingham

    08.INTERVISTA_GIL 10 09 2014 12:59 Pagina 28

  • mia, un pizzico di management, diinnovazione, di leadership, di crea-tivit, di marketing Questanno un turning point perch la campa-gna incentrata sui provocatori equesto rovescia anche i nostri sche-mi. Gli speaker 2014 sono persona-lit e personaggi che hanno spezza-to i paradigmi e scritto le proprie re-gole. Pi che mai abbiamo ringio-vanito limmagine e le voci di que-sto evento, e ci ha permesso di at-trarre un pubblico nuovo, certa-mente pi giovane anche sotto ilprofilo anagrafico.

    Qual oggi il suo obiettivo in un

    mondo fatto di cambiamenti sem-

    pre pi rapidi e discontinui, tanto

    pi nel business?

    Il World Business Forum ha trai suoi principali obiettivi quellodi stimolare le persone, in parti-colare quelle che guidano azien-de o gruppi di lavoro, a interro-

    garsi continuamente su quelloche fanno e sul modo in cui lofanno. Proprio perch la nostra unepoca di cambiamenti veloci eglobali il nostro evento una spe-cie di bussola per orientarsi e ca-pire come cambiano le tendenzee gli scenari in cui ci troviamo aoperare e poter fare delle scelte diconseguenza.

    Lappuntamento italiano del 28 e

    29 ottobre ha come tema Apri la

    tua mente e pensa in modo diffe-

    rente. Impara dai provocatori.

    Perch?

    Veniamo da anni molto difficili,in cui ciascuno ha cercato di re-stare a galla come ha potuto enon farsi spazzare via dalla crisiglobale. Il messaggio che voglia-mo dare che il cambiamento vacavalcato, che non bisogna averpaura di reinventarsi e di cercarenuove strade.

    SETTEMBRE 2014 29

    Chi sono questi provocatori e

    perch li considerate tali?

    In realt i nostri provocatori sonopersone ordinarie che hanno fattocose straordinarie, grazie alla loropassione e ai loro ideali. Hannocostantemente cercato di miglio-rarsi e inseguito i propri sogni e in-tuizioni con tenacia e dedizione, liconsideriamo provocatori per-ch agli occhi di molti sarannosembrati dei matti o, per dirla be-ne, dei visionari.

    Quindi oggi Wobi cos?

    Wobi un insieme di knowhow,consulenza e networking natodalla ventennale esperienza diHsm, lazienda multimediale diexecutive education. Wobi iltrait dunion tra i maggiori esper-ti di business e gli executive ditutto il mondo alla ricerca di ideesemplici e potenti, ispirazione enuove visioni del futuro.

    Sandy Carter Oliver Stone Steve Wozniak

    08.INTERVISTA_GIL 10 09 2014 12:25 Pagina 29

  • SETTEMBRE 201430

    osse

    rvator

    ioa cura di Manageritalia

    Al via il 1 settembre nella Regione Lazio lastaffetta generazionale grazie a un finan-ziamento di 3 milioni di euro e la pubblicazio-

    ne del bando per le imprese che hanno una se-

    de nella regione. Uniniziativa sperimentale im-

    portante che permetter di creare nuove pos-

    sibilit di accesso al mondo del lavoro per i gio-

    vani, in unottica di solidariet generazionale.

    Mira a favorire lingresso di lavoratori fino a 29

    anni che lazienda si impegna ad assumere con

    contratto di apprendistato o a tempo indeter-

    minato, trasformando contestualmente, su ba-

    se volontaria, in part-time il rapporto di lavoro

    del personale cui manchino fino a 3 anni al pen-

    sionamento con la riduzione dellorario di lavo-

    ro non oltre il 50%. Grazie al finanziamento

    messo a disposizione dalla Regione Lazio, al la-

    voratore che accetti la trasformazione del rap-

    porto in part-time viene garantito il versamen-

    to contributivo integrale. La staffetta genera-

    zionale finanziata con risorse assegnate alle

    regioni nellambito del Progetto di Italia Lavo-

    ro Azione di sistema Welfare to work per le

    politiche di re-impiego 2012-2014. Liniziati-

    va, gi presente in Lombardia e in Emilia Roma-

    gna, prevede soglie di salvaguardia per loccu-

    pazione femminile e un equo accesso da parte

    delle diverse realt territoriali.

    OSSERVATORIO LEGISLATIVO

    Nel Lazio parte la staffetta generazionale

    stata approvata in prima lettura alla Camera, e adesso allesame del Senato, una proposta di legge sul mutuovitalizio ipotecario presentata da Marco Causi (Pd).

    noto che in Italia si registrato un marcato rallentamento del

    credito alle famiglie e al settore immobiliare, da attribuire a pi

    fattori. I dati della Banca dItalia denotano la difficolt di acces-

    so allacquisto immobiliare in Italia in assenza di fondi a garan-

    zia del prestito. La proposta di legge, in accordo con le richie-

    ste delle associazioni maggiormente rappresentative dei consu-

    matori e del settore bancario, volta a sviluppare il cosiddetto

    prestito ipotecario vitalizio, ovvero una forma di finanziamento

    garantito da una propriet immobiliare residenziale, che con-

    sente al proprietario, di et superiore a 60 anni, di convertire

    parte del valore dellimmobile in contanti al fine di soddisfare

    esigenze di liquidit, senza che lo stesso sia tenuto a lasciare

    labitazione, ovvero a ripagare il capitale e gli interessi sul pre-

    stito fino alla scadenza del contratto. Gli interessi e le spese re-

    lative sono infatti capitalizzati periodicamente sul finanziamen-

    to originario e rimborsati alla data di decesso del mutuatario.

    Inoltre, tale tipologia di finanziamento pu essere estinta in via

    anticipata e in qualunque momento su base volontaria.

    Allo scadere del debito, gli eredi (nel caso il proprietario non

    decida di rimborsare anticipatamente il finanziamento), pos-

    sono estinguere il debito nei confronti della banca e liberare

    limmobile dallipoteca, vendere limmobile ipotecato oppu-

    re, in ultima ipotesi, lasciare che la banca mutuataria venda

    limmobile per rimborsare il proprio credito. Secondo le sti-

    me effettuate, la norma potrebbe interessare una platea di

    circa 200mila cittadini, calcolando anche solo gli over 65.

    Rispetto ai contratti di vendita di nuda propriet (ogni anno

    in Italia se ne stipulano 20mila), il prestito ipotecario vitalizio

    offrirebbe al mutuatario il vantaggio di non perdere la pro-

    priet dellimmobile e, pertanto, di non precludere la possi-

    bilit per gli eredi di recuperare limmobile dato in garanzia,

    lasciando a questi ultimi la scelta di rimborsare il credito del-

    la banca ed estinguere la relativa ipoteca.

    Il decreto legge 203/2005 (convertito dalla legge 248/2005)

    ha introdotto nellordinamento italiano la formula del prestito

    ipotecario vitalizio, tuttavia un concreto sviluppo di questa for-

    ma tecnica risulta fortemente ostacolato dalla mancanza di una

    normativa che regolamenti in modo esaustivo la materia.

    La proposta di legge, ormai a met del suo percorso legisla-

    tivo, ha lobiettivo di integrare loriginaria formulazione del

    prestito ipotecario vitalizio al fine di colmare le lacune giuri-

    diche che non hanno consentito negli anni la piena attuazio-

    ne della normativa.

    Testo: http://bit.ly/1lBn99X

    Mutuo vitalizio ipotecario per gli over 60

    08.OSSERVATORIO 10 09 2014 12:26 Pagina 30

  • SETTEMBRE 2014 31

    C un tema condiviso da diversi gruppi parla-mentari, che la Commissione lavoro della Ca-mera ha preso in esame. quello della revisione del-

    la disciplina normativa sulla pensione di reversibili-

    t, poich lattuale sistema comporta molti disagi

    economici ai beneficiari. La legge 335/1995 ha in-

    trodotto, per motivi di risparmio, la valutazione del

    reddito del beneficiario di una pensione di reversibi-

    lit. Se il destinatario non ha redditi, o li ha in misu-

    ra inferiore a tre volte il minimo Inps, ha diritto a per-

    cepire il 60% di quanto spettava o sarebbe spetta-

    to al coniuge deceduto. Se si supera quel limite di

    reddito si opera una riduzione del 25% fino a 4 vol-

    te il trattamento minimo, del 40% tra 4 e 5 volte e

    del 50% se il reddito del titolare della pensione su-

    pera 5 volte il trattamento minimo Inps.

    I beneficiari ricevono quindi trattamenti di importo

    bassissimo, pur avendo versato il dante causa al-lInps, durante la vita lavorativa, una cospicua con-

    tribuzione.

    Per far fronte a queste forme di difficolt economi-

    ca sono intervenuti diversi gruppi parlamentari che

    hanno presentato in Commissione lavoro alcune

    proposte di legge dirette a introdurre misure a so-

    stegno del reddito del coniuge superstite. In tutte le

    proposte di legge si fa presente come a carico di

    questultimo rimangano molte spese fisse, che sono

    slegate dai consumi.

    Con il venir meno del reddito del coniuge si deve far

    fronte non solo a tali spese fisse ma anche a nuove

    spese impreviste. Limpostazione varia da proposta

    a proposta.

    Si va da ipotesi pi percorribili come quelle di Scel-

    ta Civica (Tinagli), Lega Nord (Fedriga) e Movimen-

    to 5 Stelle (Rostellato) che prevedono la corre-

    sponsione del 100% del trattamento nel caso in

    cui il reddito sia inferiore rispettivamente a 4, 5 o

    6 volte il trattamento minimo Inps a ipotesi pi

    radicali come quella del Pd (Bobba) che introduce

    la piena cumulabilit dei redditi del beneficiario

    con quello del defunto.

    Le prime tre proposte prevedono una rimodulazio-

    ne delle percentuali di cumulo pi favorevoli per il

    beneficiario. La Commissione lavoro ha chiesto al

    governo di esprimere un parere sul tema della rever-

    sibilit. Se non arriver una proposta del governo in

    tempi ragionevoli la Commissione lavoro intende

    continuare il suo iter.

    Manageritalia segue con attenzione la questione

    perch nella scorsa legislatura fece presentare una

    proposta di legge dallUdc (Poli) per ovviare alle pe-

    nalizzazioni subite dai coniugi possessori di redditi

    propri, che presentano le dichiarazioni sui cespiti in

    maniera trasparente.

    Va detto tuttavia che le proposte non hanno unade-

    guata copertura finanziaria e quindi non chiaro do-

    ve si intendono reperire le risorse finanziarie per una

    complessa operazione.

    Le proposte di legge citate:

    Irene Tinagli http://bit.ly/WenvHr Massimiliano Fedriga http://bit.ly/1nxLo4oGessica Rostellato http://bit.ly/Z7VCTrLuigi Bobba http://bit.ly/Z7Vtzj

    Pensioni di reversibilit: si cambia?

    08.OSSERVATORIO 10 09 2014 12:26 Pagina 31

  • ARRIVA LALEADERSHIPARTIFICIALE

    Futuro

    SETTEMBRE 201432

    ARRIVA LALEADERSHIPARTIFICIALE

    Apri la saracinesca esterna, Hal. Mi dispiace David, purtroppo non posso farlo. Qual il motivo?.Credo che tu lo sappia altrettanto bene quanto me.Ma di che diavolo parli?.Questa missione troppo importante per me per lasciare che tu la comprometta.

    Nellera di computercognitivi e sempre pismart, che tipo dileadership ci attende,che attori prevede e cherischi e opportunit?

    Thomas Bialas

    QUESTO BATTIBECCO fra Hal 9000 (il computer in-telligente) e Dave (lastronauta impaziente) che Ku-brick mette in scena nelle battute finali del film2001, Odissea nello spazio (e parliamo del lontano1968) ci pone di fronte al dilemma cruciale del 21secolo ben sintetizzato da Marc Andreessen,

    coinventore del primo browser Netscape: In futuro ci saranno duecategorie di collaboratori in azienda: quelli che danno ordini al com-puter e quelli che li prendono. A questo punto potremmo esibire ve-rosimili scenari antropocalittici (antropologicamente apocalittici)sul nostro destino post-umano.Ma siccome questa una rivista di management pare pi coerente con-centrarsi sulla gestione del computo ergo sum incombente, fatto dicomputer minacciosamente cognitivi e robot terribilmente abili (smart).

    09.CFMT.BIALAS 10 09 2014 12:27 Pagina 32

  • SETTEMBRE 2014 33

    Ovvero: quali sono gli attori ingioco, quali i possibili rischi e op-portunit e quale la nuova leader-ship (artificiale) che ci attende?

    AttoriElementare Watson: il computercognitivo dellIbm e si chiamaproprio Watson. Ma non fa coseelementari, ci fanno sapere.Lobiettivo dellambizioso pro-getto di cognitive computing diBig Blue di creare unintelli-genza artificiale capace di gestire

    enormi quantit di dati non strut-turati per ottenere informazionistrutturate prima e decisioni pon-derate poi. Sono molte le grandiaziende a scommettere sulleradelle macchine intelligenti. Ama-zon e Google sono solo la puntadelliceberg mediatico (quandomai si parla di leader di automa-zione pneumatica ed elettronicacome Festo?), ma giusto parlar-ne anche per gli investimenti checi sono dietro. Il primo, dopo averacquisito per 775 milioni di dolla-

    ri la Kiva System (specializzata inrobotica), ha fatto parlare di sper via di quei diecimila robotmagazzinieri assunti in regolasenza contratti e senza sindacatiper smistare le merci nei suoi im-mensi centri logistici. Il secondo(che oltre ai Google glass speri-menta anche Android wear) fa-cendo incetta di aziende (una de-cina a oggi) specializzate in robo-tica e intelligenza artificiale, fracui un vero e proprio colosso co-me Boston Dynamics, meglio no-to per essere il fornitore ufficialedi cyborg militari per il Pentago-

    no, e la promettente societ londi-nese Deep Mind fondata da De-mis Hassabis (ex bambino prodi-gio e attuale neuro scienziato). Insomma, un palcoscenico affolla-to da migliaia di comparse, domi-nato da alcuni protagonisti moltoacclamati e ispirato come al solitoa registi e/o sceneggiatori osanna-ti come il Mit o il Fraunhofer.

    RischiTralasciando cupi presagi allaBlade runner o moniti morali stile

    Da un lato abbiamo i dipendenti che prendono

    ordini da macchine e dallaltro i manager che

    devono impararea darne ai robot

    09.CFMT.BIALAS 10 09 2014 12:27 Pagina 33

  • to pu essere craccato, piratato emanipolato, compresi automobi-li e magari aspirapolveri. Blocca-re i freni, manipolare il contachi-lometri, far partire la musica olairbag, controllare la centralinadellauto tramite connessioneBluetooth o accedere a dispositi-vi come smartphone o tablet al-linterno della vettura fanno par-te del rischio futuro. Terzo: il rischio lavorativo. Da spa-ce invaders a job invaders.Tecnologia e computerizzazionehanno gi da tempo sostituito gliesseri umani in moltissimi posti dilavoro. Tuttavia, la nuova ondatadi sviluppo tecnologico poten-zialmente in grado di aggredireposizioni e professioni ritenute al

    sicuro da informatizzazione e di-gitalizzazione. Per Benedikt Freye Michael Osborne, dellUniversi-t di Oxford, che hanno svoltounampia ricerca sui cosiddettiwhite collar robots, i lavori ad al-to tasso di rischio automatizzazio-ne nei prossimi due decenni rap-presentano il 47% delle categorieprofessionali in cui il lavoro abi-tualmente prevedibile e ordinato.Per esempio contabilit, moltepratiche legali, redazione di testitecnici e un sacco di altre occupa-zioni dei cosiddetti colletti bianchie impiegati di concetto.

    OpportunitCome dicono Erik Brynjolfsson eAndrew McAfee, i due ricercato-

    Futuro

    SETTEMBRE 201434

    Il pianeta proibito, focalizziamocisui rischi pi evidenti. Primo: gli uomini pagano un prezzo

    antropologico. Non ci sono pastigratuiti: un vantaggio di solitocomporta un inconveniente. Amaggior ragione quando trattia-mo di tecnologia che, per sua na-tura (o vocazione), sottrae compe-tenze umane quando le sostituisce(banalmente il navigatore sottraeil senso dellorientamento). Secondo: le macchine impazziscono

    e danno i numeri. In primis la mac-china per antonomasia: la nostraautomobile. Attenzione cloud alvolante. S perch il tema non tanto la centralina intelligente chefa cose stupide (e simpianta), malauto cognitiva che pensa e agiscemagari supportata da internet. ilcaso estremo dellauto senza con-ducente di Google (che nel vec-chio mondo offline, quando saltala connessione, smette di funzio-nare), ma anche delle auto di seriesempre pi sofisticate.Audi ha appena presentato il suonavigatore con funzioni preditti-ve sul futuro traffico di un percor-so. Ma se in futuro saranno i ro-bot a guidare, chi risponder le-galmente ed eticamente in caso diincidenti e soprattutto in caso didecisioni da prendere in situazio-ni di estremo pericolo (mi schian-to contro lalbero, evito il bambi-no piombato in strada e ferisco ilconducente o viceversa)? Intui-zione automatizzata? Ma pu esi-stere? E poi: se tutto internet tut-

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    ri del Mit e autori dei libri RaceAgainst the machine e Second Ma-chine age, il tema non allenarsiper una gara contro le macchinema con le macchine per compete-re meglio. Ma andiamo con ordi-ne. Quali sono i vantaggi prospet-tati? Maggiore produttivit e mi-nori costi? Maggiore affidabilit eminore conflittualit? Nel caso diBaxter, nuovo androide sviluppa-to da Rethink Robots, parrebbe dis. La societ di Boston lo defini-sce il pi affidabile degli impiega-ti, capace di lavorare fianco afianco con gli umani, ma soprat-tutto di adattarsi allambiente e diapprendere nuovi compiti in me-no di trenta minuti. Questo ciporta al vasto tema futuro della

    cosiddetta Industry 4.0 dove lemacchine comprendono lam-biente circostante e comunicanotra loro tramite un protocollo In-ternet. Fabbriche dominate da ro-bot e smart machine dunque, co-me la citatissima Foxconn prontaad assoldare oltre un milione dimacchinari robotic entro il 2015, ilche farebbe raddoppiare la demo-grafia robotica mondiale, ma nonsolo. I software e i tanto citati al-goritmi (per esempio in grado diprevedere eventi, anche in campofinanziario, utilizzando i big datadel motore) fanno e faranno il re-sto. Bancari in carne e ossa saran-no in futuro appannaggio solodel segmento premium. Per il re-sto sistemi computerizzati in gra-

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    La dodicesima giornata del ciclo fmt.day dedicata allintelligenza artificiale chesta per invadere il mondo aziendale. Dal-la gestione delle risorse umane alla gestio-ne delle risorse artificiali. Sembra un mo-nito uscito dalla pagine di Io, Robot diAsimov o dalle sequenze di 2001: Odis-sea nello spazio di Kubrick. Fantascienza,insomma. Invece una nuova realt concui il manager deve e dovr fare i conti.Algoritmi sofisticati e intelligenza artifi-ciale. La tecnologia pronta per lultimodefinitivo salto evolutivo: pensare e agi-re, apprendere e decidere, analizzare eprevedere. Un viaggio in un futuro sor-prendente. Cosa significa dare o prende-re ordini dalle macchine? Quanto pu es-sere cognitivo un computer o un robot?Cosa cambia in azienda nellera dellau-tomazione dei lavori complessi e di con-cetto? Quali i rischi e quali le opportuni-t? Non si tratta di ragionare in terminidi manager postumano ma di esserepronti per la sfida del secolo: sei un veroleader artificiale?Parteciper alla giornata un parterre dimanager, giornalisti e testimonianzedimpresa. Levento riservato ai dirigen-ti associati il dodicesimo fmt.day, nuo-vo format evento del Future Manage-ment Tools piattaforma promossa daCfmt per distillare e anticipare il futuroche ci attende che esplora tematiche difrontiera in un contesto informale e col-laborativo.

    Per informazioni: www.cfmt.it Anna Scirea ([email protected]) 02 5406311

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  • Futuro

    do di comprendere e risponderealle domande del cliente (previ-sto da Citybank). Questo discor-so vale per infiniti settori e pro-fessioni, in particolare per il cu-stomer service o per la selezionedel personale. Amazon, per esem-pio, ha sperimentato con program-

    mi evoluti lelaborazione automa-tica e adattiva dei prezzi; Xeroxha automatizzato il recruiting per ipropri call center. Ma il vero van-taggio un altro: liberare risorseumane per quello che conta sul se-rio: contenuti, strategie, idee e in-novazioni.

    LeadershipDa un lato abbiamo i dipendentiche prendono ordini da macchine(human automation), pratica abi-tuale nei centri di logistica e con ri-svolti antropologici curiosi (dipen-denti Amazon trattati come ro-bot denuncia una recente inchie-sta della Bbc) e dallaltro i managerche devono imparare a dare ordiniai robot. Dirigere a ritmo di algo-ritmo unorchestra composta darobot umanizzati e umani robotiz-zati. Suona strano, ma significa so-lo entrare in unottica di gestione(e direzione) delle risorse artificia-li, in prospettiva intelligente e ingrado di mettere in discussionedecisioni (come in un classico filmdi fantascienza). Non solo: il lavo-ro, anche cognitivo, non facilmen-te automatizzabile, verr trasfor-mato in unit e compiti pi picco-li (fordismo digitale). Le tecnolo-gie interattive e lenorme mole deidati richiederanno una nuova lea-dership basata anche sul pensierocomputazionale. Ma attenzione:non chiamate intelligenze artificia-li solo quelle che la pensano comevoi. Come per i collaboratori uma-ni, anche per quelli tecnologici cir-condarsi di sole lusinghe e yesman pericoloso per linnovazio-ne del business. Poi resta il dubbio delluomo stes-so, capace di costruire macchinetanto complesse e nel contempoforse incapace di controllarle e go-vernarle, e del futuro Roboboss: imiei robot mi seguono ancora?

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    Macchine (quasi) furbe alloperaDa Brigo, il coffeeShop robotizzato che sostituisce il barista nelle sue mansioni princi-pali, a Doublerobotics che propone un videoavatar comandato a distanza per riunioniin ubiquit; da Viasto che propone colloqui di assunzione quasi automatizzati, a Ente-lo che offre servizi recruiting di spionaggio predittivo (quando una persona targetha interesse a cambiare); da Hointer, il negozio ricco di diavolerie robotiche di NadiaShouraboura, lex technology vicepresident di Amazon, fino ai droni tuttofare (peresempio Trimble UX5) utilizzati in agricoltura (Yamaha) o nelle ricerche esplorative (Co-nocoPhillips), gli esempi sono tantissimi e talvolta anche buffi, ma quello che impres-siona di pi (almeno chi come me scrive) perch va a intaccare una professione intel-lettuale, il cosiddetto giornalismo artificiale o storytelling automatizzato. il caso di automatedinsights.com e narrativescience.com: sofisticati motori di intelli-genza artificiale che interpretano e trasformano dati e numeri complessi in una noti-zia o in un articolo divulgativo. Certo nessun robot, per ora, ha ancora vinto un Pulit-zer ma intanto siniziano a sostituire giornalisti di fascia bassa. La profezia? Nel 2030il 90% dellinformazione generalista disponibile su web sar gestita da software e sen-za che un dito sfiori una tastiera.