PROBLEMATICHE IN MATERIA DI TUTELA AMBIENTALE Reparto Ambientale Marino 1° WORKSHOP a favore dei Capi Sezione Ambiente delle Capitanerie di Porto Pomezia

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  • PROBLEMATICHE IN MATERIA DI TUTELA AMBIENTALE Reparto Ambientale Marino 1 WORKSHOP a favore dei Capi Sezione Ambiente delle Capitanerie di Porto Pomezia 26 maggio / 4 giugno 2009 Pomezia 26 maggio / 4 giugno 2009
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  • Reparto Ambientale Marino LA GUARDIA COSTIERA E LA PROTEZIONE DELLAMBIENTE MARINO La volont del legislatore di attribuire un ruolo primario al Corpo delle Capitanerie di Porto in materia di salvaguardia dellambiente marino si estrinsecata con la Legge 349/86, istitutiva del Ministero dellAmbiente, che allArt. 8 prevede che il Ministero si avvalga, per la vigilanza, la prevenzione e la repressione di attivit svolte a danno dellambiente marino, nellaccezione pi ampia del termine, del Corpo delle Capitanerie di Porto. Successivamente, la legge 84/94, in materia di riordino della legislazione portuale, ha confermato allart. 3 il rapporto di collaborazione tra il Ministero dellAmbiente e le Capitanerie di Porto.. Ma gi la Legge 979/1982 incentrava il sistema di prevenzione e di repressione sul Corpo delle Capitanerie di Porto. V Vengono previste nuove risorse per il potenziamento del naviglio e per la costituzione del settore aereo del Corpo. Viene attribuito alle Autorit Marittime il coordinamento delle operazioni in mare in caso dinquinamento (Redazione dei Piani Locali).
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  • Reparto Ambientale Marino LE COMPETENZE ASSEGNATE AL CORPO: E ancora Legge 394/1991 - art. 19.7 attribuisce alle Capitanerie di Porto la sorveglianza nelle aree marine protette Legge 239/1998 - art. 7 ribadisce che per la sorveglianza delle aree marine protette e per le attivit di cui agli artt. 11 e 12 della L. 979/82 le Capitanerie di Porto operano sulla base di direttive del Ministero dellAmbiente L. 51/2001 - art. 5 e D.P.R. 177/2001 - art. 8 istituzione e gestione del V.T.S. a cura del Corpo delle Capitanerie di Porto D. Lgs. 182/2003 (attuazione della Direttiva 2000/59/CE): assegna alle capitanerie di porto il potere di ispezione e polizia in materia di raccolta dei rifiuti delle navi e dei residui del carico, allo scopo di prevenirne limmissione in mare.
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  • Da ultimo D. Lgs. 3 aprile 2006, n. 152 gli articoli 135 e 195 assegnano al Corpo funzioni di sorveglianza ed accertamento degli illeciti nella gestione degli scarichi idrici e dei rifiuti D. Lgs. 6 Novembre 2007, n. 202 (Attuazione della direttiva 2005/35/CE relativa all'inquinamento provocato dalle navi e conseguenti sanzioni. I controlli (omissis) nonche' l'accertamento delle violazioni (omissis) sono svolti dagli ufficiali, dagli agenti di polizia giudiziaria del Corpo delle Capitanerie di Porto-Guardia Costiera (omissis) articolo 12. D. Lgs. 9 Novembre 2007, n. 205 (Attuazione della direttiva 2005/33/CE che modifica la direttiva 1999/32/CE in relazione al tenore di zolfo dei combustibili per uso marittimo). Allaccertamento delle infrazioni (omissis) provvede il Corpo delle Capitanerie di Porto-Guardia Costiera (omissis) Reparto Ambientale Marino
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  • Reparto Ambientale Marino (R.A.M.) del Corpo delle Capitanerie di Porto Con la legge 31 luglio 2002, n 179 stato istituito il Reparto Ambientale Marino (R.A.M.) del Corpo delle Capitanerie di Porto. Il Reparto stato posto alle dipendenze funzionali del Ministro dellAmbiente e della Tutela del Territorio (ora e del Mare) per conseguire un pi rapido ed efficace supporto per lo svolgimento di compiti istituzionali. Con la positiva conclusione delliter legislativo sfociato nellistituzione del R.A.M., si articolato in modo pi puntuale ed efficace il rapporto tra il Corpo delle Capitanerie di Porto ed il Ministero dellAmbiente. Con specifiche convenzioni tra lAmministrazione dellAmbiente ed il Corpo delle Capitanerie di Porto, queste ultime hanno potuto svolgere in favore dellambiente interventi mirati di vigilanza in mare a fini di tutela ambientale.
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  • Reparto Ambientale Marino Sotto il profilo organizzativo il Reparto un organismo di supporto di cui il Ministro dellAmbiente e della Tutela del Territorio si avvale per lesercizio delle funzioni istituzionali tese alla salvaguardia dellambiente marino costiero. Il R.A.M.,quindi, esegue gli incarichi attribuiti direttamente dal Ministro e collabora con lUfficio di Gabinetto e le Direzioni generali sia sotto un profilo tecnico operativo che giuridico. Nel contempo sviluppa la necessaria azione di raccordo tra il dicastero dellambiente e il Comando Generale delle Capitanerie di Porto. Per lassolvimento di tali competenze, esso articolato in tre Uffici, ciascuno con compiti specifici:
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  • Reparto Ambientale Marino Ufficio I: collabora con la competente Direzione Generale per i differenti aspetti tecnici, giuridici e operativi attinenti le Aree Marine Protette e cura il rapporto convenzionale tra il Ministero dellAmbiente e della Tutela del Territorio e del Mare ed il Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di porto. I II Ufficio II Ufficio II: ha funzioni di collegamento tra la Centrale Operativa del Comando Generale, gli Uffici Marittimi periferici e la Centrale del Ministero dellAmbiente per gli inquinamenti che interessano il mare e le coste. Inoltre coadiuva le pertinenti Direzioni Generali in materia di sicurezza portuale, rifiuti, dragaggi, bonifica dei siti inquinati e applicazione delle Direttive Comunitarie sui temi ambientali. III Ufficio III Ufficio III: ha lincarico di acquisire ed elaborare i dati collegati allattivit eseguita a tutela dellambiente, a fini statistici, di studio e programmazione
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  • Reparto Ambientale Marino Il Decreto Direttoriale 28 aprile 2008 ha rafforzato il ruolo del Reparto assegnando al R.A.M. nuovi compiti di: pianificazione e coordinamento, d'intesa con la Centrale Operativa del Comando Generale, degli interventi in caso di emergenza inquinamento pianificazione e coordinamento, d'intesa con la Centrale Operativa del Comando Generale, degli interventi in caso di emergenza inquinamento monitoraggio dei dati relativi agli adempimenti derivanti dall'applicazione della Convenzione internazionale Marpol 73/78 e dalle altre convenzioni IMO per la tutela dell'ambiente marino attraverso la realizzazione del Centro di Osservazione dei potenziali inquinanti derivanti dalle navi monitoraggio dei dati relativi agli adempimenti derivanti dall'applicazione della Convenzione internazionale Marpol 73/78 e dalle altre convenzioni IMO per la tutela dell'ambiente marino attraverso la realizzazione del Centro di Osservazione dei potenziali inquinanti derivanti dalle navi In relazione alle specifiche competenze attribuite al Corpo dal D. LGS. 152/06 (c.d. Testo Unico in materia Ambientale) con Decreto Ministeriale (Trasporti) del 02.02.2006 stato istituito il NUCLEO SPECIALE INVESTIGATIVO (N.S.I.)
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  • Reparto Ambientale Marino
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  • Operazioni di dragaggio e scarichi in mare o in ambienti ad esso contigui dei materiali provenienti da escavo di fondali di ambienti marini o salmastri o di terreni litoranei emersi, nonch da ogni altra movimentazione di sedimenti in ambiente marino. dragaggio ripascimenti
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  • Reparto Ambientale Marino NORMATIVA DI RIFERIMENTO L. 84/94 Art. 5 D.M. 24.01.1996 (disciplina dellistruttoria) L.112/1998 (competenze in base allubicazione dellimmersione) L.179/2002 Art. 21 (competenze Regionali) ART. 109 D. Lgs. 152/2006 Circolare 03/RAM/2008 del 22.09.2008 D.M. 07.11.2008 (Disciplina delle operazioni di dragaggio nei siti di bonifica di interesse nazionale) REGIME SANZIONATORIO Articolo 133 D. Lgs. 152/2006 e s.m.i. (sanzione amm.va)
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  • Reparto Ambientale Marino La Gestione dei Materiali Derivanti da Attivit di Dragaggio. Immissione in mare Autorit Competente: Ministero dellAmbiente e della Tutela del Territorio e del Mare Direzione Generale Protezione Natura -Vasche di colmata -Ripascimento -Discariche Autorit Competente: Regione
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  • Reparto Ambientale Marino D.M. 24.01.1996: ALLEGATO A Istruttoria per lo scarico in mare Procedura ordinaria (vedasi anche Circolare 03/RAM/2008 del 22.09.2008) richiesta tramite la Capitaneria di Porto competente (che esprime il proprio parere ed esplica lattivit di controllo); relazione tecnica delle operazioni, corredata da dichiarazione di impossibilit a praticare soluzioni alternative allo scarico in mare; caratterizzazione dei materiali di escavo (ASL, ARPA, Universit) ; studio o parere di idoneit dellarea di scarico ( tenendo conto del piano operativo triennale di cui al Comma 10 Art. 5 Legge 28.01.94 n.84); Verbale ex Commissione Consultiva Locale Pesca M.ma
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  • Reparto Ambientale Marino Procedura di urgenza Presupposti necessari: 1)Ripristino del passo di accesso ad un porto; 2)Eventi meteomarini imprevedibili che hanno determinato lemergenza Istanza presentata dagli aventi titolo al mantenimento o ripristino delloperativit del porto o degli accosti; Parere e/o proposta della Capitaneria di Porto corredata da: Coordinate e planimetria della zona di scarico nellambito di aree idonee preventivamente individuate; Quantitativo dei materiali da scaricare; Tempi di esecuzione dellintervento; Planimetria della zona di escavo Dichiarazione attestante leffettivo sussistere delle ragioni di urgenza; Dichiarazione attestante che nellarea oggetto delle operazioni di dragaggio non sono occorsi incidenti che abbiano determinato inquinamento dei sedimenti;
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  • Reparto Ambientale Marino Localizzazioni e mappatura degli scarichi esistenti. Controllo e repressione degli scarichi abusivi.
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