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Le cosmicomiche di Italo Calvino

Indice

1 Che cosa e una cosmicomica? 4

2 Il senso delle cosmicomiche 5

3 I temi delle cosmicomiche 6

4 Analisi de La distanza della Luna7

5 Bibliografia 10

Introduzione

Le narrazioni contenute in questo libro sononate dalla libera immaginazione di Italo Calvi-no; ma sono anche storie basate su ipotesiteoriche, avanzate dalla scienza per dare unaspiegazione sullorigine del nostro mondo

A Giambattista Vicari, Torino, 13.5.1964

Caro Vicari, mi pare che tu possa dare il viaal numero. Della serie di testi che voglio darti(una cosa del tutto nuova), due sono gia pron-ti. Ne faro ancora due o tre, fino a raggiungereuna trentina di pagine, appena avro qualche set-timana libera (...). Sara una cosa nuova e di-vertente, spero (...). Ma daltro non preparareniente. La letteratura italiana sta attraversandoun momento di trombonaggine generale. Il miosolo terrore e di essere in qualche modo confu-so con i tromboni che imperversano. Un carosaluto, Italo Calvino

Con queste poche righe, asciutte e critiche, Ita-lo Calvino annuncia a Giambattista Vicari, di-rettore della rivista Il caffe, che nel numero alui dedicato intende far debuttare un suo nuo-vo esperimento narrativo. Lo scrittore liguremantiene le promesse e nel novembre del 1964

Un dossier di Stefano Sandrelli,aggiornato al 11.03.2004

http://www.torinoscienza.it/c 2002 Provincia di Torino

http://www.torinoscienza.it/dossier/view?obj_id=3402http://www.provincia.torino.it

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uno speciale tipo di racconto comicosmico (ocosmicomico) fa il suo ingresso nella vita letter-aria italiana. Prendendo le distanze da qualchetrombone di troppo che imperversa e senza nes-sun timore reverenziale. Da questo momentofino al 68, Calvino comporra quasi tutte le cos-micomiche della sua produzione, eccetto un paiodi racconti aggiunti nel 1984.

I primi anni 60 sono un periodo assai fecondoper la riflessione letteraria. In Italia le avan-guardie del Gruppo 63, ma anche artisti moltomeno disposti a lasciarsi inquadrare, come PierPaolo Pasolini, cercano nuove risposte a do-mande vecchie e nuove: il ruolo del letterato edella letteratura in un mondo che appare mecca-nizzato e artificiale; il ruolo del linguaggio e dellacomunicazione; il rapporto fra uomo e societa.Questioni che non possono piu essere eluse, se evero che la grande espansione delle citta costru-isce intorno alluomo un groviglio di strade, dipalazzi, di suoni, di luci senza precedenti: cam-bia lo spazio stesso in cui luomo vive, cam-biano i ritmi che ne regolano la vita. Il mon-do si trasforma in un labirinto, immagine chein questi anni emerge con forza e che rappre-senta in modo vivido la condizione esistenzialedelluomo, cos complicata da apparire inestrica-bile Lo smarrimento dei nuovi cittadini e dipin-to da Calvino in Marcovaldo, ovvero le stagioniin citta (1963) con racconti divertenti e falsa-mente ingenui, spesso scambiati per racconti perbambini.

Ma Calvino fa un passo avanti. Per recuperareil rapporto con un ambiente di vita apparente-mente del tutto impoetico e degradato come laperiferia urbana, occorre fare i conti con la nuo-va situazione, senza rifiutarla. Occorre cioe in-cludere nel proprio panorama poetico quel mon-do che sembra negare ogni ritaglio di spazio

e di tempo alla poesia stessa. Occorre perciosaperlo osservare, saperlo descrivere: se il mon-do non ci piace, se lo si vuole modificare, alloranon possiamo piu permetterci di essere ingenuie puramente contemplativi.

Calvino indica nellosservazione e nella de-scrizione il metodo per avvicinarsi a quel checi serve: e quello che oggi ci serve e la mappadel labirinto, la piu particolareggiata possibile.Quel che la letteratura puo fare e definire lat-teggiamento migliore per trovare la via duscita,anche se questa via duscita non sara altro cheil passaggio da un labirinto allaltro. E la sfidaal labirinto che vogliamo salvare. e una letter-atura della sfida al labirinto che vogliamo enu-cleare e distinguere dalla letteratura della resaal labirinto (La sfida al labirinto, 1961)

La sfida lanciata da Calvino identifica dunquealcuni elementi che caratterizzano il metodo sci-entifico moderno: losservazione e la descrizione.E la ricerca linguistica stessa di Calvino, cospure come linclusione della esattezza fra i trat-ti da trasmettere alla letteratura del nuovo mil-lennio (Lezioni americane, 1985), testimonianoquanto da vicino lautore condivida con il mon-do scientifico la ricerca di un linguaggio rigorosoe puntuale. Insomma: i tratti che delineano ilmetodo di analisi del mondo necessario per in-terpretarlo e per cambiarlo appaiono, secondo

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Calvino, imparentati da vicino con il metodoscientifico.

Calvino non si ferma qui. Ne Le cosmicomiche,Calvino si rivolgera direttamente al patrimoniodellimmaginario scientifico per trarne un aiu-to tutto letterario ed esistenziale. Questo rendele cosmicomiche racconti cos speciali da essereunici: nessuno sara in grado di seguirlo nella suaproposta.

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1 Che cosa e una cosmicomica?

Cosmicomiche deriva dalla giustapposizione didue termini: cosmico e comico. Cosmico evo-ca lassoluto: sono racconti la cui materia e ingrado di avere la grandezza del mito. Comicosi riferisce invece al temine inglese comics, cheindica la striscia di vignette.

Salvo poche eccezioni, una cosmicomica ha unastruttura molto ben definita: in poche righe,staccate dal corpo narrativo, si riassume o siracconta unipotesi scientifica. Segue poi unracconto, la cosmicomica propriamente detta,nel quale lo spunto iniziale viene abbandonatonel volgere di qualche giro di frase, per essereripreso a vari livelli, secondo la fantasia creativadellautore.

A prima vista puo sembrare un genere im-parentato con la fantascienza (science fiction,SF), ma Calvino stesso ha avuto modo ditornare su questo aspetto piu volte: il procedi-mento delle cosmicomiche, dice Calvino, none quello della Science Fiction (cioe quello clas-sico - e che pure molto apprezzo - di Jules Vernee H. G. Wells). Le cosmicomiche hanno dietrodi se soprattutto Leopardi, i comics di Popeye(Braccio di Ferro). (da Lezioni americane,Visibilita, 1988).

Dunque episodi a se stanti, conchiusi, con uninizio, uno svolgimento e una fine. E alliniziodellepisodio successivo si puo far finta che ilprecedente non sia neppure avvenuto. Sonoquindi delle messe in scena quasi indipenden-ti luna dallaltra, secondo lesempio dei fumet-ti a strisce, a cui sono sufficienti poche vi-gnette per creare una vicenda narrativa defini-ta. Per poi riavvolgere il nastro, allinizio del-la striscia successiva, e riprendere esattamente

la medesima situazione dando luogo pero a unesito diverso.

Protagonista delle cosmicomiche e sempre unpersonaggio, Qfwfq, difficile da definire, perchedi lui non si sa nulla. Non e nemmeno dettoche sia un uomo (....) si deve calcolare che hapiu o meno leta delluniverso (dalla prefazionea Le cosmicomiche). Qfwfq e stato testimonee protagonista di tutto: dal Big Bang alla for-mazione del sistema solare, dalla mitosi cellu-lare alle enormi, spaventose galassie infestate dabuchi neri giganteschi. Ed e stato corporeo op-pure privo di sostanza, a volte bambino, a voltetendente al pesce o al dinosauro. Metamorfosi,queste, rese accettabili perche la struttura nar-rativa stessa richiama, in realta, unimmagineunificante che guida il lettore: ecco apparire -sotto sotto - un vecchio rompiscatole, con unabarba piu o meno lunga, che non fa che ricor-dare il tempo immemorabile della sua gioventu.Come ci aspettiamo, nonostante la vastita delleesperienze, Qfwfq non e certo un testimone at-tendibile. Da lui non avremo mai una visionecoerente del cosmo ne della sua storia. Anzie pronto di volta in volta ad avallare con lesue memorie dinfanzia o di giovinezza ipotesicontraddittorie o addirittura opposte.

E stupefacente? Ma no, fa parte del gioco dellecomics, delle strisce, appunto, che non compon-gono una storia coerente ma tanti sketch chenon hanno memoria uno dellaltro. Tanto piuche sebbene Qfwfq sia la voce narrante e il pro-tagonista di 28 delle 33 cosmicomiche scritte daCalvino, non si puo certo dire che il personag-gio abbia una sua evoluzione psicologica: ogniavventura inizia con Qfwfq alle prese con un teo-rema, una congettura, unipotesi della scienza

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Le cosmicomiche di Italo Calvino 5

moderna, spesso contemporanea, pronto a giu-rare sulla sua verita e a raccontare episodi piuo meno credibili che si sono verificati proprioperche le cose, a quellepoca, andavano in quelmodo. E non importa se nel racconto che segue,le cose, a quellepoca, sembrano andare in mo-do del tutto opposto. Insomma, Qfwfq quandoparla ha lo stesso potere evocativo di un vecchiononno che rafforza le tradizioni della famiglia,con le sole armi della propria oralita e delle im-magini che ne scaturiscono. A chi interessa se,ogni tanto, e contraddittorio?

2 Il senso delle cosmicomiche

Le denominazioni animali o antropomorfe chele costellazioni portano ancora hanno perduto laloro carica mitica gia dalla