Riforma Protest Ante Ed Eresie Nell'Italia Del 500

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    13-Jul-2015

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RIFORMA PROTESTANTE ED ERESIE NELLITALIA DEL 5001 Alle origini della crisi religiosaRadici. Subito topo laffissione delle tesi di Wittenberg nel 1517, la Riforma comincia a prendere piede in Italia grazie a: una tradizione anticlericale, pensiero umanistico e platonico, necessit di un cristianesimo originario, crisi dellistituzione ecclesiastica, grande sensibilit religiosa vissuta da tutti. Si continuava ad annunciare una riforma cattolica che non avveniva mai, cera un bisogno di novit che la Chiesa non volle ascoltare e cmq non aveva gli strumenti per farlo. Quindi lappello erasmiano a una cristianesimo morale e lappello luterano alla libert interiore fecero presa. Il problema spirituale era poi intrecciato alla crisi istituzionale degli Stati Reazioni. Le prime reazioni furono lente e inadeguate. La Chiesa non cap le radici profonde dellinquietudine. Nel 1524 un breve papale ordina il rogo degli scritti luterani inizia un grande mercato clandestino (anche anonimi e pseudonimi). Lutero viene dipinto come un eresiarca, un ribelle alle autorit, il nuovo Maometto, un libertino Il volgare. La crisi spingeva la gente comune a una riflessione autonoma e quindi alla personale lettura di testi sacri. Nei 30 ci fu una propaganda in latino di alcuni frati, nei 40 compaiono i testi in volgare abbattimento di una barriera linguistica che tutelava lesclusivo dominio clericale su questioni di fede. La Chiesa si impegn ad impedirlo, a volte usando il volgare stesso (libro del francescano Giov da Fano contro le eresie), ma farlo significava cmq parlare di fede in volgare. Troppo pericoloso.

2 La porta della riforma: VeneziaOrigini. Ve era piena di tipografi, mercanti, e il Fondaco dei Tedeschi. Opere di Lutero sono attestate sin dal 20. Cera anche un antico conflitto con Roma che era motivo di circolazione delle eresie luterane. Il Nunzio pontificio Girolamo Aleandro denunciava a Roma i pericoli. I motivi nella gente erano gli stessi: esigenza di confronto, rinnovamento, verit piccolo periodo di emancipazione e libert, subito soppresso col conformismo e il primato dellobbedienza. Il vescovo di Chieti, Gian Pietro Carafa (futuro papa), butta gi le linee essenziali della lotta. Bernardino Ochino a Siena (che spera nella liberazione di Ve, la porta della riforma). Aleandro ordina addirittura la scomunica per chi legge la Scrittura senza autorizzazione. Chi? I riformati erano si tutte le classi sociali: preti, mercanti, artigiani, studenti, patrizi, prelati Padova. Fino agli anni 60 ha seguaci e fautori della Riforma, suddivisi in conventicole protette. Viene arrestato nel 1530 fra Girolamo Galateo Vicenza. Grandi dibattito sul libero arbitrio causato da fra Ambrogio Quistelli e le sue orazioni pubbliche. Cittadella. Il maestro Speciale dovr abiurare cos come la piccola comunit anabattista. Rovigo. Dottrine eterodosse nellAccademia degli Addormentati. Padova. Luniversit era il crocevia di molti personaggi riformati, la casa della nobildonna Sauli promuoveva letture erasmiane. Monselice. Cera Oddo Quarto da Monopoli in contatto con Orsini, carcere a vita invece della pena capitale, secondo lInq Ve era troppo buona. Brescia. Predicatori e circolazioni di opere ereticali, forti gruppi di cripto-riformati, anche molto importanti. Bergamo. Minaccia id scomunica contro i librai, importante Vittore Soranzo. Istria e Friuli. Decreti contro libri luterani. Il vescovo di Trieste Bonomo aveva malcelate simpatie luterane. Trieste e Gorizia erano asburgici, terre di confine e di scambi culturali. Vergerio, capo della chiesa di Capidistria, aveva attivit riformatrici e fu processato. Conclusioni. Anche fino alla prima met dei 40 circolano libri eterodossi. Si credeva che Ve potesse diventare il centro di rinnovamento religioso italiano, in quanto appoggiato dalla repubblica. In breve tempo sarebbe stato possibile predicare pubblicamente grazie anche la consenso dei patrizi. Ma nel 1543, il nunzio Mignanelli protesta contor la libert di stampa, nel 47 sono istituiti i Tre savi sopra leresia, alla salvaguardia della fede. Sequestri e roghi, Indice, estradizioni a Roma. La Chiesa diceva di avere un ruolo di integrit politica negli Stati. Rester a lungo il mito della Ve libera, e molti si appelleranno anche in futuro alla Rep per la libert.

3 Diffusione delleresia nelle citt italianeSavoia: prime attestazioni a Salluzzo e Torino (21 23), dei libri di Zwingli. Il Dica era dipinto come Favorevolare alla vera religione. La moglie Margherita di Valois era sospettata di essere filo-ugonotta. Scoppiano condanne e arresti, affissa una pasquinata sulla cattedrale. Riformati sia patrizi, novili e artigiani. Genova: si parla id qualche germoglio di eresia. Circolano Lutero e Malentone. Il commerciante Bartolomeo Bartoccio accusato di commerciare libri eretici, estradizione a Roma e rogo. Lombardia: Milano: si diffondo versi inneggianti a Lutero, nel 23 il primo bando di Fr Sforza. I primi riformati sono ecclesiastici, agostiniani. Cremona: considerato lepicentro del dissenso, Bartolomeo Maturo uno dei primi esuli. Mantova: Vergerio chiese aiuto al cardinal GonzagaMN viveva lurgenza di riforma, di confronto, circolavano libri e predicatori, no barriere sociali tra chierici e laici, nobili e commercianti. Il cardinale era pieno di libri luterani, seppur egli fosse prudente, si crea una vera setta, protetta da autorit complici. Domini estensi: cera Renata di Francia, calvinista, punto nodale del dissenso italiano (sembra che Calvino abbia soggiornato a Fe). Partecipava alla santa cena calvinista, ospitava sospettati di tutta Italia. Il marito duca fu costretto a

farle un processo e ad arrestarla nelle sue stanze. Morto il duca torna in Fr a offrire asilo ai correligionari. Modena era infestatissima. Bologna: era territorio papale, ci sono poche notizie. Il francescano Giovanni da Fano predica ai semplici. Sembra ci sia stato un gruppo di intellettuali che parlavano di Erasmo. Di qui pass Camillo Renato, leretico siciliano e tutti erano solidali nel proteggersi e nel passarsi i libri. Nel 47 fu sede dellassemblea conciliare e vennero ecclesiastici da tutto il mondo, che la definirono piena di eretici. Romagna. Es a Imola e a Faenza, nel 47 il fornaio Fanini abiura e viene giustiziato a Fe, esempio di martirio eroico. Toscana. Firenze: tradizionale profetismo savonaroliano, antica avversione contro la tirannide clericale. Brucioli, traduttore della Bibbia, esiliato per letture pubbliche. Diffusione ereticali nel breve periodo repubblicano, col ritorno die Medici leresia non tocca il pop, ma alcuni funzionari vicini a Cosimo. Pisa: comunit intorno a Bernardo Ricasoli . Siena: fraAgostino Museo. Ma soprattutto i figli del giurista Sozzini che gettarono le basi di un antitrinitarismo e un socinianesimo europeo. I gesuiti si impegnarono per stroncare leresia senese. Grosseto: medico Benvoglienti e notaio Cioni. Lucca: minaccia di indipendenza politica dai Medici, circolazione di libri, a Roma si diceva che era il luogo pi corrotto, e il movimento ereticale seppe durare nel tempo, protetto da prudenti cautele e complicit. Tentativo di introdurre lInq fallito. Da tutta la Tosc tantissimi gli esuli a Ginevra. Sud. Poche eresie, poche attestazioni. A Na circolano diversi libri proibiti, e in Calabria e nelle Puglie. Pi che altro la Sicilia a raccogliere attestazioni ovunque. Coinvolti frati, preti, maestri, mercanti, librai e avvocati. A Messina scomunicato Spadafora e processato. A Palermo Ferito e Camillo Renato. Sardegna: presenza limitata, solo qualche studente erasmus. Roma. Nel palazzo romano del cardinal di Mantova, lagostiniano Seripando, Bernardino Ochino, gli spagnoli Zorrilla e Diego de Enzinas, Paolo III allinizio sembr sollecitare una riforma, Giovanni Morone il nunzio fu accusato di eresia.

4 Modena infetta dal contagio di diverse eresie come Praga Filippo Valentini leggeva e commentava in pubblico in Vangelo attirandosi lirritazione dei domenicani. Gli ordini

religiosi erano decaduti anche a Mo e listituzione ecclesiastica. Il vescono era Giovanni Morone che tra il 36 e il 42 era in Germania. Il vicario Sigibaldi lo teneva informato: il contagio eretico abbracciava anche preti e un gruppo di laici dellAccademia tra i quali il Valentini e Ludovico Castelvetro. Il Sigibaldi definisce la citt piena di eresie come Praga e chiede che si mandino degli inquisitori perch nessuno qui denuncia nessuno. Il vicario infatti ammette la sua impotenza. Viene scomunicato don Giovanni Bertari per aver attaccato voti e digiuni, Sighizzi sotto processoin realt la vita religiosa della citt si sottraeva allautorit episcopale anche grazie a unincertezza normativa. Sembra quasi che abbiano abbracciato tutte le eresie germaniche. Il vescovo voleva passare alle maniere forti ma non era facile, occorreva un chiarimento dottrinale perch tutti si sentivano in diritto di parlare di fede e opere, predestinazione e e arbitrio. Nel 42 Morone rientra a Modena. Ora comincia una grande trattativa con i moderati dellAccademia per indurli a scrivere una confessio fidei per attestare la loro ortodossia. Rifiutarono, ma si decisero a scriverne uno solo quando venne istituito in SantUffizio, nel tentativo di salvare qualcosa. Infine dovettero rinunciare. Quasi tutti decisero di piegarsi anche solo simulando, un modo per adeguarsi al conformismo ufficiale senza rinunciare alle proprie dottrine ma cmq era fallito in tentativo di promuovere un rinnovamento allinterno della Chiesa romana. Il ruolo dellAccademia sempre pi marginale: Valentini scappa e si rifugia in campagna, Francesco Porto va da Renata di Francia, inoltre a nessuno stata risparmiata lumiliante sottomissione al formulario di fede. Nel 43 Morone riparte e Sigibaldi ricomincia a denunciare nuove infezioni luterane che parte dai ricchi fino ai tessitori e falegnami. Morone invi due predicatori Bernardo de Bartoli e Bartolomeo della Pergola entrambi sospetti deresia! Del resto il vescovo stesso sembrava coinvolto in scelte religiose simili a quelle dellAccademia, avendo offerto anche coperture a personaggi sospetti. Un francescano lo denuncer al duce estense Morone rinuncia alla diocesi di Modena. Sale Egidio Foscarini nel 50 che per mantiene una linea moderata evitando lintervento dellInq. I processi del suo episcopato colpirono artigiani un libraio (Gabaldino) ma nessun dotto o patrizio. Ma diventa papa Paolo IV nel 1555 e inizia una stagione di repressione. Gabaldino viene imprigionato e poi fatto abiurare. Tutti fuggono dalla citt, solo Bonifacio Valentini (lo zio o nonno) si costituisce e deve abiurare. Il nipote era minacciato di condanna a morte e esili nei Grigioni dove pian piano abbandon la questione religiosa. Anche Castelvetro fugg. Le dottrine eterodosse continuarono a Mo dentro le case private, si facevano le sante cene, segno maturo di distacco. Grazie al nicodemismo leterodossia dura molto ma poi viene eletto papa Pio V che user lInq facendo decine e decine di processi a Mo. Nel 67, quando erano quasi tutti debellati, il papa concede di assolvere ogni eretico se si fosse costituito occasione di scaricarsi la coscienza ma anche di far la spia perch era obbligatorio.

5 Vicende individuali e circolazione di ideeTutta lIt era infetta, colpa degli ordini che non sapevano tener buoni i loro eretici. Circolavano predicatori e libri, uomini e idee.

Uomini religiosi. Gianbattista Pallavicino: carmelitano di bo accusato di aver detto frasi erronee, poi assolto, e riaccusato alla corte di Fr, estradizione a Roma, lo libera Margherita dAustria. Agostino Mainardi: lombardo eterodosso che diventa priore a Pavia, fa delle omelie a Roma, processato e fugge nei Grigioni. Niccol da Verona: omelie eretiche, fugge, viene arrestato dal governatore di Mi, ma poi fugge a Trento. Ambrogio Cavalli: prende tesi erasmiane durante gli studi, fa omelie a Mi, deve abiurare e poi diventa elemosiniere di Renata di Fr ma il duce lo fa fuggire in Svizzera, viene arso. Giulio della Rovere: polemiche sulle omelie, arrestato, sequestro di lettere sospette e libri eretici, fugge nei Grigioni e diventa pastore calvinista. Brigantino da Colle Val dElsa: tiene delle omelie a Parma, rimprovero verbale ma continua a predicare a Fe e Padova, arresto dellInq. Andrea Ghetti da Volterra: omelie mantovane apprezzate dal cardinal Ercole Gonzaga, pubblica un discorso sulle opere e la fede, processo e assoluzione dellInq ma predica a Na, Ve, Fe, Ge, ora costretto allabiura, prediche a Bo e da Renata di Fr, rinchiuso ma fugge, preso e assolto, prediche a Bo, Mess, Mi, Fi. Bartolomeo Fonzio: denunciato dal Carafa in quanto responsabile del dilagare delleresia in terra veneta ma grazie a dei patrizi fugge in Germ, apparente moderazione, irenismo. Andr a Roma per avere unassoluzione definitiva, scrive un Catechismo da sopporre a controllo e viene ripreso dalla Chiesa, ma fa omelie a Mo, Marche, Cittadella, viene riportato a Roma, rifiuta labiura e viene annegato dopo aver consegnato una coraggiosa Fidei et doctrinae ratio. Ma il pi acclamato predicatore era il generale dei cappuccini Berardino Ochino che dovette fuggire a Ginevra lasciando tutti stupefatti, era contesissimo, grande veicolo di propaganda ma era molto cauto e allusivo fomentando un clima di curiosit. Predica ovunque (ro, bo, fi, fe, ve, na). Anche i canonici lateranensi Vermigli e Chizzola fuggirono in Svizzera. Infine cerano molti spostamenti da un convento allaltro come Francesco Negri, uno dei primi esuli, o il semplice prete secolare Pietro Manelfi. Uomini laici. Il piemontese Celio Secondo Curione, insegnante a Mi, si rifugia a Ve, da Renata di Fr, da una famiglia a Lucca e in Svizzera. Aonio Paleario: professore accusato di luteranesimo, fugge e scrive Actio in pontifices Romanos, decapitato e arso. Francesco Porto: prof a Mo di greco, legato allAccademia, nicodemico, precettore delle figlie di Renata, cacciato dal duca e va a Ve, denuncia, abiura, Grigioni. Tra i laici cerano anche persone pi modeste come il libraio Antonio Gadaldino (spola tra Mo e Ve), il mercante Bergomozzi (un capo della comunit di mo), tessitore di bolo Bavellino, lartigiano GiovanBattista Scotti sempre a bo.

6 Da Erasmo al Beneficio di Christo. Non esiste una chiave confessionale per interpretare la Riforma in Ita, ci sono troppi elementi specifici. Lutero era

per gli italiani una sorta di archetipo, un oceano dal quale sgorgano tutte le eterodossie diverse. Si credeva fosse una persona autorevole ma non per questo piena di Spirito di Dio, per questo ci si sentiva legittimati a cogliere solo qualche aspetto della sua dottrina. Il testo che circolava di pi, il Beneficio di Christo ha infatti unimpronta valdesiana. Senza una struttura ecclesiastica e senza un centro egemonico, il libero confronto che si sperimentava era molto ingenuo sotto questottica si comprende il perch si parli di una Erasmo luterano. Quando poi finisce la spinta riformistica, i resti sono quasi tutti orientati vers...

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