IMPRONTE CISL 2013 n. 2

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Periodico trimestrale della Confederazione Italiana Sindacati Lavoratori-FPS Comune di Padova

Text of IMPRONTE CISL 2013 n. 2

  • impronteVOL. 06 NO. 02

    luglioagosto

    settembre2012

    VOL. 07 NO. 02Ottobre

    NovembreDicembre

    2013

    impronte

  • 2 IMPRONTE 2/2013

    di Patrizia Cavinato

    Ci sono parole che evocano nella mente di ognuno di noi oscuri presagi. Altre invece che suscitano ilarit generale; altre ancora stupore, dubbio, sconcerto, rabbia, etc.Altre invece non c verso che siano comprese e tanto meno metabolizzate, specie se aprono la porta a pseudo rivoluzioni che potrebbero (e il condizionale dobbligo) portare a qualche rinuncia. Dopo decenni in cui il pubblico si trovato spesso e volentieri a mescolarsi con il privato, confondendo il chi e il quando, il come e il perch, in un connubio che definire amorale poco, sono giunti gli anni della crisi economica, dellaffanno chiamato spread, in cui il pubblico stato (e viene) demonizzato, assunto come simbolo di tutti i mali, causa principale del deficit del nostro paese. E allora, tra un bastone e laltro, si colpito nel mucchio, sollevando una coltre di polvere, per confondere gli animi, per far credere che gli asini volano, in buona sostanza per lasciare le cose come stanno a vantaggio sempre dei soliti noti.Tanti Don Fabrizio di Salina di Donnafugata messi assieme, uniti da uno spregiudicato progetto: il cambiamento nella continuit.Veniamo alle parole e al loro significato. Esistono tanti modi per risanare un bilancio pubblico disastrato e non occorre essere un grande economista per capirlo. Senza avventurarsi nei terreni impervi delle riforme complicate dagli esiti incerti e dalla gestione difficoltosa. Le leggi ci sono, forse anche troppe: vanno SOLO osservate. E in caso di inosservanza, la certezza del diritto impone che debba esserci la sacrosanta sanzione. Le leggi esistono e non per essere bypassate! Altrimenti si entra nel regno dei furbi, del chi arriva per primo, meglio alloggia.Come si pu far ripartire leconomia in questo Paese? Come si pu far funzionare meglio la macchina dello Stato? Serve la bacchetta magica di Amelia la fattucchiera o forse non giunto il momento di dare spessore (e valore) alle parole e fare seguire alla semantica la fase della concretezza!Non questa la sede per riaprire tutto il capitolo trito e ritrito della spending review. Permettetemi soltanto una riflessione sulla parola riorganizzazione. Parola assai utilizzata, spesso a sproposito,soprattutto ad uso e consumo di chi in realt ha poca voglia di riorganizzazione. Perch essa presuppone un cambiamento radicale di marcia! Che non si pu o non si ha voglia di fare. In questo numero di IMPRONTE tentiamo di parlarne, ancora una volta, per provare a creare qualche breccia, per riprendere le fila di un discorso, perch il pubblico nostro, lo stato siamo noi, nellunico significato possibile. Per dirla alla Pietro Calamandrei, perch necessario riscoprirsi partecipi di un comune destino e recuperare la coscienza morale dei Costituenti. Riorganizzazione non solo questione di numeri, ma soprattutto di risorse umane, di lavoratori. E un sindacato serio non pu esimersi dal mettere in primo piano il lavoratore.E giusto chiamarlo come si deve: il lavoratore. Perch la nostra Costituzione parla di lavoratori e lavoro, di uomini e donne e non di risorsa umana. E anche qui la semantica pu aprire strani (e ambigui) varchi, che purtroppo ci avvicinano troppo ad unaltra grande disciplina: la matematica!Le novit legislative degli ultimi anni hanno profondamente cambiato gli schemi della burocrazia tradizionale e del lavoro pubblico. Alcune fasi dei vari procedimenti, necessari per arrivare a fornire un servizio, scontano un elevato grado di complessit e soprattutto non sono standardizzate. Mancano delle linee guida, delle indicazioni pratiche che diano una certa affidabilit metodologica al procedimento e al lavoro da fare. Quello che purtroppo emerge una diffusa disorganizzazione che risulta ancora pi evidente quando vengono introdotte delle novit a livello legislativo. Per far funzionare gli ingranaggi dello stato, dellente locale, etc. necessario portare il management, i dirigenti e tutto lo staff di vertice dellamministrazione ad una presa di responsabilit. E qui si apre una voragine. Una nota dolente assai comune a molti settori del Pubblico.Dirigere significa pianificare, organizzare, avviare delle attivit di controllo ed esattamente quello che non viene fatto. N qui n altrove. Ed ecco la sfida.Bisogner capirne il perch, ed avere il coraggio di cambiare. Tutti assieme, dalla testa ai piedi, proprio perch lo stato siamo noi. Poi si tratter di vedere quanti fra noi, come Tancredi a Angelica di gattopardesca memoria sapranno sfruttare il cambiamento diventandone partecipi! Nunc et in hora mortis nostrae. AmenAi posteri lardua sentenza!

    impronte PERIODICO TRIMESTRALE DELLA CONFEDERAZIONE ITALIANA SINDACATI LAVORATORI FPS COMUNE DI PADOVA

    Numero 2/2013Ottobre-Novembre-Dicembre

    DIR. RESPONSABILE: Patrizia Cavinato

    REDAZIONE: Mauro Barbieri Monica Cavinato Franco Zanon

    Ha collaborato: Sofia Simonato

    PROGETTO GRAFICO: Redazione CISL Comune di PD

    DIREZIONE E REDAZIONE Via Monte di Piet, 3 35100 PADOVA

    Tel. e Fax. 0039 49 8205032

    email: redazione@cislcomunepadova.it

    web: www.cislcomunepadova.it

    EDITORE: CISL FPS Comune di Padova

    Aut. Tribunale di Padova n. 2082 del 17/5/2007

    Tutte le informazioni qui pubblicate possono essere liberamente riprese citando la fonte:

    IMPRONTE Periodico Trimestrale della Confederazione Italiana Sindacati Lavoratori FPS Comune di Padova

    UNO STRANO CONNUBIO:I NUMERI E LA SEMANTICA

    VOL. 07 NO. 02Ottobre

    NovembreDicembre

    2013

    impronte

  • IMPRONTE 2/2013 3

    Primo piano4 Dalla parte dei lavoratoriRIORGANIZZIAMO...CI

    5 Ecco la nostra piattaformaRiorganizziamo i dirigenti

    6 Digitalizzazione e formazioneAgenda digitale-Formazione-Fondi europeiLe criticit

    Societ e diritti8 La Parabola del cotechino9 Lavoratori tedeschi senza medico fiscalePensioni doro: scandalizzarsi un diritto

    10 Giovani e futuroGiovani che si inventano

    Ci siamo anche noi12 Il cielo stellato e la legge morale

    Rubriche13 MedicinaPadova: nuova arma contro i tumoriUn soffio nello smartphone per la nostra salute

    13 Notizie daPalazzo14 In pillole. Notizie flash

    Lopinione a cura di Mauro Barbieri15 I soldi e lamicizia

    Cultura ecologica16 Questione di ....umanit

    Sommario

    C una buona notizia e una cattiva.La buona notizia che il popolo italiano un paese di laboriose formichine, almeno nella stragrande maggioranza dei suoi abitanti; la cattiva invece che il manipolo di cicale ha deciso che non ancora giunto il momento di mettere da parte la cetra e smettere di cantare.Cos, tra uno stornello e quello successivo, la casta continua a promettere di tagliare il superfluo, ma tra il dire e il fare c di mezzo il mare.

    NEWS

  • 4 IMPRONTE 2/2013

    RIORGANIZZIAMO...CI

    DALLA PARTE DEI LAVORATORI

    PRIMO PIANO: LA RIORGANIZZAZIONE

    di Franco ZanonRIORGANIZZIAMO IL LAVOROLe novit legislative degli ultimi anni hanno profondamente cambiato gli schemi della burocrazia tradizionale e del lavoro pubblico. Numerosi e sempre pi incisivi sono gli adempimenti (DURC ad esempio ma anche MEPA il mercato elettronico della P.A. lutilizzo obbligatorio della PEC, la Direttiva europea 2011/7/EU sui pagamenti a 30 giorni etc). Con lintroduzione di questi nuovi istituti indispensabile rivedere gli standard di lavoro sino ad ora in uso e se necessario innovare. Serve una revisione delle varie fasi di lavoro con il lobiettivo di migliorare lorganizzazione e la qualit delle prestazioni erogate a cittadini e imprese.

    Alcune fasi dei vari procedimenti, necessari per arrivare a fornire un servizio, scontano un elevato grado di complessit e soprattutto non sono standardizzate. Mancano delle linee guida, delle indicazioni pratiche che diano una certa affidabilit metodologica al procedimento e al lavoro da fare. Ogni settore si regola per proprio conto e talvolta si duplicano dei procedimenti che potrebbero essere svolti da un solo impiegato per tutto lente. Per esempio il DURC viene richiesto da ogni settore e magari la ditta la stessa.

    La nostra analisi si sofferma su taluni aspetti amministrativi, comuni a molti procedimenti ma solo una semplificazione perch lanalisi fatta su molti procedimenti mette in luce una certa disorganizzazione che risulta ancora pi evidente quando vengono introdotte delle novit a livello legislativo. Quello che chiediamo di poter lavorare in un contesto di lavoro ben organizzato. Ma per fare questo necessario portare il management, i dirigenti e tutto lo staff di vertice dellamministrazione ad una presa di responsabilit. I dirigenti non sono profumatamente pagati per fare gli impiegati, i correttori di bozze, a presenziare a riunioni fiume del tutto inconcludenti. Il dirigente pubblico un manager dellorganizzazione, con la finalit di stimolare la produttivit e il miglioramento della macchina amministrativa. Dirigere significa pianificare, organizzare, avviare delle attivit di controllo ed esattamente quello che non viene fatto.

    Manca una mente pensante, una struttura organizzativa che regoli i meccanismi di pianificazione e di controllo, i rapporti tra le unit organizzative e la corretta esecuzione delle attivit. La gestione dei processi un fattore manageriale di vitale importanza, molto lasciato allimprovvisazione degli impiegati, manca un vero coordinamento tale per cui tutti si uniformano ad una direttiva. Devono essere ridotti al minimo gli spazi di discrezionalit questa la mission di una buona amministrazione.

    Questa in estrema sintesi il n