Fusco Enrico

  • View
    239

  • Download
    18

Embed Size (px)

DESCRIPTION

Traduzione di sette saggi

Text of Fusco Enrico

UNIVERSIT DEGLI STUDI DI TRIESTEScuola Superiore di Lingue Moderne per Interpreti e Traduttori

TESI DI LAUREA IN TRADUZIONE

Traduzione di sette saggi di Yves-Marie Duval

LAUREANDO: Enrico FUSCO

RELATORE: Chiar.mo Prof. Graziano BENELLI CORRELATRICE: Chiar.ma Prof.ssa Manuela RACCANELLO

ANNO ACCADEMICO 2005/2006

In memoria della Prof.ssa Carmen Snchez Montero

INDICE

I.

INTRODUZIONE 1. Cenni sullautore 2. Cenni sulle opere 3. Rufino di Aquileia

p. p. p.

7 9 9

p. 10

II. TRADUZIONE CON TESTO A FRONTE

p. 15

III. COMMENTO LINGUISTICO E TRADUTTIVO 1. Tipologia e funzioni testuali 2. Approccio traduttivo 3. Aspetti morfosintattici 3.1. Struttura del periodo 3.2. Sistema verbale 3.3. Stile nominale 3.4. Particelle pronominali en e y 4. Aspetti lessicali 4.1. Toponimi e antroponimi 4.2. Forestierismi 4.3. Tecnicismi 4.4. Espressioni idiomatiche 4.5. Citazioni e intertestualit 5. Aspetti stilistici 5.1. Il registro 5.2. La mise en relief 5.2.1. La dislocazione a sinistra 5.2.2. I presentativi 5.3. Altre peculiarit stilistiche

p. 261 p. 263 p. 264 p. 265 p. 265 p. 269 p. 272 p. 273 p. 275 p. 275 p. 276 p. 277 p. 278 p. 279 p. 279 p. 279 p. 280 p. 281 p. 281 p. 282

6. Punteggiatura 6.1. Punto fermo 6.2. Virgola 6.3. Punto e virgola 6.4. Due punti 6.5. Punto interrogativo 6.6. Punto esclamativo 6.7. Puntini di sospensione 6.8. Virgolette 6.9. Parentesi e lineette 7. Procedimenti traduttivi 7.1. Trasposizione 7.1.1. Trasposizione delle categorie grammaticali primarie 7.1.2. Trasposizione delle categorie grammaticali secondarie 7.1.3. Trasposizione e organizzazione sintattica 7.2 Modulazione 7.3. Trascrizione 7.3.1. Trascrizione e onomastica 7.3.2. Trascrizione e titoli 7.4. Strategie di espansione e di riduzione

p. 284 p. 284 p. 284 p. 286 p. 286 p. 287 p. 287 p. 288 p. 288 p. 289 p. 289 p. 289 p. 290 p. 293 p. 294 p. 296 p. 297 p. 297 p. 297 p. 298

BIBLIOGRAFIA

p. 301

I. INTRODUZIONE

7

1. CENNI SULLAUTOREGi professore allUniversit di Tours e di Poitiers, attualmente professore emerito di lingua e letteratura latina allUniversit di Paris X-Nanterre, Yves-Marie Duval uno dei massimi esperti viventi in materia di letteratura cristiana antica e di patrologia. Attivo da quasi cinquantanni (il suo primo articolo risale al 1958), Duval autore di numerosi saggi sui pi grandi Padri della Chiesa del quarto e del quinto secolo: da SantAgostino, uno dei padri fondatori del Cristianesimo, a SantAmbrogio, vescovo di Milano e consigliere dell'imperatore Teodosio, da Ilario di Poitiers, grande avversario dell'arianesimo, a San Girolamo, redattore della versione latina della Bibbia adottata ufficialmente nel Medioevo. Duval ha altres dedicato unattenzione particolare ad Aquileia, importante centro culturale della cristianit tra gli ultimi decenni del secolo quarto e gli inizi del successivo, e ad alcune considerevoli figure dellItalia nordorientale, quali Rufino di Aquileia (345-410/411), monaco che tradusse in latino, con ampi rifacimenti, le opere di vari scrittori ecclesiastici greci, Cromazio di Aquileia, amico di San Girolamo e vescovo della cittadina dal 388 al 408, e Sulpicio Severo, illustre biografo di San Martino di Tours. Perennemente in viaggio tra Italia, Svizzera e Inghilterra, Yves-Marie Duval al momento impegnato nella stesura di un nuovo saggio, avente per oggetto Rufino e le Recognitiones di Clemente Romano.

2. CENNI SULLE OPERECome si detto, le opere di Yves-Marie Duval offrono unaccorta analisi della Storia della Chiesa e dellantichit cristiana, incentrandosi sulle principali personalit del tempo, sui luoghi di maggiore rilevanza storico-religiosa (Aquileia e Roma per lOccidente, Alessandria e Gerusalemme per lOriente), sui primi Concili Ecumenici e sulle relative ripercussioni, senza tralasciare di descrivere con dovizia di particolari le aspre lotte ai filoni ereticali portate avanti dai pi celebri difensori del Cristianesimo.

9

La traduzione effettuata in occasione del presente elaborato riguarda sette saggi del patrologo francese, composti tra il 1976 e il 2001. Gli articoli tradotti vertono, in particolare, su Aquileia e sulle invasioni barbariche, sui rapporti tra la cittadina friulana e la Palestina, su Rufino di Aquileia e sulla controversia con lamico Girolamo (entrambi, ricordiamolo, figure fondamentali nel campo della traduzione cristiana) intorno allortodossia della dottrina di Origene, grande filosofo e teologo di lingua greca.

3. RUFINO DI AQUILEIATirannio Rufino nasce a Iulia Concordia, a 30 miglia da Aquileia, intorno al 345, da famiglia agiata, se ebbe la possibilit di completare gli studi a Roma, dove conobbe Girolamo di Stridone (347-420), cui fu legato da profonda amicizia fino allinsanabile dissidio provocato dalla questione origeniana. Dalla capitale rientr in patria intorno al 366; fino alla partenza per lOriente nel 373, Rufino fu membro del gruppo ascetico di Aquileia. Conversione, istruzione catecumenale e battesimo avvennero dunque ad Aquileia, sua patria dadozione, giacch Concordia non aveva ancora, a quel tempo, una Chiesa gerarchicamente costituita. Nel 373 Rufino si metteva in viaggio per lEgitto, la terra dellanacoresi, dimostrando una profonda attenzione verso le sorgenti della pi genuina vita ascetica, quale quella che nella tradizione orientale veniva praticata da monaci e anacoreti. Lalta ascesi non eludeva la cultura religiosa, necessaria per ribattere gli eretici con argomenti calzanti, ma il panorama teologico di Aquileia era troppo angusto di fronte alle nuove urgenze: era dallOriente che provenivano le maggiori eresie e, oltre allAntico e al Nuovo Testamento, occorreva conoscere i metodi esegetici maturati nelle grandi scuole di Antiochia e di Alessandria, come pure le novit introdotte da Origene, lastro del tempo, che aveva scritto in greco. Durante i cinque lustri del suo lungo soggiorno orientale, Rufino ebbe sempre presenti due poli dinteresse: lascetismo monastico o anacoretico e la teologia di Origene. Salvo la breve interruzione di un viaggio in Siria nel 378, Rufino trascorse

10

in Egitto otto anni, fondamentali per la sua formazione dottrinale, presso la scuola di Didimo il Cieco, venerato maestro e capo della celebre scuola catechetica di Alessandria, che lo introdusse al pensiero e alle opere di Origene (185-253), il pi grande erudito dellantichit cristiana, sotto molti aspetti il pi importante tra i teologi della Chiesa greca. Partito per Gerusalemme non prima del 381, Rufino vi fond un monastero sul Monte degli Ulivi, la cui comunit si dedicava anche alla trascrizione di manoscritti di classici e di Padri della Chiesa, che Girolamo stesso commissionava dal proprio monastero di Betlemme per i propri studenti dopo essersi trasferito definitivamente in Palestina. Lo scontro con il grande Stridoniate si verific nel 393, allinsorgere della polemica tra Epifanio, vescovo di Salamina, e Giovanni, vescovo di Gerusalemme, intorno a Origene. La controversia origeniana, scoppiata appunto in seguito allattacco condotto dal vescovo Epifanio contro alcune tesi del maestro alessandrino (come un certo subordinazionismo da lui introdotto fra le persone della Trinit, lallegorismo spinto nellinterpretazione delle Scritture, la dottrina sullorigine delle anime e lescatologia), ebbe scarsa risonanza in Occidente, se si eccettua il contrasto tra Girolamo e Rufino. Epifanio, oltre a combattere Origene nei suoi scritti, si adoper anche per ottenere che fosse condannato, riuscendo, in Palestina, a tirare dalla sua parte Girolamo, fino ad allora fervente origeniano, ma incontrando una decisa ostilit da parte del vescovo Giovanni di Gerusalemme e dello stesso Rufino. Il voltafaccia di Girolamo provoc la rottura con Rufino, complice anche una certa gelosia insorta tra i due monasteri da loro stessi fondati rispettivamente a Betlemme e a Gerusalemme. Il doloroso contrasto tra gli amici di un tempo fu innescato dalla prefazione di Rufino (398) alla sua traduzione dellopera teologica pi importante di Origene, il Peri Archn o De principiis, in cui Rufino dichiarava di aver voluto eliminare i passi di carattere eterodosso che supponevano mere interpolazioni di eretici o comunque inaccettabili alla fine del quarto secolo, e in cui indirettamente presentava Girolamo come ammiratore e propagandista di Origene; in effetti lo Stridoniate era stato spinto a tradurre in latino pi di settanta opere minori di Origene, cos da renderlo

11

comprensibile ai Romani colti. Non era difficile concludere che Rufino avesse inteso avvalersi dellautorit di Girolamo per diffondere pi facilmente la sua traduzione, con il rischio di far passare questultimo per un fautore del teologo alessandrino. La reazione di Girolamo non si fece attendere; sollecitato anche da alcuni amici degli ambienti antiorigeniani di Roma, lo Stridoniate tradusse integralmente il De Principiis, onde mostrare i numerosi punti emendati da Rufino; mand poi una lettera a questultimo per lamentarsi del torto subito, difendendosi, in unaltra epistola indirizzata agli amici Pammachio e Oceano, della presunta taccia di origenista e attaccando i sostenitori di Origene. Rufino si difese con una breve Apologia indirizzata a papa Anastasio, volta a riaffermare la sua retta fede, e con la pi ampia Apologia contro Girolamo in due libri (400-401). Girolamo, temendo che un suo possibile coinvolgimento nella condanna dellorigenismo avrebbe potuto insidiare la larga fama da lui ormai acquisita, reag pesantemente con i tre libri dellApologia contro Rufino; questultimo, consigliato in tal senso anche da Cromazio, prefer non replicare pi, ponendo fine alla polemica e dedicandosi a unintensa attivit letteraria di traduzione di fonti greche. Al di fuori degli scritti sollecitati dalla controversia con Girolamo sulla ques