La Terra in città

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  1. 1. La terra della citt Dallagricoltura urbana un progetto per la citt una ricerca a cura di: Francesca Cognetti, Serena Conti, Valeria Fedeli, Daniele Lamanna, Cristiana Mattioli marzo 2012 Programma di ricerca di Rilevante Interesse Nazionale Il Progetto di Territorio: metodi, tecniche ed esperienze Unit di Milano Coordinatori Prof. Alessandro Balducci, Prof. Giorgio Ferraresi
  2. 2. Indice Introduzione Riferimenti bibliograci 1. Mappatura 1.1. Orti urbani a Milano: un quadro dinsieme 1.2. Le mappe m1. Nuclei ortivi m2. Dimensionamento m3. Inquadramento: spazi aperti, vuoti urbani, infrastrutture m4. Inquadramento: cascine, citt pubblica m5. Soglie storiche m6. Attori: propriet dei terreni m7. Attori: occupazione del suolo 2. Storie 2.1. Terra in comune: una tassonomia Il mio orto Lorto del mio quartiere Lorto sul retro Lorto per altro 2.2. Le coltivazioni Riferimenti bibliograci 3. Politiche pubbliche 3.1. Le esperienze milanesi Liniziativa pioniera di Italia Nostra e i suoi sviluppi Dalle prime sperimentazioni alla diffusione degli orti nei parchi urbani Orti didattici e terapeutici Esperienze istituzionali non comunali 3.2. Strumenti e cambiamenti in atto 3.3. Conclusioni Riferimenti bibliograci Riferimenti web Interviste 4. Parole chiave 4.1. Margini 4.2. Dispositivi 4.3. Riattivazione 4.4. Radicamento locale e relazione con i luoghi 4.5. Oggetti verdi: la relazione processo / prodotto 4.6. Identit territoriali Riferimenti bibliograci
  3. 3. 5. Strumenti: il sito 5.1. Le esperienze milanesi Home page Atlante Mappa Storie Riessioni Autori Fonti delle immagini Allegati Fedeli V. (2011),A. Detroit, la citt in discussione. Crisi urbana e agricoltura urbana, in Il progetto sostenibile n. 29. Cognetti F. e Conti S. (2012),B. Oggetti verdi come dispositivi. Milano, note da una ricerca sullagricoltura urbana, in atti della Prima Biennale dello Spazio Pubblico (in corso di pubblicazione). Cognetti F. e Conti S. (2012),C. Milano, coltivazione urbana e percorsi di vita in co- mune. Note da una ricerca in corso, in Territorio n. 60.
  4. 4. La terra della citt | 5 Introduzione La raccolta di materiali che qui presentiamo rappresenta lo stato di fatto di unindagine relativa alle esperienze di coltivazione agricola nella citt di Milano. Loccasione per intraprendere questo percorso di ricerca stata la partecipazione al pro- gramma Prin 2008 Il progetto di territorio: metodi, tecniche, esperienze, coordinato per lunit di Milano dai proff. A. Balducci e G. Ferraresi. Allinterno di questo contenitore, la ricerca ha inteso interrogare gli episodi di coltivazione urbana come possibili indicatori della composizione di una prospettiva progettuale inedita per la citt. Le esperienze prese in considerazione, infatti, nella maggior parte dei casi guardano altro- ve, a modi di vivere extra-urbani (per esempio propri della campagna, appunto) o alle con- suetudini di un presunto passato; a un primo sguardo si potrebbe parlare di progetti urbani per semplice collocazione spaziale, anzi, si potrebbe dire che si tratti di pratiche in un certo senso anti-urbane, dotate di una forte ed esplicita volont critica nei confronti della forma organizzativa propria della citt. Ma proprio il fatto che guardino intenzionalmente altrove senza rinunciare alla citt, anzi, utilizzandola come fondamentale materiale progettuale, ne costituisce il motivo di interesse. In questi progetti la citt sembra presente non solo come localizzazione, ma soprattutto come sistema di relazioni, di organizzazione sociale e spaziale, senza cui i progetti stessi non avrebbero senso. Ci permette di considerare queste sperimentazioni come percorsi che, pur implicitamente e indirettamente, esprimono una chiara volont di progetto per la citt a partire dalla riorganizzazione e dal potenziamento delle risorse in essa gi presen- ti. Di per s lagricoltura in citt non certo una novit. Negli Stati Uniti i primi programmi a sostegno della coltivazione ad orto di aree urbane abbandonate risalgono alla ne dellOt- tocento. Da allora, le citt americane sono state ciclicamente il terreno fertile per la cre- scita di giardini imprevisti, frutto della voglia di fare e di guardare al di l del presente dei loro giardinieri impropri, ma anche in tempi e proporzioni differenti della capacit delle amministrazioni di sfruttare lintegrazione di un ambito informale nella composizione delle loro politiche (Pasquali, 2008; McDonbald, 2009; Harris, 2010; Fedeli, 2012). Se pur con una storia in genere pi recente e in parte con risonanza minore, iniziative simili sono diffuse in molti altri paesi. I community gardens inglesi sono il modello a cui si ispirano buona parte delle esperienze europee; in Francia la recente organizzazione dei jardins partags recupera e aggiorna la tradizione dei jardins ouvriers (Uttaro, 2009); in Argentina, dopo lapice della crisi del 2001, la coltivazione urbana sfruttata come strate- gia integrata di crescita sociale ed economica (Calori, 2009; Cognetti e Cottino, 2009). Ad un primo sguardo, in Italia, il fenomeno sembra ricostruibile principalmente attraverso la composizione di fatti isolati o alla pratica pi consolidata degli orti urbani. Negli ultimi anni, per, la diffusione e soprattutto la differenziazione delle pratiche di agricoltura urba- na, assieme al dibattito che le riguarda, stanno assumendo proporzioni che lasciano intra- vedere il potenziale passaggio da un campo punteggiato di episodi alla maglia pi tta di un fenomeno urbano di portata rilevante. Un fenomeno che vale la pena di indagare come sintomo, appunto, del desiderio di un nuovo progetto per la citt.
  5. 5. 6 | La terra della citt Lorganizzazione di questo report e dei suoi capitoli ricalca le tappe del percorso di ricer- ca, che a partire da una semplice ricognizione del fenomeno ha cercato di interrogarsi gradualmente sulle sue diverse forme dinterazione con lorganizzazione urbana e la sua progettualit. La prima operazione intrapresa stata la costruzione di una mappatura delle esperienze (capitolo 1), inquadrate inizialmente nel generico frame della coltivazione orticola in area urbana e considerate rispetto ad alcune prime caratteristiche distintive (dimensioni, aggre- gazioni, storia, ). Da questa prima individuazione di casi di potenziale interesse sono state selezionate alcune storie (capitolo 2), che, per ragioni diverse, ci parso si mettessero in gioco pi di altre in una relazione interattiva con la citt. In apparenza, si tratta nella quasi totalit dei casi di esperienze autorganizzate, in cui il soggetto pubblico pare sostanzialmente assente. Ma davvero cos? O forse lapparente estraneit delle politiche pubbliche per gli episodi di coltivazione urbana pi signicativi non fa che segnalare un nodo critico su cui ragionare? Alla criticit di questa relazione dedicata unulteriore tappa della ricerca (capitolo 3). Parallelamente a queste considerazioni sul ruolo del soggetto pubblico, le storie raccolte hanno segnalato ulteriori dimensioni ricorrenti su cui riettere per valutare la portata del fenomeno nella denizione degli assetti organizzativi della citt (capitolo 4). Inne, questo lavoro si chiude con lapertura a una potenziale prosecuzione della ricerca, attraverso la predisposizione di un sito internet (capitolo 5) che raccoglie i materiali pro- dotti, una sorta di banca dati provvisoria per ulteriori percorsi. Riferimenti bibliograci Calori, A. (2009), Coltivare la citt. Giro del mondo in dieci progetti di liera corta, Terre di Mezzo Editore, Milano. Cognetti, F. e Conti, S. (2012), Milano, coltivaizone urbana e percorsi di vita in comune. Note da una ricerca in corso, in Territorio, n. 60. Cognetti, F. e Cottino, P. (2009), Da politiche settoriali di lotta alla povert alla politica integrata del Progetto di Agricoltura Urbana, in Partecipazione oltre la parola, ICEI, Milano. Fedeli, V. (2012), Detroit, la citt in discussione: crisi urbana e agricoltura urbana, in Il Porgetto Sostenibile, n. 29. Harris, P. (2010), Detroit riparte dalla verdura, in Internazionale, n. 860. McDonald, N. (2009), As the economy struggles, urban gardens grow, in Newsweek, lu- glio, traduzione italiana in: http://mall.lampnet.org/article/ articleview/12471/0/214/. Pasquali, M. (2008), I giardini di Manhattan. Storie di guerrilla gardens, Bollati Boringhieri, Torino. Uttaro, A. (2009), Dove si coltiva la citt. Lesperienza dei jardins partags parigini, tra interstizi, scarti e germogli di pratiche urbane emergenti, in: http://www.urbanisticatre. uniroma3.it/RICERCA/caudo_abitare_ferraro/12_Uttaro.pdf
  6. 6. La terra della citt | 7 1. Mappatura La costruzione di una mappatura delle esperienze di agricoltura urbana corrisponde alla ricerca di una risposta ad alcuni primi interrogativi relativi alla consistenza del fenomeno, alle sue evoluzioni negli anni recenti, alle modalit di interazione con la citt, con le sue pratiche e i suoi spazi. Il tipo di rappresentazione cartograca che presentiamo di seguito, zenitale e a scala urba- na, certo non consente di cogliere buona parte delle qualit empiriche del fenomeno e delle sue singole manifestazioni. In compenso, proprio la distanza del punto di osservazione e la relativa astrazione della descrizione permettono di ipotizzare forme di concentrazione e di relazioni con e nella citt che sfuggirebbero a rafgurazioni pi ravvicinate. Da semplici osservazioni di carattere quantitativo, dimensionale e distributivo le mappe prodotte, infatti, passano a prendere in considerazione le interazioni degli episodi di agri- coltura con alcune tracce fondamentali della citt, con le sue principali concentrazioni spa- ziali e duso. Ciascuna di esse da intendere come uno dei livelli sovrapponibili di un ra- gionamento complessivo su alcune delle dinamiche generali che interessano le esperienze di coltivazione orticola nellarea milanese; per questo a partire da ogni mappa possibile avanzare delle prime riessioni, riportate in calce all