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Nero su Bianco Giugno 2011

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Numero di Giugno del periodico della Cappella Universitaria di Siena

Text of Nero su Bianco Giugno 2011

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    Pronti, Partenza, V...ACANZE! Eh s lettori di Nero su Bianco... l'esta-te finalmente arrivata!

    Per gli studenti universitari giugno e luglio sono mesi d'esami, l'ultimo sforzo prima del tuffo liberatorio nelle acque delle mille localit di mare della nostra penisola. Per altri invece del mare sar la montagna ad acco-

    gliere lo sfogo!

    Per questo il filo che condurr la lettura di questo numero di NsB sar il cammino, che sia verso una meta geografica, spirituale o verso Lui.

    Da poco si concluso il cammino che abbiamo fatto durante l'anno con gli amici dell'Azione Cattolica, e an-

    che quello del gruppo dei fidanzati come ci racconta Pasquale.

    E proprio di altri due cammini ci parlano larticolo di Luca e la bella storia di Linda che ci raccontano l'uno l'esperienza del gruppo cresima, l'altra il suo battesimo avvenuto da poco a San Vigilio; esperienza pi ac-cidentale e ironica quella della squadra di calcetto femminile della Cappella che racconta-

    no Francesca e Federica.

    Non solo cammini in questo numero ma anche storie e testimonianze: si parte da Annalena Tonelli che scelse di essere per gli altri: i poveri, i sofferenti, gli abbandonati" fino alla testimonianza di Antonio Socci

    e del suo libro La Guerra contro Ges.

    Cristina ci porta invece alla Giornata Diocesana dei Giovani con le suggestive storie di Padre Farid Kamal e Padre Guillaume Jedrzejczak, mentre Andrea e Isa ci raccontano i weekend monastici (tra le montagne

    di Pra'd Mill e sulla bellissima Isola San Giulio).

    Vorreste anche qualche viaggio nel passato? Ci pensa Federico che ci ripropone un Cicerone pel-legrino in un mondo stanco e Don Roberto che ci porta nei luoghi pi antichi e primordiali della no-

    stra religione, la Terra Santa.

    Per l'estate, poi, volete che non vi proponiamo le nostre rubriche sul cinema e sui viaggi? Eugenio ci accom-pagna al cinema a scoprire The Tree of Life di Terrence Malick mentre Cristina ci invita a fare le

    valige per partire verso il mare blu di Malta, l'isola dei Cavalieri e molto altro.

    Il cammino non finisce qui! Domenico ci porta a scoprire antiche forme di vacanze nel pellegrinaggio a Monte Oliveto Maggiore e Fabio, invece, la storia un po demod del Pellegrino Russo.

    E se lungo il cammino o nel viaggio vi assale la tristezza, no problem: Nero su Bianco ha la soluzione, c' Claudia!

    Vi auguriamo buon cammino a modo nostro, ricordandovi che in noi che i paesaggi hanno paesaggio. Perci se li immagino li creo; se li creo esistono; se esistono li vedo. [] La vita ci che faccia-

    mo di essa. I viaggi sono i viaggiatori. Ci che vediamo non ci che vediamo, ma ci che siamo.

    Buona Estate e buona lettura...

  • Langolo del Don Vide e credette: il respiro delleterno di Don Roberto Bianchini Pag. 4 Cappellania Il coraggio di lasciarsi andare di Luca Ercoli di Pasquale Di Sipio Pag. 5 Noi, giovani oggi di Cristina Loprete di Giovani Azione Cattolica di Siena Pag. 6 In cammino verso Ges di Lindita Ramaj Pag. 7 Week-end monastici di Isabella Petrocelli di Andrea Vicari Pag. 8 Esperienze Pellegrinaggio nellabisso del cuore di Fabio Fiorino Pag. 9 E lincontro il vero valore del cammino di Domenico Bova Pag. 10 Limportante vincere di Federica e Francesca Camilletti Pag. 11 Fotografando di Fabio Fiorino Pag. 12-13

    Il personaggio Antonio Socci: La guerra contro Ges di Alice Pappelli Pag. 14 In cammino con Annalena Tonelli di Federica Maniscalco Pag. 15 Riflettendo Prova ad essere felice... con un sorriso! di Claudia De Pasquale Pag. 16 Se si esulta dinanzi alla morte di Stefano Fonsdituri Pag. 17 La sfida educativa di Andrea Vicari Pag. 18 Curiosit Cicerone pellegrino in un mondo stanco di Federico Pipitone Pag. 19 Ciak si gira Lalbero della vita di Eugenio Alfonso Smurra Pag. 20 In viaggio con... La terra dei cavalieri e dei navigatori di Cristina Loprete Pag. 21 Per pensare... Un pellegrino... Pag. 22 Dicono Pag. 23 Bacheca Pag. 23

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    In questo numero vi augurano buona lettura...

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    Chiunque si rechi nella terra di Ges si convince immancabilmente che quel pellegrinaggio, nello spazio della vita, almeno una volta va fatto. Cos che attira verso quei luoghi e cosa vi troviamo? Certo le vestigia storiche della persona di Ges sono minime. Le ingiurie dei secoli hanno cancellato la memoria di molti luoghi e personaggi, senza dire che lo stesso desiderio di conservarne il ricordo spesso li ha snaturati. Grandi edifici sono stati eretti sui siti della nativit a Betlemme o sullo stesso Golgota nella citt santa. Lo stesso centro ideale del pel-legrinaggio che il Santo Sepolcro non manca di colpire anche negativamente chi lo visiti. Specie al mattino quando i gruppi si assiepano dentro ledificio si ha limpressione che il ba-

    zar della citt araba sia meno rumoroso. La convivenza poi di tradizioni cristiane diverse coi loro riti, colori, canti crea un vero e proprio caleidoscopio ma porta pure il peso di secolari contrasti e incomprensioni. Se il pellegrino si lascia prendere in questo vortice di considerazioni non gusta nulla dello spirito della terra san-ta, rimanendo nella sfera delle impressioni superficiali. Ma se, abitando nella citt vecchia nei pressi di una delle secolari porte che si aprono nella sua cinta muraria, la porta di Giaffa per esempio, come stato per me lo scorso marzo; e se, la mattina allalba quando ancora la citt addormentata e silenziosa, ci si incam-mina verso il sepolcro fermandosi in preghiera per qualche ora; ebbene, tutte le considerazioni che sopra riportavo perdono ogni significato. Lungo le viuzze del mercato a quellora deserte incontri solo qualche raro negoziante che rifornisce il suo emporio di merce e garzoni adolescenti mezzi intontiti dal sonno. Diver-

    samente da loro il pelle-grino vigile: come le donne del mattino di Pasqua si reca al sepol-cro, ma lui sa che il suo Signore non tra i mor-ti e lo attende per in-contrarlo. Altri pellegri-ni sbucano ad ogni in-crocio scendendo da scalette o uscendo da porticine che mettono nella strada principale. Sono tutti assorti: ven-gono dai paesi pi di-sparati come mostrano i loro abiti e i loro atteg-giamenti. Giunto allo slargo antistante la por-ta del sepolcro viene da correre come Pietro e

    Giovanni: anche tu vuoi vedere e credere. Anche tu, uomo del terzo millennio, sei bisognoso di conferme per la tua fede che sempre tanto fragile. Attraversando un colonnato semioscuro arrivi alledicola della resurrezione, lanastasis. Altri meno fortunati di te che sei sacerdote e potrai entrare dentro, stanno gi l ad attendere che inizi la Messa. Le note secolari dellintroito gregoriano risuonano solenni e scarne: surrexit Dominus vere, alleluia. Al momento della preghiera eucaristica varchi il confine di quel luogo santissimo e senza tempo e leterno ti si fa presente. Il cuore inondato dalla certezza che non ti sei ingannato finora; che quel Signore per il quale hai lasciato la tua casa e i tuoi progetti e l, vivo e vero. Anzi, la vita che ti si dona e sana le tue lacerazioni, consola le tue afflizioni, incoraggia i tuoi propositi, ti d la forza per resistere fino alla morte nella lotta contro il male. Un pianto di commozione ti vela gli occhi, ma non devi pi vedere

    nulla; devi solo lasciarti afferrare dalla Sua dolce presenza..

    VIDE E CREDETTE: IL RESPIRO DELLETERNO

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    IL CORAGGIO DI LASCIARSI ANDARE...

    E curioso che un breve articolo per il perio-dico della Cappella Universitaria cominci con una confessione, ma comincer proprio da questo. E cos confesso che quando mi sono avvicinato al percorso di preparazione a rice-vere il Sacramento della Cresima, lho fatto pensando ad una tappa obbligata in previsio-ne del Matrimonio, quasi come si fa da stu-

    denti con gli esami propedeutici. Studente non lo sono pi da un po, ma chi mi legge s. Per carit, mi ero predisposto con impegno a frequentare gli incontri, ma non ho capito subito il vero significato di quegli appuntamenti. Allinizio ho provato interesse per gli argomenti trattati, ho apprezzato le letture dei Vangeli e dei discorsi del Santo Padre, ho ascolta-to gli interventi dei ragazzi che hanno partecipato insieme a me al catechismo, cos come le lezioni di Don Enrico e Suor Rita. Ho ascoltato con orecchie attente, qualche volta sono anche intervenuto nei dibattiti, ma ancora qualcosa manca-va. Poi invece qualcosa cambiato, ho cominciato ad ascol-tare con il cuore, ho messo da parte ogni riserva, soprattut-to nei confronti di me stesso, e mi sono lasciato andare. Ho scoperto intorno a me persone straordinarie, dotate di una umanit e di una spiritualit incredibili e pronte allautentica condivisione, a cui oggi siamo disabituati o, peggio ancora, verso le quali siamo portati a provare diffidenza o timore. Per quanto incredibile possa sembrare viviamo un tempo in cui la cosa pi difficile disporsi a ricevere quello che ci viene offerto, anche pi di quanto non sia offrirlo a nostra volta al prossimo. Questo spesso accade anche nei confronti dellamore che Cristo nutre per ciascuno di noi. Troppo presi dal lavoro, dallo studio, dalla quotidianit, dai piccoli e gran-di problemi che siamo chiamati ad affrontare, non riusciamo a compiere quel piccolo grande gesto che, usando le parole di Giovanni Paolo II, consiste nello spalancare le porte a Cri-sto che pure si manifesta a noi continuamente. Lui ed io ci siamo rincontrati cos: attraverso un percorso che si tra-sformato poco alla volta in una vera esperienza; attraverso lentusiasmo di un prete durante la catechesi; attraverso la dolcezza e la sensibilit di una suora straordinaria; attraver-so labbr

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