Guido Suster. Alla benevolenza del lettore

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di Attilio Pedenzini e Vito Bortondello (a cura di)

Text of Guido Suster. Alla benevolenza del lettore

  • scritti scelti a cura di Attilio Pedenzini e Vito Bortondello

    guido susteralla benevolenza del lettore

    c r o x a r i exprogettomemoria

  • c r o x a r i e

    progetto memoria

  • Guido Suster.

    Alla benevolenza del lettore

    Scitti scelti a cura di Attilio Pedenzini e Vito BortondelloPrima edizione: marzo 2004Progetto grafico: CROXARIECollana Progetto memoria

    Progetto e coordinamento editoriale Attilio PedenziniPropriet letteraria e artistica riservata

    Stampato in Italia - Printed in ItalyTutti i diritti riservati

    2004 C R O X A R I EPiazza Santi, 6

    38059 - Strigno (TN)www.croxarie.it - posta@croxarie.it

  • Guido Suster

    Alla benevolenza

    del lettore

    Scritti scelti

    a cura di Attilio Pedenzini e Vito Bortondello

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    Prefazione

    Riproporre oggi, a distanza di quasi settantacinque anni dallamorte, alcune fra le tante opere di Guido Suster, una sorta dirisarcimento morale. Suster divise equamente la sua vita, a ca-vallo fra Ottocento e Novecento, nella passione per la ricercastorica e nellattaccamento alla propria comunit, quella di Strigno,nel Trentino orientale: due sentimenti che spesso convergevanoe si intersecavano nelle sue pubblicazioni, nel suo vivere la poli-tica, nella sua attivit di amministratore pubblico. I pi anziani nericordano i grandi baffi grigi e lincedere austero, ma i loro padri,se ci fossero, ricorderebbero le tante occasioni in cui al profes-sore si chiedeva un aiuto o un consiglio, certi di non tornare acasa delusi.

    Crediamo sia importante tentare di leggere gli avvenimentiche ci siamo lasciati alle spalle senza pregiudizi e consapevolidella complessit che ce li rende spesso difficili da intepretare.Guido Suster, di estrazione liberale e irredentista, fu uno fra itanti borghesi trentini che aderirono al fascismo, identificando ilnuovo movimento come depositario della coscienza nazionale.Forse questa scelta di campo netta, in un Trentino che secondo letesi storiografiche contemporanee, peraltro oggi in discussione,visse la rivoluzione mussoliniana come un fenomeno di impor-tazione, contribu a mettere in secondo piano i molti crediti cheil professore poteva vantare nei confronti della propria comunit.Al punto che oggi, nel suo stesso paese natale, nemmeno unvicoletto ne ricorda il nome, evocato alle memorie meno distrat-te solamente dalla vecchia residenza di famiglia.

    Ora, crediamo sia importante fare i conti fino in fondo con lapropria storia, senza sconti ma anche senza frettolose archiviazionio, peggio, rimozioni.

    Nel caso di Suster una rimozione c stata e crediamo sia giuntoil momento di porvi rimedio. Questo volume, il nostro piccolorisarcimento morale, vuole allora ricordare il suo ingegno, lasua intelligenza, il legame profondo con la terra natale e latten-zione che il professore riserv sempre ai meno fortunati, a pre-scindere dalle posizioni politiche e dagli accadimenti privati e col-lettivi di cui fu protagonista e testimone.

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    Per fare ci abbiamo scelto di far parlare Suster attraverso isuoi scritti, offrendo alla benevolenza dei lettori, come avrebbedetto il nostro, un piccolo saggio della sua poliedrica attivit distudioso e letterato, che proponiamo in due parti. La prima con-tiene alcune biografie dedicate a suoi concittadini, a partire daquel Giacomo Castelrotto, capitano e cronista cinquecentesco,che forn a Suster materiale e spunti per diversi articoli (qui Uncronista trentino del secolo XVI e Antichi fatti di cronaca trenti-na, mentre si scelto di omettere Del Castello di Ivano e delborgo di Strigno in quanto gi ripubblicato a cura di don RemoPioner per Campanili Uniti nel 1992). Il professore ci porta poinellOttocento raccontandoci vita e opere di Davide Weiss (Uninsigne incisore trentino quasi totalmente a noi sconosciuto) edel pittore delle Grazie Albano Tomaselli. Non manca una pic-cola appendice inedita costituita da una ricerca sulle origini dellostemma comunale.

    La seconda parte invece interamente dedicata alle Deliziesociali, un poemetto satirico che Guido Suster compose nellau-tunno 1906 e pubblic in parte lanno successivo (solo il quadroLa politica) con lo peudonimo di Minimo Giusti. Il poema uscintegralmente in una prima edizione solo nel 1909 ma il profes-sore, insoddisfatto per il risultato ottenuto, ne fece ristampareuna versione aggiornata a proprie spese nel giugno del 1927.Lopera, cos rivista e ripubblicata, rappresenta una fra le sue ulti-me fatiche letterarie. In forma di endecasillabi sciolti vi si trova lasua visione del mondo organizzata in otto grandi temi (quadri):la scuola, la professione, la libert, il progresso, la politica, il so-cialismo, la stampa, la morale. Riproponiamo oggi questa suafatica per almeno due motivi: in primo luogo perch, nel suointento di opera educativa e morale, permette di approfondirele idee e i giudizi, pi o meno condivisibili, di Guido Suster ri-guardo al suo tempo; secondariamente perch, a distanza di quasiottantanni, offre qua e l una fotografia di comportamenti e disituazioni perfettamente adattabile alla nostra contemporaneit.Lunico intervento resosi necessario sui testi di Guido Suster, quellidella prima parte, la riorganizzazione delle note dellautore, inorigine non numerate o con numerazione che inizia ex novo inogni facciata della pubblicazione.

    I curatori

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    Appuntiper una biografiadi Guido Suster

    Guido Giuseppe Suster nacque a Strigno, nella Valsugana orien-tale, il 18 febbraio 1859. Il padre Giacomo, era nativo diLavarone. Si stabil prima in Agnedo, poi a Strigno1 dove, nelluglio del 1856, spos Fanny (Francesca) Weiss, figlia di Giusep-pe e Giovanna Weiss. Lo stesso anno nacque la loro prima figliaIda (morta nel 1914), cui fecero seguito Guido e Maria Isabella,di cui rimangono nellanagrafe parrocchiale di Strigno solamentela data di nascita (18/9/1862), lannotazione della morte, avve-nuta il 31 marzo 1917, e la laconica indicazione pazza a Pergine.Guido, il secondogenito, viene descritto da Francesco Ambrosi2

    comeGiovane di bellingegno, e studiosissimo Fece le pri-me scuole in patria, e giunto al dodicesimo anno di et,fu avviato a Trento dove, oltre la quinta classe normale,percorse con distinzione i corsi di quel ginnasio liceale.A Vienna (1880-81) comp il suo anno di volontariatonellesercito, e in pari tempo fece il primo anno univer-sitario di Belle Lettere. Di l si condusse a Bologna, atti-ratovi dallamore per lItalia e dalla fama del celebreCarducci; studi due anni in quella universit e dipoi,passato alluniversit di Roma, vi prese la laurea in Bel-le Lettere (luglio 1884). Due mesi dopo fu nominatoprofessore nel R. Ginnasio Superiore di Reggio Calabriae nel seguente anno fu trasferito in quello dUmberto Idi Roma, ove ebbe ad insegnare lettere.

    Nello stesso anno della laurea, il giorno di Natale, mor il pa-dre Giacomo.

    I Suster vivevano a Strigno, nelle vicinanze della chiesa par-rocchiale. Agli inizi del secolo scorso fu proprio un anomino sa-cerdote a tracciare una breve storia della loro dimora, che toglia-mo da Strigno, appunti di cronaca locale3:

    Lo stabile e la casa ove ora sorge il palazzo Suster, era

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    chiamato Melera, e apparteneva a un certo GiacomoDellamaria, della cui famiglia non abita pi nessuno inStrigno. In questa localit della Melera GiacomoDellamaria fece una piccola casa, ed essendo in seguitoandato in rovina, lo stabile fu levato allincanto da Si-gnor Rinaldi (ora Revedin in Castelfranco). Il sig. Rinaldiridusse la casa ad una abitazione a piano terreno, ed alII piano fece una filanda per la seta. Al pian terrenoand ad abitare un certo Battista Agostini detto Calivo,con famiglia, che faceva il sarto, e contemporaneamen-te vendeva, verso un compenso, il vino del sig. Rinaldi.Da questo Agostini detto Calivo, la localit cambi ilnome di Melera in quello di California. Quando Rinaldipart da Strigno ha venduto detta California al sig. IlarioCastelpietra, e questultimo al sig. Costa Antonio diScurelle, il quale ridusse ad abitazione anche la filandaal II piano. Finalmente comper il tutto il sig. Suster, ilquale lasciando intatta la parte della casa verso sera,innalz la parte che guardava Nord-Ovest, con tutti queifregi che ora si veggono. Cominci nellanno 1896 eridusse a termine il palazzo nellanno 1897 e parte 1898e la chiam Villa Adelia.

    Villa Adelia.

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    Adelia (Adele) Avanzo era infatti il nome della fidanzata cheSuster spos a Pieve Tesino il 29 ottobre del 1890. La nascitadella prima figlia Cornelia, nellagosto dellanno successivo, se-gn la fine della sua carriera dinsegnante, e nellautunno dellostesso anno ritorn a Strigno per dedicarsi ai suoi studi e allam-ministrazione dei beni di famiglia. Carlo Zanghellini4, che lo co-nobbe personalmente, scrive infatti che

    la sua passione dominante era la storia, e fu cosche rinunci allinsegnamento per dedicarsi completa-mente agli studi prediletti. Per aveva anche uno spic-cato senso pratico: infatti, ritornato al paese natale, bada curare i propri interessi, coltivando con criteri moder-ni la sua vasta tenuta, composta principalmente di vi-gneti e frutteti.

    Il secondo figlio Guglielmo nacque nellagosto 1892 e laterzogenita Tullia nel luglio del 1894.

    Il professore faceva parte a pieno titolo della ricca borghesiache animava la vita economica, sociale e culturale della valle acavallo fra Ottocento e Novecento. Il suo ritorno al paese nataleper dedicarsi agli affari di famiglia coincise anche con i primiinterventi nellamministrazione locale allo scopo di migliorare lecondizioni di vita dei suoi concittadini. Se vero infatti che Strignogodeva di un certo benessere economico, dato principalmentedalla presenza e dallindotto dellImperial Regio GiudizioDistrettuale, che a fine secolo poteva vantare il titol