Significato Lettere Ebraiche

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Significato Lettere Ebraiche

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  • LE LETTERE DELLALFABETO EBRAICO

    La tradizione orale spiega che le ventidue lettere dellalfabeto ebraico sono le energie spirituali che Dio us nellopera della Creazione. Ovvero, nel pronunciare i dieci storici vi sia: Dio disse: Sia la luce! E la luce fu; Dio disse: Ci sia un firmamento tra le acqueE cos fu; Dio disse: Vi siano dei luminari (Gen.1), Dio combin e permut le singole lettere dellalfabeto ebraico, che divennero di fatto i mattoni della Creazione e che tradussero il volere divino in realt.

    La comprensione di questo concetto pu essere facilitata anche dal confronto dei due significati della parola ebraica dvr, che vuole dire parola, ma anche cosa (la cosa creata dalla parola). La tradizione orale chiama le lettere evenim, ossia pietre, il materiale di base con cui Dio cre il mondo.

    Tutta la tradizione ebraica attribuisce al proprio alfabeto un valore spirituale, etico e psicologico che non si riscontra in alcuna altra lingua. Lo studio del simbolismo, della forma, del valore numerico e degli insegnamenti legati a ogni lettera ha ricoperto una ruolo fondamentale per tutti i grandi saggi della tradizione ebraica. Ogni lettera ha tre livelli: forma, suono e valore numerico.

    difficile far comprendere, soprattutto a chi non conosce lebraico, la particolarit di questa lingua sacra. Rav Tzvi Inbal disse: Il rapporto esistente tra lalfabeto ebraico e le parole della lingua ebraica uguale a quello che lega gli elementi chimici alle formule La lingua ebraica non ha nulla di arbitrario; al contrario, una descrizione precisa e matematica dei fenomeni che rappresenta.

    Come in chimica ogni formula indica gli elementi che compongono la materia, cos le parole ebraiche sono composte da lettere che ne descrivono lessenza. Il termine con cui si allude infatti al concetto di scrittura ketav auri (scrittura che conferma), che rafforza il significato delle parole. Ecco un esempio:

    Prendiamo per esempio la parola zen, orecchio. Letimologia della parola ebraica zen composta da lef, zyin e nun: iniziali di Dio; zan (nutre), nfesh (lanima). Lorecchio dunque il mezzo attraverso cui lanima recepisce il messaggio divino.

    importante notare inoltre che, se la scienza medica ha scoperto solo di recente che lorecchio la sede dellequilibrio, la lingua ebraica aveva da tempo chiarito questa funzione, esplicitando lassociazione tra i due concetti, come dimostrato dalle parole che li definiscono: zen (orecchio), e izn (equilibrio).

  • Valore numerico 1. La lettera Alef, oltre ad essere la prima lettera dellalfabeto, rappresenta anche il numero uno, in ebraico ehd. Il valore numerico del termine ehd 13, lo stesso della parola ahavh. La Alef dunque rappresenta sia lunicit di Dio sia il suo amore verso le creature. La forma grafica della lettera Alef simboleggia anche la natura infinita ed eterna di Dio. Essa consiste di tre parti: il segmento superiore destro una Yod, quello inferiore sinistro anchesso una Yod, e queste due lettere sono connesse da una Waw diagonale. Ogni Yod vale 10, e la Waw vale 6. La somma 26, che esattamente il valore della somma delle lettere del Nome Divino formato da quattro lettere (Tetragramma: Yod=10, He=5, Waw=6, He=5). Questo il nome che rappresenta Dio come Eterno, perch con queste quattro lettere si possono formare le parole HAYA (era), HOWE (presente) e IHIE (sar).

    Tutte le grandi cose si fanno con un primo piccolo passo. Mattone su mattone si costruisce una casa. La Alef (uno), cresce e diventa elef (mille), semplicemente cambiando una vocale.

    Con la lettera Alef iniziano le parole ebraiche alf (comandante, insegnante) e r (luce). La Alef ci inizia dunque allidea dellapprendimento, allo studio e alla conoscenza della luce, la Torah.

    Alef viene anche associata allaria. awir (aria), ha tutte le lettere della parola r (luce), pi la lettera yod. Non a caso i Salmi si concludono con il versetto kl hannemh tehalll Yh, ogni anima loder lEterno. Versetto che si pu leggere non solo come ogni anima, kl hannemh, bens ogni respiro, kl hanneimh, lodi lEterno. La lettera Alef non si pronuncia; quel moto di labbra e laringe che precede ogni articolazione, la voce del respiro prima di ogni parola (Elena Loewenthal)

    Alef anche liniziale della parola dm (uomo), la pi nobile delle creazioni di Dio, e quindi il nome dm che deriva dallimperativa di assomigliare a Dio, Admeh leEln (assomiglier allAltissimo). La somiglianza di Adamo alla Divinit consiste nella sua capacit di emularne il desiderio di contenere ed emanare r e ahavh, luce e amore. Se questo non si verifica, la parola dm si scompone in -dm, cio la Alef di sangue, espressione che allude alla sofferenza dellumanit che si rifiuta di somigliare a Dio.

    Le tre lettere che formano la parola DM alludono allunicit dellessere umano: Alef per DM (uomo), Daleth per DIBUR (la capacit di parlare), Mem per MAASE (la capacit di fare).

    Ma come pu una persona semplice raggiungere la saggezza della Torah, che profonda come il mare? Come fa un principiante a partire dal riconoscere una Alef per diventare un ALUF (maestro) di Torah? La risposta data nella Torah stessa: Questo comandamento che oggi ti do, non troppo alto per te, n troppo lontano da te. Non nel cielo Non di l dal mare Invece questa parola molto vicina a te; nella tua bocca e nel tuo cuore, perch tu la metta in pratica (Deut.30:11-14). Per spiegare questo, un Midrash descrive un ignorante che entra in Sinagoga. Vedendo la gente che studiava la Torah, chiese: "Come posso io studiare tutto questo?" Chi ascoltava gli rispose: "Comincia con l'alfabeto, continua con le Scritture, e

  • quindi vai avanti con il Mishnah e la Gemara". Dopo aver sentito ci, egli pens e concluse: "Come far a studiare cos tanto?" e se ne and.

  • Valore numerico 2. Con la lettera Beth inizia la parola berh (creazione). La lettera Beth rappresenta benedizione e creazione; dualit e pluralit. Dato il suo valore numerico di 2, la Beth rappresenta il concetto di dualismo, concetto che implica diversit in ogni parte della berh. Associando la creazione al dualismo, si spiega il motivo della diversit, della pluralit, presente nel creato; solo Dio Unico e Assoluto. La Beth dunque simbolo del nostro mondo, poich ogni cosa terrena caratterizzata dalla pluralit.

    Letteralmente Beth significa casa, ed allude sia al punto pi santo della terra, (BETH HAMIKDASH, il Tempio di Gerusalemme) sia alla casa (Bayit) dell'uomo, casa che egli pu trasformare in un BETH HAMIKDASH KATAN, un santuario in miniatura. La parola bayit significa sia casa sia donna. Alla donna in particolare stato assegnato il difficile compito di far penetrare lo spirito divino nella sua casa. La differenza tra il valore numerico di Mikdash (tempio, 444) e Bayit (casa, 412) 32, ovvero il valore numerico di Lev (cuore). Questo cinsegna che soltanto mettendo il proprio cuore in una casa si pu trasformarla in un tempio.

    Appare simbolicamente significante che v (padre) ed m (madre), entrambi iniziano con la lettera Alef, mentre bn (figlio) e bat (figlia) iniziano con la lettera Beth.

    Beth sta per Bn bn (tra... e tra), ovvero per la capacit di differenziazione e deduzione. Questi sono i tratti intellettuali che generano la Bnah (comprensione, intendimento). La radice di dm (uomo) viene da dmah (confronto). L'uomo caratterizzato dalla sua capacit di confrontare e mettere in contrasto, di distinguere e differenziare, di analizzare e comprendere. Bnah anche la base dell'etica. Nella Amidah, la prima richiesta per i nostri bisogni fisici e spirituali non la preghiera di aver successo nella nostra lotta quotidiana per il pane, ma di avere Bnah e saggezza. Dio apparve al re Salomone in sogno e gli chiese: "Chiedi quello che vuoi chio tin dia", e Salomone rispose: "dai al tuo servo un cuore intelligente ondegli possadiscernere il bene dal male" (1Re 3:5,9)

    La forma della lettera Beth rappresenta una casa con un lato aperto, per insegnarci che la nostra Bayit (casa) deve essere aperta agli ospiti.

    Secondo un midrash la Beth fu scelta per iniziare la Torah (con la parola Bert (n principio) perch con essa comincia la parola berkh (benedizione), in quanto il fine della Torah portare benedizione al mondo.

  • Valore numerico 3. La lettera Ghimel rappresenta la beneficienza.

    Dice il Midrash: "Perch la Beth guarda la Ghimel, e la Ghimel da le spalle alla Beth?"

    Perch Beth rappresenta la Bayit (casa) aperta a tutti. La Ghimel rappresenta il Ghever (uomo), che vede una persona bisognosa sull'uscio e si volge verso di essa per porgerle cibo.

    Il valore della Ghimel tre, numero che allude al concetto che due fattori opposti devono mescolarsi per formare una terza entit. Il Maharal spiega che l'unicit della Alef denota la perfezione che esiste solo in Dio, la dualit della Beth implica diversit, eterogeneit e molteplicit. Comunque la Ghimel significa la capacit di neutralizzare le forze contrastanti per unirle in una unit pi coesa e duratura. Alludendo a questo principio, il Re Salomone dice : "una corda a tre capi non si rompe cos presto" (Eccl.4:12). L'uomo superiore agli animali perch la sua esistenza non dipende solo dalla partecipazione del maschio e della femmina, ma dalla partecipazione di Dio, che d all'uomo il suo Spirito e lo eleva al di sopra delle altre creature (Rashi).

    La Ghimel parente di Gml (svezzare), che significa nutrire sino alla maturazione. "Il bambino dunque crebbe e fu divezzato" (Genesi 21:8); qui Gml significa lo sviluppo di un infante sino al punto in cui pu vivere senza l'allattamento. Il portare a maturit considerata unazione benefica e costruttiva che aiuta il prossimo, cosi come il termine Gemilut Kesed (fare un gesto buono) usato per descrivere una buona azione. La forma