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CRITERI E STRUMENTI PER LA INDIVIDUAZIONE DEI RISCHI CORSO ASPP/RSPP MODULO A

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  • CRITERI E STRUMENTI PER LA INDIVIDUAZIONE DEI RISCHI CORSO ASPP/RSPP MODULO A
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  • 2 Concetto di rischio e metodi di valutazione dei rischi
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  • 3 IL CONCETTO DI PERICOLO il pericolo un concetto deterministico; una situazione, oggetto, sostanza, etc. che per le sue propriet o caratteristiche ha la capacit di causare un danno alle persone. Il pericolo una propriet intrinseca (della situazione, oggetto, sostanza etc) non legata a fattori esterni.
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  • 4 IL CONCETTO DI RISCHIO Il rischio un concetto probabilistico, la probabilit che accada un certo evento capace di causare un danno alle persone La nozione di rischio implica lesistenza di una sorgente di pericolo e delle possibilit che essa si trasformi in una perdita o un danno
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  • 5 IL CONCETTO DI RISCHIO PERICOLO propriet o qualit intrinseca di una determinata entit (sostanza, attrezzo, metodo) avente potenzialit di causare danni RISCHIO probabilit che si sia raggiunto il livello potenziale di danno nelle condizioni di impiego e/o di esposizione
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  • 6 ANCORA SUL CONCETTO DI RISCHIO da quanto visto finora ne deriva che il rischio pu essere schematizzato come una variabile composta da incertezza pi danno. Pertanto perch si possa parlare di rischio deve esistere una sorgente di pericolo e contemporaneamente una salvaguardia che non consenta al pericolo di trasformarsi automaticamente in danno In questo senso si pu pensare al rischio come rapporto tra pericolo e sistema di sicurezza utilizzato per annullare la sua automatica trasformazione in danno
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  • 7 Quelli derivanti dallattivit lavorativa Che siano tali da avere riflessi significativi sullo stato di salute e sicurezza del lavoratore Che siano ragionevolmente prevedibili e in quanto tali prevenibili RISCHI OGGETTO DELLA VALUTAZIONE
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  • 8 ASPETTI QUANTITATIVI DEL RISCHIO in questo ambito il rischio concepito come una funzione della probabilit di accadimento di un evento che consenta al pericolo di trasformarsi in danno e della magnitudine del danno attribuibile a tale esposizione Secondo linterpretazione pi ricorrente in letteratura lespressione che definisce il rischio R : R = P x D probabilit (o attesa frequenza) di presentazione di un evento considerato ampiezza delle conseguenze (grandezza del danno considerato)
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  • 9 la quantizzazione dei danni associabili ad un singolo scenario non sempre possibile su ununica scala di misura (decessi, danni fisici, distruzione di beni, evacuazione di zone, danni ambientali, etc.) Volendo tenere conto delle varie tipologie delle conseguenze occorrerebbe introdurre ulteriori variabili tra loro correlate. Questa operazione, oltre a complicare il problema, introduce anchessa elementi di soggettivit, relativi alla scelta di assegnare un peso alle singole componenti del danno qualora si debbano comparare rischi associati a opzioni diverse ASPETTI RELATIVI AL DANNO
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  • 10 ASPETTI RELATIVI ALLA PROBABILITA lincertezza con cui possibile misurare i parametri probabilit e conseguenza trascurata nella formulazione di R il termine probabilit pu prestarsi a diverse definizioni: a) la probabilit esprime un grado di fiducia del soggetto nel verificarsi dellevento. Pertanto il termine P funzione delle conoscenze possedute e pu variare in funzione dellacquisizione di nuove informazioni; b) la probabilit esprime la stima di un parametro intrinseco ed allora necessita di essere integrata con elementi che caratterizzano lincertezza quali: distribuzione di probabilit, limiti di confidenza, etc., complicando ulteriormente laspetto DEL CALCOLO
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  • 11 ALCUNE FORME DI PRESENTAZIONE DEL RISCHIO CURVE FREQUENZA-VITTIME rappresentano il numero di vittime atteso in un anno, ovvero la probabilit che in un anno avvenga un incidente comportante un numero di vittime uguali o superiore ad un certo valore FAFR (Fatal Accident Frequency Rate) applicato in genere per valutare il rischio individuale e rappresenta il numero atteso di vittime (decessi) causate dallattivit in esame ogni 108 ore di esposizione al pericolo CURVE ISORISCHIO individuano sulla carta topografica lesatta delimitazione delle aree correlate ad un determinato livello di rischio. Permette di valutare nel modo dovuto le situazioni esistenti allintorno dellimpianto (scuole, ospedali, etc.)
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  • 12 METODI PER LA VALUTAZIONE DEI RISCHI CHE COSE UN... METODO? METODO: (dal greco via per giungere ad un determinato luogo) Termine filosofico, che indica la via, direzione sulla quale devono muoversi i pensieri per ottenere un determinato risultato, in genere la scoperta della verit e lorganizzazione delle conoscenze METODOLOGIA: da METODO e dal greco DISCORSO Parte logica che studia le regole generali con le quali varie discipline estendono ed ordinano le proprie conoscenze
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  • 13 INDUTTIVIDEDUTTIVI si ipotizza il guasto e successivamente si analizzano gli eventi che questo pu causare si ipotizza il risultato finale e successivamente si ricercano le cause che lo hanno generato Albero dei guasti (Fault Tree Analysis.) FMECA (Failure Modes Effects and Critical Analysis), HAZOP (Hazard and Operability Study.) Safety Review, Check Lists, HEA (Human Error Analysis), Albero degli eventi (Event Tree Analysis), METODI PER LA VALUTAZIONE DEI RISCHI
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  • identificare i pericoli e valutare tutte le situazioni pericolose si pu evitare il pericolo ? adottare misure necessarie si vengono generati altri pericoli? si no si pu almeno ridurre il rischio? adottare misure necessarie si obiettivoraggiuntono ora la sicurezza adeguata? si nono almeno possibile adottare delle protezioni? adottare misure necessariesi ora la sicurezza adeguata? obiettivoraggiuntosi formulare procedure e indicazioni precise e garantiteno ora la sicurezza adeguata? obiettivoraggiuntosi no no fonte UNI EN 292 (11/92 modificata)
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  • 15 METODI PER LA VALUTAZIONE DEI RISCHI CHECKLIST CARATTERISTICHE una lista di voci di controllo basata sulle esperienze precedenti; da utilizzare per analizzare situazioni gi verificatesi; serve a confrontare la rispondenza di apparecchiature, procedure, ecc con standard di buona tecnica ingegneristica e normative vigenti; assicurato il livello minimo richiesto nella valutazione dei rischi per qualsiasi tipo di lavoro; pu essere applicato ad ogni livello di sviluppo o progettazione dellimpianto; VANTAGGI metodo semplice; poco costoso; adatto a quelli con poca esperienza; SVANTAGGI dipende dallesperienza di chi lha predisposto; non identifica rischi non esplicitamente previsti; APPLICAZIONE semplice e frequente; pu mettere in evidenza situazioni che richiedono valutazioni pi dettagliate; COMMENTI ne esistono pi tipi; devono essere regolarmente verificate e aggiornate;
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  • 16 METODI PER LA VALUTAZIONE DEI RISCHI ETA (Event Tree Analysis) CARATTERISTICHE costruisce le possibili evoluzioni di una condizione potenzialmente pericolosa; individua un percorso evolutivo per ogni fase considerata; il risultato un numero di scenari incidentali proporzionale alle proposizioni inserite; VANTAGGI evidenzia lo sviluppo cronologico degli incidenti susseguenti un evento iniziale, in base alle risposte dei dispositivi di sicurezza; utile per identificare le scelte critiche che incidono sullo sviluppo dellevento iniziatore; SVANTAGGI nel caso di sviluppi paralleli e contemporanei o cause comuni di guasto, si presentano difficolt di elaborazione; la valutazione di alcune opzioni rischia di essere soggettiva; lincertezza dei risultati ottenuti dipende dalla incertezza presente in ogni opzione introdotta; APPLICAZIONE limitata; un numero elevato di opzioni pu complicare eccessivamente lalbero; le cause comuni di guasto, devono essere considerate attentamente; COMMENTI pu essere utilizzata come struttura diagnostica e decisionale; pu essere eseguita anche da un analista; ununit di processo di piccole dimensioni richiede pochi giorni mentre sono necessarie settimane per quelle pi grandi e complesse.
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  • 17 METODI PER LA VALUTAZIONE FMECA (Failure Modes Effects and Criticality Analysis) CARATTERISTICHE metodologia altamente strutturata; consiste in una tabulazione dei singoli componenti dellimpianto, delle relative modalit di guasto e dei corrispondenti effetti; per ogni componente studia gli eventi iniziatori del peggior caso verificabile; VANTAGGI metodo completo e rigoroso; si presta allo studio di impianti di tipo componentistico; d informazioni utili allapplicazione di metodologie sistemistiche; SVANTAGGI non sufficiente ad identificare le interazioni di guasto tra i vari sistemi dellimpianto; non adatto alla identificazione di cause di processo; la valutazione dei vari livelli complessa; il risultato soggettivo; APPLICAZIONE rara; viene eseguita sia da un gruppo di professionisti che da due analisti; applicata dettagliatamente risulta onerosa; ad ogni analista sufficiente poco tempo per 2 - 4 operazioni. COMMENTI non vengono considerati gli errori umani; i risultati sono dipendenti dallesperienza (tecnica) dellanalista ;
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  • 18 METODI PER LA VALUTAZIONE HAZOP (Hazard and Operability Study) CARATTERISTICHE identifica gli eventi iniziatori del caso peggiore ipotizzabile; il risultato consiste nellidentificazione dei rischi e dei problemi operativi; nel corso dellanalisi si usano parole guida riferite ai punti cruciali del disegno dellimpianto; VANTAGGI me

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