DOCUMENTI INEDITI PER LA STORIA DELLA CHIESA DI S. FRANCESCO GRANDE IN MILANO

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<ul><li><p>DOCUMENTI INEDITI PER LA STORIA DELLA CHIESA DI S. FRANCESCO GRANDE IN MILANOAuthor(s): ARISTIDE CALDERINISource: Aevum, Anno 14, Fasc. 2/3 (APRILE-SETTEMBRE 1940), pp. 197-230Published by: Vita e Pensiero Pubblicazioni dellUniversit Cattolica del Sacro CuoreStable URL: http://www.jstor.org/stable/25819296 .Accessed: 10/06/2014 12:45</p><p>Your use of the JSTOR archive indicates your acceptance of the Terms &amp; Conditions of Use, available at .http://www.jstor.org/page/info/about/policies/terms.jsp</p><p> .JSTOR is a not-for-profit service that helps scholars, researchers, and students discover, use, and build upon a wide range ofcontent in a trusted digital archive. We use information technology and tools to increase productivity and facilitate new formsof scholarship. 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Istituto Lom bardo di scienze e lettere (1) riferivo intorno a ricerche d'archivio e a scavi eseguiti dentro e intorno il lato m ridionale dell'attuale Caserma Garibaldi fra piazza S. Ambrogio e via S. Valeria a </p><p>Milano, con 1'intento di illustrare la storia di una d lie localit </p><p>pi antiche e pi illustri di Milano nei rapporti soprattutto dei ricordi del vescovo Ambrogio e dei dintorni della sua Basilica. </p><p>Raccolgo qui alcuni testi e altri documenti inediti che giusti ficano le mie conclusioni. </p><p>I </p><p>Un accenno di Bonaventura Castiglione </p><p>Di questo interessante prevosto di S. Ambrogio che visse dal 1487 al 1555 e nel 1541 pubblic la sua opera fondamentale De Qallorum Insubrium antiquis sedibus resta in una copia ma noscritta della Trivulziana (Ms. 560) un libro in dito Vite e gesti delli SS. XI Arcivescovi di Milano predecessor i al Santissimo Am </p><p>brosio, nel quale si contengono alcuni cenni caratteristici del dotto prelato intorno alla Chiesa che ci int ressa: </p><p>(1) Indagini intorno alla Chiesa di S. Francesco Grande in Milano, vol. 73, Class. Lettere (1939-40) fase. Io (cito le pagine dell'estratto). </p><p>- 197 - </p><p>Aevum - Anno XIV - 14 </p><p>This content downloaded from 195.78.109.164 on Tue, 10 Jun 2014 12:45:38 PMAll use subject to JSTOR Terms and Conditions</p><p>http://www.jstor.org/page/info/about/policies/terms.jsp</p></li><li><p>ARISTIDE CALDERINI </p><p>(p. 26) l'A. dopo aver parlato di Filippo amico di S. Caio, al </p><p>quale cedette un orto vicino a S. Vittore e un altro orto verso il brolio dei Monaci di S. Ambrosio continua : nelli detti horti </p><p>era edificata la stanza di Filippo, della quale fu construtta la basi lica a tutti li santi per il beato Castriciano et molti anni doppo sotto Pimperio di Mass miano e di Diocletiano la medesima piglid il cognome degli Santi Nabore et Felice ivi sepeliti. In questa santa Basilica fece construere il Beato Caio nelPultimo della vitta sua una grande sepoltura per luogarvi li corpi de' fedeli, et per lungo successo di tempo la detta sepoltura ritiene il cognome del </p><p>Polyandron Caij . Continua accennando alPordinazione sacerdotale di alcuni diaconi milanesi e di S. Castriziano degli Oldani e poi segue cosi in una privata scrittura per mio giuditio fedele | (p. 27) vi si conteneva ch'el Beato Caio tenne la ferma sua stanza a canta del Palagio di Filippo et cosa al vero simile, leggendossi ch'egli gi rivolto fosse tutto a saziare Christo et questo viene confir mato che nel successo di tempo Castriciano a Santo Caio succes sor fece amplificare entro la detta stanza la sudetta Basilica, la </p><p>quale consacr a tutti li Santi et in essa ripuonuti (come detto ) app molti anni gli corpi de Santi Nabore e Felice martin e ritiene il nome da essi santi; rimanendo nel centro della detta Chiesa il Polyandrion Caij (1), et cosi persevero il cognome et titolo suo, sino tanto ch'ella Chiesa pervenne nella amministra tione de' Frati Minori, pigliato il terzo titolo di S.t0 Francesco (2), entro la quale si veggono hoggi dismarriti i vestiggi di esso Po </p><p>lyandrion, o sia sepultura di Caio. F cilmente, secondo la immaginatione mia affirmarei ch'ella </p><p>sepoltura situata fosse nel proprio luogo, dove a' dP nostri sta construtto il choro d'essi frati, per giusta misura posto nel mezzo dePantica Basilica di essi Santi Martiri (3) et in tale openione fui assai confirmato ritrattomi a memoria che gi molti anni mi venne riferto per alcuni degni di assai maggior fede, quali per relatione </p><p>(1) Corne si vede, qui l'A. ha del poliandron un'idea alquanto ridotta, perch lo suppone limitato alla parte centrale dell'antica Basilica; altre opinioni sono nella tradizione assai nota. </p><p>(2) Sui passaggio della Basilica dei SS. Nabore e Felice ai Minori Francescani nel 1256 si veda Paltro mio scritto a pp. 4 e seg. </p><p>(3) Lo scritto anteriore al 1570, quando i Minori trasportarono faltare nella cappella mediana in fondo alla Chiesa; prima, come si vede qui, e risulta da numer se altre prove, il coro e Faltare erano quasi nel centro della Chiesa; cfr. ibid. pp. 21. </p><p>- 198 - </p><p>This content downloaded from 195.78.109.164 on Tue, 10 Jun 2014 12:45:38 PMAll use subject to JSTOR Terms and Conditions</p><p>http://www.jstor.org/page/info/about/policies/terms.jsp</p></li><li><p>Tav. 1* </p><p>- Lafrery 1560 b </p><p>- Nunzio Galliti 1578 </p><p>c - Barateri d - Richini 1603 </p><p>This content downloaded from 195.78.109.164 on Tue, 10 Jun 2014 12:45:38 PMAll use subject to JSTOR Terms and Conditions</p><p>http://www.jstor.org/page/info/about/policies/terms.jsp</p></li><li><p>DOCUiWENTI INEDITI PER LA STORIA DELLA CHIESA DI S. FRANCESCO ECC. </p><p>di vecchi | (p. 28) suoi affermavano, che facendo quelli venerandi Padri cavare Ia grotta per la quale per commodit essi religiosi </p><p>trappassano dal picciolo chiostrello per sotto terra nel choro (1) vi si scovrirono sotto un pezzo di una grande volta (senza dubio il restante del Polyandron, qual ancora stava in piedi) molti corpi, tra' quali non dubbio che vi erano il corpo di Caio e di molti </p><p>altri Vescovi Santi suoi successori et principalmente le sacratissime </p><p>spoglie di Nabore e di Felice martin (2), non ritrovandossi di </p><p>loro memoria (come di molti altri si legge) che per mano del </p><p>glorioso Ambruogio in loco alchuno luogati fossero e stimar bene che per quelli venerandi frati, riformandossi la Basilica, fos sero reponuti nelPAltare della Capella grande per quella religione ampliata. </p><p>Ma come hor voglia si sia, certo questo, che la stanza di </p><p>Filippo, concessa gi in parte al Beato Caio fu drizzata in Basilica a tutti li Santi dal Beato Castriciano successore e da puoi sotto </p><p>Pimperio di Massimiano e Diocleziano pigli il cognome di Santo Nabore et di Santo Felice, ivi da santo Materno sepeliti, ultima mente di Santo Francesco detta grandita in molta ampiezza e </p><p>rinovata in tanto che app na se ne cognoscono gli segni e ve </p><p>stiggi delPantica Basilica et perduto il nome di esso Polyandrion I (p. 29) et con quello tante memorie di Martiri e di Confessori ; in causa stato havere rinovate religioni col detrimento delle antiche institutioni Ambrosiane. Mi perdonino miei Sig.ri Milanesi </p><p>compatriotti, s' io trapasso in questi raggionamenti gli termini delPinstituto mio . </p><p>Caratteristica e unica fra tutte le fonti questa deplorazione del Castiglione delle manomissioni della Chiesa ad opera dei Fran </p><p>cescani, ribadita poi nelle righe seguenti, in eui vorrebbe che non fossero date aile nuove religioni i templi antichi, ammonendo i Milanesi a non essere liberali de Paltrui fatiche e delle memorie de* suoi maggiori traslatando in conventi di frati e di suore gli antichissimi tempij sacrati fuori della Congregatione Ambrosiana, Nodrice e Madre delli primi rudimenti non solo della Chiesa Mi </p><p>(1) Questa notizia non l'ho.trovata altrove; essa attesta un passaggio sotterraneo fra il coro e cio il centro della Chiesa e il Chiostro, pas saggio di eui spero di ritrovare le tracee negli assaggi in corso. </p><p>(2) La notizia qui contrasta con quella riferita da altra fonte circa la </p><p>scoperta del sarc fago dei SS. Nabore e Felice sotto Faltare maggiore prima del 1570; cfr. op. cit. pp. 12 e seg. </p><p>- 199 - </p><p>This content downloaded from 195.78.109.164 on Tue, 10 Jun 2014 12:45:38 PMAll use subject to JSTOR Terms and Conditions</p><p>http://www.jstor.org/page/info/about/policies/terms.jsp</p></li><li><p>ARISTIDE CALDERINI </p><p>l ese ma di tutto | (p. 30) il Christianesimo (1). Evidentemente Tantico p rroco di S. Ambrogio non aveva buon sangue coi Fran </p><p>cescani, suoi vicini nel sec. XVI, in un momento in eui la Chiesa di S. Francesco era nel suo massimo fiore e quando Leonardo da Vinci stava lavorando o aveva da poco finito per la cappella della Concezione la Vergine delle Rocce ed altri lavori. </p><p>II </p><p>La descrizione della Chiesa di S. Francesco Grande ad opera di Giacomo Filippo Besta </p><p>Giacomo Filippo Besta, notaio e procuratore in Milano nella seconda met del sec. XVI ci ha lasciato un'importante descrizione </p><p>della Chiesa di S. Francesco nel suo libro : Origine et meraviglie della citt di Milano e delle imprese dei cittadini suoi contenuto </p><p>per intiero nel Ms. Trivulz. 180-183; tale descrizione in dita ed </p><p>appare finita nel 1598, quando cio l'A. chiedeva licenza per la </p><p>stampa (2); importante perch ci d una descrizione della Chiesa </p><p>posteriore all*ampliamente e aile modificazioni del 1570-1571, ma anteriore cos al Villa, come al Trissino, al Bescap e al Torre (3), che furono, soprattutto Y ultimo, considerati finora, come i pi autorevoli e i pi completi illustratori della Chiesa dopo tale rior </p><p>dinamento; prima in ordine di tempo invece, come si vede qui, la descrizione del Besta, che vale pertanto la pena di riportare anche come fonte probabile di alaine di quelle or ora ricordate : </p><p>(p. 388) Della Chiesa de* SS. Nabore et Felice hora intitolata S. Francesco et o ff data da Fr ali Minor i Francescani. Cap. 16. </p><p>(p. 389) Questo religioso et santo luogo dove fabricata questa Chiesa, fu consacrato da Castritiano de* Oldani gi pi de 1500 anni sono in honore di Christo Ges signor nostro et di tutti i santi, et dedicata poi a* SS.11 Nabore et Felice della famiglia de' Moriggi </p><p>(1) Nel seguito delPopera altri cenni alla Basilica di Filippo a pp. 37, 84, 103, 106. </p><p>(2) C. CANTU, Scorsa di un lombardo negli archivi di Venezia, Milano 1856, p. 2 n. 2; cir. - PRBDARI, Bibi. Milan, p. 502. </p><p>(3) Per altre informazioni in proposito si veda la mia nota citata sopra a pp. 12 e seg. </p><p>- 200 - </p><p>This content downloaded from 195.78.109.164 on Tue, 10 Jun 2014 12:45:38 PMAll use subject to JSTOR Terms and Conditions</p><p>http://www.jstor.org/page/info/about/policies/terms.jsp</p></li><li><p>Tav. 2a </p><p>Veduta panor mica di O. B. Bonacina (1640) </p><p>This content downloaded from 195.78.109.164 on Tue, 10 Jun 2014 12:45:38 PMAll use subject to JSTOR Terms and Conditions</p><p>http://www.jstor.org/page/info/about/policies/terms.jsp</p></li><li><p>DOCUMENTI INEDITI PER LA STORIA DELLA CHIESA DI S. FRANCESCO ECC </p><p>milanesi, come alcuni scriveno (1), i quali furono coronati del santo martirio presso la porta di Lodi Vecchio sotto Massimiliano Herculio 1' anno della salute circa 290 et portati a Milano da S. Savina et, consegnati al Santo Arcivescovo Materno, li ripose in </p><p>questo logo che da indi in poi fu chiamato dal nome loro; data </p><p>poi ad officiare a i Frati di S.t0 Francesco che gli diede Fordine, prese '1 nome di San Francesco (2). </p><p>Questa Chiesa in Porta Vercellina assai vicina a quella di Santo Ambrosio negPorti che erano di Filippo di Oldani cittadino et console di Milano, dedicati et donati da lui per sepoltura di cristiani martiri et per dissi non solo questo santo luogo, ma tutto il contorno esser havuto in particolare veneratione; poi che si trova scritto che questi orti comprendevano anco il sito, ove la Chiesa di S.t0 Ambrosio et il monastero annesso et il Card. Sir leti (3) nella vita di S.to Castriciano Arcivescovo dimanda questa chiesa di S.t0 Francesco Cimiterio de' santi, per il che tu per alcun </p><p>tempo di devotion tanta, che non solo quei della citt , ma da' paesi vicini vi concorrevano per riportar salute dalle infermit loro, come scritto in una tavola di marmo a man sinistra nelPentrar del coro di questa chiesa, che fu tratta da un'altra scrittura di lettere antichissime (4). L'anno 1233 fu concessa a detti frati Minori. Prima che si entri in essa dalia porta principale che guarda F Altar </p><p>I (p. 390) grande vi un piazzale quadrato hove a man dritta eran gi alcune arche di depositi di pietre vive ; et dalF istessa </p><p>parte gli la stanza, hove fanno capitolo i Scolari delFAltare della </p><p>Concettione, del qu le dir apresso et da man sinistra che servi vano per confessionarij. Questa veneranda Chiesa stata in diversi </p><p>tempi aggrandita nella guisa che hora si vede, molto riguardevole fra le altre di Milano per F architettura et antichit sua. Sopra Faltar grande si posa un sontuosissimo et gran tabernacolo (5) o santuario per il Sant.mo Sacramento, fatto di elemosine et vi </p><p>(1) Allude alla tradizione che i santi fossero di Casa Morigia; cir. MORIGI, Historia delVantichit di Milano II, 25 p. 376. </p><p>(2) In margine : Trist(ano), Boss(o), Arluno [ctr. CALCO, Hist patr. I, in ORAEV., III col. 108 D; ARLUNI, in Ms. Triv. 1447, ff. 19V e seg.]. </p><p>(3) In margine : Sirletti [Si cita la vita di S. Castriziano del card. Gu glielmo Sirleto 1514-15851. </p><p>(4) Evidentemente allude all'iscriz. edita dal PUCCINELLI, Monuments antichi di Milano, Milano 1650, p. 70 n. 16, e ripubblicata dal FORCELLA, Iscrizioni delle chiese di Milano, Milano 1890, III, p. 96 n. 116. </p><p>(5) Mi pare che non si parli altrove di questo sontuoso tabernacolo attestato dal Besta. </p><p>- 201 - </p><p>This content downloaded from 195.78.109.164 on Tue, 10 Jun 2014 12:45:38 PMAll use subject to JSTOR Terms and Conditions</p><p>http://www.jstor.org/page/info/about/policies/terms.jsp</p></li><li><p>ARISTIDE CALDERINI </p><p>sono moite indulgenze per i corpi santi che in esso si riposano ; ivi sono delle ceneri di S.t0 Barnaba, trasp rtate dalla capella dedicata a detto Santo dal Beato Borromeo (1). Vi sono i corpi di detti Santi Nabore et Felice, quali scriveno alcuni che Federico Barbarossa desse al vescovo di Colonia che era seco quando rovin Milano (2). ll S.t0 Corpo del Arcivesc(ov)o Materno et quello di S.t0 Candido, il eui capo si mostra ; la Capella dove il choro et PAltar Grande la fece fare Panno 1300 Roberto da San Seve </p><p>rino, dove viddi gi la sua area coperta di broccato locata in alto con molti stendardi per esser stato guerrier molto famoso ; et hora in quattro gran quadri si vedeno bellissime figure del testa mento vecchio et nuovo fatte a spese di alcuni Cittadini et d'alcune Univer...</p></li></ul>

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