Le città invisibili 2 - .che comunque entrano nell’atlante del Kublai Kan. Non c’è luogo vasto

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  • LE CITT INVISIBILI / 2

  • Il labirinto 1962

    Da una parte c' l'attitudine, oggi necessaria per affrontare la complessitdel reale, di rifiutare le visioni semplicistiche che non fanno che confermare lenostre abitudini di rappresentazione del mondo; quello che oggi ci serve lamappa del labirinto la pi particolareggiata possibile.

    Dall'altra parte c' il fascino del labirinto in quanto tale, del perdersi nellabirinto, del rappresentare questa assenza di vie d'uscita come la veracondizione dell'uomo.

    Resta fuori chi crede di poter vincere i labirinti sfuggendo alla loro difficolt;ed dunque una richiesta poco pertinente quella che si fa alla letteratura,dato un labirinto, di fornirne essa stessa la chiave per uscirne. Quel che laletteratura pu fare definire l'atteggiamento migliore per trovare la viad'uscita, anche se questa via d'uscita non sar altro che il passaggio da unlabirinto all'altro. la sfida al labirinto che vogliamo salvare, unaletteratura della sfida al labirinto che vogliamo enucleare e distinguere dallaletteratura della resa al labirinto.

  • Storia del testo

    Il volume esce nel 1972E un libro che mi porto dietro da alcuni anni, ognitanto scrivevo una pagina, cio una citt. Ma tuttequeste pagine insieme non facevano ancora un libro.Un libro (io credo) qualcosa con un principio e unafine (anche se non un romanzo in senso stretto). uno spazio in cui il lettore deve entrare, girare,magari perdersi, ma ad un certo punto trovareunuscita, o magari parecchie uscite, la possibilit diaprirsi una strada per venirne fuori.

  • La costruzione del testo

    Oltre a inventare ciascuna citt, Calvino si trova difronte al problema di elaborare una costruzione,di dare un ordine ai singoli pezzi: decide didividere le sue citt in serie con un titolo specifico e dipresentarle allinterno di una riscrittura del Milione diMarco Polo, come se fossero relazioni di viaggi,resoconti delle visite alle diverse citt espresse a voceda Marco Polo a Kublai Kan, imperatore dei Tartari

  • Struttura

    Lopera si compone di 9 capitoli, ciascuno dei quali contiene la descrizione di alcune citt (10 nel primo e nellultimo, 5 negli altri)

    Ogni capitolo aperto e chiuso da una parte dedicata al colloquio tra Marco Polo e il Gran Kan

    In totale 55 descrizioni di citt che si articolano in 11 serie

  • Le serie delle citt

    1. Le citt e la memoria2. Le citt e il desiderio3. Le citt e i segni4. Le citt sottili5. Le citt e gli scambi6. Le citt e gli occhi

    7. Le citt e il nome8. Le citt e i morti9. Le citt e il cielo10. Le citt continue11. Le citt nascoste

    Ogni serie composta da 5 citt, tanto che il titolo iniziale specifica anche il numero progressivo nella serie (per esempio, Le citt e il desiderio. 3.)Tutte le citt hanno un nome di donna Irene, Ersilia, Berenice-

  • domanda

    Il dialogo tra Marco Polo e il Kublai Kan cos una cornice, evidenziata dal carattere corsivo.

    .ma cosa rappresenta?

  • La cornice

    La cornicerappresenta laspetto razionale, narrativo.

    ma non solo

  • Le descrizioni delle citt

    mentre le prose sulle citt

    rappresentano la parte poetica,

    evocatrice

  • domanda

    Citt invisibili

    Perch?

  • Temi

    Se Le citt invisibili sono una mappa, esse comprendono sia ilmondo reale sia quello mentale. Citt esistenti, daCostantinopoli a Los Angeles, a volte traspaiono dietro quelleinvisibili, cio immaginarie, ma per la maggior parte sonocitt fantastiche, regno del meraviglioso e dellorrendo; eanche citt che nessuno avrebbe mai potuto immaginare, mache comunque entrano nellatlante del Kublai Kan. Non cluogo vasto quanto la mente delluomo.Dietro ogni citt si affaccia un tema, un problema concettualeo teorico; allinizio del libro Kublai Kan contempla atterrito ildisfacimento del suo impero, un tempo potente e unito, maMarco Polo, con i suoi 55 racconti ricostruisce ununit diversa,fondata su una possibile interpretazione razionale del mondo.

  • Temi: possibile organizzazione

    La prima parte del libro ruota intorno alle due categorie di memoria e desiderio, di cui le citt si fanno segni, cio simbolo.

    Il capitolo quinto, che il centrale, occupato dallultima delle citt sottili, quelle leggere, in cui pi agevole vivere, ma ingloba anche un momento negativo come Le citt e i morti.

    Anche la parte conclusiva del libro mostra la contraddittoriet insanabile della vita umana, fra le citt continue, che sono le megalopoli senza speranza di umanit, e le citt nascoste, quelle in cui forse una qualche forma di riscatto possibile.

  • La citt perfetta, fatta di frammenti mescolati colresto, distanti separati da intervalli, di segnali cheuno manda e non sa chi li raccoglie.Se ti dico che la citt cui tende il mio vaggio discontinua nello spazio e nel tempo, ora pi rada orapi densa, tu non devi credere che si possa smetteredi cercarla.

  • ancora la struttura

    I 55 pezzi sono organizzati su una logica combinatoria d tipo matematico formale

    Limmagine che i pezzi costruiscono geometrica, a scalare da in alto a sinistra a in basso a destra

    55 pezzi + 18 brani in corsivo della cornice = 64, cio il numero delle caselle di una scacchiera

  • .e per finire (per ora)

    La struttura complessa, ma dietro di essa vive unesigenza fortissima, non un capriccio intellettualistico: la letteratura per Calvino deve servire a trovare ordine nel caos, o, come dice Marco Polo nelle ultime parole del libro, a cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non inferno, e farlo durare, e dargli spazio. Serve cio a costruire una mappa che permetta alluomo di non perdersi, e soprattutto gli permetta di non perdere la propria umanit

  • .la fine del libro

    L'inferno dei viventi non qualcosa che sar; se cen' uno, quello che gi qui, l'inferno che abitiamotutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi cisono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti:accettare l'inferno e diventarne parte fino al punto dinon vederlo pi. Il secondo rischioso ed esigeattenzione e apprendimento continui: cercare e saperriconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non inferno, e farlo durare, e dargli spazio.

  • "Che cos' oggi la citt per noi? Penso di aver scritto qualcosa come un ultimo poema d'amore alle citt, nel momento in cui diventa sempre pi difficile viverle come citt. Forse stiamo avvicinandoci a un momento di crisi della vita urbana, e Le citt invisibili sono un sogno che nasce dalle citt invivibili".(da una conferenza di Calvino tenuta a New York nel 1983)

  • Esercizio di analisi: RAISSA

    Non felice, la vita a Raissa. Per le strade la gente cammina torcendosi le mani, imprecaai bambini che piangono, sappoggia ai parapetti del fiume con le tempie tra i pugni,alla mattina si sveglia da un brutto sogno e ne comincia un altro. Tra i banconi dove ci sischiaccia tutti i momenti le dita col martello o ci si punge con lago, o sulle colonne dinumeri tutti storti nei registri dei negozianti e dei banchieri, o davanti alle file di bicchierivuoti sullo zinco delle bettole, meno male che le teste chine ti risparmiano dagli sguarditorvi. Dentro le case peggio, e non occorre entrarci per saperlo: destate le finestrerintronano di litigi e piatti rotti.Eppure, a Raissa, a ogni momento c un bambino che da una finestra ride a un cane che saltato su una tettoia per mordere un pezzo di polenta caduto a un muratore che dallalto dellimpalcatura ha esclamato: Gioia mia, lasciami intingere! a una giovaneostessa che solleva un piatto di rag sotto la pergola, contenta di servirlo allombrellaioche festeggia un buon affare, un parasole di pizzo bianco comprato da una gran damaper pavoneggiarsi alle corse, innamorata dun ufficiale che le ha sorriso nel saltarelultima siepe, felice lui ma pi felice ancora il suo cavallo che volava sugli ostacolivedendo volare in cielo un francolino, felice uccello liberato dalla gabbia da un pittorefelice daverlo dipinto piuma per piuma picchiettato di rosso e di giallo nella miniatura diquella pagina del libro in cui il filosofo dice: Anche a Raissa, citt triste, corre un filoinvisibile che allaccia un essere vivente a un altro per un attimo e si disfa, poi torna atendersi tra punti in movimento disegnando nuove rapide figure cosicch a ogni secondola citt infelice contiene una citt felice che nemmeno sa desistere.

  • Comprensione In che cosa consiste linfelicit di Raissa? Prova a spiegare che idea di felicit emerga.Laboratorio Soffermati sullo stile e spiega perch ha tratti di raffinatezza Con quali indicatori testuali sono connotate felicit e infelicit?

    Concentrati su immagini e lessico. Esplicita la funzione di ciascuno dei personaggi (umani e animali)

    che vengono presentati consecutivamente nel brano. Commenta la frase finale attribuita al filosofo.Approfondimenti Rifletti sul tpos letterario del doppio, facendo riferimento ad altri

    testi a te noti.

    Esercizio di analisi: RAISSA

  • Anzich dirti di Berenice, citt ingiusta, che incorona con triglifi abachi metope gli ingranaggi dei suoi macchinari tritacarne (gli addetti al servizio di lucidatura quando alzano il mento sopra le balaustre e contemplano gli altri, le scalee, i pronai si sentono ancora pi prigionieri e bassi di statura), dovrei parlarti della Berenice nascosta, la citt deigiusti, armeggianti con materiali di fortuna nell'ombra di retrobotteghe e sottoscale, allacciando una rete di fili e tubi e carrucole e stantuffi e contrappesi che s'infiltra come una pianta rampicante tra le grandi ruote dentate (quando queste s'incepperanno, un ticchettio sommesso avvertir che un nuovo esatto meccanismo governa la citt); anzich rappresentarti le vasche profumate delle terme sdraiati