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Diritto Civile 2 Testo Roppo

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riassunti di diritto civile 2 roppo.. i rimedi del contratto nullo..edizione 2006..

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1. LE NULLITA E IL CONTRATTO NULLO

1 . LA NULLITA TRA VECCHI E NUOVI SCENARI

1.Le nuove frontiere della NULLITA CONTRATTUALE Le figure della invalidit contrattuale, pressoch immutabili e recepite dal legislatore del 1942 nel binomio NULLITA/ANNULLABILITA negli ultimi anni hanno subito significative trasformazioni che sembra ne abbiano alterato la fisionomia originaria., consegnata dalla tradizione. Per quanto ci interessa il territorio della Nullit a risentire in misura maggiore di tale fermento normativo, ci sia con riguardo alla legislazione speciale con riguardo a specifici settori e accelerato soprattutto su impulso della normativa di fonte comunitaria fortemente incentrata sulla protezione del contraente-consumatore nei rapporti con limpresa. Detto questo, allinterno del capitolo dei rimedi contrattuali, il nuovo paesaggio della nullit si inscrive nella cornice evolutiva di un pi ampio sfondo che si estende ai territori dellautonomia contrattuale, fino ad investire le stessa nozione e configurazione tradizionale del contratto in altri termini se vero che il contratto di oggi non pi quello di ieri, ci vale anche per il regime della sua patologia cio anche per essa vi un prima e un dopo, dove il prima rappresentato dal tranquillo e statico mondo delle previsioni codicistiche e il DOPO invece, dalle molteplici, eversive e spesso irriducibili statuizioni di derivazione comunitaria. In questo modo il nuovo modello di contratto, che emerge dalle discipline settoriali, specie di matrice comunitaria, unito alla proliferazione di regole specificatamente rivolte ai singoli tipi contrattuali ed alle esigenze contingenti ed occasionali come se introducesse una piccola rivoluzione copernicana in cui si sovverte il tradizionale rapporto regola/eccezione tra disciplina del contratto in generale e discipline dei singoli tipi e dallaltro lato quindi fa si che sia sempre pi difficile ricostruire una significativa unitariet della figura contrattuale. Le ragioni e le dimensioni del fenomeno sono da ricercare nel c.d: DIRITTO DELLA TRANSIZIONE ovvero quella formula che dal 1989 viene utilizzata per indicare il tramonto delle vecchie ideologie, il ritrarsi dello Stato dal controllo e dalla gestione delle imprese e offre un un nuovo diritto dei rapporti economici. Tale passaggio scandito dal ritmo incessante delle trasformazioni dei rapporti economici nel segno di una economia di mercato aperta ed in libera concorrenza e dagli statuti normativi dei singoli mercati di determinati beni o categorie di beni le cui regole intervengono a prevenire o a correggere alterazioni o distorsioni nel libero gioco della concorrenza tra le imprese e che inevitabilmente ricadono in termini di ridotta libert e consapevolezza della scelta su coloro che al mercato si rivolgono per ottenere prestazioni di beni e servizi i CONTRAENTICONSUMATORI. In questa prospettiva, la maggior parte degli interventi normativi che hanno investito il diritto dei contratti, da un lato appare rivolta a regolare specifici settori di mercato (nel senso che le nuove discipline contrattuali, settoriali o di attuazione di direttive comunitarie, perseguono obiettivi di1

regolazione del mercato), dallaltro costituendo gli stessi per lo pi attuazione di direttive comunitarie, tale prospettiva si caratterizza per una spiccata tendenza protettiva nei confronti di determinate classi o categorie di contraenti, che si trovano in condizioni di minorato bargaining power nei confronti della controparte a tal proposito si pensi alle nullit speciali delle quali il Roppo individua il prevalente scopo politico che la protezione di una classe di contraenti contro unaltra, in relazione alle rispettive qualificazioni socio-economiche. Da questo scenario si profilano quindi nuovi orizzonti. Dal declino dellAccordo, inteso quale esito di un dialogo linguistico tra contraenti e che oramai dissolto nella solitudine di due decisioni individuali nel modello degli scambi anonimi e ripetitivi del mercato(spento il dialogo, laccordo tutto nellunilaterale predisposizione del testo scritto e nellunilaterale adesione- Disputa tra Irti e Oppo). O ancora dal declino della forza di legge del contratto che sovente viene mitigata, nel contesto di alcune discipline di settore dall introduzione di periodi di ripensamento o diritti di pentimento a favore della parte in situazione di minorata forza contrattuale (tale tecnica rimediale espressamente prevista per i contratti negoziati fuori dei locali commerciali; per i contratti conclusi a distanza; per i contratti di crediti al consumo; in tutti questi casi il rimedio, proprio in quanto strumento di protezione del contraente debole, tende ad assumere negli orientamenti giurisprudenziali pi recenti una estensione che va al di l delle ipotesi espressamente previste. Dallimposizione di un contenuto minimo obbligatorio del regolamento contrattuale, alleguale imposizione di obblighi di trasparenza ed informazione, che non si esauriscono nella fase PRE-CONTRATTUALE, ma spesso entrano nel contenuto del regolamento per il tramite della (necessaria) FORMA SCRITTA la quale a sua volta diviene veicolo di informazioni. Questi peculiari tratti della legislazione di matrice comunitaria contribuiscono ad incrinare sensibilmente un altro dogma del diritto dei contratti: quello della c.d: sanctity of contract , ovvero del principio di insindacabilit dellequilibrio contrattuale, in quanto frutto dellautonomia dei contraenti, e che suppone, quindi, eguali posizioni di partenza nel gioco della contrattazione; mentre negli scambi di mercato (di mercato ormai globalizzato) si moltiplicano le situazioni di squilibrio, legate ad una strutturale e non pi solo occasionale disparit di potere economico e contrattuale tra i protagonisti dello scambio. Quindi nel nuovo contesto normativo si intensificano CONTROLLI e VINCOLI alla libert contrattuale (vincoli di contenuto minimo, di forma, di trasparenza/completezza delle prestazioni dedotte in contratto, obblighi informativi), accanto al diffondersi di tecniche di controllo giudiziale sullequilibrio (non solo normativo ma anche) economico del contratto. Detto questo sono inevitabili le ricadute del nuovo paradigma contrattuale sul terreno dei rimedi ed in special modo sulla disciplina delle invalidit. Sotto questo punto di vista, mentre appare in sensibile declino (nella normativa di matrice comunitaria) il rimedio dellannullabilit, si assiste per contro ad una vera e propria inflazione di figure di nullit che vengono disseminate a piene mani dal legislatore. Parliamo di NULLITA NUOVE, PROTETTE, SPECIALI, che vengono battezzate volta per volta dalla dottrina, poich da un lato non si lasciano facilmente ricondurre al novero delle tradizionali cause di Nullit, dallaltro presentano sensibili deviazioni sotto il profilo del trattamento giuridico rispetto alla disciplina disegnata dagli artt. 1418-1424. Daltra parte, ciascuna di queste nullit nuove si caratterizza per propri tratti peculiari (ad.esempio sotto il profilo della legittimazione, della2

rilevabilit dufficio, della necessaria parzialit della nullit, del carattere unidirezionale della tutela apprestata ecc). Per converso, un connotato costante, che sembra accomunare la gran parte di queste nuove figure di nullit, risiede nella circostanza che si tratta di invaliditpi leggere, pi contenute, meno distruttive delle invalidit di DIRITTO COMUNE. Lintento protettivo nei confronti del contraente-consumatore si realizza infatti, nel disegno del legislatore, attraverso meccanismi che tendono ad assicurare il mantenimento del contratto piuttosto che la sua demolizione, semprech per il nuovo assetto risponda allinteresse della parte cui si dirige la protezione. Ci avviene anzitutto, ove la nullit colpisca lintero contratto, limitando da un lato la legittimazione al solo contraente protetto dalla disciplina imperativa violata, condizionando dallaltro il potere del giudice di rilevare la Nullit solo a favore di questultimo, e comunque nel rispetto di un suo eventuale interesse alla prosecuzione del rapporto. In presenza di clausole nulle, poi, il medesimo intento protettivo si esprime invece PRIVILEGIANDO come si diceva- la conservazione del contratto, ancorch con contenuto modificato, merc la sostituzione o lintegrazione autoritativa della clausola nulla con quella imperativa violata (o con la disciplina positiva), e, talora, anche attraverso la semplice eliminazione della clausola stessa, al di fuori delloperativit dei meccanismi di ORTOPEDIA CONTRATTUALE di cui agli artt. 1419 o 1339. Lesempio paradigmatico rappresentato dallart.1469 quinquies c.1 ove espressamente si dispone linneficacia ( ora definita nullit di protezione nellart.36 Cod. Consumatori.) della sola CLAUSOLA ABUSIVA( vessatoria) nella salvezza della restante parte del contratto. Ma il modello della c.d. nullit parziale necessaria, inaugurato dalla disciplina dei contratti tra consumatore e professionista, pare destinato a riprodursi, in via di applicazione analogica, anche in altre discipline contrattuali di attuazione di direttive comunitarie. Come traspare dalle considerazioni fatte sopra, il rimedio della Nullit sembra assumere una nuova vocazione, offrendosi sempre pi spesso nellinedito ruolo di strumento di protezione (anche) di interessi particolari facenti capo a singoli o a gruppi o, meglio com stato detto di INTERESSI SERIALI, cio di particolari categorie (consumatori, utenti di servizi finanziari, clienti di banche ecc..), che si affacciano sulla scena del mercato nelle vesti di contraenti deboli. Sul fronte della disciplina, il panorama si presenta quanto mai articolato e complesso, con segnali pi o meno evidenti di un processo di frantumazione della categoria unitaria della NULLITA in una pluralit di modelli e di corrispondenti statuti normativi, assai spesso eterogenei e distanti tra loro. Sotto questo punto di vista procederemo ad una ricognizione di queste ipotesi di

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