MILANOLTRE 2011 Let's dance!

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XXV Edizione Teatro Elfo Puccini, PIM OFF, MAS dal 4 al 16 ottobre

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  • LETS DANCE!

    2011 XXV EDIZIONE

    4 | 16 ottobre 2011

    ph. L

    ois

    Gree

    nfiel

    d

  • Bill T. Jones e Arnie Zane, Fura dels Baus, La La La Human Steps, The Wooster Group, Peter Gordon & Love of Live Orchestra, Epigonen zlv, Anne Teresa De Keersmaeker con Rosas, Trisha Brown, Meredith Monk, Sankaj Juku, Karole Armitage Ballet, Jean Francois Du-roure, Robert Lepage, Lanonima Imperial, Maureen Fleming, Ellen Stewart, Slovensko Mladinsko Lubjana & Maribor, Studio Hinderik, Cesar Brie, Wim Mertens, La Monte Young, Balanescu Quartet, Gavin Bryars, Societas Raffaello Sanzio, OVertigo Danse, Sainkho Namtchylak, Rock in Lichen, Hanna Schygulla, Paolo Fresu, Frederic Flamand-Charleroi Danse, Hotel Modern, Compagnie Marie Choui-nard, Holy Body Tattoo, Tiger Lillies, Westbrook & Company, Teatro delle Ariette, Krypton, Transteatro, La Crus, Dominique Bagouet, Jean Claude Gallotta, Needcompany, Teatro Nazionale di Tunisi, Ludovico Einaudi, Rustaveli, Michelle Anne De Mey, NTN Napoli, Out Off, Carbone 14, Giorgio Battistelli e Studio Azzurro, Giovanna Marini, Teatro Rom Pralipe, Blok & Steel, Tenores di Bitti, Francesca Alfano Miglietti, Louise Bedard, Reinhild Hoffman, Teatro delle Albe, Hebbel Theatre, Enzo Cosimi, Marcido Marcidoris, John Lurie & Lounge Lizards, Danio Manfredini, Squat Theatre, Tero Saarinen, Luca Mosca, Cantieri Teatrali Koreja, Sud Sound System, Bitef Teatar, Teatro Malandro, Teatro Aperto, ATIR, Motus, Magazzini Produzioni, Teatridithalia, Nigel Charnock, Teatro di Dioniso, Teatrino del Rifo, Compagnia Florean, Tim Crouch, Mark Ravenhill, Wax Factory, Egum Teatro, Vesuvio Teatro, Thomas Hauert, Estelle Heritier, Accademia Artefatti, Yann Marussich, Odin Theatret, Anne Martin Ensamble, Marie Brassard, Michel Van der Aa, Barbara Hannigan, TeatrOfficina Zerogrammi, Amal Kenawy, Russell Barr, Rwanda 94, Jan Fabre, Gilles Jobin, Niconote, Antonia San Juan, Edoardo De Paiva Souza, Fatima Miranda, Yiraki Maqam Ensamble, Were Were Liking, Colaps, Dixie Funlee Shulman, Made in the Shade, Keramik Papier, Julie Dossavi, Kris Verdonck, Louis Andriessen, Sentieri Selvaggi, LOD, Merlin Spie, Bonachela Dance Company, Monstera Nicola Russo, Eeva Muilu, Nora Chipaumire, Caterina Sagna, Jose Navas Flak, David Leddy, Dot 504, Paolo Aralla, Luca Veggetti, Fattoria Vittadini, Paola Bianchi, Atelier di TeatroDanza Paolo Grassi, Cas Public, Zaches Teatro Daniel Leveille Danse, Odem, Lynda Gaudreau, Antonella Ruggiero, Monica Benvenuti, Francesca Breschi, Rotozaza, Sylvano Bussotti, Wajdi Mouawad, Dave Saint Pierre, Hofesh Shechter, Adriana Borriello, Bleach Blonde, Stephen Petronio, Alonzo King Lines Ballet. Milano, settembre 2011 Rino De Pace, direzione artistica MilanOltre

    ESISTE UN ALTRO TEATRO OLTRE IL MIO TEATRO era la citazione da Calvino per lapertura nel 1986 della prima edizione di Milano Oltre Festival fondato da Teatro dellElfo e Teatro di Porta Romana, da allora sostenuto da Comune di Milano, Ministero dello Spettacolo, Regione Lombardia e Provincia di Milano.

    Oggi MilanOltre compie 25 anni. ancora giovane, curioso e in perpetua evoluzione, e sempre in compagnia dei nomi pi interessanti della scena contemporanea.

    Lets Dance!

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  • 4Lontano, lontano, oltre Milano Sara Chiappori

    Milano non una citt per festival. Troppo distratta e convulsa per concedersi il lusso della lentezza necessaria alla scoperta, preferisce puntare su eventi da grandi numeri e impatto sicuro (vedi MiTo, giusto per fare un esempio) lasciando alllite di spettatori raffinati il gusto carbonaro di esperienze pi complesse, gratificanti ma inevitabilmente per pochi (vedi gli eroici Uovo e Danae). Ecco perch MilanOltre brilla come una bella eccezione: un festival capace di coniugare lattenzione a un pubblico non per forza di nicchia con lazzardo di proposte sfrontate, lintraprendenza di una gestione dinamica con il gusto di una festa aperta a tutti. Per dirla con un ossimoro, la realpolitik con lutopia. MilanOltre compie venticinque anni, traguardo importante e molto simbolico. Soprattutto se nel frattempo si passati da un millennio a un altro, navigando tra le turbolenze di unepoca fragile e inquieta. Una storia lunga un quarto di secolo che comincia nel 1986 quando, a tenere a battesimo MilanOltre sono due dei teatri pi vivaci della citt, lElfo e il Porta Romana che nel 1992, proprio grazie

    a questa joint venture, si fonderanno diventando Teatridithalia. Con lirruzione di MilanOltre sulla geografia culturale cittadina si infrange il tab dellesclusione di Milano dai circuiti della scena internazionale, si sabotano i sistemi a comparti stagni della programmazione teatrale, si d diritto di cittadinanza allibridazione di generi e linguaggi. Oggi sembra scontato, allora non lo era per niente. Nel frattempo sono nati altri festival capaci di sondare le liquide frontiere della creativit contemporanea, internet ha accelerato i processi di comunicazione e di scambio, i voli low cost hanno reso il mondo pi piccolo, ma nella Milano da bere, a met anni Ottanta, Londra, Bruxelles, Toronto, New York sembravano ancora molto lontani.La prima edizione dellottobre 1986 la promessa di quel che sar, parecchia danza ma con la netta predisposizione alla contaminazione: il coreografo francese Jean Claude Gallotta, la compagnia americana di Bill T. Jones e Arnie Zane (con Secret Pastures che contava sui graffiti di Keith Haring), i canadesi La La La Human Steps di Edouard Lock. Negli anni a venire seguono la scoperta della Fura dels Baus molto prima che diventasse patinato fenomeno di moda (per chi cera in quel 1987 allex Ansaldo, Accions cosa da

  • 5raccontare ai nipotini), di Robert Lepage, dei maestri della coreografia contemporanea. Con il succedersi delle direzioni artistiche MilanOltre traccia rotte diverse (la nuova scena italiana degli anni Novanta, le incursioni sulle frontiere transgender, la musica, la drammaturgia contemporanea, le performing arts), esplora senza pregiudizi territori e linguaggi, si concede salutari divagazioni. Sempre con lo spirito del viaggiatore, per. Mai del turista. Pi che un festival allavanguardia del nuovissimo a tutti i costi, una festa per spettatori curiosi e non addomesticati. Leducazione del pubblico alla voglia della scoperta il merito maggiore di MilanOltre, creatura longeva perch duttile (anche nello sviluppare strategie di resistenza alla contrazione dei finanziamenti), cosmopolita perch attenta alle mancanze sul territorio, al riparo dal rischio mainstream perch in costante movimento. Tutti ottimi motivi per augurarsi ancora molte edizioni in cui andare lontano lontano, oltre Milano.

    Oltre le convenzioniRenato Palazzi

    Difficile raccontare venticinque anni in poche righe.

    Nellinsieme, mi sembra giusto sottolineare che per anni - prima dellavvento di Uovo o di Danae - MilanOltre ha rappresentato lunico spazio milanese dove fosse possibile incontrare un teatro diverso, fuori dai canoni, che consentisse al pubblico di mantenere un contatto con quanto di pi vivo avveniva sulle scene internazionali.Va anche aggiunto che MilanOltre, storicamente, stata forse in assoluto la prima rassegna per la quale si fatto esplicitamente uso di un concetto che poi, negli anni, diventato di moda, quello di interdisciplinariet, di caduta delle divisioni fra i generi e i linguaggi. Per quanto riguarda le proposte in s, non saprei dire - in un panorama che spazia da Lepage a Meredith Monk, dallo Squat Theatre ai Sankaj Juku, dalla Socetas Raffaello Sanzio a Danio Manfredini - quali siano state pi o meno importanti. Va per certamente ricordato - per i confini estetici che ha spostato, per le grandi masse di spettatori che ha coinvolto - il forte impatto trasgressivo della Fura dels Baus dei primi anni.

    Un copyright che guarda oltreMaurizio Porro

    Tra le poche ma benemerite rassegne di teatro cittadine, partendo da quella del Thtre de lEurope

  • 6voluta allora da Strehler ed oggi declinata dal Piccolo anche in altre accezioni pi mediterranee, MilanOltre ha avuto nel corso del tempo, saggiando il polso di due generazioni, la fortuna di non essere soggetta a regole, generi, burocrazie estetiche o produttive. Colpi grossi, eventi come si dice anche a sproposito (ma non in questo caso), come Lepage o la geniale e irriverente Fura dels Baus, prima che arrivasse in un vecchio palco della Scala, accanto ad altri gruppi che proprio a Milano hanno avuto storiche benedizioni. La sua fortuna insomma stata e continua ad essere quella di non essere un festival assoggettato a una poetica ma di essere invece proprio la testimonianza della trasversalit proficua di un nuovo teatro che occupa e rinnova diversi campi, dalla danza alla prosa, dalla musica al musical, con un copyright che vive proprio di questa contiguit e questa complicit, sia da parte del palcoscenico sia della platea.

    Polaroid molto esplicite Ira Rubini

    Milano, 1987. Un gruppo di paolograssini (diplomandi alla Scuola dArte Drammatica Paolo Grassi) nerovestiti e poco-pi-che-ventenni si aggirano nei

    pressi dello Spazio Ansaldo, ex-cattedrale industriale da poco riconvertita a luogo performativo. Aspettano di entrare a MilanOltre, neonata rassegna troppo bella per essere vera. La citt la Milano da bere... per dimenticare: paninari cresciuti, pubblicitari rampanti, centri sociali in crisi e mastodonti del teatro di regia. Lo spettacolo di stasera Accions, di un collettivo catalano che pi bistratta il pubblico, pi lo conquista. Conoscevi gi la Fura? - La Fura des Bas... del Bau... - Fura dels Baus! - No, ma me ne hanno parlato dei miei amici di Barcellona - S, ma la Fura, se non la vedi, non puoi capire...Milano, 1997. Un gruppo di professionisti dello spettacolo nerovestiti e sulla trentina si aggirano nei pressi del Teatro di Porta Ro