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IC VIA PADRE SEMERIA fileMelodia in Bianco e Nero progetto Fuoriclasse Regione Lazio 2016/2017 IC VIA PADRE SEMERIA MELODIA IN BIANCO E NERO 1

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Melodia in Bianco e Nero progetto Fuoriclasse Regione Lazio 2016/2017

IC VIA PADRE SEMERIA www.melodiainbiancoenero.it

MELODIA IN BIANCO E NERO 1

IntroduzioneLe azioni progettuali previste nel progetto "Melodia in Bianco e Nero" sono volte ad individuare formule di intervento innovative per gli studenti a maggior rischio di esclusione sociale, qualificando l'offerta scolastica. La dispers ione scolast ica non l imitata solo nel momento dell'allontanamento dalla scuola, bens comprende tutti quegli atteggiamenti che denotano una disaffezione nell'apprendimento e un disimpegno emotivo: il progetto "Melodia in Bianco e Nero" intende agire sulla "dispersione della motivazione". La base di partenza il linguaggio musicale in quanto ambito formativo privilegiato anche per gli alunni con difficolt e a rischio di esclusione sociale, grazie alla sua capacit di unire gli aspetti cognitivi, operativi, emozionali e affettivi, la dimensione del piacere con quella dell'impegno, la conoscenza di s e la costruzione di competenze sociali.

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Lo spettacolo/concerto, dal punto di vista didattico, affronta in maniera "antologica" l'esposizione del concetto di MUSICA POP, intesa nella sua accezione pi sostanziale di MUSICA POPOLARE, scardinando le barriere imposte dalle classificazioni accademiche e storiografiche. L'esecuzione, apparentemente disordinata, giustappone per famiglie ritmiche, melodiche e armoniche, in rapida successione, modelli di composizione estratti dall'intero panorama musicale, partendo da Vivaldi fino al Pop/rock di fine Novecento, svelando meccanismi compositivi, richiami in forma di citazione, allusioni e contaminazioni e palesandone la trasversalit diacronica e l'efficacia espressiva. Strumento divulgativo, non la frontalit dell'esposizione, ma il coinvolgimento conoscitivo del repertorio che manifesta la riconoscibilit dei brani eseguiti da parte dell'ascoltatore, la continua "cantabilit" corale delle scritture proposte, anche sfruttando il meccanismo comico dell'ironia, del "gioco di parole" musicale, della recitazione mimica, del non-sense, della citazione cinematografica e teatrale. L'esperienza conoscitiva improntata sul coinvolgimento emotivo in un percorso di ascolto/visione che si articola in tre parti/fasi della rappresentazione:

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1) Lo scardinamento degli stereotipi strutturali della composizione musicale attraverso la proposizione di giocolere esecutive e di missaggi inaspettati (spesso volutamente dissacrante) di brani in apparenza non congruenti. L'obiettivo il reset dell'atteggiamento consueto dell'ascolto musicale, per favorire la predisposizione ad una lettura alternativa e trasversale delle partiture e pi in generale di ogni scrittura artistica. 2) La concretizzazione scenica (per lo pi ironica) di elementi narrativi presenti nei brani proposti, come nel caso della Gazza Ladra, di Cosi Parl Zarathustra, che interagiscono in maniera suggestiva o umoristica con gli esecutori stessi. L'obiettivo l'epifania del potere evocativo della musica che affidato ad elementi emozionali ed irrazionali di risonanza interiore e che sfuggono sia alla catalogazione per genere sia all'analisi tecnica della partitura. 3) La proposizione repentina ed imprevedibile di brani "popolari", ossia appartenenti profondamente alla stratificazione culturale collettiva, giustapposti o "intrecciati" in forma rapsodica. L'obiettivo svelare le attinenze, le sonorit, le soluzioni compositive comuni e trasversali per generare un'immedesimazione positiva nella presenza musicale. Il passaggio lo stesso che si provoca dallo stupore per il gioco di prestigio alla consapevolezza divertita del trucco svelato. Questi tre passaggi costituiscono la struttura portante di un metodo operativo: si parte dall'ascolto disincantato, spontaneo ed emotivo (studio) del brano (testo), si procede con la raccolta di elementi individualmente riconoscibili e assimilabili in quella che potremmo definire un'elementare "poetica" (in senso binniano), si giunge all'invenzione di un nuovo testo attraverso la rielaborazione eterodossa dei messaggi raccolti. La fruizione del concerto agevolata da un esile, ma ingombrante elemento diegetico umoristico che centrato sullo svolgimento di un concerto destinato a mettere in luce fisime, gelosie, impacci e nevrosi dei musici in scena, in eterna competizione per la conquista della ribalta, ma inevitabilmente condannati a piegare i loro ego alla "sovranit" del brano da eseguire. Di seguito sono illustrate le parti del concerto con la relativa sequenza di brani e alcune schede di approfondimento.

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1. IL TEMPO La lezione concerto inizia in modo didascalico con una lavagnama subito, attraverso il contrasto tra i due personaggi, linsegnante e l addetta alle pulizie, gli orchestrali manifestano la loro insofferenza verso la teoria musicale. Gli orchestrali, marionette della scrittura musicale, interpretano la parodia del musicista troppo legato allo spartito. Nella teoria musicale il simbolo del tempo definisce il numero ed il tipo di note che una battuta pu contenere. Si trova sempre, senza eccezioni, all' inizio del rigo o della partitura musicale. Il concerto si apre quindi con un gioco sulle variazioni di tempo che continua ad essere cambiato sulla lavagna. APPROFONDIMENTO: Take Five

SEQUENZA BRANI:

Take Fiveautore: Paul Desmondsuonata da: The Dave Brubeck Quartetmusica JazzTake Five un classico della musica jazz, scritto da Paul Desmond e suonata dal The Dave Brubeck Quartet nell'album Time Out, del 1959.Take Five fu composta da Paul Desmond, il sassofonista del gruppo, sulla base di un tempo in 5/4 del batterista Joe Morello. Il pezzo divenuto celebre proprio per il suo caratteristico, sinuoso assolo di sassofono e per luso di un atipico ed irregolare tempo quintuplo in 5 beat. Il brano uno dei pochissimi pezzi

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take five 5/4mission impossible 5/4take five 5/4mission impossible 5/4take five 5/4valzer dei fiori 3/4hit the road, Jack 2/4take five 5/4valzer dei fiori 3/4take five 5/4quadri in esposizione 5+6/4take five 5/4Marcia alla turca 4/4take five velocit doppiaPopeye

https://it.wikipedia.org/wiki/Jazzhttps://it.wikipedia.org/wiki/Paul_Desmondhttps://it.wikipedia.org/wiki/The_Dave_Brubeck_Quartethttps://it.wikipedia.org/wiki/Time_Out_(The_Dave_Brubeck_Quartet)https://it.wikipedia.org/wiki/1959

jazz ad avere linusuale tempo di 5/4, da cui il doppio gioco del titolo, che in inglese significa prendersi cinque minuti di pausa.

Oltre ad essere un brano musicale ben riuscito, Take Five una dimostrazione di come funziona il tempo di 5/4. Grazie alla chiarezza dellaccompagnamento pianistico e alle frasi misurate e precise del sax, lascoltatore non ha difficolt a contare fino a cinque e seguire cos il ritmo del pezzo. A partire dal titolo, il brano svela il suo segreto allascoltatore e renderlo partecipe. E forse questa la spiegazione di un successo straordinario, assai superiore alle attese degli autori.

2.VARIAZIONI LINGUISTICHEMy Sharona dei The Knack apre (spartito al contrario Anorashyam) e chiude questa sezione, facendo emergere lanima rock di Beethoven: moderno, capace di rompere gli schemi formali e di usare lorchestra come strumento ritmico. Le variazioni dellInno alla Gioia di Beethoven, in diverse lingue compreso il dialetto napoletano sono uninterpretazione non ortodossa del concetto di internazionalit! Il tutto inframmezzato da richiami comici (Maple Leaf Rag), assonanze ritmiche (nella Vecchia Fattoria) e intrusioni contemporanee. APPROFONDIMENTO: Inno alla Gioia

SEQUENZA BRANI:

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AnorashyamMy SharonaInno alla Gioia Inno alla Gioia variazione 1Inno alla Gioia variazione 2Inno alla Gioia variazione 3Lucia di Lammermoor - la pazziaInno alla Gioia variazione 4Giochi senza frontiereInno alla gioia variazione 5Inno alla gioia variazione 6Maple Leaf Rag Inno alla gioia variazione 7Inno alla gioia variazione 8AlbachiaraMy SharonaNessun Dorma

Inno alla Gioiaopera: 9 Sinfoniacompositore: Beethoventesto poetico: Friedrich von Schiller

Inno alla Gioia: lInno alla Gioia l'adattamento del quarto ed ultimo movimento della Nona Sinfonia di Ludwig van Beethoven . E una marcia di gioia, festante, scintillante di colori argentini, che accompagna l'uomo che percorre il cammino gioioso della vita ma soprattutto un grandissimo messaggio di pace e di fratellanza; con tale composizione Beethoven volle formulare un aperto invito alla fratellanza universale e proprio per rendere tale messaggio il pi chiaro possibile, egli decise di far cantare nel finale un testo del poeta tedesco a lui contemporaneo, Friedrich von Schiller: l'Inno alla Gioia. L'ode una lirica nella quale la gioia intesa non come semplice spensieratezza e allegria, ma come risultato a cui l'uomo giunge quando si libera dal male, dall'odio e dalla cattiveria. Proprio per questa esortazione alla fraterna amicizia, la melodia su cui viene intonato questo Inno alla Gioia stata adottata come "Inno europeo" dal Consiglio d'Europa nel 1972 e viene utilizzato dall'Unione europea dal 1986. Come inno volutamente rimasto privo di testo ed utilizza il linguaggio universale della musica, riuscendo ad esprimere gli ideali di libert, pace e solidariet perseguiti dallEuropa.

Opera: La Sinfonia n. 9 in re minore con voci e coro finale Op. 125, nota anche solo come Nona sinfonia o Sinfonia corale, l'ultima sinfonia di Ludwig van Beethoven. Fu completata nel 1824, quando Beethoven era, ormai, completamente sordo. La prima assoluta avvenne venerd 7 maggio 1824 al Theater am Krntnertor di Vienna, con il contralto Caroline Unger ed il tenore Anton Haizinger.[1] una delle opere pi note di tutta la musica classica ed considerata uno de

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