Filangieri Storia ecclesiastica - rm.univr.itrm.univr.it/biblioteca/scaffale/Download/Autori_F/RM-Filangieri... 

  • View
    214

  • Download
    0

Embed Size (px)

Text of Filangieri Storia ecclesiastica -...

Luca Filangieri La storia ecclesiastica. Parte II. Medioevo (1948-2007)

[A stampa in La Societ Ligure di Storia Patria nella storiografia italiana. 1857-2007, a cura di Dino Puncuh, Atti della Societ ligure di Storia Patria, n.s. , 50 (2010), 1, pp. 295-322 dellautore Distribuito

in formato digitale da Reti medievali].

ATTI DELLA SOCIET LIGURE DI STORIA PATRIA

Nuova Serie Vol. L (CXXIV) Fasc. I

La Societ Ligure di Storia Patrianella storiografia italiana

1857-2007

a cura di

Dino Puncuh

*

GENOVA MMXNELLA SEDE DELLA SOCIET LIGURE DI STORIA PATRIA

PALAZZO DUCALE PIAZZA MATTEOTTI, 5

295

La storia ecclesiastica. Parte II. Medioevo (1948-2007)

Luca Filangieri

Nel contesto della forzata divisione tematica che caratterizza limpiantodi questo volume, la definizione di un settore di studi storico-ecclesiastici sulmedioevo risulta assai complicata. infatti noto come, per tutta la duratadel periodo medievale, storia politico istituzionale, storia sociale, storiaeconomica, storia della Chiesa e della religiosit, storia dei fenomeni cultu-rali si fondano in una comune matrice caratterizzata da una variet di sfac-cettature spesso collegate fra loro; tale variet ovviamente colta in manie-ra pressoch completa anche nelle pubblicazioni della Societ Ligure di Sto-ria Patria degli ultimi sessantanni. Prima di intraprendere un percorso cherisulter inevitabilmente guidato dalle scelte soggettive operate da chi scri-ve, si dovr perci prendere atto dellinesistenza di una storia ecclesiasticatout-court, cio di un ambito isolato che non si sviluppi, attraverso presup-posti, parallelismi o conseguenze, anche verso altri aspetti del vastissimocampo degli studi sul periodo medievale.

Proprio a causa di questa diversificazione dei punti di indagine, il bilan-cio tematico qui introdotto si presenter come una sorta di negazione dellasua stessa monotematicit, allinterno della quale differenti approcci ai pro-blemi storiografici risulteranno accostati in maniera talvolta piuttosto vio-lenta. Ci accade perch si deciso di suddividere questa rassegna pergruppi di pubblicazioni effettivamente paragonabili, evitando di seguire per-corsi tematici che spesso risulterebbero costituiti soltanto da singoli ap-profondimenti. Pertanto, si distinguer la saggistica pubblicata negli Attidagli interventi pronunciati in occasione di convegni o conferenze e dallepi recenti opere monografiche collettive, mantenendo comunque la corni-ce generale delle vicende societarie e di un riscontro tendenziale che, se siguarda alle scelte editoriali della prima met del Novecento, sembra inserir-si a pieno titolo nellottica di un rilancio degli studi storico-ecclesiastici.

296

Il rilancio degli studi storico-ecclesiastici: vicende societarie e pubblicazioniperiodiche.

Quando sul finire del 1947, sotto la presidenza di Vito Vitale, la So-ciet Ligure di Storia Patria riprende la propria attivit dopo il secondoconflitto mondiale, le condizioni in cui si ritrova a operare rispecchianoquello che il clima generale di ricostruzione di un sistema nazionale solido eautonomo, anche in ambito culturale. Da una parte la necessit di curare leferite provocate dalla trasformazione in Regia Deputazione, che avevanoportato allallontanamento di alcuni soci non disposti allallineamento politi-co, e dallaltra alcune difficolt di natura non soltanto logistica (lo sfrattodalla storica sede di Palazzo Rosso e la conseguente pesante perdita di ma-teriale librario) 1 condizionano infatti in maniera tangibile la produttivitscientifica dellassociazione. In tale contesto, non deve certamente stupireil rilievo di uneffettiva stagnazione degli interessi medievistici del sodaliziogenovese, che si esauriscono quasi esclusivamente nella pubblicazione di uncorposo saggio di Vito Vitale sugli aspetti sociali ed economici della vitacittadina nei secoli XII e XIII 2, oltre alla tanto attesa uscita del Breviariodello stesso presidente, avvenuta nel 1955 3.

Un ruolo ancor pi secondario sembra essere riconosciuto al settore ec-clesiastico della ricerca storica medievistica, per il quale riservato soltantouno spazio nel primo numero post-bellico, che ospita uno studio di Domeni-co Cambiaso sulla storia dei movimenti confraternali in ambito ligure 4. An-

1 Per quanto riguarda la storia non soltanto post-bellica della Societ, un punto di ri-ferimento assoluto costituito dalla ricostruzione di D. PUNCUH, I centocinquantanni dellaSociet Ligure di Storia Patria, in ASLi, n.s., XLVII/II (2007), pp. 3-14 (la citazione a p. 9). Iltesto disponibile in formato digitale allurl [luglio 2010] http://fermi.univr.it/rm/biblioteca/scaffale/p.htm#DinoPuncuh .

2 V. VITALE, Vita e commercio nei notai genovesi dei secoli XII e XIII, in ASLi, LXXII/I(1949).

3 V. VITALE, Breviario della storia di Genova. Lineamenti storici ed orientamenti biblio-grafici, Genova, Societ Ligure di Storia Patria, 1955. Vito Vitale morto in quello stesso anno,poco prima della pubblicazione della sua ultima opera. Nel 1957 la Societ gli ha dedicato unintero fascicolo degli Atti, con note biografiche scritte da Agostino Virgilio, nuovo presidente,un profilo storiografico affidato a Roberto Sabatino Lopez, e una bibliografia completa curatada Teofilo Ossian De Negri: Vito Vitale, in ASLi, LXXIV/I (1957).

4 D. CAMBIASO, Casacce e Confraternite medioevali in Genova e Liguria, in ASLi, LXXI(1948).

297

cora a met Novecento sembra insomma continuare quella forte contra-zione degli studi di interesse ecclesiastico che Valeria Polonio, nel suo con-tributo a questo volume, ha collocato ancor prima dellinizio della GrandeGuerra 5. Tuttavia, se nei primi anni del secolo scorso le cause di questa lati-tanza di temi ecclesiastici andavano ricercate in una serie di fattori persinolontanissimi tra loro (la scomparsa di esponenti illustri della prima genera-zione di soci, gli anni del conflitto mondiale, le frizioni di carattere ecclesio-logico culminate con lallontanamento del modernista Giovanni Semeria) 6,alla met del Novecento la questione sembra essere meglio delineata, anchese sempre derivata da un insieme di fattori di ordine diverso.

Da un lato, con lepiscopato di Carlo Dalmazio Minoretti (1925-1938), la comunit cattolica pur nel contesto dei complicati rapporti conil regime fascista conosce un periodo di intenso fervore religioso e cultu-rale, che si concretizza in unorganizzazione strutturale che durer ben ol-tre il secondo conflitto, nella fioritura o nel rafforzamento di un associa-zionismo laicale ben inserito nel tessuto sociale urbano, nella riscoperta diposizioni decisamente cristocentriche, di sapore post-modernista, e so-prattutto nella polarizzazione, attorno al cardinale, di un gruppo di giovanisacerdoti (tra cui Giuseppe Siri) capaci di eliminare quanto di statico e ditradizionale staziona nella Chiesa di Genova 7. Dallaltro, dopo la cadutadel Fascismo, e con esso delle limitazioni e delle direttive che seppur inmaniera mai limpidamente intelleggibile regolavano lattivit scientificadella Societ durante il Ventennio, il principale ostacolo alla ripresa di unprogramma di studi che consapevolmente abbracci anche la storia ecclesia-stica costituito soltanto dalla netta predisposizione agli studi di storia po-litica e sociale da parte di chi governa il sodalizio.

In questo senso, non certamente un caso se il Breviario uscito nel1955, pur dovendo condensare per necessit il racconto di mille anni di storiain poco spazio, non riserva alle istituzioni ecclesiastiche quellimportanza

5 Si veda a tale proposito in questo volume il saggio di Valeria Polonio, p. 288.6 Per la storia della Chiesa genovese nei primi decenni del secolo XX si segnala il saggio

di D. VARNIER, Continuit e rotture (1870-1915), in Il cammino della Chiesa genovese dalle ori-gini ai nostri giorni, a cura di D. PUNCUH (ASLi, n.s., XXXIX/II, 1999), in particolare le pp.449-454.

7 D. VENERUSO, Certezze e contraddizioni: let contemporanea, Ibidem, pp. 465-526 (lacitazione a p. 491).

298

che ci si aspetterebbe di trovare in una storia cittadina del medioevo e dellaet moderna 8. Vito Vitale, per stessa ammissione di chi si occupato dellasua opera storiografica, rappresenta pienamente quella generazione di stu-diosi legati strettamente a una visione evenemenziale e idealistica delle di-namiche storiche: naturalmente portato a usare un registro di scritturapi illustrativo che critico, e a rifuggire (salvo pochissime eccezioni, maiindirizzate verso la storia ecclesiastica) da tutto ci che sia alieno a unosguardo rigidamente politico 9. La storia della Chiesa, quella che, negli stessianni a cavallo della guerra, due storici anchessi figli dellidealismo crocia-no propongono come elemento caratterizzante per poter inquadrarelidea stessa di medioevo 10, non stimola insomma in Vitale e nella Societche egli rappresenta una volont di approfondimento di tematiche locali, cherimangono perci quasi totalmente abbandonate 11.

Se per gli esponenti pi anziani alla guida del sodalizio genovese ilcampo ecclesiastico rimane dunque sostanzialmente inesplorato, lattentaopera pastorale e la costante e capillare presenza degli organismi diocesaninella vita sociale cittadina 12 non tardano a stimolare nei pi giovani la risco-perta della necessit di indagini sulle strutture che compongono la societasChristiana e sugli aspetti pi vari della religiosit medievale, in maniera oggivalutabile in una prospettiva certamente influenzata da un ragionamentoex post come opera di rilancio consapevole e determinata. comunquegrazie al personale interessamento del cardinal Siri che Dino Puncuh lau-

8 Per ci che concerne il periodo medievale, Vitale limita gli accenni alla storia ecclesia-s