VALUTAZIONE DEL RISCHIO NUTRIZIONALE IN SOGGETTI 2012 VALUTAZIONE DEL RISCHIO... · nutrizionale, che

  • View
    215

  • Download
    0

Embed Size (px)

Text of VALUTAZIONE DEL RISCHIO NUTRIZIONALE IN SOGGETTI 2012 VALUTAZIONE DEL RISCHIO... · nutrizionale,...

VALUTAZIONE DEL RISCHIO NUTRIZIONALE IN SOGGETTI ANZIANI ISTITUZIONALIZZATI

E noto come lattuale processo demografico si caratterizzi per una graduale riduzione dei livelli di mortalit in tutte le classi di et con un consistente incremento delle coorti di soggetti pi anziani: quasi un italiano su 5 ha infatti pi di 65 anni e gli over 80 sono ormai pi del 5% della popolazione. Il diritto alla longevit si accompagna spesso, per, ad una maggiore condizione di fragilit che pone lanziano in una situazione di pi elevato rischio di peggioramento o declino rapido ed improvviso della sua salute, spesso con comparsa di disabilit, perdita di autosufficienza, cadute, necessit di ospedalizzazione ecc. Questo dunque lo scenario che ha originato la riflessione sul problema, troppo spesso sottovalutato se non addirittura ignorato, del rischio di malnutrizione per difetto in target fragili di popolazione, come appunto gli anziani. DA DOVE SIAMO PARTITI: 2007 LAzienda USL 3 di Pistoia non disponeva di dati primari riferibili al rischio nutrizionale presente nella popolazione anziana assistita in proprie strutture e ci ha motivato la necessit e lurgenza di intraprendere uno studio condotto ad iniziare dallanno 2007 (studio-pilota), dal personale dellUFS Igiene degli Alimenti e Nutrizione in collaborazione con il Dipartimento di Sanit Pubblica dellUniversit degli Studi di Firenze. Le prime rilevazioni, effettuate su un gruppo di soggetti (n. 36) con et >70 anni ospiti di una RSA dellAzienda USL3, hanno evidenziato una notevole concordanza con i dati presenti in letteratura: il 37,5% degli anziani presenti nella RSA risultato ad Alto Rischio. Lanalisi ha inoltre evidenziato la mancanza totale di consapevolezza da parte dei professionisti sanitari sullimportanza di effettuare una valutazione routinaria del rischio di malnutrizione. Lobiettivo primario di questo progetto stato quello di sperimentare lefficacia di una procedura che consentisse di rivelare precocemente le situazioni di rischio nutrizionale nella popolazione anziana istituzionalizzata, al fine di individuarne le cause pi frequenti e stabilire priorit e strategie di intervento, anche attraverso la realizzazione di alleanze virtuose con i soggetti istituzionali, del mondo professionale e della societ civile.

STRUMENTI UTILIZZATI: MUST La valutazione del rischio nutrizionale stata effettuata utilizzando un semplice strumento di screening - Malnutrition Universal Screening Tool (MUST ) - validato a livello internazionale dal Malnutrition Advisory Group (MAG) - economico, non invasivo e di facile esecuzione anche da parte di personale assistenziale con competenze non specificamente maturate nel settore nutrizionale, che prevede la rilevazione del peso corporeo, della lunghezza dellulna e della circonferenza del braccio. Questo strumento consente la classificazione dei soggetti in tre classi di rischio - basso, medio o alto - sulla base del punteggio complessivo ottenuto. SITUAZIONE RISCONTRATA

Assenza rilevazione parametrici antropometrici Assenza di idonea bilancia pesa persone Assenza di valutazione del grado di disfagia eventualmente presente Lacunosa comunicazione tra gli operatori sulle scelte alimentari effettuate dagli ospiti nei

singoli pasti Assenza di registrazione degli intake alimentari Assenza di procedure codificate per lutilizzo di diete speciali (es. in caso di diarree,

vomito, ecc.) Suggerimenti:

Acquisto di idonea bilancia Introduzione di procedure per incrementare in maniera semplice e vantaggiosa la densit

energetica degli alimenti comunemente presenti nel pasto Elaborazione di specifici protocolli in relazione alle criticit rilevate Formazione e addestramento del personale della struttura su tematiche igienico-nutrizionali

e relative alla valutazione del rischio nutrizionale.

2008: DEFINIZIONE DI UN PROGETTO PIU ALLARGATO

La convinzione di poter potenziare, con un minimo impiego di risorse e tempo, la qualit del percorso assistenziale della nutrizione, con particolare attenzione alle fasce fragili di popolazione, ha dato origine ad un progetto di ben pi ampio respiro - recepito ed inserito nel Piano Integrato di Salute 2007-2009 della Az. USL 3 di Pistoia - che ha coinvolto nel corso dellanno 2008 cinque RSA della Zona Pistoiese. Una prima valutazione, condotta nella primavera del 2008, ha permesso la valutazione di 155 soggetti (114 femmine e 41 maschi) con unet media di circa 82 anni presenti nelle cinque RSA coinvolte: Bonelle, Cantagrillo, Le Lame, Caselli, Villa Serena.

Non sono state rilevate differenze statisticamente significative nelle cinque strutture assistenziali per identit di genere, et e livello di rischio di malnutrizione per difetto. Nel 25,8% dei casi (40 soggetti) stato riscontrato un livello di rischio medio (5,2%) o alto (20,6%). La valutazione del livello di rischio, riferita ad ogni anziano osservato, stata quindi inviata ai Responsabili delle singole RSA per linserimento nella cartella personale degli ospiti, per consentirne la consultazione anche da parte dei MMG e meglio governare cos quella frammentariet e variabilit spesso riscontrabili nel processo assistenziale della nutrizione.

PRIMA VALUTAZIONE

255

294

333

382

301

NN soggettisoggettiRSARSA

155 SOGGETTI155 SOGGETTI

(114 F, 41 M)(114 F, 41 M)

Nei soggetti a medio ed alto rischio sono stati inoltre determinati mediante pesatura degli alimenti somministrati e di quelli non consumati gli introiti alimentari suggerendo, nel contempo, la somministrazione di pasti ad alta densit energetica ottenuti mediante fortificazione del menu quotidiano con ingredienti ricchi in proteine e calorie (formaggio grattugiato, formaggio cremoso, olio extra vergine doliva o panna liquida). Lintroito energetico medio nelle RSA risultato pari a 578,2 kcal per pasto principale, decisamente inferiore rispetto ai fabbisogni stimati per la popolazione anziana >60 anni, ovvero 700-800Kcal al netto dellauspicato svolgimento di attivit. La fortificazione eseguita mediante luso di semplici prodotti alimentari consente, infatti, un incremento dell'introito energetico (+464 kcal) e proteico (+15,3 g), permettendo il contenimento del volume del pasto ed anche un significativo risparmio economico rispetto allutilizzo di un supporto nutrizionale (- 6,00/-6,50 ). Oltre alla fortificazione del pasto, per accrescere l'introito energetico giornaliero, stata suggerita l'introduzione di latte, creme, budini e cioccolato da proporre come snack.

Fortificazione Alimenti naturali Integratore alimen tare

Componenti Parmigiano 40 g

Panna liquida 40 g Olio 20 g

n. 2 integratori normocalorici da 200 ml

Valore nutrizionale 464 kcal, proteine 15,3 g, lipidi

44,2 g, glicidi 1,4 g 400 kcal, proteine 40 g, lipidi 8,4 g, glicidi

41,2 g

Prezzo 1,50-1,60 3,00-4,00

Confronto tra la fortificazione naturale del pasto e l'uso di integratori alimentari

Maln

utr

itio

n U

niv

ers

al Scre

enin

g T

ool

Maln

utr

itio

n U

niv

ers

al Scre

enin

g T

ool

P eso (bilancia a pedana)

Determinaz ione della lunghezza ulnare

Determinaz ione della circonferenza del braccio

Valutazione degli introiti

alimentari per 3 gg

S omminis trazione di pas ti

ad alta dens it energetica

??

Informativa al MMG

Informativa al res ponsabile della R S A

S econda valutaz ione dopo 4 mes i

DIPARTIMENTO DI PREVENZIONE Unit Funzionale Igiene degli Alimenti e Nutrizione

DIPARTIMENTO DI SANITA PUBBLICA Universit degli Studi di Firenze

Aumentare la densit energetica delle preparazioni alimentari non difficile n impegnativo.

Frazionare i pasti e prevedere possibilmente 2 spuntini fra i pasti principali .

A colazione: dovrebbe essere incrementato lutilizzo di latte intero, burro, marmellata, zucchero, miele, cacao, merendine dolci, biscotti (anche granulato) tipo frollini, cioccolata spalmabile (tipo nutella).

A pranzo e a cena: dovrebbe essere incrementato, in sintonia con il gusto delle singole persone: - lutilizzo di formaggio grattugiato tipo grana (almeno 30 g a pranzo e 30 g cena) e di olio extravergine doliva (almeno 5 cucchiai al giorno) da ripartire nelle varie pietanze; - di formaggi cremosi (tipo robiola, mascarpone, stracchino); - di panna liquida o besciamella da aggiungere alle preparazioni modificate nella consistenza - frullate o tritate particolarmente adatte a soggetti disfagici e/o edentuli, ai piatti unici, alle zuppe ed anche ai passati di legumi o verdure; - di yogurt intero zuccherato e aromatizzato; - di preparazioni ipercaloriche ad elevata palatabilit come budini, creme, frullati di frutta con aggiunta di zucchero e panna liquida, ecc.

Negli spuntini: dovrebbe essere favorito il consumo di yogurt intero zuccherato e aromatizzato, biscotti, merendine dolci, gelato (crema o cioccolato, stracciatella o simili), preparazioni ipercaloriche ad elevata palatabilit come budini, creme, frullati di frutta con aggiunta di zucchero e panna liquida, cioccolato (30-40 g).

Situazioni particolari legate a specifiche patologie (es. malassorbimenti, IRC, Parkinson, diabete con scompenso glico-metabolico, ecc), nutrizione enterale necessitano sempre di una valutazione dietetica personalizzata.

GUIDA PER UNA ADEGUATA ALIMENTAZIONE IN SOGGETTI A RISCHIO DI MALNUTRIZIONE

I suggerimenti elencati di seguito hanno l'obiettivo di aiutare una persona ad assumere una maggiore quantit di calorie a