RASSEGNA STORICA SALERNITANA

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  • A N N O I - N. i GIUGNO i 937 X V

    S p ed iz io n e in ab b onam en to p o sta le

    RASSEGNA STORICA SALERNITANA

    Diretta da A N T O N I O M A R Z U L L O

    A C U R A D E L L A S E Z I O N E D I S A L E R N O

    DELLA R. DEPUTAZIONE NAPO LETANA DI STORIA PATRIA

  • S O M M A R I O

    M. Galdi Per un luogo di Ora2o . . . . Pag. 3

    M. Della C orte Lorigine del nome di Positano . 9

    A. M arzullo L'elogiam di Polla, la via Popilia e1* applicazione della lei: Sempronia agraria del J3i a. C. 25

    E. Guariglia - V. Panebianco Term ini graccani rinvenuti nell antica Lucania . . . . . 58

    R. Canterella Dove sarebbe dovuta sorgere Platonopoli 92

    G. Chierici Il Duomo di Salerno e la Chiesa diMontecassino . . . . . . . . 95

    R. Trifone Censiles e angariarti nella vita agricola salernitana del Duecento . . . . . . i IO

    L. Giliberti La monetazione salernitana e gli studinumismatici inerenti . . . . . . 122

    E. Pontieri V arcivescovo Seripando e la Scuola Medica Salernitana . . . . . . . J 27

    M. De Angelis L ampliamento di Salerno alla finedel Cinquecento . . . . . . . 131

    L. Cassese I fondi membranacei dell' Archivio Provinciale di Stato di Salerno . . . . . . 153

    C. C an icc i Documenti sul 1799 nel Cilento . . 162

    N otizirio sistematico deile scoperte archeologiche nel Salernitano (V. Panebianco) . . . . . . .8 )

    Restauri di monumenti . . . . . . . 190

    Informazioni : La Biblioteca Provinciale di Salerno (A. Sinno) \ 9 l

  • RASSEGNA S T O R I C A S A L E R N I T A N A

    Diretta da A N T O N I O M A R Z U L L O

    C o m ita to D ir e t t iv o : M . D E L L A C O R T E - C . C A R U C C I

    V . P A N E B I A N C O - Segre ta rio d i R ed a zio n e

    A C U R A D E L L A S E Z I O N E D I S A L E R N O

    DELLA R. DEPUTAZIONE N A PO LETA N A DI STORIA PATRIA

    Il l '

    Condizioni di abbonamento. - Ita lia e C o lo n ie L 3 o - E stero L . 4 5

    U n fascico lo separato L. i o .

    L a b bonam en to decorre dal 1 . gen n a io di ogni anno e, non

    disdetto entro 1 anno solare, s in tend e r innovato .

    G l i abbonati a l la R a sseg n a sono considerati S o c i d e l la S ez io n e

    di S a lern o della R . D e p u ta z io n e N a p o le ta n a di S to n a Patria . A questo

    in d ir izzo sar rivo lta tutta la corrispondenza per quanto concerne

    l A m m in is tra z io n e d e l la R assegna e ogni altra attivit d e l la S ez io n e .

  • Questa Rassegna ha lo scopo di render no ti, d i volta in

    volta , i risultati delle ricerche e degli stud i, che conferiscano

    alla m igliore conoscenza della storia e della civilt del

    Salernitano.

    C om e tale, non solo Rassegna docum entaria della tti-

    v ita della Sezione Salernitana della R. D eputazione N apole -

    tana di Storia Patria e degli altri Is titu ti che svolgono in

    Provincia opera scientifica affine, m a anche, e soprattu tto ,

    sussidio indispensabile a chi voglia accingersi alle prim e

    com plete e soddisfacenti ricostruzioni del passato di una

    regione, come questa d i Salerno, non ancora abbastanza nota,

    e spesso anche m al nota, in tu t ti i suoi m o m en ti storici e le

    sue m anifestazion i d arte e d i civilt.

    Possa il fervore dei ricercatori e degli studiosi in terra

    salernitana corrispondere all imperiosa esigenza di avere al

    pi presto, pron ti per lo stud io , tu t ti gli e lem enti u tili e n e

    cessari perch le a fferm azioni nobilissime del passato di questa

    Provincia abbiano fina lm ente il loro giusto rilievo nel grande

    quadro della storia antica e nuova d Italia.

    Il che , per noi tu tti , un preciso dovere, nel rinnovato

    clima fascista e imperiale della Patria.

    Bibliotecario

    |

    jIm.soh i >V35O

  • Per un luogo di Orazio(e p . 1 1 5 , w . 1 sg g .)

    E noto il luogo oraziano (epist. I 15, w . 1 sgg) dove il poeta, rivolgendosi allamico V aia, gli chiede inform azioni sul clima, sugli ab itan ti, sul v itto ecc. delle due localit di V elia (1) e di Salerno, se m ai gli convenga andare ivi a fare la cura dei bagni freddi per prescrizione del medico A nton io M usa.

    O razio era solito recarsi prim a, du ran te 1* inverno, a Baia, assai rinom ata nellan tich it per i bagni caldi, qu an tu n q u e non solo alle acque dovesse la sua rinom anza, a cui accennano rip e tu tam ente i poeti augustei (oltre gli augustei, vi accenna anche A u sonio del IV sec., per ricordare solo questo nome), m a anche, e sopra ttu tto , alla v ita m olle, licenziosa e corrotta, tu tta ded ita ai piaceri, che vi si trascorreva liberam ente.

    M a dopo che A ntonio M usa aveva guarito con la cura dei bagni freddi una grave m alattia di A ugusto , venne di m oda tale cura, e m olti, anzich recarsi alle tiepide acque di Baia, pensarono bene di rivolgersi altrove per trovarvi la loro guarigione. A nche il V enosino costretto a fare altre ttan to ; e per prim a di decidersi a lasciare Roma, chiede a V aia

    quae sit hiem s Veliae, quod caelum , Vaia, Salerni, quorum hom inum regio et qualis via...

    (1) Orazio non sa decidersi per- Velia o per Salerno. Quanto a Velia, giova ricordare che il - clima vi era assai riputato per la sua dolcezza ; e Paolo Em ilio per consiglio dei medici vi si sarebbe recato negli ultimi giorni della sua esistenza, coli la ferma fiducia di poter prolungare una vita che gli sfuggiva per sempre'. Cfr. Plutarco, c. 39.

  • ~ A -

    N atu ra lm en te il poeta si accinge a lasciare, n on senza un certo rim pian to nellanim o, i luoghi soliti di cura, come si pu facilm ente arguire dalle sue parole, quali

    ............ et tam en illism e facit inv isum , gelida curri perluor unda per m ed iu m frigus.

    E sem pre rivolto a Baia il suo pensiero, m en tregli proprio nel cuore dell inverno deve bagnarsi nellacqua gelida, con rischio, pensa, della sua salute a cui teneva tan to . E per ricorda con n o stalgia i boschetti d i m irto (m u r te ta ) presso Baia, dove erano esalazioni di vapori caldi dal suolo, e qu ind i di azione sudorifera, che guarivano le m alattie inveterate o croniche (i), e im m agina che10 stesso vicus d i Baia si dolga che gli am m alati ora p i non lo frequen tino , m a gli abbiano preferito C hiusi ed il freddo paese dei Gabii.

    M a n on di questo dobbiam o occuparci, e tan to m eno se 1 im pressione un po sgradevole che produce il carm e con la sua slegatura e la sua p iu ttosto lunga parentesi sia soltanto apparenteo no, bench anch io riconosca un certo brusco spezzam ento del discorso e un certo disordine che in terrom pe il filo del racconto e rende a lquanto oscuro il significato della parentesi stessa. Che11 volersi paragonare a quel M enio parassita, il quale era sempre contento , sia quando aveva da scialare, sia quando era a corto di qu a ttrin i, pu essere un paragone opportuno e calzante, che ci rivela 1 indole a rgu ta e spiritosa del Venosino; m a il m odo come in trodo tto il paragone, non lascia p ienam ente soddisfatto il lettore.

    Q ui giova p iu ttosto chiedersi chi sia questo V aia a cui lepi-

    (1) Circa questa cura cfr. Celso II 7 : slccus calor est : quarumdam na- turalium sudationum, ubi e terra profusus calidus vapor aedificio includitur, sicut supra Uaias in m urtetis habemus . V. anche Vitruvio II

  • stola ind irizzata . Il nom e V aia ricorre, eh io sappia, solo in questo carme. In generale, in tu t ti 1 com m enti non si ha nessuna parola al riguardo, m entre dal tono scherzoso con cui O razio gli parla, si ha tu tto il d iritto di ritenere che sia stato un amico e un confidente, se non proprio dei pi in tim i, certo di una tal quale fam igliarit con lui. A un amico di riguardo Orazio non si sarebbe permesso di parlare a quel m odo, non solo inserendo il r icordo del parassito M enio che lo si gi detto quando aveva di che sfamarsi, lodava i crapuloni; quando era a stecchetto, si r itirava in casa e ingozzava trippa e carne di pecora e lodava la frugalit; m a anche facendo dello scherzo, perch lepistola, chi noi vede? ribocca di facezie. U n amico di riguardo si sarebbe anche forse doluto con lo stesso poeta della lunga parentesi, che gli avrebbe im pedito di afferrar bene il senso dell in tero discorso (quan tunque il Tom m aseo si dom andi come e perch mai si possa d ir m ale delle parentesi. In fa tti senza questa parentesi non avrebbe potu to dir tan te cose).

    D oveva essere V aia (il nom e oscilla tra V aia e Vaala) assai pratico e conoscitore dei luoghi di cui il poeta gli chiede notizia, a ltrim enti non avrebbe potu to soddisfare il desiderio del Venosino.

    E forse vi sar anche stato per la m edesim a ragione per cui vi si doveva recare Orazio. D om andare a una persona della tem peratura di una data localit, dellindole degli ab itan ti, della via che vi conduce, ecc., presuppone che la persona sia in grado di rispondere e chiarire tu tti i dubbi.

    D i un N um onio V aia parla V elleio Patercolo (II 119), l dove dice che fu legato di V aro in G erm ania, nel 752 d. R., e d ette prova di grande vigliaccheria, abbandonando il suo capo ferito a m orte e dandosi alla fuga: a t V aia N um onius, legatus V ari, cetera qu ietus ac probus, diri auctor exem pli, spoliatum equitem peditem relinquens fuga cum aliis R henum petere in- gressus est . A ggiunge subito dopo lo storico: quod factum eius fo rtuna u lta est; non enim desertis superfuit, sed desertor

    occidit .D unque N um onio V aia fu un disertore che scont con la

    m orte il suo trad im e