PON C5 - Scuole Maffucci

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PON C5 - Scuole Maffucci - Calitri

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  • La tua

    Campania cresce in Europa

    Con lEuropa investiamo nel vostro futuro

    I.I.S. A. M. MAFFUCCI Calitri

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  • Piano Integrato 2011Presentazione del Dirigente Scolastico

    Il presente opuscolo cerca di dare conto di tutti gli elementi che hanno dato corpo al Piano Integrato 2011, che lIstituto Maffucci ha ideato e strutturato a seguito del bando 4462 emanato il 31 marzo 2011, cofinanziato dal Fondo Sociale Europeo.

    Per prima cosa, necessario ricordare che la filosofia che ha ispirato il nuovo approccio ai PON Scuola del settennio 2007/2013, mediante la definizione di Piano Integrato dIstituto,poggiava sulla consapevolezza dei limiti delle precedenti progettazioni per singoli Obiettivi ed Azioni, e sulla conseguente necessit di articolare in modo sistemico, ovvero in maniera coordinata e sinergica, le singole azioni, in virt dei bisogni diagnosticati dal Collegio dei docenti, relativamente ai seguenti quattro ambiti:

    1.le caratteristiche dellinsegnamento dei docenti; 2.le modalit di apprendimento degli allievi; 3.il grado di coinvolgimento dellutenza diretta, i genitori, ed indiretta, gli stakeholders; 4.il contesto reale delle risorse strutturali e strumentali della singola Scuola e del territorio in cui essa vive ed opera.

    In coerenza con tali premesse, il gruppo di ideazione e stesura del Piano integrato si attribuito il compito di armonizzare le scelte programmatiche con lausilio di unanalisi di tipo SWOT, individuando i punti di forza e di debolezza riscontrati in ciascuno dei quattro ambiti. Di sicuro, possibile creare il giusto mix di offerta scegliendo, opportunamente, tra i vari Obiettivi ed Azioni, ma quasi mai un singolo progetto riesce a far interagire concretamente tutti i soggetti sopra indicati (docenti, utenza, risorse interne e territorio). Al contrario, corroborati dallesperienza vissuta dalla nostra Scuola in questi anni di Piani integrati, si potuto affermare, con buona dose di certezza, che tra i diversi Obiettivi, il C quello pi integrato didatticamente e lAzione C5 quella che raggruppa, al massimo grado, le risorse umane e strumentali della scuola e del territorio: ecco perch, dopo una lunga discussione tra i protagonisti, il Collegio dei docenti ha invitato il gruppo di lavoro a progettare attivit di tirocini e stage, in Italia o nei Paesi europei, mediante larticolazione di Corsi C5. Ed infatti, il C5 rivolto, in primo luogo, agli allievi, prevedendo una fase di accoglienza di un terzo di ore ( 40/120 ore), alla presenza di tutor aziendali e tutor scolastici, ma, al tempo stesso, obbliga i docenti ad organizzare il proprio percorso didattico in vista delle future applicazioni, in aziende o ambienti di ricerca e lavorativi, dei contenuti specifici. Infine, ma non meno importante, il C5, costringe tutti - docenti, discenti e famiglie - a misurarsi con un altro contesto geografico, in vista di possibili feedback, professionali e lavorativi, in loco, e pu essere applicato a qualsiasi indirizzo di studio e, come nel nostro caso, pu esaltarne le differenti specificit, pur nellunitariet della impostazione generale.

  • Tuttavia, la scelta della nostra scuola stata motivata anche dalla consapevolezza che, dopo quattro anni di profonda crisi economica, finanziaria e culturale che abbiamo alle spalle, le nuove generazioni dellOccidente, di questo ormai inoltrato XXI secolo dellera cristiana, rischiano di saltare lesperienza lavorativa al punto tale da ignorare letteralmente gli spazi ed i tempi di vita di una azienda, quale che sia: alle precedenti generazioni giovanili, invece, si comunque presentata la possibilit di vivere momenti la-vorativi, anche solo nelle botteghe di famiglia, a partire dalle attivit agricole. Ovviamente, alla scuola, in generale, non spetta il ruolo di sportello per il lavoro, bens quello di agenzia formativa sempre attenta e rigorosa nel sapere coniugare i bisogni conoscitivi con le istanze applicative, siano esse insite nelle stesse discipline oppure indotte dalle esigenze del mercato e, quindi, dal territorio. La nostra fiducia nella formazione integrata, pertanto, data ormai da molti anni, per negli ultimi tempi abbiamo talmente sposato tale idea/progetto da destinare tutte le risorse spettanti, ad una scuola come la nostra, tramite il Fondo Sociale Europeo, proprio al compimento di tali stage proposti con la Azione C5: mentre in passato gli stage erano esclusivo appannaggio dellITC, a partire dalle due trascorse annualit, abbiamo voluto offrire a ciascuno dei tre Indirizzi presenti nella nostra Scuola (ITC, Liceo arti-stico/ISA e Liceo scientifico) unoccasione unica di formazione in situazione. Al Liceo scientifico, inoltre, forti del fatto che la lingua inglese lunica lingua straniera studiata e, al contempo, disciplina assai coltivata, abbiamo addirittura offerto per due anni consecutivi lo stage sulla green economy in Paesi Europei anglofoni (Irlanda).Dopo avere esplorato le varie possibilit occupazionali offerte dalla cura dellambiente (green economy), con questa progettazione si inteso tornare al classico, ovvero puntare sullapprofondimento delle competenze pi propriamente specifiche per ciascun indirizzo: quelle scientifiche per il Liceo scientifico, quelle economiche per lITC e quelle artistiche per il Liceo artistico/ISA.

    In tal modo, tutti si sono potuti svolgere in Italia, compreso quello dello scientifico, avendo un reale interesse a far vedere come la ricerca scientifica e le applicazioni tecnologiche siano avanzate anche nel nostro Paese. Le osservazioni che di seguito leggerete dalle riflessioni del Facili-tatore, prof Franco Acquaviva, alle testimonianze dei ragazzi dei tre Indirizzi, alle risultanze dei monitoraggi analizzati dalla prof.ssa Carmen Piazza raccontano di un successo reale e di un apprezzamento profondo del lavoro svolto: la mia soddisfazione profonda, al di l della certezza di ottime ricadu-te formative e psicologiche sugli allievi, risiede nella consapevolezza che tutto il nostro impegno di Scuola ha potuto saldarsi con unimmagine di Europa non pi avvertita come rischio bens come vera, grande opportunit.

    Il Dirigente scolasticoProf Gerardo Vespucci

  • Dal banco allazienda: gli Stage del PON C5 allIstituto dIstruzione

    Superiore A.M. Maffucci

    Prima che il Dirigente scolastico, Gerardo Vespucci, la prof.ssa Maria Antonietta Abate e chi scrive, su precisa e circostanziata delega del Collegio Docenti del 13 maggio 2011, ci accingessimo a progettare, in tempi diversi, il quadro di riferimento del piano integrato 2011 e la struttura(con esplicitazione di competenze ed attivit), che avrebbero guidato gli interventi dellobiettivo C5 - Stage in Italia, (approvati e svolti verso la fine del 2012), convenimmo innanzitutto sulla filosofia complessiva dello stage, da intendersi come completamento del percorso di formazione scolastica, e, successivamente, sullopportunit che i due percorsi formativi dellIstituto Tecnico Commerciale e dellIstituto dArte collegassero strettamente mondo dello studio ed esperienza pratica, con lobiettivo sotteso di provare sul campo una metodologia focalizzata di orientamento dei giovani, laffiancamento in azienda(vera e propria parola dordine del Dirigente Scolastico), che rendesse pi funzionale la loro socializzazione lavorativa.

    La ridotta consistenza numerica di gruppo, nel limite massimo di due corsisti per azienda, a conti fatti, ha favorito il perseguimento di obiettivi concreti, offrendo agli studenti non solo la possibilit di avvicinarsi e di conoscere la realt aziendale, ma soprattutto di comprendere meglio comportamenti, valori e obiettivi ad essa legati.

    Per quanto riguarda invece il Liceo Scientifico, al di l dellesperienza del ciclo lavorativo, tracciata per le altre due scuole, si voluto continuare nel solco della scelta qualificante ed impegnativa della green economy, che aveva gi visto anni fa il nostro Istituto dIstruzione SuperioreAngelo Maria Maffucci, impegnato in prima battuta nel settore delle rinnovabili col marketing ambientale, grazie al coinvolgimento di due quinte del Tecnico Commerciale.

    Questesperienza significativa era poi stata ripresa dalle quinte del Liceo Scientifico, seppur in una pi vasta dimensione europea e in un processo di formazione integrata(la lingua inglese come strumento veicolare a supporto dellapprendimento di conoscenze scientifiche: una sorta di minisperimentazione dei moduli CLIL).

    Lobiettivo dello sviluppo sostenibile dellambiente, questanno ricondotto ad una dimensione nazionale, stato perseguito attraverso la conoscenza

  • di nuove tipologie di fonti energetiche alternative a quelle fossili, attraverso esperienze laboratoriali sui materiali fotovoltaici, attraverso incontri con esperti e visite ad aziende di punta, nel settore delle energie rinnovabili.

    Nelle tre scuole(ad eccezione fatta dellIstituto dArte, dove il progetto stato spalmato sul triennio finale), si deciso di lavorare con le classi quinte, recependo in pieno le indicazioni del Collegio Docenti.

    I motivi che hanno condotto a questa decisione sono legati alla valenza formativa del progetto, alla maturit degli allievi e alla vicinanza temporale al momento delluscita e, quindi, dellincontro con il mercato del lavoro e col prosieguo degli studi.

    Lattivit di formazione, propedeutica al cuore del percorso formativo(lo stage di ottanta ore), svolta sotto la guida dei tutor daula e dei tutor aziendali, si proposta di fornire punti generali di riferimento allo studente, orientati principalmente a favorire lacquisizione di conoscenze e competenze di tipo professionale, relative allattivit che i corsisti avrebbero svolto in azienda oppure nei laboratori di formazione e simulazione.

    In tale contesto, ad esempio, per gli alunni delle quinte del Li