iGuzzini - Churches

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Katalóg osvetlenia kostolov od iGuzzini. Catalogue of iGuzzini Churches.

Text of iGuzzini - Churches

  • La Luce per le Chiese

    iGuzzini illuminazione srl

    62019 Recanati, ItalySS 77, Km 102PO Box 56.75.103telefono 071.75881telefax 071.7588295iguzzini@iguzzini.ithttp: // www.iguzzini.itvideo: (+39) 071.7588453

  • Sommario

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    Prefazione 3

    Universit Pontificia LateranenseS.E. Mons. Angelo ScolaVescovo Emerito di Grosseto,Rettore Magnifico della Pontificia Universit Lateranense

    Uno spazio speciale per un linguaggio teologico 5Prof. Armando GinesiStorico e Semiologo dellArte,Professore Emerito di Storia dellArte

    Livelli di illuminamento dei poli liturgici 6PresbiterioArea destinata ai fedeliBattistero, coro, custodia eucaristica

    Livelli di illuminamento dello spazio architettonico 7LambienteAffreschi, tele e cappelle

    La collocazione dei centri luminosi 8Piano di calpestioVolteQuadri e affreschi

    Progetti di illuminazione 11

    Postfazione 75La bellezza della luce

    Padre Ferdinando CampanaDocente di Liturgia allIstituto Teologico MarchigianoMinistro Provinciale dei Frati Minori delle Marche

  • 2La Pontificia Universit Lateranense lUniversit del Sommo Pontefice, collegata con la Santa Sede consingolare rapporto ed luogo di studiodelle scienze ecclesiastiche in Roma econferisce i gradi accademici.

  • 3Universit Pontificia Lateranense

    Prefazione

    C da compiacersi per il sapiente intervento illuminotecnico - frutto di studio attento e di approfondita analisi - che la iGuzziniIlluminazione ha posto in essere in alcuni ambiti della nostraPontificia Universitas Lateranensis.Il dosaggio della luce artificiale ha tenuto conto della specificitfunzionale degli spazi e ne ha esaltato la destinazione allo studio,alla riflessione, talora alla meditazione. Cos come gli apparecchierogatori della luce sono stati scelti in piena consonanza con leforme e le linee dellarchitettura.Un esempio bello e intelligente di rispetto dellambiente: un feliceconnubio tra levoluzione tecnologica e il senso e lo spirito di ciche le pre-esiste. Come dire: una modernit efficiente saldamenteancorata alla sapienza della tradizione.

    S.E. Mons. Angelo ScolaVescovo Emerito di Grosseto,Rettore Magnifico dellaPontificia Universit Lateranense

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  • La cupola al di sopra della Santa Casanella Basilica di Loreto con gli affreschidi Cesare Maccari.

    Secondo Mario Botta, lo spazio di una chiesa uno spazio forte.Le chiese, inoltre, per usare le parole del Cardinale Virgilio No(Arciprete della Basilica Vaticana e Vicario Generale del Papa per laCitt del Vaticano) pronunciate durante il Congresso Internazionaledi Liturgia, Architettura e Arte del 1999, sono luoghi che parlanoun linguaggio teologico. Due importanti Note Pastorali emanatedalla Commissione Episcopale Italiana, rispettivamente nel 1993 enel 1996, nel parlare delledificio-chiesa, cos lo definiscono: illuogo nel quale si riunisce la comunit cristiana per ascoltare laparola di Dio, per innalzare a Lui le preghiere dintercessione e dilode e soprattutto per celebrare i santi misteri ..., immaginespeciale della Chiesa, tempio di Dio, edificato con pietre vive(La progettazione di nuove chiese, 1993); i luoghi di culto sono iluoghi privilegiati per lincontro sacramentale con Dio(Ladeguamento delle chiese secondo la riforma liturgica, 1996).Quanto sopradetto chiarisce, io credo, il significato diquellaggettivazione forte che Botta usa per qualificare lo spaziodella chiesa. Per quel che mi riguarda, nel mio recente volume Peruna teoria dellilluminazione dei Beni Culturali, io sostengo che unospazio riconosciuto come sacro uno spazio speciale.Di ci va tenuto conto ogniqualvolta si sia chiamati ad intervenirviper qualsiasi ragione e ogni tipo di intervento deve ricondursi conrispetto a questa specialit di cui va riconosciuta la preminenzaassoluta rispetto a qualsiasi altra ragione di tipo tecnico, funzionalee cos via. Lintervento di tipo illuminotecnico, ovviamente, nonsfugge alla sopradetta regola fondamentale, tanto pi che trattasidi unazione che introduce luce artificiale nella spazialit delledificioe perci interagisce con la sua dimensione simbolica. Infatti nonbisogner mai dimenticare, prima dellelaborazione di ogni ipotesiprogettuale, che ledificio-chiesa, nel racchiudere e definire lospazio sacro, si presenta sotto tre aspetti strettamente correlati:simbolico, liturgico e architettonico.La terza dimensione quella architettonica non pu prescinderedai significati profondi di natura extraempirica che sono insiti nellealtre due. Perch, come ho scritto nel volume gi citato, nellachiesa larchitettura interpreta e rende praticabile la dimensionesimbolica della religione, attraverso la creazione di condizionipratiche atte allo svolgimento della liturgia. Questultima, come attorituale, si costruisce e si sviluppa attorno alla potenza espressivadel simbolo che ne costituisce il nucleo fondante.Di conseguenza nelledificio-chiesa si troveranno a convivere larappresentazione degli elementi simbolici nei quali si riassumono leverit teologiche e la possibilit attuativa delle azioni rituali(liturgiche) che da quei simboli derivano.Lintervento della luce sia naturale che artificiale gioca in tuttoci un ruolo di radicale importanza, in particolar modo per quel cheriguarda linterno delledificio dove la comunit dei fedeli si radunae vive la dimensione ecclesiale meditando, pregando e onorandoDio attraverso atti liturgici. Sicch il light-designer deve sentiretutto intero il carico della responsabilit che si assume allorch sirisolve a dare senso ad uno spazio speciale, a plasmarlo anchegli,come ha gi fatto larchitetto, per consentirne luso ma soprattuttoper sottolinearne lalta qualit simbolica, la valenza liturgica, lacapacit despressione della fede, in altri termini la sua specialit.La conclusione del discorso che la progettazione illuminotecnicadi una chiesa si palesa come opera di grande complessit e chequindi non pu essere affrontata con superficialit o, ancor peggio,con improvvisazione. A questo proposito si rivela illuminantequanto raccomandato dalla gi citata Nota Pastorale della CEI del1996: Considerata la delicatezza del problema, necessario che ilprogetto dellilluminazione artificiale venga studiato da specialistidel settore insieme a esperti di liturgia.

    Uno spazio speciale perun linguaggio teologico

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    Prof. Armando GinesiStorico e Semiologo dellArteProfessore Emerito di Storia dellArte

  • Lilluminamento del presbiterio deve assolvere alle seguenti finalit:a) consentire al celebrante la lettura del messale ed in generale alui e ai suoi coadiutori lo svolgimento delle proprie funzioni: a talescopo necessitano gli illuminamenti di almeno 300 lx (1) sui pianiorizzontali dellaltare, dellambone (piano di lettura per i coadiutoridel sacerdote) e delle posizioni in cui si somministra leucarestiae illuminamenti non inferiori a 150 lx nella restante area delpresbiterio (fig.1);b) consentire al pubblico di seguire la funzione, con la dovutaattenzione e concentrazione: occorre a tale fine assegnareilluminamenti dellordine di 300-500 lx ai piani verticali rivoltiverso il pubblico per tutte le posizioni in cui si vengono a trovareil celebrante e i suoi coadiutori (fig.2).Quando il presbiterio visto da tre lati - dalla navata e dai due latidel transetto (fig.2) - i piani verticali da illuminare ad uso dei fedelisono quelli rivolti verso le tre direzioni sopra citate.Durante le funzioni religiose, lilluminazione dei piani verticali delpresbiterio deve prevalere su ogni altra, allo scopo di favorire laconcentrazione dei fedeli sullo svolgimento delle funzioni (fig.2).

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    Livelli di illuminamento dei poli liturgici

    Presbiterio

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    richiesto un livello di illuminamento adeguato alle funzioni chevi si svolgono. Per il battistero e il coro ritenuto necessario unlivello di almeno 300 lx sul piano orizzontale della fontebattesimale o del piano di lettura. Per la custodia eucaristica, sipu prevedere un livello compreso fra 300 e 500 lx.

    Battistero, coro, custodia eucaristica

    Lilluminazione di questa area deve consentire lagevolepartecipazione dellassemblea alle celebrazioni, la lettura e lapreghiera. In condizioni medie di esercizio pu considerarsisufficiente un livello di illuminamento dellordine di 150 lx (fig.1-2).

    Area destinata ai fedeli

    Piani orizzontali dove si svolgono levarie fasi delle funzioni religiose eilluminamenti necessari ad uso delsacerdote e dei suoi coadiutori.1. zona altare: 300 lx2. zona ambone: 300 lx3. altre zone del presbiterio: 150-300 lx4. somministrazione della

    SS. Eucaristia: 300 lx5. sede del Presidente6. area destinata ai fedeli

    Piani verticali dove si svolgono le variefasi delle funzioni religiose eilluminamenti necessari ad uso deifedeli.1. zona altare: 300-500 lx2. zona ambone: 300 lx3. altre zone del presbiterio: 300-500 lx4. somministrazione della

    SS. Eucaristia: 300 lx5. sede del Presidente6. area destinata ai fedeli

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  • 7Lilluminazione ambientale - lilluminazione delle varie superficiche delimitano lambiente ecclesiale - necessaria tanto perrendere confortevole e qualificante la comunione dellassemblea,durante le funzioni religiose, quanto per consentire il pienoapprezzamento dellarchitettura e degli arredi della Chiesa aifedeli e ai visitatori (fig.1).Il livello necessario per la prima esigenza sopra accennata puessere individuato entro una gamma che va da 20 a 80 lx, inrelazione alla chiarezza delle superfici, allo scopo di assicurareuna luminanza delle stesse dellordine di 5 cd/m2 (3).Per il secondo dei due obiettivi - lapprezzamento dellaspettomonumentale - ove sia necessario un livello maggiore di quellosopra indicato, per la preziosit delle opere esposte, raccomandabile unilluminamento di 150 lx.I due livelli di illuminamento citati van