Relazione sulla valutazione dei rischi collegati allo ... Relazione sulla valutazione dei rischi

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Relazione sulla valutazione dei rischi collegatiallo stress lavoro correlato (Art.28 comma 1 del Decreto Legislativo 81/08:testo unico sicurezza con riferimentoallaccordo europeo dell8 ottobre 2004)

Azienda: Azienda SPA

Indirizzo: Via Roma, 1

Citt: Milano

Data certa: 22/04/2009

Firma digitale

Apposizione del timbro postale per la data certaFirma:

EDIZIONE DESCRIZIONE FIRMA(datore di lavoro)

DVR Stress L.C.

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La presente relazione di valutazione di rischio stress lavoro correlato parteintegrante del Documento di Valutazione dei rischi ai sensi del D. Lgs. 9 aprile2008, n. 81 art. 28.

1. PREMESSALa valutazione dei rischi uno strumento finalizzato alla programmazione delle misure diprotezione e prevenzione, quindi, alla pi generale organizzazione della prevenzione aziendalevolta a salvaguardare la salute e la sicurezza dei lavoratori.Il D. Lgs. 9 aprile 2008, n. 81 ribadisce con ancor pi forza lobbligo della valutazione di tutti irischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori, con la conseguente elaborazione deldocumento previsto dallarticolo 28.La valutazione riguarder anche la scelta delle attrezzature di lavoro e delle sostanze o deipreparati chimici impiegati, nonch la sistemazione dei luoghi di lavoro, tutti i rischi ivicompresi quelli riguardanti gruppi di lavoratori esposti a rischi particolari, tra cui anche quellicollegati allo stress lavoro-correlato e quelli riguardanti le lavoratrici in stato digravidanza, secondo quanto previsto dal decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, nonchquelli connessi alle differenze di genere, all'et, alla provenienza da altri Paesi.Lo stress legato allattivit lavorativa, i fattori che lo determinano e le conseguenze che nederivano sono realt alquanto diffuse in tutti e 15 gli stati membri dellUnione europea. Daglistudi condotti oltre la met dei 147 milioni di lavoratori europei riferisce di lavorare a ritmimolto serrati e di dover rispettare scadenze tassative. Pi di un terzo di essi non in grado diinfluire sulle mansioni assegnate e pi di un quarto non ha la possibilit di determinare ilproprio ritmo di lavoro.Secondo le direttive quadro dellUE, i datori di lavoro hanno il dovere di assicurare la sicurezzae la salute dei lavoratori in tutti gli aspetti legati al lavoro.Fra i principi di prevenzione sanciti dalla direttiva figurano:

la prevenzione del rischio leliminazione dei rischi alla fonte ladeguamento del lavoro dellindividuo

La direttiva stabilisce inoltre che dovere del datore di lavoro sviluppare una coerentepolitica generale della prevenzione.

Per individuare lo stress legato all'attivit lavorativa, le sue cause e conseguenze, occorreanalizzare il contenuto del lavoro, le condizioni di lavoro, le condizioni di impiego, le relazionisociali al lavoro, la salute, il benessere e la produttivit.

2. COME PREVENIRE LO STRESS LAVORO CORRELATO

Si possono ottenere validi risultati con cambiamenti organizzativi piuttosto sempliciquali:

Lasciare al lavoratore tempo sufficiente perch possa svolgere il proprio lavoro in modosoddisfacente.Fornire al lavoratore una descrizione chiara del lavoro da svolgere.Ricompensare il lavoratore per una buona prestazione di lavoro.Prevedere modalit attraverso le quali il lavoratore possa esprimere le proprie lamentelee far s che esse vengano prese in considerazione seriamente tempestivamente.Commisurare il grado di responsabilit al grado di autorit del lavoratore.Esplicitare gli obiettivi e i valori dell'organizzazione del lavoro e adeguarli il pi possibileagli obiettivi e valori personali del lavoratore.Favorire il controllo del lavoratore sul prodotto finale del proprio lavoro e stimolare ilgiusto orgoglio per il risultato ottenuto.Promuovere la tolleranza, la sicurezza e la giustizia sul posto di lavoro.Eliminare i fattori di nocivit di tipo fisico.Individuare fallimenti e successi delle azioni passate e future di promozione della salutesul lavoro, le relative cause e conseguenze; imparare a evitare i fallimenti e a favorire isuccessi, proponendosi il graduale miglioramento dell'ambiente di lavoro e della salute.

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A livello aziendale o nazionale, tutte e tre le componenti presenti sul mercato del lavoropossono prendere in considerazione miglioramenti organizzativi per prevenire lo stresslegato all'attivit lavorativa e i conseguenti danni alla salute, con particolare riguardo aiseguenti elementi:

Orario di lavoro. Predisporre gli orari di lavoro in modo da evitare conflitti conesigenze e responsabilit extralavorative. Gli orari dei turni a rotazionedovrebbero essere stabili prevedibili, con rotazione in avanti (mattinopomeriggio - notte).Partecipazione e controllo. Consentire ai lavoratori di partecipare alle decisioni oalle misure che hanno ripercussioni sul loro lavoro.Quantit di lavoro assegnato. Assicurare che gli incarichi affidati sianocompatibili con le capacit e le risorse del lavoratore e consentire possibilit direcupero dopo l'esecuzione di compiti particolarmente impegnativi sul pianofisico o mentale.Contenuto. Stabilire le mansioni in modo che il lavoro risulti dotato di significato,stimolante, compiuto e fornisca l'opportunit di esercitare le proprie competenze.Ruoli. Definire con chiarezza i ruoli e le responsabilit di lavoro.Ambiente sociale. Offrire possibilit di interazione sociale, ivi inclusi sostegnoemotivo sociale e aiuto fra i collaboratori.Prospettive future. Evitare ambiguit per quanto riguarda la sicurezza del postodi lavoro e le prospettive di sviluppo professionale; promuovere la formazionepermanente e la capacit di inserimento professionale.

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3. DESCRIZIONE DEI CRITERI SEGUITI PER LAVALUTAZIONE

Scopo della valutazione eseguita la determinazione del Livello di Rischio Stress L.C.presente in azienda. La presente pertanto, rappresenta una VALUTAZIONE PRELIMINARERISCHIO STRESS LAVORO CORRELATO a cura del Datore di Lavoro e/o RSPP.Per la rilevazione e valutazione dei potenziali fattori generatori di rischio stress lavoro correlatosi utilizza il metodo QUERTI, basato sulla somministrazione di questionari soggettivi dai quali possibile determinare una scala di rischio a sei valori, dove a seconda del risultato raggiuntosar possibile posizionare la propria realt.Considerando lazienda come un sistema complesso di attivit processi che sono svolti inspecifici luoghi di lavoro, con lausilio di specifiche attrezzature e prodotti, la valutazione vieneeseguita per Aree Omogenee secondo il seguente schema:

Questionari QVP-SLC

La rilevazione dei dati viene eseguita tramite la diffusione soggettiva di una tipologia diquestionari identificata come QVP-SLC (Questionari valutazione preliminare - stress lavorocorrelato).Lelaborazione dei punteggi di tali questionari consentir di determinare due risultatiimportanti:

Valutazione del livello di rischio (Ic)Distribuzione delle persone sulla scala di rischio (Ir)

Per una pi corretta valutazione, conformemente a quanto previsto dalle direttive quadrodellUE, le domande dei questionari QVP-SLC sono raggruppate per categoria:

1. Organizzazione e processi di lavoro2. Condizione ambiente di lavoro3. Comunicazione4. Fattori soggettivi

AZIENDA

AREE OMOGENEA 1Es. Uffici

AREE OMOGENEA NEs. Magazzino

Nel caso di piccole aziende larea omogenea pu essere unica e coincidere con lazienda stessa

Attivit 1Es. Segreteria

Mansione 1Es. Ragioniere

Mansione NEs. Archivista

VALUTAZIONE DEL LIVELLO RISCHIO STRESS L.C.

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Pertanto il livello di rischio viene determinato per ogni Categoria.

ESEMPIO CORRISPONDENZA PUNTEGGI (PER 1 QUESTIONARIO) - SCALA DI RISCHIO

AreaScala Valori rischio/

Intervallo Punteggio per 1 questionario (da rapportare al numero di questionari)

1 2 3 4 5 61 0 5 6 11 12 17 18 23 24 29 30 362 0 4 5 9 10 14 15 19 20 24 25 273 0 4 5 9 10 14 15 19 20 24 25 274 0 4 5 9 10 14 15 19 20 24 25 27

Valutazione del livello di rischio (Ic) per singola categoria

Il livello di rischio viene determinato per ogni attivit e mansione inserite per area omogenea.I dati elaborati sono:

Numero DomandeNumero QuestionariPunteggio MassimoPunteggio MinimoPunteggio scala a 6 valori per la valutazione rischio (questo il dato chepermette di definire la scala di rischio)Punteggio Totale valutazione rischio

Da un semplice algoritmo di calcolo viene determinato il fattore di scala per la definizione dellascala a sei valori.

Esempio di generazione scala:

Prendiamo in considerazione un mini questionario di 5 Domande, supponiamo che vengacompilato da 4 persone con i risultati riportati qui sotto:

Dom1 Dom2 Dom3 Dom4 Dom5Questionario1 4 3 4 3 2Questionario2 3 3 3 1 2Questionario3 2 2 2 1 1Questionario4 1 4 1 1 1

Il fattore di scala calcolato pari a 4, la scala dove posizionare il livello di rischio sar laseguente

Valore rischio Da ARischio 1 0 4Rischio 2 5 8Rischio 3 9 12Rischio 4 13 16Rischio 5 17 20Rischio 6 21 24

Se il coefficiente calcolato Ic ad esempio 7 il valore RISCHIO 2.

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Distribuzione delle persone sulla scala di rischio (Ir)

Grazie alla valutazione della distribuzione delle persone sulla scala di rischio, possibile capirein azienda quanti soggetti (in termini percentuali) ricadono in una specifica fascia di rischio.Di seguito esempio di Tabella dove indicata la distribuzione delle persone sulla scala dirischio, ovvero la frequenza espressa in percentuale dei risultati di ogni questionario per i livellidi rischio.

Esempio:

Dai calcoli eseguitiIl Questionario1, si colloca al livello di Rischio 6Il Questionario2, al livello di Rischio 4Il Questionario3, al livello di Rischio 3Il Questionario4, al livello di Risc