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La via del comunismo

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Rivista del Cge per il Socialismo scientifico e l'Intercontinentale comunista

Text of La via del comunismo

  • Un pugno di dinastie finanzia-rie in contrasto traloro,schiaccia il processo storico.

    In Europa, dopo aver distruttolUrss, dominano le secolari dinastieRothschild (1769) della City,Rocke-feller (1858) di Wall Street e la mil-lenaria templaregesuiticaidello Ior,gi finanziatrici di Mussolini, Hitlere Franco.

    Questa triarchia assedia i Conti-nenti, ammassa superprofitti gonfiatida emissioni speculative di denaro ederivati, maneggiando le principaliBanche Centrali di loro propriet.

    Esse distruggono le Repubblichecostituzionali sorte dalla vittoria sulnazifascismo.

    Nelle nazioni pi imperialiste (In-ghilterra), alimentano regimi plebi-scitari bipartito, in altre fascistoidimiscugli maggioritari (Italia) o apertifascismi di piazza (Ungheria),se-condo le diverse influenze dinasti-che e le lotte del Frontedemocratico.

    Impongono il dominio delluna odellaltra soprattutto sui settori ener-getici e militari, domano gli euro-monopolisti, dissolvono la Ue,

    aggrediscono Medioriente, Africa eAmerica Latina, preparando laguerra contro Russia, Brics e Cina.

    In questo generale scontro di inte-ressi monopolisti, grandi opportu-nit esistono per la tatticarivoluzionaria unitaria della classeoperaia e del Fronte democratico.

    Larco costituzionale deve opporsi,sostenuto dalla mobilitazione dellaborghesia produttiva, del proleta-riato, della classe operaia,dei popolie deiBrics: occorre difendere le Isti-tuzioni democratiche dallassaltoneofascista.

    Tuttavia, la fase monopolista delcapitalismo, in crisi profonda e sarsconfitta dalla classe operaia soste-nuta dal Fronte democratico e daiBrics.

    Una lotta lunga, educata dai partitiinternazionali democratici, socialistie comunisti.

    La corsa al massimo profitto ha ac-centuato le contraddizioni inter-mo-nopoliste, ha privatizzato leeconomie degli Stati socialisti e de-mocratici europei, fomentando e fi-nanziando terrorismo, neofascismo,

    divisioni, guerre civili, e aggressionimilitari.

    E aumentato lo sfruttamento elimpoverimento di miliardi di es-seri umani.ii

    Il capitale accumulato illegal-mente, nascosto nei cosiddetti pa-radisi fiscali.iii

    La liquidit mondiale ha raggiuntolivelli speculativi superiori di 12volte il Pil mondialeiv, produttiva-mente eccedenti ma funzionali aldominio monopolista.

    Le dinastie Rothschild e Rockefel-ler, finanziatrici usuraie di Stati,hanno stretto opportuni rapporti perrigenerare la vitalit della finanzatransatlantica.v

    La Bce stampa lEurodandolo allegrandi banche private, che laddebi-tano agli Stati. Mille famiglie mono-poliste hanno accumulato unmilione di miliardi di dollari.vi: am-massare denaroillegalmente,emesso per circolare ibeni della societ, un crimine.

    Alcuni gruppi monopolisti abbrac-ciano pi settori, e per peso econo-mico e ruolo nelleconomiamondiale, superano il bilancio e la

    Anno XXI - N.26 6,00 DICEMBRE 2013Sped. abb. Post.

    L. 662/96 - Art. 20/c P.I. TE

    UNITA ANTIMONOPOLISTA E PARTITO

  • produzione di intere nazioni,vii dive-nute anelli delle filiere multinazio-nali.

    La fermata dellIlva di Tarantoblocca anche gli stabilimenti di Tu-nisia e Francia; la vertenza Arcelor-mittal, partita in Francia, fermaquelli di Benelux e Germania.

    Le privatizzazioni di acqua, servizisanitari nazionali, degli stati socialie dellindustria pubblica sono impo-ste dal processo monopolista mon-diale.

    I governi servili neofa-scisti gareggiano per at-trarre i capitalimonopolisti.

    Nel 1966 tali contrad-dizioni determinaronoluscita della Franciadalla Nato, senza impe-dire comuni strategieantisocialisteviii.

    In definitiva, fermo re-stando il dominio deimonopolisti, lo StatoEuropeo non si farmai, perch come disseLenin, essi sono lupi e sisbraneranno.

    Dopo la grande vitto-ria sul nazifascismo, laclasse operaia, le masse lavoratrici epopolari credettero sconfitta loligar-chia monopolista, allentando i vin-coli di controllo e vigilanza di classenei propri partiti, sindacati e Stati.

    Loligarchia monopolista ha adot-tato strategie per restaurare il suo po-tere assoluto.

    Alimentando il consumismo, il ter-ziario e leccedenza finanziaria, hafavorito lemergere di strati di aristo-

    crazia operaia e democratica.Con il decentramento produttivo, i

    monopolisti hanno diviso la classeoperaia, aprendo il campo allindi-vidualismo, seminando illusioni ri-formiste e nazionaliste.

    La classe operaia cos disgregata,allontanata dalle sue funzioni diri-genti, stata sostituita da gruppi so-ciali subalterni.

    Il debole impianto teorico marxistaha favorito il populismo e la fasci-

    stizzazione.Sul finiredelsecolo scorsoix la lotta

    contro il revisionismo modernoxsi affievolita.

    La conseguente divisione dellaclasse operaia ha prodotto la dia-spora dei comunisti, fino alla distru-zione dellUrss, dei Paesi socialistieuropei, alla dissoluzione di forti sin-dacati di massa, di radicati partiti, edello stesso concetto di classe.

    Maestri dellunit dazione,i co-munisti divisi devono saperla appli-care anche tra loro.

    Essa va attuata senza discrimina-zioni verso alcune provenienze.xi

    Tuttavia, sotto la crescente vio-lenza monopolista, la classe operaianon si piegaxii.

    Nei grandi luoghi nazionali dellaproduzione e della ricerca, essa re-siste e sollecita le forze comuniste edella sinistra ad una stretta unit

    dazione per articolate ecollegate lotte continen-tali allaltezza delle sfideposte dalla crisi.

    La riavviata nuovaunit di lotta continen-tale degli operai espri-mer il suo programmarivoluzionario e il suoadeguato partito comu-nista, di classe e dimassa.

    In questo senso, lalotta per una salda unitdazionexiii dei comunistie della sinistra una fasetransitoria funzionalealla nuova unit dellaclasse operaia.

    Il rovesciamento diquesto concreto processo marxistadi trasformazione una astrazioneidealista staccata dallesistenza delleclassi e della loro lotta.

    La formazione del partito rivolu-zionario, di classe e di massa, unprofondo processo di decantazioneteorico-politico.

    I sofferti congressi di Pd, Pdci, Prc,Psi, e Sel hanno mostrato la com-prensione parziale della fase antimo-

    la via del comunismo Consigli dei lavoratori di tutti i paesi, coordinatevi! DICEMBRE 2013

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    Roma, 14 dicembre 1996 (Hotel Ergife, III Congresso Prc),riunione del Comitato Scientifico del Centro Lenin-Gram-sci, con la presenza di: G. Adduci, G. Amata, A. Amoroso,E. Antonini, A. Bernanrdini, R. De Grada, A. Donno, V.Falcone, M. Geymonat, G. Giansante, M. Nocera, L. Pacee P. Scavo.

  • nopolista della lotta di emancipa-zione sociale e nazionale.

    Occorre superare visioni naziona-liste, per una concreta prospettivacontinentale, dove sia predominantela componente internazionale ri-spetto a quella nazionale.xiv

    Una forte unit dazione politicacon gli altri partiti comunisti e di si-nistra dellarea imperialista centro-europea, anello debole dellastruttura monopolista mon-diale, con lobbiettivo strate-gico dello Stato democraticosocialista continentale.xv

    Tutto ci nella ferma convin-zione che un Partito continen-tale internazionalexvi lo realmente se i suoi militanti ele sue organizzazioni sono esi-stenti in pi Nazioni.xvii

    La sconfitta del morente mo-nopolismo la tappa democra-tica socialista continentaledella secolare battaglia per ilsuperamento del capitalismo.

    La lotta per lunit dei comu-nisti e il loro partito nei Paesiimperialisti europei, espres-sione della fondamentale lottaper lunit dellavanguardiadella classe operaia continen-tale, cominciata con il forte e crea-tivo impegno del compagnoGramsci.xviii

    I Nuclei gramscianixix di Austria,Benelux, Francia, Germania, Italia eSvizzera, lotteranno per lunitdazione dei partiti comunisti, socia-listi e democratici.

    Essi costituiranno la Frazione co-munistagramsciana (antimonopo-

    lista) in condizione di funzionaree di svilupparsi fin da oggi come unvero Partitoxx: gli operai e i ricerca-tori davanguardia ne saranno edu-catori dirigenti, attivi e concreti.

    Il CmldI contribuir alla Frazionecomunista gramsciana centroeuro-pea, esaurendo la sua funzionexxi: ilnuovo sorge potenziando il vecchio,non liquidandolo.

    Col PcdI di Gramsci del 1926, ilPsi divenne il suo migliore alleatonella Resistenza.

    Il Partito comunista internazionale lintellettuale collettivo, coscientee organizzato, dellavanguardiadella classe operaia continentale.

    Lavanguardia organizzata dellaclasse operaia, sostenuta dal Frontedemocratico e dai Brics, strapper i

    complessi apicali della produzione edella ricerca al decadente monopo-lismo europeo di Maastricht.

    Lo Stato operaio e democratico,prosciugher loceano nero attornoal mondo.

    Le forze comuniste, socialiste, de-mocratiche, i popoli e i Brics agi-ranno insieme per sostenere lunite la lotta della classe operaia contro

    il monopolismo finanziario, ledivisioni, il neofascismo e laguerra.

    Lo Stato continentedella pro-priet socialista dellavanguar-dia della classe operaia deicomplessi produttivi apicali,del governo democratico delleNazioni liberamente associate,della progressiva estinzionedelle classi, degli Stati, dei Par-titi e del capitalismo, lepocadella transizione alla Societcomunista degli uomini liberied eguali.

    BCE PUBBLICABANDIRE I PARADISI

    FISCALI

    [email protected], 29 dicembre 2013

    la via del comunismo Consigli dei lavoratori di tutti i paesi, coordinatevi! DICEMBRE 2013

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    Convegno sullOttobre 1917 del PcdI (m-l),Bari 22/11/1987. Da sinistra: P. Scavo, A.Cassinera.

  • NOTE:

    i Dan Brown, Il Codice Da Vinci,MondadoriMilano, 2003. Accademia delle Scienze dellUrss, Storia Uni-versale, volumi 3 e 4, Teti Editore, Milano 1975

    ii Jean Ziegler, La privatizzazione del

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