Piano di prevenzione della corruzione e della - MODELLO ANTICORRUZIONE E... · e della vigilanza in…

  • View
    213

  • Download
    0

Embed Size (px)

Transcript

Piano di prevenzione della corruzione e della trasparenza

Approvato dellAmministraore unico su proposta del responsabile della Prevenzione

della Corruzione e della Trasparenza il 14 gennaio 2016

2

A.- INTRODUZIONE 4

1.Riferimenri normativi 4

2. Adozione e aggioramento del piano di prevenzione e della corruzione 6

3. Profilo della Societ 7

B - ANTICORRUZIONE

1. La nozione di corruzione e le fattispcecie di reato 9

2. Reati rilevanti ai fini della l. 190/2012 12

3. Soggetti e ruoli della strategia di prevenzione 14

4. Misure previste dal Piano nazionale anticorruzione 16

5. (Segue) quelle gi attuate 17

6. Metodologia seguita nell'individuazione delle attivit a rischio di corruzione 18

7. Aree a maggior rischio di corruzione 19

8. Flussi informatici e segnalazioni di illecito 19

9 . Formazione ed informazione 20

10. Flusso informativo per il monitoraggio sullimplementazione del piano di prevenzione della corruzione 21

C. - MANUALE PROCEDURE

1. Attivit sensibili 22

2. Strumenti di controllo 23

3. ( Segue ) Codice Etico 24

4. ( Segue) Rotazione del personale addetto alle aree a rischio corruzione 24

5. ( Segue) Selezione Personale e avanzamento carriera 25

6. ( Segue) Astensione in caso di conflitto di interessi 26

7. ( Segue) Inconferibilit e incompatibilit degli incarichi 26

8. ( Segue) Sistema disciplinare 27

3

D. - TRASPARENZA

1. Pubblicazione di documenti, dati e informazioni 29

2. Responsabile della trasparenza 30

4

A. INTRODUZIONE

1 - I riferimenti normativi

La l. 190/2012 rubricata Disposizioni per la prevenzione della corruzione e

dellillegalit nella pubblica amministrazione , entrata in vigore il 28 novembre 2012,

ha introdotto numerosi strumenti per rafforzare lefficacia e leffettivit delle misure di

contrasto al fenomeno corruttivo, uniformando lordinamento giuridico italiano agli

strumenti sovranazionali di contrasto alla corruzione gi ratificati dal nostro Paese

(Convenzione ONU di Merida e la Convenzione Penale sulla corruzione di Strasburgo).

Nella stesura della norma, il legislatore ha inoltre tenuto conto delle raccomandazioni

formulate allItalia dai gruppi di lavoro in seno allOCSE e al Consiglio dEuropa che

monitorano la conformit della normativa interna di contrasto alla corruzione agli

standard internazionali.

In particolare lart. 1 comma 5 l. 190/2012 dispone che le Pubbliche

Amministrazioni definiscano un piano triennale di prevenzione della corruzione

(P.T.P.C.) - da trasmettere al Dipartimento della funzione pubblica - che fornisca una

valutazione del diverso livello di esposizione degli uffici al rischio di corruzione e indichi

gli interventi organizzativi volti a prevenire il medesimo rischio.

Il piano triennale per la prevenzione della corruzione rappresenta il documento

fondamentale della Pubblica Amministrazione per la definizione della strategia di

prevenzione del fenomeno corruttivo allinterno dellEnte stesso. Il Piano e un

documento di natura programmatica, che ingloba tutte le misure di prevenzione sia

obbligatorie per legge sia ulteriori, nonch il relativo sistema di controllo e di

monitoraggio della loro effettiva attuazione.

Destinatari delle disposizioni contenute allart. 1 commi 1-57 l. 190/2012 sono ,

ai sensi dellart. 1 comma 59, tutte le Pubbliche Amministrazioni come definite dallart.

1 comma 2 d.lgs. 30 marzo 2001 n. 165 . Lart. 1 comma 34 l. 190/2012 precisa inoltre

che le disposizioni ivi contenute nei commi 15-33, si applicano alle pubbliche

amministrazioni in senso stretto, agli Enti pubblici nazionali, nonch alle societ

partecipate dalle Amministrazioni Pubbliche ed alle loro controllate ai sensi dellart.

5

2359 cc. , limitatamente alla loro attivit di pubblico interesse disciplinata dal diritto

nazionale e dallUnione Europea.

Lambito soggettivo stato successivamente esteso dal piano nazionale

anticorruzione predisposto, ai sensi della l. 190/2012, dal dipartimento della funzione

pubblica ed approvato con delibera n. 72/2013 dalla C.I.V.I.IT (oggi Autorit Nazionale

Anticorruzione.

Nel piano nazionale anticorruzione infatti previsto che sono destinatarie del

piano nazionale anticorruzione tutte le pubbliche amministrazioni di cui allart. 1 comma

2 d.lgs 165/2001. Gli indirizzi contenuti nel piano nazionale anticorruzione hanno come

destinatari anche le regioni, gli enti del servizio sanitario nazionale, gli enti locali e gli

enti ad essi collegati. Inoltre la normativa rivolta agli enti pubblici economici (ivi

comprese lAgenzia del demanio e le autorit portuali), agli enti di diritto privato in

controllo pubblico, alle societ partecipate e a quelle da esse controllate ai sensi dellart.

2359 c.c. per le parti in cui tali soggetti sono espressamente indicati come destinatari. Per

enti di diritto privato in controllo pubblico si intendono le societ e gli altri enti di diritto

privato che esercitano funzioni amministrative, attivit di produzione di beni e servizi a

favore delle pubbliche amministrazioni, sottoposti a controllo ex art. 2359 c.c. da parte

di amministrazioni pubbliche, oppure gli enti nei quali siano riconosciuti alle pubbliche

amministrazioni, anche in assenza di partecipazione azionaria, poteri di nomina dei

vertici o dei componenti degli organi.

Il piano nazionale anticorruzione prevede inoltre che gli Enti pubblici economici

e gli Enti di diritto privato in controllo pubblico (di livello nazionale o regionale/locale)

per evitare inutili ridondanze, qualora abbiano gi adottato Modelli di Organizzazione,

Gestione e Controllo ai sensi del d.lgs 231/2001, nella propria azione di prevenzione

della corruzione possono fare perno su di essi, estendendone lambito di applicazione a

tutti i reati considerati nella l. 190/2012 anche in relazione allattivit svolta dallEnte

(societ strumentali/societ di interesse generale).

Tutti i soggetti destinatari della normativa anticorruzione sono altres tenuti

allapplicazione totale o parziale (limitatamente alle attivit di pubblico interesse) dei

provvedimenti normativi emanati in attuazione delle disposizioni contenute nella l.

190/2012, ed in particolare del d.lgs 14 marzo 2013, n. 33 Riordino della disciplina

riguardante gli obblighi di pubblicit, trasparenza e diffusione di informazioni da parte

delle pubbliche amministrazioni (decreto trasparenza), nonch del d.lgs 8 aprile 2013,

6

n. 39 recante Disposizioni in materia di inconferibilit e incompatibilit di incarichi

presso le pubbliche amministrazioni e presso gli enti privati in controllo pubblico, a

norma dell'articolo 1, commi 49 e 50, della legge 6 novembre 2012, n.190.

Recentemente lAutorit Nazionale Anticorruzione ha emanato con determina n.

8 del 17 giugno 2015 le Linee guida per lattuazione della normativa in materia di

prevenzione della corruzione e trasparenza da parte delle societ e degli enti di diritto

privato controllati e partecipati dalle pubbliche amministrazioni e degli enti pubblici

economici.

Le presenti Linee guida sono volte ad orientare gli enti di diritto privato

controllati e partecipati, direttamente e indirettamente, da pubbliche amministrazioni e gli

enti pubblici economici nellapplicazione della normativa in materia di prevenzione della

corruzione e trasparenza di cui alla l. 190/2012.

A seguito dellapprovazione del Piano Nazionale Anticorruzione, tuttavia, la

normativa anticorruzione prevista dalla l. 190/2012 e dai decreti delegati ha subito

significative modifiche da parte del d.l. 90/2014 convertito con modificazioni dalla l.11

agosto 2014, n. 114. In particolare, stato ridisegnato lassetto istituzionale incentrando

nellAutorit Nazionale Anticorruzione e nel suo Presidente, il sistema della regolazione

e d