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Redazione a cura di Federica Gho. Testo NON rivisto dal relatore

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www.liberaconoscenza.it

Pietro Archiati

GIUNTA LORA

La svolta decisiva nellevoluzione delluomo

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Ges di fronte a Pilato - Anonimo

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Indice

Prefazione 9

1a conferenza, sera, gioved 25 agosto 2005 11 (vv. 17,1 17,19)

2a conferenza, mattina, venerd 26 agosto 2005 33 (vv. 17,18 17,22)

3a conferenza, pomeriggio, venerd 26 agosto 2005 75 (vv. 17,23 18,3)

Capitolo diciottesimo 97

4a conferenza, sera, venerd 26 agosto 2005 113 vv. 18,3 18,6

5a conferenza, mattina, sabato 27 agosto 2005 143 (vv. 18,8 18,11)

6a conferenza, pomeriggio, sabato 27 agosto 2005 185 (vv. 18,11 18,24)

7a conferenza, sera, sabato 27 agosto 2005 223 (vv. 18,25 18,32)

8a conferenza, mattina, domenica 28 agosto 2005 245 (vv. 18,32 18,40)

A proposito di Pietro Archiati 287

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Prefazione

Cari amici

nel commentare il Vangelo secondo Giovanni, Pietro Archiati offre uninterpretazione alternativa a quella data dallesegesi tradizionale, proponendo una lettura che riaccende, risveglia, loramai sopito perch non dirlo? interesse per i Testi Sacri tramandati dalla cultu-ra Cristiana. Li riporta a nuova vita, ne fa sentire la vibrante attuali-t, senza mai limitarne o dogmatizzarne i contenuti.

Finalmente un testo fondamentale come il Vangelo secondo Gio-vanni si amplia, si universalizza, si apre per illuminare le menti e scaldare i cuori di chi vuole analizzarne le parole, farne oggetto di studio, di meditazione e di pratica nel vissuto quotidiano.

Similmente ai precedenti fascicoli, si cercato di riportare, il pi possibile inalterate, le parole del relatore come anche i vari interven-ti, talora positivamente provocatori, da parte dei convenuti, i quali hanno attivamente contribuito a dar vita ad un dibattito dinamico e chiarificatore.

Una trasposizione scritta, seppure scrupolosamente rispettosa e attendibile, non pu essere minimamente paragonabile alla parteci-pazione diretta ai seminari: vi manca quella componente di vitalit, immediatezza ed efficacia che solo linterazione tra individui inti-mamente coinvolti pu generare.

Tuttavia, questo lavoro potr senzaltro essere daiuto a coloro che, variamente motivati, hanno dovuto rinunciare ad assistervi in prima persona e a coloro che si accostano per la prima volta a scan-dagliare le infinite vie di accesso al mondo spirituale, e quindi uma-no, che il Vangelo secondo Giovanni tiene in serbo.

Lauspicio che i lettori vi si tuffino numerosi e ne emergano di nuovi impulsi.

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1a conferenza, sera, gioved 25 agosto 2005 (vv. 17,1 17,19)

Cari amici,

benvenuti a questo nuovo incontro sul Vangelo di Giovanni!, vorrei cominciare ringraziando in modo particolare la giovane fanciulla se-duta qui davanti che si chiama Luciana Martucci, che ammiro per-ch si era messa in testa che il seminario si dovesse tenere a Roma e lha spuntata!

Luciana: la forza dellet: ottanta.Archiati: Altro che fanciulla! Luciana, grazie per la tua tenacia.

Nel corso di questi giorni ci direte se il posto vi piace, se vi aggrada il cibo e del relatore non vi verr chiesto perch quello lo dovete prendere cos com.

Lultima volta ci siamo occupati del diciassettesimo capitolo, un po particolare perch c la famosa, cosiddetta, preghiera del Cristo al Padre.

Visto che il numero dei presenti aumentato, come piccola intro-duzione per quelli che sono nuovi vorrei esprimere un pensiero che ho gi ripetuto molte volte: il Vangelo di Giovanni non un fatto di erudizione o di cultura religiosa, certo, vi anche tutto questo, per personalmente non mi basterebbe per dedicargli degli incontri.

Lo affrontiamo insieme con attenzione, versetto per versetto e paro-la per parola questo il mio pensiero, ma non soltanto il mio e tutti voi naturalmente vi prenderete il diritto di dire la vostra perch un testo perennemente moderno, le cose che dice riguardano lumano, che come tale sempre attuale. fondamentale ed essenziale questo Van-gelo: non soltanto esprime la fenomenologia dellumano in quei tratti che non sono perituri, non riguardano una sola epoca per divenire de-sueti in quella successiva, ma affronta anche lumano dal punto di vista di ci che essenziale, perch non vi mai nulla di secondario.

Ora ci troviamo di fronte allassillo di intenderlo, di interpretarlo, poich non stato scritto laltro ieri, non in italiano n in chiave di cul-

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tura moderna. Ci dovr quindi essere un minimo di sforzo per capire un libro che era stato scritto in greco e in una temperie, in un modo di pensare e di vivere che duemila anni fa era completamente diverso.

Fatto tutto ci, dovremo poi chiederci: questa traduzione, questi pensieri che ora capiamo e facciamo nostri, in che modo ci parlano di quello che viviamo ogni giorno?

Ripeto una cosa che quelli che hanno partecipato ai seminari gi sanno, che io mi devo un pochino sforzare per rendere accessibile il testo evidenziare che cosa ci dice e quali aspetti dellumano ci sotto-linea ma tocca poi un pochino a voi chiedere, quando avrete lim-pressione che la mia spiegazione resti un po teorica: Ma adesso co-me si applica?, che cosa significa questo per noi, oggi?; per esempio di fronte a fenomeni come le catastrofi naturali, o come il terrorismo, che lumanit vive con crescente paura. Magari non sar sempre facile rendere contemporaneo questo Vangelo, ma cercheremo di calarlo nel concreto della nostra vita di oggi perch soltanto allora ha un senso!

Naturalmente non avremo il tempo di applicarlo a ogni caso della vita, per soprattutto attraverso i vostri interventi potremo appurare che, senza forzarlo, davvero questo testo ci fornisce delle chiavi di lettura della nostra esistenza quotidiana nei suoi aspetti fondamenta-li. Questo lintento, vi ho detto che altrimenti non mi interessereb-be, perch oggi i quesiti che ci troviamo ad affrontare sono cos co-genti e micidiali che non possiamo permetterci di fare disquisizioni accademiche che non centrano niente con la vita.

Che cosa dice allora il Figlio dellUomo al Padre dei Cieli, a Dio? Lattualit di questo capitolo che luomo doggi diventato muto nei confronti del Padreterno: non gli parla, vive come se Lui non ci fosse! Anticipo che tutti i riferimenti che faccio alla vita concreta, reale non sono da intendersi come polemica, lintento di essere sinceri con noi stessi e di vedere in che modo possiamo rendere la nostra vita sempre pi umana e pi bella.

Allora, la preghiera il modo in cui lessere umano si rivolge a Dio, e questo che leggiamo sarebbe il prototipo della preghiera del Figlio verso il Padre. Ci sono due modi di rivolgersi a Dio: da bambini e da adulti.

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Prendiamo, come analogia, il modo in cui il bimbo si rivolge a mamma e pap, perch, quando come figli di Dio ci rivolgiamo al genitore che ci ha dato la vita, il nostro livello di coscienza come quello di un bambino. Qual lessenza della coscienza bambina? Mamma mi fai questo? Mamma mi dai quello? Me lo compri?. sbagliato? No, finch uno piccolo va benissimo, che altro pu fare un bambino se non esprimere i suoi desideri?, legittimo.

Il modo umano, anche nel cristianesimo, di rivolgersi al genitore divino rimasto grosso modo, forse con qualche eccezione ma nellinsieme cos, come quello di un bambino. Permettetemi questa riflessione, non come polemica, perch o vera oppure non vera! Per cui lessenza della preghiera rivolta a Dio : Fammi, fammi, fammi! e Dammi, dammi, dammi!.

Come immaginiamo che reagisca il Padreterno? Ma che bravi bambini che ho sulla Terra, sarebbe per ora che diventassero adulti!

Questa una proposta di lavoro, eh! Naturalmente detta cos un po provocatoria, per va intesa nel senso giusto. Cio: ipotizziamo che la nostra mente parta dal presupposto che come fondamento del mondo c lo Spirito creatore e non i geni, non gli atomi o le moleco-le della materia. Noi allora in quanto uomini frammenti di questo Spirito, ci rivolgiamo al Creatore che ha concepito questo mondo immane, cos ricco e infinito di contenuti!, basti pensare a tutti gli individui, a tutti gli spiriti umani che sono intuizioni della fantasia piena di amore di questo Essere. Noi, scintille del suo Spirito creato-re, ci rivolgiamo a lui e cosa gli diciamo? Per favore mi fai? Mi dai?. C di meglio!

Perch Lui ci dice: Ma, Spirito umano tu, Uomo!, che sai pen-sare e sai amare , non ti ho creato perch tu mi venga a dar consigli: ehi tu!, fammi promuovere mia figlia , trova un posto a mio figlio! Ti ho creato perch tu usi il tuo spirito per capire il senso dellevolu-zione! Usa la tua mente perch nel momento in cui lo capirai e vi penetrerai sempre pi a fondo, ti innamorerai!, proverai una gioia inimmaginabile nellessere dentro a questo movimento infinito di

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evoluzione della mente e del cuore. Allora non perderai pi tempo a venirmi a dare consigli con la tua preghierina.

Che cosa dice in questa cosiddetta preghiera del di